Home > Aree Tematiche > Food for Health (Cibo per la Salute)

Il modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo il cibo sta diventando sempre più il fulcro delle molteplici crisi che affrontiamo oggi. Che si tratti della crisi ecologica del declino della biodiversità, del cambiamento climatico o della crisi sanitaria legata alla fame, alla malnutrizione e all’ondata di patologie come il cancro associato ai pesticidi e alle sostanze tossiche presenti nel nostro ambiente e nella nostra catena alimentare.

Tali aspetti riguardano i livelli del sistema alimentare dal quale noi tutti dipendiamo: dalle condizioni del suolo, dell’acqua e dei semi, fino ai processi di produzione, lavorazione e distribuzione. Alla base del processo di degrado in corso, c’è l’abbandono dei sistemi alimentari naturali e organici e delle corrispondenti diete che sono state alla base della nostra salute per la maggior parte della storia conosciuta dell’umanità.

Nel maggio 2018, Navdanya International ha convocato un gruppo di lavoro di esperti, in prosecuzione dei lavori della Commissione Internazionale sul Futuro dell’Alimentazione e dell’Agricoltura, per una due giorni di incontri a Firenze per discutere idee e contenuti, e razionalizzare la visione e la struttura concettuale di base per la redazione del Manifesto “Food for Health (Cibo per la Salute): Coltivare la biodiversità, coltivare la salute”.


Scarica il Manifesto “Food for Health”


Album completo

Il Manifesto presuppone che la salute, a partire dal suolo, delle piante, agli animali e all’uomo deve essere il principio organizzativo e l’obiettivo dell’agricoltura, del commercio, della scienza, della nostra vita e degli scambi internazionali e si prefigge di creare convergenza tra consumatori, produttori e stakeholder per una visione comune di sviluppo sostenibile in linea con gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.


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L’edizione italiana del Manifesto £Food for Health” è stata presentata a Sana, a Bologna, Italia, il 9 settembre 2018.

Il Manifesto fornisce evidenze scientifiche, sostenute da oltre 200 riferimenti bibliografici a studi e pubblicazioni scientifiche, sull’inscindibile legame tra il modo in cui il nostro cibo è prodotto e la nostra salute. L’obiettivo è quello di dare l’allarme sull’elevato apporto chimico in quel tipo di agricoltura e produzione alimentare che l’agricoltura industriale e il Poison Cartel si stanno propagando nel mondo, sui danni che sta causando alla salute delle persone e del pianeta, e di indicare la strada per un cambiamento di sistema necessario per un futuro sostenibile, agroecologico e sano. Il Manifesto sostiene la necessità di un nuovo modo di pensare la salute incentrato sull’ecologia, un nuovo paradigma basato sul pensiero sistemico e non sul riduzionismo meccanicistico, riconoscendo che la salute della terra e la salute delle persone sono indissolubilmente legate e un unico continuum. Il Manifesto Food for Health intende porsi come strumento per agricoltori e cittadini di tutto il mondo, Governi e stakeholder, per favorire la convergenza e l’azione dei movimenti per l‘agroecologia e per la salute pubblica in Italia e nel mondo intorno a una visione comune di sviluppo sostenibile, equo e inclusivo.

La sfida che ci troviamo oggi a fronteggiare affonda le sue radici in una crescente dipendenza da un paradigma produttivo disfunzionale, basato su prodotti chimici come i pesticidi e sulle economie di scala per aumentare la quantità di cibo prodotto, che non tiene in considerazione la scarsa qualità nutritiva e l’ampia gamma di effetti nocivi per la salute delle persone e per l’ecosistema. Questo sistema produce effetti negativi sulla salute in ogni stadio della vita umana: dalla denutrizione e dalla malnutrizione a un ampio spettro di malattie croniche legate alla dieta e all’inquinamento ambientale causato dai prodotti di sintesi utilizzati in agricoltura,  oggi tra le principali cause di morte prematura e disabilità nel mondo.

L’agricoltura industriale, basata sulle monocolture, sui combustibili fossili e su input chimici intensivi, è orientata a massimizzare la produzione, giustificandosi con la presunta necessità di garantire cibo a sufficienza per sfamare una popolazione mondiale in continuo aumento. In realtà gli alimenti così prodotti, privi di nutrienti e carichi di veleni chimici, radiazioni e tossine, non stanno garantendo né nutrimento né tantomeno salute alla popolazione mondiale. Al contrario, stanno danneggiando i nostri ecosistemi e la nostra salute erodendo, al contempo, la qualità e la varietà dei cibi. Questo sistema produttivo, basato sulle monocolture, produce comprovati effetti nocivi sulla qualità e varietà dei semi, sulla biodiversità di tutte le specie, contaminando il suolo e le falde acquifere. Il sistema agroalimentare industriale consuma, inoltre, un’immensa quantità di energia fossile, producendo quasi un terzo di tutte le emissioni globali di gas serra, contribuendo così alla crisi climatica.

La maggior parte degli alimenti che consumiamo è invece ancora prodotta da piccoli e medi agricoltori, mentre la stragrande maggioranza delle colture provenienti dal settore industriale, come il mais e la soia, viene utilizzata principalmente come mangime per animali o per produrre biocarburanti.

Si sostiene spesso che i prodotti alimentari industriali abbiano il vantaggio di essere “economici”. I costi di produzione, trasformazione e distribuzione sono in realtà molto elevati e la convenienza è solo apparente. Questa impressione di convenienza è ottenuta artificialmente soprattutto grazie a ingenti sussidi pubblici, all’esternalizzazione dei costi sociali, ambientali e sanitari, e attraverso la manipolazione dei mercati.

Esiste però un approccio alternativo ed efficace alla sicurezza alimentare, basato sulla biodiversità, che combina quantità e qualità e che massimizza i benefici per la salute del pianeta e delle persone.

Il paradigma ecologico dell’agricoltura, del cibo, della nutrizione e della salute riconosce i complessi processi biologici all’interno della natura e del nostro corpo, e tra la natura, le altre specie e l’uomo, in quanto parte della natura, non separati da essa. E’ basato su un approccio sistemico che sta sostituendo le correnti tendenze distruttive con politiche, pratiche e conoscenze che assicurano invece il rinnovamento. Interpretiamo il rinnovamento soprattutto come una ritrovata resilienza dei sistemi alimentari naturali, che lavorano in armonia con la natura, si basano sulla sovranità alimentare e sul riportare i semi nelle mani degli agricoltori.

Le alternative esistono e si basano sulla rigenerazione della salute della terra attraverso l’agroecologia, la conservazione della biodiversità, la promozione delle economie locali e dei sistemi alimentari a filiera corta, a km0, “dai campi alla tavola”.

In tutto il mondo, i piccoli agricoltori e orticoltori stanno già attuando un’agricoltura ecologica basata sulla biodiversità. Rigenerando il suolo e conservando e selezionando le proprie sementi, forniscono cibo sano e nutriente alle comunità. Le comunità che scelgono di mettere i beni comuni al centro di sistemi economici locali, solidali e basati sulla cooperazione, continuano a offrire soluzioni creative e innovative, riappropriandosi così dei sistemi alimentari e riuscendo spesso a rendere le grandi multinazionali dell’agrochimica irrilevanti.

La salute del pianeta e la salute delle persone sono una cosa sola. Il diritto alla salute può diventare effettivo solo se anche il diritto a una buona alimentazione viene riconosciuto e rispettato. La transizione verso un nuovo paradigma, basato sulla conciliazione dei diritti alla salute e alla sicurezza alimentare, dipenderà dall’impegno della società civile, del settore privato, dei governi e delle istituzioni internazionali.  Trasformare i nostri sistemi alimentari è cruciale non solo per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile entro il 2030 ma anche per assicurare la salute delle persone e del pianeta.

Nel marzo 2019 Navdanya International ha alciato la campagna “Poison Free Food and Farming 2030 – Cibo e Salute senza pesticidi“:

launched the Campaign Poison Free Food and Farming 2030  – un invito a creare un movimento unificato per il cambiamento. Si rivolge alle comunità e alle popolazioni indigene di ogni parte del mondo, alle donne e alle giovani generazioni, a tutti i cittadini e ai rappresentanti delle istituzioni, ma anche agli agricoltori, ai produttori e ai consumatori di alimenti, che si stanno già mobilitando localmente e globalmente nella difesa della terra e delle generazioni future.


In evidenza

Presentato, al Sana di Bologna, il Manifesto Food for Health

Navdanya International, 9 settembre 2018

“Food For Health”, a Firenze presentazione di inizio lavori del Manifesto per un’alimentazione sana

Firenze, 15 – 16 maggio 2018

Laurea Magistrale in Scienza della Nutrizione

Dipartimento di Farmacia, Scienza della Salute e della Nutrizione

Università della Calabria

Altre pubblicazioni:

Terra Nuova Settembre 2018

In primo piano: Cibo per la salute: il Manifesto «Food for Health

Cibo e salute

Manuale di RESISTENZA ALIMENTARE. Con un intervento di Franco Berrino
Autori: Mira Shiva, Bhushan Patwardhan, Vandana Shiva – Terra Nuova Edizioni


Manifesto Food for Health: alcuni dati

Scheda completa qui

Contaminanti ambientali e pesticidi

Più di 80.000 nuovi prodotti chimici e 20 milioni di sottoprodotti commercializzati a partire dalla seconda guerra mondiale. Dal 1945, produzione globale di pesticidi aumentata di circa 26 volte: da 0,1 a 2,7 milioni di tonnellate.

In Italia, residui di pesticidi sono stati rilevati nel 67% delle acque superficiali e nel 33,3% di quelle sotterranee. 259 sostanze sono state rilevate nelle acque italiane, superficiali e profonde, 55 in un unico campione.

Esposizione

L’Oms stima 200.000 casi di decessi l’anno causati da pesticidi organofosforici.

Un cittadino medio ha in corpo dalle 300 alle 500 sostanze chimiche in più rispetto a cinquant’anni fa.

Malattie croniche non trasmissibili (Mnt):

  • 70% dei decessi a livello mondiale – 40 milioni di morti all’anno, circa 15 milioni di decessi di età inferiore ai 70 anni.
  • 80% del totale dei decessi e 90% tra persone di età 30-69 anni nei paesi a basso e medio reddito.
  • Incremento del 55% di leucemie mieloidi nella prole per esposizione a pesticidi durante la gravidanza.

Malnutrizione e sovralimentazione

Oltre 800 milioni di persone sono tutt’oggi sotto alimentate, nonostante il fatto che quasi un terzo del cibo prodotto venga sprecato lungo la filera produttiva; 2 miliardi di persone soffrono, al contempo, di obesità o sovrappeso.

Biodiversità

Il sistema alimentare industriale domina oltre il 75% del suolo coltivabile del mondo.
Il 75% della diversità genetica vegetale è scomparso in soli cento anni.

Alimentazione biologica

Negli alimenti biologici sono presenti maggiori livelli di polifenoli (dal 19% al 51%) e antiossidanti, minori residui di pesticidi e minori livelli di metalli pesanti, in particolare cadmio.

Agricoltura su piccola scala e biologica

I piccoli agricoltori forniscono il 70% del cibo a livello mondiale pur avendo a disposizione solo il 25% della terra arabile.

Contabilità dei Costi

Costi delle Mnt: entro il 2030: oltre 30 trilioni di dollari, pari al 48% del Pil mondiale.

Il costo dei fertilizzanti sintetici in termini di danno ambientale è stimato a 375 miliardi di dollari.


Bibliografia autori

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