Home > Multimedia > Cortometraggi > Terrae Vivae Hub: partire dai giovani per rigenerare comunità – Video

Le Officine Municipali nascono come coworking gratuito, ma l’esperienza di questi primi mesi sta facendo emergere una vocazione più ampia. La presenza quotidiana di studenti e giovani, insieme alla partecipazione agli eventi e alle attività del programma Terrae Vivae, sta trasformando progressivamente lo spazio in un punto di aggregazione, scambio e iniziative. Un hub territoriale che, grazie alla vocazione agroecologica di Navdanya International e alla disponibilità del Comune di Bracciano, si pone come centro sperimentale di rigenerazione ambientale e sociale.

Un passaggio importante in questo percorso è stato rappresentato, il 23 maggio, da “Giovani & Territorio: percorsi di agroecologia e cittadinanza”, l’incontro che ha portato alle Officine Municipali studenti e comunità scolastiche, agricoltori del territorio, cittadini e rappresentanti delle istituzioni per confrontarsi sul futuro del Lago di Bracciano a partire dall’agroecologia e dalla cittadinanza attiva. L’appuntamento ha rappresentato insieme il momento conclusivo e l’apertura verso una nuova fase dei percorsi di ecoliteracy e protagonismo giovanile sviluppati da Terrae Vivae con le scuole del territorio. I ragazzi non sono stati semplicemente destinatari di un’attività educativa: hanno portato nello spazio pubblico esperienze, conoscenze e proposte maturate nei percorsi svolti durante l’anno, mettendole in dialogo con insegnanti, produttori, istituzioni e comunità locale. È proprio in questo passaggio dalla conoscenza all’azione che si riconosce uno degli obiettivi centrali di Terrae Vivae: trasformare l’educazione ecologica in partecipazione e la conoscenza del territorio in capacità di prendersene cura collettivamente. In questo senso, Giovani & Territorio non ha rappresentato la conclusione di un progetto, ma l’inizio di una relazione più stabile tra le nuove generazioni e le Officine Municipali.

Uno spazio comunitario prende davvero vita quando smette di essere soltanto un luogo messo a disposizione e comincia a essere abitato, frequentato e trasformato dalle persone. A pochi mesi dall’avvio della nuova fase delle Officine, i dati sulla frequentazione mostrano che questo passaggio sta prendendo forma. Tra il 4 giugno e il 31 luglio 2026, nelle 35 giornate di apertura registrate, lo spazio di coworking delle Officine Municipali ha totalizzato 209 accessi da parte di 99 utenti distinti, con una media di circa 6 presenze per giornata. Nel complesso, le persone hanno trascorso alle Officine circa 880 ore. Ancora più significativo è il tempo di permanenza: ogni accesso dura in media 4 ore e 13 minuti e quasi il 40% degli ingressi si prolunga per almeno cinque ore. Il dato racconta uno spazio che non viene utilizzato come semplice punto di passaggio, ma come una vera postazione di lavoro e di studio, nella quale le persone scelgono di trascorrere una parte importante della propria giornata. Si sta formando anche un primo nucleo di frequentatori ricorrenti: 38 utenti, pari al 38,4% del totale, sono tornati almeno una seconda volta; 23 hanno utilizzato lo spazio almeno tre volte e 9 almeno cinque volte. Non si tratta dunque soltanto di ampiezza della partecipazione, ma di un primo processo di radicamento. Le Officine cominciano così a essere non soltanto utilizzate, ma abitate.

Uno dei dati più rilevanti del monitoraggio è quello relativo alla presenza assidua dei giovani che sembrano apprezzare la possibilità di riunirsi in uno spazio “connesso” ma all’aperto. La sfida è fare in modo che i ragazzi non siano soltanto frequentatori delle Officine, ma possano progressivamente diventarne protagonisti: non più soltanto il luogo nel quale partecipare ad attività organizzate per loro, ma uno spazio nel quale incontrarsi, proporre iniziative e assumere un ruolo diretto nella vita della struttura. Il prossimo passo sarà individuare una giornata alla settimana  nella quale possano essere loro stessi a proporre, organizzare e gestire attività per le Officine. Laboratori, incontri, musica, arte, momenti di formazione o nuove occasioni di socialità potranno nascere direttamente dai loro interessi e dalle loro esigenze. L’idea non è predisporre dall’alto un nuovo programma “per i giovani”, ma mettere a disposizione spazi, strumenti e accompagnamento perché una parte della programmazione possa essere costruita da loro. È il passaggio dalla fruizione alla partecipazione e dalla partecipazione alla corresponsabilità.

Alla frequentazione quotidiana si affianca una crescente partecipazione agli appuntamenti pubblici. L’ultimo evento della rassegna “Le stagioni di Officine” ha raccolto oltre 70 partecipanti, confermando la capacità dello spazio di mettere in relazione giovani, cittadini, produttori e realtà del territorio. L’evento ha ospitato produttori e ristoratori locali mettendo in evidenza le potenzialità dell’economia circolare. La proiezione del film “The Seeds of Vandana Shiva” ha permesso di visualizzare il collegamento fra le istanze locali e quelle globali. Occasioni come questa permettono di condividere in forma concreta la visione di Terrae Vivae: partire dal cibo, dalla biodiversità e dalle relazioni di prossimità per costruire comunità più consapevoli e resilienti. La programmazione degli eventi diventa così parte dello stesso percorso di crescita dello spazio: non un semplice calendario di iniziative, ma uno strumento per creare relazioni, far circolare conoscenze e rendere le Officine un luogo riconoscibile di incontro e partecipazione per il territorio.

Uno degli elementi distintivi di Terrae Vivae è proprio la capacità di mettere in dialogo le esperienze concrete dei territori con le grandi questioni globali: sicurezza alimentare, biodiversità, agroecologia, crisi climatica, diritti degli agricoltori e resilienza delle comunità. In questa prospettiva, ottobre rappresenterà un nuovo passaggio importante. Il giorno 24 ottobre, a seguito della 54ª sessione plenaria del Comitato delle Nazioni Unite per la Sicurezza Alimentare Mondiale (CFS), in programma dal 19 al 23 ottobre 2026 presso la sede della FAO a Roma, Bracciano accoglierà delegati del CFS, del Forum dello Sviluppo Sostenibile, del MASE, dell’Unione Buddista Italiana e di altre organizzazioni ambientaliste. L’obiettivo sarà portare il dibattito internazionale dentro un’esperienza territoriale concreta e, allo stesso tempo, mostrare come le pratiche costruite localmente possano offrire esperienze, domande e prospettive utili alla discussione globale.

È forse proprio questo il carattere che il Terrae Vivae Hub sta assumendo con maggiore chiarezza. Da una parte, la dimensione quotidiana e concreta: una scrivania dove studiare, uno spazio in cui incontrarsi, eventi costruiti insieme ai produttori e alle associazioni della società civile, giovani che iniziano a immaginare attività per altri giovani. Dall’altra, le grandi questioni che attraversano i sistemi alimentari e le comunità a livello globale.Terrae Vivae nasce dalla convinzione che le comunità siano ecosistemi viventi, modellati da fattori locali e globali e capaci di rigenerarsi attraverso partecipazione, conoscenza, relazioni e responsabilità condivisa. Le Officine Municipali rendono questa visione visibile in uno spazio fisico: un luogo nel quale il lavoro quotidiano, l’educazione ecologica, la partecipazione civica e il confronto internazionale possono incontrarsi. Il percorso è ancora all’inizio, ma la direzione è sempre più riconoscibile: da coworking a luogo di aggregazione; da luogo di aggregazione a comunità; da comunità a spazio capace di progettare e agire sul proprio territorio, mantenendo aperto un dialogo con il mondo.

Photo credits: Maela Bonafede


Progetto “Coworking Space Bracciano” – CUP F11I24000190009 – cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del PR Lazio FSE 2021‑2027, Priorità 1 Occupazione, Obiettivo specifico ESO4.2 AC 19, Avviso “Officine Municipali” DD G05680/2023. Beneficiario: Comune di Bracciano. Partner gestore: Navdanya International ETS.

CUP: F11I24000190009 – Codice Sigem: 23019DC000000106