Prendersi cura della terra significa prendersi cura della vita in tutte le sue forme
Nel territorio della Tuscia si osserva negli ultimi anni un trend di incremento delle pratiche di allevamento intensivo, che rappresenta oggi un tema di discussione locale e suscita attenzione per i possibili impatti sulla biodiversità, sugli ecosistemi e sulle tradizioni rurali. Il contesto nazionale e internazionale vede questi fenomeni come parte di una trasformazione più ampia dei sistemi agricoli e alimentari, a cui la comunità locale cerca di rispondere promuovendo modelli più sostenibili, come l’agricoltura biologica, le economie circolari, il turismo rurale e la tutela degli animali e dell’ambiente.
Il presente progetto si sviluppa in continuità con il lavoro di Navdanya International, fondato su sinergie e alleanze tra associazioni locali, aziende agricole biologiche, enti pubblici, scuole e cittadinanza, per la promozione di sistemi agroalimentari sani, giusti ed ecologici e per la tutela del territorio, della biodiversità e degli ecosistemi.
Rivolto alle giovani generazioni, il progetto promuove la responsabilità collettiva verso la natura, diffonde l’approccio agroecologico, l’educazione all’empatia e il rispetto degli animali, sostenendo la transizione verso stili di vita in armonia con il territorio.
Ha coinvolto le studentesse e gli studenti delle classi 2T, 2V e 2D del Liceo Artistico dell’IIS Luca Paciolo di Anguillara Sabazia in un percorso di educazione ecologica, cittadinanza attiva e ricerca artistica, volto a riattivare il legame dei giovani con il proprio ambiente, rafforzare la comunità e valorizzare il sapere collettivo. Attraverso incontri in classe e workshop sul territorio, ispirati all’arte contemporanea e all’ecologia, i partecipanti hanno incontrato produttori e realtà agricole, operatori della tutela della fauna, educatori, istituzioni e comunità. L’esperienza ha messo in relazione biodiversità, cibo, benessere animale, paesaggio e comunità, accompagnando gli studenti nella creazione di elaborati capaci di restituire in forma visiva domande, conoscenze e relazioni emerse lungo il cammino.
Il progetto prosegue ed espande il percorso educativo avviato nel 2023 con “Biodiversità è Vita” e successivamente sviluppato attraverso iniziative come “Agroecologia è Vita”, nel contesto del programma Terrae Vivae. Questi percorsi hanno consolidato relazioni tra giovani, scuole, agricoltori e altri attori locali, offrendo una base di esperienze condivise e strumenti pratici su cui si innesta questa nuova fase.
Attività in programma
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Percorso formativo partecipativo con incontri in classe, workshop e visite sul territorio dedicati a biodiversità, sistemi alimentari, benessere animale e cittadinanza ecologica.
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Esperienze dirette presso realtà impegnate nella tutela della fauna, nell’agricoltura e nell’allevamento rigenerativi e nella trasformazione alimentare, per conoscere filiere e pratiche produttive sostenibili.
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Laboratori di approfondimento e confronto sulle relazioni tra salute degli ecosistemi, cura degli animali, cibo, paesaggio e comunità.
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Percorso di ricerca artistica ispirato all’ecologia e all’arte contemporanea, per rielaborare le esperienze in elaborati visivi e condividerli con il territorio.

Promosso da Navdanya International con il sostegno dell’8×1000 dell’Unione Buddhista Italiana, il progetto nasce per ispirare un cambiamento culturale e sociale nel cuore della Tuscia, offrendo alle nuove generazioni strumenti concreti per tutelare la biodiversità, rigenerare le relazioni tra persone, natura e comunità, e consolidare modelli agroalimentari rispettosi dell’ambiente e di ogni essere senziente.
La cura della terra è cura della vita:
un percorso di consapevolezza ecologica

Fin dal primo incontro, il percorso è stato costruito come uno spazio partecipativo, in cui partire dagli interessi e dai vissuti di ragazze e ragazzi per scegliere insieme la direzione del lavoro. Dalle discussioni sono emerse domande molto concrete: da dove viene ciò che mangiamo, come vivono gli animali negli allevamenti, quanto conosciamo il territorio in cui abitiamo, quali effetti hanno le nostre scelte sull’ambiente. Particolarmente significativo è stato il livello di partecipazione: interventi spontanei, capacità di argomentare, coinvolgimento emotivo su temi come eco-ansia, biodiversità e responsabilità individuale. Un percorso che parte dalle domande dei giovani e costruisce insieme nuove consapevolezze e senso di responsabilità verso il futuro.
Prendersi cura della fauna selvatica:
workshop al CRAS del Lago di Vico

Partendo dalla forte empatia verso gli animali emersa in classe, studenti e studentesse hanno scelto di concentrarsi sulla fauna selvatica locale: come vivono gli animali, quali rischi affrontano a causa delle attività umane, cosa si può fare concretamente per proteggerli. Il workshop al CRAS – Centro Recupero Animali Selvatici della Riserva del Lago di Vico – ha permesso di conoscere da vicino il lavoro del centro: l’accoglienza degli animali feriti, i percorsi di cura e riabilitazione e, quando possibile, il loro ritorno in natura. Attraverso il racconto degli operatori e il laboratorio pratico, i ragazzi hanno incontrato diverse specie, in particolare rapaci come i barbagianni, scoprendo le cause più frequenti di recupero e il legame tra attività umane e fragilità degli ecosistemi. Dai feedback finali sono emersi sorpresa, curiosità e il desiderio concreto di contribuire alla salvaguardia della fauna locale.
Scegliere il cibo in modo consapevole:
workshop al supermercato
Partendo dalla domanda concreta su cosa significhi orientarsi tra gli scaffali con consapevolezza, studenti e studentesse hanno lavorato sul cibo come sistema complesso in cui territorio, produzione, ambiente e salute sono profondamente intrecciati. Attraverso una scheda di valutazione degli alimenti, hanno analizzato prodotti reali della loro dieta quotidiana, imparando a leggere etichette, riconoscere processi industriali e valutare provenienza e valore nutrizionale. Dal lavoro sono emerse domande significative e una partecipazione attiva, con alcuni ragazzi che hanno persino provato a contattare direttamente le aziende produttrici per saperne di più. Un percorso che ha mostrato quanto ogni scelta alimentare quotidiana possa diventare un atto di responsabilità verso l’ambiente e gli altri esseri viventi.
Dal benessere animale alla produzione del cibo:
approfondimenti in classe
Dopo i primi workshop, il percorso è proseguito in classe, dove ragazze e ragazzi hanno approfondito benessere animale, produzione del cibo e trasformazione alimentare. I gruppi hanno lavorato su sotto‑obiettivi concreti: condizioni di vita degli animali negli allevamenti, filiere di carne, latte e uova, differenze tra prodotti freschi e trasformati. Attraverso dibattiti, ricerche guidate e attività di analisi, hanno esplorato gli impatti sanitari, ambientali ed etici dei sistemi produttivi, interrogandosi su come le scelte alimentari quotidiane possano contribuire a ridurre lo sfruttamento animale e la distruzione degli ecosistemi.
Allevamenti rigenerativi e cura del paesaggio:
workshop all’azienda La Argentina
Una tappa centrale del percorso è stato il workshop presso l’azienda agricola La Argentina, che pratica agricoltura e allevamento rigenerativi. Qui i partecipanti hanno osservato diversi sistemi di allevamento, confrontando modelli intensivi e approcci basati su benessere animale, qualità delle produzioni e rigenerazione del suolo. Hanno partecipato alla raccolta delle uova e dialogato con i produttori sulle implicazioni etiche, ambientali ed economiche delle scelte produttive. L’esperienza ha collegato i contenuti affrontati in classe con esempi concreti di transizione verso sistemi agroalimentari più giusti e resilienti, dove cura della Terra e lavoro quotidiano camminano insieme.
Dal latte al formaggio:
trasformazione alimentare e scelte produttive

Il workshop presso Caseificio Agricolo Fratelli Gentili ha aperto uno sguardo sulla trasformazione alimentare, seguendo il ciclo del formaggio di pecora dalla stalla al prodotto finito. I partecipanti hanno osservato il lavoro artigianale, gli indicatori di benessere animale e le scelte che influiscono sulla qualità del latte. A partire da questa esperienza si è sviluppato un confronto tra produzione artigianale e industriale: differenze in nutrienti, impatti ambientali, condizioni di vita degli animali e rapporto con il territorio. Il dibattito ha mostrato come ogni forma di trasformazione del cibo incorpori visioni sulla Terra, sulla salute e sulla giustizia sociale.
Arte ecologica:
dare forma alle relazioni tra cibo, animali e territorio
Dopo uscite e approfondimenti, il percorso si è concentrato sulla costruzione di un elaborato artistico collettivo, accompagnato da una docente di arti visive ed ecologia. Le esperienze e le conoscenze acquisite sono state trasformate in opere visive: diagrammi sull’alimentazione quotidiana, rappresentazioni di ecosistemi, collage critici sui messaggi del supermercato, illustrazioni che danno voce agli animali invisibilizzati. I laboratori hanno dialogato con diversi riferimenti artistici per esplorare nuove forme di racconto della relazione tra cibo, suolo, paesaggio e comunità. L’arte è diventata uno spazio condiviso in cui la cura della Terra si traduce in immagini capaci di parlare anche a chi non ha vissuto direttamente il percorso.
La cura della Terra è cura della Vita:
una mostra per condividere il percorso con il territorio
Il percorso si è concluso con una mostra pubblica allestita nello spazio civico di Officine Municipali, nell’ambito dell’evento “Giovani & Territorio: percorsi di agroecologia e cittadinanza”. Le opere realizzate durante i laboratori artistici – diagrammi sull’alimentazione quotidiana, paesaggi che raccontano la biodiversità, collage critici sui sistemi alimentari, illustrazioni dedicate al benessere animale – hanno restituito in forma visiva le domande, le scoperte e le riflessioni emerse lungo il percorso. Ragazze e ragazzi hanno presentato personalmente i lavori a cittadinanza, istituzioni e altre scuole, trasformando la mostra in un momento di dialogo e di responsabilità condivisa rispetto al futuro dei sistemi alimentari e dei territori. In questo spazio di incontro, La cura della Terra è cura della Vita è uscita dalla dimensione scolastica per diventare racconto collettivo: un invito a riconoscere la Terra come soggetto di diritti, e a praticare una cittadinanza attiva capace di rigenerare relazioni tra suolo, cibo, comunità e democrazia.