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Il cibo è vita. Quello “fake” accelera il collasso del Pianeta e della nostra salute

Di Vandana Shiva – Lifegate, 15 luglio 2019 | Source

La folle corsa al cibo fake, come la carne finta creata con la soia ogm, ignora l’importanza della diversità dei nostri cibi e delle culture alimentari. È una ricetta per accelerare la distruzione della Terra e della nostra salute.

Il cibo non è merce, non è “roba” messa insieme in modo meccanico e artificiale in laboratori e fabbriche. Il cibo è vita. Il cibo è il contributo di tutti gli esseri che costituiscono la rete alimentare, ed è ciò che mantiene e rigenera la rete vitale. Il cibo può trasformarsi in salute o malattia, a seconda di come è stato coltivato e lavorato. Il cibo, quindi, è la valuta vivente dell’insieme della vita.

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Come ci ricorda un’antica upanishad: “Tutto è cibo, tutto è cibo di qualcos’altro”. Il cibo buono e il cibo vero sono la base della salute. Il cibo scadente, il cibo industriale, il cibo finto sono la base della malattia. Ippocrate infatti affermava: “Lascia che il cibo sia la tua medicina”. Nell’Ayurveda l’antica scienza indiana della vita, il cibo è chiamato “sarvausadha”, la medicina che cura tutte le malattie. I sistemi alimentari industriali, invece, hanno ridotto il cibo a mera merce, qualcosa che può persino essere composto in laboratorio. In questo processo, sia la salute del Pianeta che la nostra sono state quasi annientate.

I sistemi alimentari industriali minacciano la nostra salute e quella del Pianeta

Il 75 per cento della distruzione planetaria del suolo, dell’acqua, della biodiversità e il 50 per cento delle emissioni di gas serra provengono dall’agricoltura industriale, che contribuisce anche per il 75 per cento delle malattie croniche legate all’alimentazione. Contribuisce per il 50 per cento dei gas a effetto serra, che causano il riscaldamento globale.

L’agricoltura chimica non restituisce le sostanze organiche e la fertilità proprie del terreno. Al contrario, contribuisce alla desertificazione e al degrado del suolo. Richiede anche più acqua, poiché distrugge la naturale capacità di ritenzione idrica del suolo. I sistemi alimentari industriali hanno distrutto la biodiversità del Pianeta sia attraverso la diffusione delle monocolture, sia attraverso l’uso di tossine e veleni che stanno uccidendo api, farfalle, insetti, uccelli, portando alla sesta estinzione di massa.

L’agricoltura basata sulla biodiversità e senza veleni, d’altra parte, produce più nutrimento per acro, rinvigorendo al contempo il Pianeta, e traccia il percorso verso l’obiettivo fame zero, in tempi di cambiamenti climatici in atto. L’agricoltura industriale e il modello alimentare tossico sono stati promossi come l’unica risposta alla sicurezza economica e alimentare. Tuttavia, a livello globale più di 1 miliardo di persone soffre la fame e oltre 3 miliardi di persone soffrono di malattie croniche legate all’alimentazione.

L’agricoltura industriale basata su monoculture ad alta intensità di combustibili fossili usa il 75 per cento del terreno ma produce solo il 30 per cento del cibo che mangiamo. Infatti, sono le piccole aziende agricole basate sulla biodiversità che utilizzano il 25 per cento della terra a fornire il 70 per cento del cibo. A questo ritmo, se la quota di agricoltura e alimenti industriali nella nostra dieta arriverà al 45 per cento, avremo un pianeta morto. Non avrà più vita, né cibo.

La soia ogm e glifosato

E la folle corsa al cibo fake (come ad esempio la carne fake realizzata con soia ogm), noncurante della diversità dei nostri cibi e culture alimentari e del ruolo della biodiversità nel mantenere la nostra salute, è una ricetta per accelerare la distruzione del Pianeta e della nostra salute. Pat Brown, fondatore e amministratore delegato di Impossible Foodsha affermato di aver “cercato l’opzione più sicura e rispettosa dell’ambiente che ci consentisse di ridimensionare la produzione e fornire il burger di Impossible, a un costo ragionevole, ai consumatori”.

Dato che il 90 per cento delle farfalle monarca è scomparso a causa delle colture Roundup ready, e che stiamo vivendo sulla nostra pelle ciò che gli scienziati hanno definito “Insectageddon“, l’uso della soia ogm difficilmente rappresenta “un’opzione ambientalmente responsabile”. Nell’affermare ciò Pat Brown rivela quindi la sua totale ignoranza sul fatto che le piante infestanti hanno sviluppato resistenza al Roundup e sono diventate “super piante infestanti” che ora richiedono erbicidi sempre più letali.

In un momento in cui in tutto il mondo sta crescendo il movimento per vietare ogm e Roundup, promuovere la soia ogm come “carne” è fuorviante per chi la mangia sia in termini di ontologia dell’hamburger, sia in termini di sicurezza.

Il burger di Impossible a base di soia ogm, nebulizzata con Roundup, non è un’opzione sicura, come denunciato da Zen Honeycutt di Moms across America: “il burger di Impossible è risultato positivo al glifosato. I livelli di glifosato rilevati nel burger di Impossible dai laboratori dell’Health research institute erano 11 volte più alti rispetto al burger di Beyond Meat11,3 parti per miliardo di glifosato e la sua decomposizione in Ampa (acido amminometilfosfonico), contro 1 parte per miliardo.

“Siamo scioccate nello scoprire che il Burger di Impossibile può avere livelli di residui di glifosato fino a 11 volte più alti rispetto al burger di Beyond Meat, secondo questi campioni testati. Questo nuovo prodotto viene commercializzato come soluzione per un’alimentazione sana, mentre in realtà il consumo di 11 parti per miliardo di diserbante al glifosato può essere estremamente pericoloso. È stato dimostrato che solo 0,1 parti per miliardo di glifosato distruggono i batteri intestinali, che è il luogo in cui si trova il caposaldo del sistema immunitario. Sono seriamente preoccupata che i consumatori siano fuorviati nel credere che il Burger di Impossible sia sano”.

Alcune cause giudiziarie recenti hanno mostrato le connessioni delle colture Roundup ai tumori. In questo senso, gli investimenti nella soia ogm Roundup ready costituiscono una cecità verso il mercato. C’è un altro equivoco ontologico legato al cibo fake. Mentre si sostiene di allontanarsi dalla carne, la “carne fake” riguarda la vendita di prodotti come la carne. Pat Brown dichiara di usare “il lievito geneticamente modificato per produrre eme, la molecola “magica” che fa sì che la carne abbia il sapore di carne, rendendo così il burger di Impossible l’unico prodotto a base vegetale a offrire la deliziosa esplosione di sapore e aroma che bramano i consumatori di carne”.

Pensavo che la dieta a base vegetale fosse per vegani e vegetariani, non per gli amanti della carne.

La corsa all’oro del cibo fake

In effetti, la promozione di cibi fake sembra avere più a che fare con il dare nuova vita alla fallimentare agricoltura ogm e all’industria del junk food, e la minaccia nei suoi confronti derivante dall’aumento della coscienza e della consapevolezza in ogni luogo in cui il cibo biologico, locale e fresco è cibo reale che rigenera il Pianeta e la nostra salute. Di conseguenza, l’investimento in “aziende alimentari vegetali” è salito da quasi zero nel 2009 a 600 milioni di dollari al 2018. E queste aziende stanno cercando di più.

Si tratta di profitti e controllo. Chiunque prenda parte alla corsa all’oro del cibo fake non ha alcuna conoscenza discernibile, o coscienza o compassione per gli esseri viventi, per l’insieme vitale, né per il ruolo del cibo vivente nel comporre quell’insieme.

L’improvvisa presa di coscienza alle “diete a base vegetale”, compresa la soia ogm, è una violazione ontologica del cibo come sistema vivente che ci collega all’ecosistema e ad altri esseri, e indica insipienza della diversità delle culture che hanno usato una varietà di piante nella loro dieta.

Le scienze ecologiche si sono basate sul riconoscimento delle interconnessioni e interrelazioni tra gli esseri umani e la natura, tra i diversi organismi e all’interno di tutti i sistemi viventi, compreso il corpo umano. Ciò si è quindi evoluto come scienza ecologica e sistemica, non frammentata e riduzionista. Le diete si sono evolute in base ai climi e alla biodiversità locale, consentita dal clima. La biodiversità del suolo, delle piante e del nostro microbioma intestinale è un continuum. Nella civiltà indiana, le tecnologie sono strumenti. Gli strumenti devono essere valutati in base a criteri etici, sociali ed ecologici. Le tecnologie non sono mai state considerate come autoreferenziali, ma valutate nel contesto del contributo al benessere di tutti.

Attraverso il cibo fake, l’evoluzione, la biodiversità e l’insieme vitale vengono ridefiniti come un’”antica tecnologia non migliorabile”, ignorando le conoscenze sofisticate, evolutesi in varie culture agricole e alimentari in vari climi ed ecosistemi per sostenere e rinnovare la biodiversità, gli ecosistemi, la salute delle persone e del Pianeta.

Dobbiamo decolonizzare le nostre culture alimentari e le nostre menti dall’imperialismo alimentare

L’occidente industrializzato è sempre stato superbo e ignaro delle culture che ha colonizzato. Il cibo fake è solo l’ultimo passo nella storia dell’imperialismo alimentare, un secolo e mezzo di colonizzazione delle nostre conoscenze e culture alimentari. La soia è un dono dell’Asia orientale, dove è stata un alimento per millenni. È stata mangiata solo come cibo fermentato, per rimuovere i suoi fattori anti-nutrizionali. Ma recentemente, la soia ogm ha creato un imperialismo della soia, annientando la diversità delle piante. Ciò continua la distruzione della diversità dei ricchi oli commestibili e delle proteine vegetali dei “dal”, i legumi, indiani.

Mentre i contadini indiani sapevano che i legumi fissano l’azoto, l’Occidente stava industrializzando l’agricoltura basata sull’azoto sintetico che contribuisce ai gas serra, alle zone morte nell’oceano e ai terreni morti. Mentre noi mangiavamo una varietà di “dal” nel nostro quotidiano“dal roti”, i colonizzatori britannici, che non avevano idea della ricchezza della nutrizione dei legumi, li riducevano a cibo per animali. Chana è divenuta cece, gahat è divenuto dolico cavallino, tur è divenuto pisello arboreo.

Siamo sul precipizio di un’emergenza planetaria, di un’emergenza sanitaria, di una crisi dei mezzi di sussistenza degli agricoltori. Il cibo fake accelera la corsa al collasso. Il vero cibo ci dà la possibilità di rinvigorire la terra, le nostre economie alimentari, la sovranità alimentare e le culture alimentari. Attraverso il cibo reale possiamo decolonizzare le nostre culture alimentari e la nostra coscienza. Possiamo ricordare che il cibo è vivo e ci dà la vita.


Cibo fake, carne fake: il tentativo disperato di Big Food per promuovere l’industrializzazione del cibo

Di Vandana Shiva – Comedonchisciotte, 2 luglio 2019 | Fonte

L’ontologia e l’ecologia del cibo 

Il cibo non è una merce, non è una “roba” messa insieme meccanicamente e artificialmente nei laboratori e nelle fabbriche. Il cibo è vita. Il cibo contiene il contributo di tutti gli esseri che costituiscono la rete alimentare, e contiene il potenziale per mantenere e rigenerare l’insieme vitale. Il cibo ha anche il potenziale per la salute e le malattie, a seconda di come è stato coltivato e lavorato. Il cibo è quindi la valuta vivente dell’insieme vitale.

Come un’antica Upanishad ci ricorda “Tutto è cibo, tutto è cibo di qualcos’altro.”

Il buon cibo e il vero cibo sono la base della salute.

Il cibo scadente, il cibo industriale, il cibo fake sono la base della malattia.

Ippocrate ha affermato: “Lascia che il cibo sia la tua medicina”. Nell’Ayurveda, l’antica scienza indiana della vita, il cibo è chiamato “sarvausadha”, la medicina che cura tutte le malattie.

I sistemi alimentari industriali hanno ridotto il cibo a una merce, a “roba” che può inoltre essere composta in laboratorio. Nel procedimento sia la salute del pianeta, sia la nostra salute sono state quasi annientate.

Il 75% della distruzione planetaria del suolo, dell’acqua, della biodiversità e il 50% delle emissioni di gas serra provengono dall’agricoltura industriale, che contribuisce anche per il 75% delle malattie croniche legate all’alimentazione. Contribuisce per il 50% dei gas a effetto serra, che determinano il cambiamento climatico. L’agricoltura chimica non restituisce materia organica e fertilità al terreno. Invece sta contribuendo alla desertificazione e al degrado del suolo. Richiede anche più acqua, poiché distrugge la naturale capacità di ritenzione idrica del suolo. I sistemi alimentari industriali hanno distrutto la biodiversità del pianeta sia attraverso la diffusione delle monocolture, sia attraverso l’uso di tossine e veleni che stanno uccidendo api, farfalle, insetti, uccelli, in direzione della sesta estinzione di massa.

L’agricoltura ad alta biodiversità e senza veleno, d’altra parte, produce più nutrimento per acro(1), rinvigorendo al contempo il pianeta. Mostra il percorso verso“Fame Zero”, in tempi di cambiamento climatico.

L’agricoltura industriale e il modello alimentare tossico sono stati promossi come l’unica risposta alla sicurezza economica e alimentare. Tuttavia, a livello globale, oltre 1 miliardo di persone ha fame. Oltre 3 miliardi [di persone]soffrono di malattie croniche legate all’alimentazione.

Essa utilizza il 75% del terreno, tuttavia l’agricoltura industriale basata su monoculture ad alta intensità di combustibili fossili produce solo il 30% del cibo che mangiamo. Al contempo, piccole aziende agricole a biodiversità che utilizzano il 25% della terra forniscono il 70% del cibo. A questo ritmo, se la quota di agricoltura industriale e di alimenti industriali nella nostra dieta aumenterà al 45%, avremo un pianeta morto. Non avrà più vita, né cibo.

La folle corsa per il cibo fake e la carne fake, inconsapevole della diversità dei nostri cibi e culture alimentari, e il ruolo della biodiversità nel provvedere al mantenimento della nostra salute, è una ricetta per accelerare la distruzione del pianeta e della nostra salute.

La soia OGM non è sicura per l’ambiente e per chi la mangia

In un recente articolo “How our commitment to consumers and our planet led us to use GM soy”(“Come il nostro impegno verso i consumatori e il nostro pianeta ci ha condotto ad usare soia GM”), Pat Brown, CEO e fondatore di Impossible Foods, afferma che:

“Abbiamo cercato l’opzione più sicura e rispettosa dell’ambiente che ci consentisse di ridimensionare la nostra produzione e fornire il Burger di Impossible, a un costo ragionevole, ai consumatori”.

Dato che il 90% delle farfalle monarca è scomparso a causa delle colture Roundup Ready, e che stiamo vivendo sulla nostra pelle ciò che gli scienziati hanno definito “Insectageddon”, l’uso della soia OGM non rappresenta certo una “opzione ambientalmente responsabile”.

Nello scrivere questo, Pat Brown rivela la sua totale ignoranza che le piante infestanti hanno sviluppato resistenza al Roundup e sono diventate “super-piante infestanti” che ora richiedono erbicidi sempre più letali. Bill Gates e il DARPA stanno addirittura chiedendo l’uso di gene drive(2) per eliminare l’amaranto, un cibo sacro e nutritivo in India, perché l’amaranto di Palmer è diventato una super-pianta infestante nei campi di soia di Roundup Ready degli Stati Uniti.

In un momento in cui in tutto il mondo il movimento per vietare OGM e Roundup sta crescendo, promuovere la soia OGM come “carne fake” è fuorviante per chi la mangia sia in termini di ontologia dell’hamburger, sia in termini di sicurezza.

Il “Burger di Impossible” a base di soia OGM, nebulizzata con Roundup, non è un’opzione “sicura”, come annunciato proprio da Zen Honeycutt e da Moms Across America: “che il Burger di Impossible è risultato positivo al glifosato.
I livelli di glifosato rilevati nel Burger di Impossible, dai Laboratori dell’Health Research Institute, erano 11 volte più alti rispetto alBurger di Beyond Meat. Il risultato totale (il glifosato e la sua decomposizione in AMPA–n.d.T. acido amminometilfosfonico) era11,3 ppb (n.d.T. parte per miliardo). Moms Across America hanno anche testato il Burger di Beyond Meat eil risultato è stato 1 ppb.

“Siamo scioccate nello scoprire che il Burger di Impossibile può avere livelli di residui di glifosato fino a 11 volte più alti, rispetto al Burger di Beyond Meat, secondo questi campioni testati. Questo nuovo prodotto viene commercializzato come soluzione per un’alimentazione “sana”, mentre in realtà il consumo di 11 ppb di diserbante al glifosato può essere estremamente pericoloso. È stato dimostrato che solo 0,1 ppb di glifosato distruggono i batteri intestinali, che è il luogo in cui si trova il caposaldo del sistema immunitario. Sono seriamente preoccupata che i consumatori siano fuorviati nel credere che il Burger di Impossible sia sano”.

Recenti cause giudiziarie hanno mostrato le connessioni di Roundup al cancro. Con l’accumulo di responsabilità legate a casi di cancro, gli investimenti in soia OGM Roundup Ready costituiscono cecità verso il mercato.

O la speranza che ingannare i consumatori possa salvare Bayer / Monsanto.

C’è un altro equivoco ontologico legato al cibo fake. Mentre si sostiene di allontanarsi dalla carne, la “carne fake”riguarda la vendita di prodotti come la carne.

Pat Brown dichiara che “noi usiamo il lievito geneticamente modificato per produrre eme, la molecola “magica”, la quale fa che la carne abbia il sapore di carne – e rende il Burger di Impossible l’unico prodotto, a base vegetale,a offrire la deliziosa esplosione di sapore e aroma che bramano i consumatori di carne.”

Avevo pensato che la dieta a base vegetale fosse per i vegani e i vegetariani, non per gli amanti della carne.

Big Food e Big Money stanno determinando la corsa all’oro del cibo fake

In effetti, la promozione di cibi fake sembra avere più a che fare con il dare nuova vita alla fallimentare agricoltura OGM e all’industria del Junk Food, e la minaccia nei suoi confronti derivante dall’aumento della coscienza e della consapevolezza, in ogni luogo in cui il cibo biologico, locale e fresco è cibo reale che rigenera il pianeta e la nostra salute. Di conseguenza, l’investimento in “aziende alimentari vegetali” è salito da circa 0 nel 2009 a 600 milioni di dollari al 2018. E queste aziende stanno cercando di più.

Pat Brown dichiara: “Se c’è una cosa che sappiamo, è che quando un’antica tecnologia non migliorabile contrasta una tecnologia migliore che è continuamente migliorabile, è solo una questione di tempo prima che il gioco sia finito.” Ha aggiunto, “Penso che i nostri investitori considerino ciò come un’opportunità da 3 trilioni di dollari.”

Si tratta di profitti e controllo. Lui, e quelli che balzano sulla corsa all’oro del cibo fake, non hanno alcuna conoscenza discernibile, o coscienza, o compassione per gli esseri viventi, per l’insieme vitale, né per il ruolo del cibo vivente nel comporre quell’insieme.

La loro [Big Food e Big Money] improvvisa presa di coscienza alle “diete a base vegetale”, compresa la soia OGM, è una violazione ontologica del cibo come sistema vivente che ci collega all’ecosistema e ad altri esseri, e indica insipienza della diversità delle culture che hanno usato una varietà di piante nella loro dieta.

Le scienze ecologiche si sono basate sul riconoscimento delle interconnessioni e interrelazioni tra gli esseri umani e la natura, tra i diversi organismi e all’interno di tutti i sistemi viventi, compreso il corpo umano. Ciò si è quindi evoluto come scienza ecologica e sistemica, non frammentata e riduzionista. Le diete si sono evolute in base ai climi e alla biodiversità locale, consentita dal clima. La biodiversità del suolo, delle piante e del nostro microbioma intestinale è un continuum. Nella civiltà indiana, le tecnologie sono strumenti. Gli strumenti devono essere valutati in base a criteri etici, sociali ed ecologici. Gli strumenti/le tecnologie non sono mai stati considerati come autoreferenziali. Sono stati valutati nel contesto del contributo al benessere di tutti.

Attraverso il cibo fake, l’evoluzione, la biodiversità e l’insieme vitale vengono ridefiniti come una “antica tecnologia non migliorabile”, l’ignoranza delle conoscenze sofisticate, evolute in varie culture agricole e alimentari in vari climi ed ecosistemi per sostenere e rinnovare la biodiversità, gli ecosistemi, la salute delle persone e del pianeta.

L’Eat forum che ha portato alla luce un report, il quale ha cercato di imporre una dieta a monocultura di alimenti iperindustriali, coltivati con la chimica, nel mondo ha una partnership tramite FrESH con l’industria del junk food, e con Big Ag come Bayer, BASF, Cargill, Pepsico tra gli altri.

I collaboratori Junk di FRESH

Il cibo fake si sta quindi incrementando su un secolo e mezzo di imperialismo alimentare e colonizzazione alimentare, delle nostre varie conoscenze alimentari e culture alimentari.

Big Food e Big Money sono dietro l’industria alimentare fake. Bill Gates e Jeff Bezos stanno finanziando le startup.

Abbiamo bisogno di decolonizzare le nostre culture alimentari e le nostre menti dall’imperialismo alimentare

L’occidente industriale è sempre stato superbo e ignaro delle culture che ha colonizzato. “Cibo fake” è solo l’ultimo passo in una storia di imperialismo alimentare.

La soia è un dono dell’Asia orientale, dove è stata un alimento per millenni. È stata mangiata solo come cibo fermentato, per rimuovere i suoi fattori anti-nutrizionali. Ma recentemente, la soia OGM ha creato un imperialismo della soia, annientando la diversità delle piante. Ciò continua la distruzione, che abbiamo documentato, della diversità dei ricchi oli commestibili e delle proteine vegetali dei“dal” indiani.

Le donne delle baraccopoli dell’India hanno fatto appello a me per avere indietro la nostra senape, qualora l’olio di soia OGM iniziasse a essere rifilato all’India, e gli olii locali e le unità per la spremitura a freddo nei villaggi fossero stati resi illegali. È stato allora che abbiamo iniziato il “sarson (senape) satyagraha” per difendere i nostri sani olii spremuti a freddo, dal rifilarci olio di soia OGM, estratto con esano. L’esano è una neurotossina [n.d.T. l’estrazione con solvente, che utilizza sostanze chimiche (l’esano, il benzene, o il toluene)].

Mentre i contadini indiani sapevano che i legumi fissano l’azoto, l’Occidente stava industrializzando l’agricoltura, basata sull’azoto sintetico che contribuisce ai gas serra, alle zone morte nell’oceano e ai terreni morti. Mentre noi mangiavamo una varietà di “dal” nel nostro quotidiano“dal roti”, i colonizzatori britannici, che non avevano idea della ricchezza della nutrizione dei legumi, li riducevano a cibo per animali. Chana è divenuta cece, gahat è divenuto dolico cavallino, tur è divenuto pisello arboreo.

Siamo sul precipizio di un’emergenza planetaria, di un’emergenza sanitaria, di una crisi dei mezzi di sussistenza degli agricoltori. Il cibo fake accelera la corsa al collasso. Il vero cibo ci dà la possibilità di rinvigorire la terra, le nostre economie alimentari, la sovranità alimentare e le culture alimentari. Attraverso il cibo reale possiamo decolonizzare le nostre culture alimentari e la nostra coscienza. Possiamo ricordare che il cibo è vivo e ci dà la vita.

Boicottate il Burger OGM di Impossible. Preparate il tofu. Cucinate il dal.

Questo saggio è apparso originariamente su Independent Science News.

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