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Terra Nuova, 19 giugno 2019 (Brano tratto dall’articolo “Il bio sotto assedio” di Manlio Masucci, sul mensile Terra Nuova Giugno 2019) | Fonte

Intervista a Ulrich Veith, sindaco di Malles, la cittadina della Val Venosta che vuole liberarsi dai pesticidi.

Il sindaco di Malles, Ulrich Veith, l’aveva detto nella recente conferenza stampa in Parlamento organizzata da Navdanya International: «Non ci fermeranno, continueremo la nostra battaglia per la salute e per la democrazia». Così aveva detto il sindaco.

E così è stato. La prima municipalità italiana ad aver indetto un referendum contro i pesticidi non si è arresa allo stop del Tar e nemmeno di fronte alla richiesta di risarcimento danni da parte della Corte dei Conti. Ma è andata avanti nella sua battaglia di civiltà riportando una vittoria storica.
Oggi Malles è in festa. Qui Vandana Shiva ha tenuto un discorso di fronte ai numerosi cittadini, confermando l’appoggio della coalizione internazionale «per un’alimentazione e un’agricoltura libera da veleni». Di più. Malles si candida a diventare un simbolo
di questa coalizione. «Vorrei che ci fossero molti Malles nel mondo» ha dichiarato la presidente di Navdanya International, «perché Malles non combatte solo per se stessa ma rappresenta un’importante esperienza pionieristica per il mondo intero».

Già nell’ottobre 2017, a Nuova Delhi, in India, Navdanya aveva riunito le comunità delle Alpi, rappresentate dal sindaco di Malles e dalle comunità dell’Himalaya per dare inizio a una rete di comunità libere da veleni a livello globale. Il recente incontro a Malles ha rappresentato l’occasione per sottoscrivere un rinnovato impegno a favore di una immediata transizione verso modelli produttivi agroecologici capaci di rispettare la biodiversità e contrastare i cambiamenti climatici.

Incontriamo, il sindaco presso l’Hotel Panorama di Malles. Oltre le immense vetrate dell’hotel, la superba vista delle maestose montagne ancora imbiancate della Val Venosta. Il sindaco è ancora raggiante per il successo della manifestazione appena conclusasi.
Poche ore dopo sarebbe arrivata un’altra notizia di fondamentale importanza: la completa assoluzione da parte della Corte dei Conti.

Sindaco Veith, si parla molto di modelli produttivi sostenibili e biologici. Per la maggior parte della popolazione urbana questi concetti risultano spesso lontani e comunque associati solo al prodotto finale. Lei rappresenta una comunità che vive all’interno di un’area dove avviene la produzione intensiva delle mele. Può descrivere ai suoi concittadini urbani com’è la vita in un’area circondata da monocultivi?
Penso che questa sia una questione centrale. Quando il consumatore va in un supermercato a comprare frutta o verdura proveniente da agricoltura convenzionale non ha idea di che tipo di situazione ci sia nelle zone di produzione. Questo vale con molti prodotti come per esempio le banane nelle cui piantagioni oltreoceano vengono utilizzati ingenti quantità di pesticidi. Ma non bisogna andare così lontano per inquadrare il fenomeno, visto che avviene anche da noi. La Val Venosta è una zona di produzione molto intensa di mele e nell’agricoltura convenzionale si usano tantissimi pesticidi diversi. Come è la nostra vita in Valle? Non è più quella di una volta. Questi luoghi erano famosi per l’aria pulita e l’acqua pura, ma oramai non è più così. E non potrebbe essere altrimenti visto che l’irrorazione di sostanze chimiche avviene su basi quotidiane. L’aria, l’acqua, la biodiversità hanno subito un forte impatto in seguito allo sviluppo di questo sistema produttivo intensivo.

E come vi è venuto in mente di indire un referendum?
Perché abbiamo constatato l’incidenza del fenomeno della deriva, ovvero il trasporto delle sostanze chimiche a lunghe distanze dai campi in cui vengono irrorati, aggravato ulteriormente dalle condizioni climatiche di quest’area particolarmente ventosa. Abbiamo ritrovato tracce di pesticidi nelle coltivazioni biologiche, nei campi da gioco, nei giardini delle scuole, negli spazi pubblici. Abbiamo iniziato circa dieci anni fa a informare i contadini che usano i pesticidi per spiegar loro i danni che procurano a se stessi, all’ambiente e alle persone vicine. Purtroppo non abbiamo ricevuto risposte soddisfacenti, al contrario tutto continuava senza alcun miglioramento. A quel punto abbiamo deciso che era giusto ascoltare la volontà della popolazione. Il quesito era molto semplice: vogliamo un tipo di agricoltura convenzionale nel nostro Comune o piuttosto preferiamo un’agricoltura biologica e la difesa della biodiversità? Così nel 2014 abbiamo indetto un referendum che ha avuto un esito molto chiaro. Una partecipazione altissima con oltre il 70% degli aventi diritto al voto. Fra questi, il 76% ha espresso la volontà di vivere in un Comune libero dai pesticidi.

La delibera successiva al referendum non è stata mai applicata, bloccata dal Tar. La Corte dei Conti le ha anche chiesto 24 mila euro di risarcimento per le spese referendarie. I cittadini di Malles oltre a veder negato il loro diritto alla salute, vedono ora anche negato
il diritto a una consultazione democratica. Avranno almeno il diritto di essere arrabbiati?
Questo è un grande problema, i cittadini sono perplessi e inquieti ma sempre più motivati. In un paese democratico come l’Italia mi sembra molto strano che a un sindaco si richieda di risarcire le spese di un referendum. In democrazia, il referendum è uno strumento fondamentale e andrebbe indetto ogni qual volta i cittadini lo richiedano. Sono convinto che il giudice mi darà ragione ma questo attacco ha inferto una grave ferita alla democrazia. La mia convinzione è che sia stata una manovra per scoraggiare altri sindaci dall’unirsi in questa battaglia.

La provincia di Bolzano non sembra avere particolarmente a cuore la sua battaglia. Al contrario, lei si è recato più volte a Roma dal ministro per la democrazia diretta, Riccardo Fraccaro, e in seguito a una conferenza stampa in Parlamento, a cui hanno partecipato molti membri della Commissione agricoltura. Si sente sostenuto in questa sua battaglia?
Mi sento supportato da Roma. O perlomeno è un governo che sento più vicino di quello di Bolzano. Penso che a Roma, a differenza che a Bolzano, abbiano capito che il cambiamento è già in corso, che c’è una richiesta crescente della popolazione e soprattutto dei giovani. Il ministro Fraccaro sta supportando il percorso democratico di Malles. Contemporaneamente penso che il messaggio per un’agricoltura diversa sia arrivato alla Commissione.

Ha sentito cosa ha detto Vandana Shiva? Siete pronti a divenire il simbolo di un movimento internazionale?
Siamo contentissimi che Vandana Shiva sia venuta a trovarci, è un segno molto importante per tutta la popolazione di Malles. Tramite l’apertura internazionale, dovuta alla partnership con Navdanya, abbiamo la sensazione di poter rappresentare un simbolo importante per tutto il mondo. Questo è un incoraggiamento importantissimo per la popolazione di Malles e per tutte le nostre iniziative. Non sarà facile perché la Provincia non ci sostiene, ma noi andremo avanti e se avremo la possibilità di rappresentare un simbolo per il movimento internazionale che si batte contro i pesticidi non ci tireremo indietro. L’energia accumulata in questi ultimi giorni è tanta e ci darà la forza di proseguire questa battaglia.

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