L’Extraterrestre, settimanale ecologista de Il Manifesto, 31 luglio 2025 | Fonte
La pressione delle multinazionali sui governi di tutto il mondo per allentare le normative a favore degli Ogm non accenna a diminuire. Ma la resistenza di agricoltori e associazioni continua a strutturarsi ed ottenere importanti successi. È il caso del Messico che ha compiuto un passo cruciale per proteggere la propria biodiversità e il patrimonio culturale, approvando una riforma costituzionale che riconosce il mais come patrimonio identitario e alimento fondamentale, vietandone la modificazione genetica.

Photo: Navdanya
La riforma è stata approvata dopo che, il 6 febbraio 2025, il governo ha revocato i decreti presidenziali del 2020 a causa della sentenza del panel arbitrale del T-MEC, che li aveva dichiarati in violazione dell’accordo commerciale. Nel 2020, il governo messicano aveva disposto il divieto di importazione di mais Ogm per consumo umano e animale, prevedendo anche la graduale eliminazione del glifosato.
Il divieto aveva suscitato l’opposizione degli Stati Uniti, che lo ritenevano dannoso per i flussi commerciali. Un classico atto di «bioimperialismo», dove gli interessi aziendali e gli accordi commerciali prevalgono sulla protezione della biodiversità. Ma con la riforma costituzionale, il Messico ha mantenuto la sua posizione, continuando a vietare il mais Ogm per il consumo umano, a difesa dell’autodeterminazione alimentare. Entrata in vigore il 18 marzo 2025, la riforma è il risultato di una mobilitazione decennale per la biodiversità e la salute pubblica, finalizzata a salvaguardare il mais come coltura centrale per l’identità, i sistemi alimentari e le tradizioni indigene del paese.

Photo credits: Fernanda Estrada González
Il Messico è il centro di origine del mais, con una ricca varietà di sementi native fondamentali per la sicurezza alimentare e la cultura locale. Sebbene la riforma costituzionale non possa impedire direttamente l’importazione di mais Ogm, rappresenta un segnale politico forte, rafforzando la tutela del mais nativo e il diritto delle comunità a difendere il proprio patrimonio genetico e culturale. Inoltre, sostiene pratiche agricole tradizionali come il sistema della «milpa», che integra mais con altre colture in un approccio ecologico e culturale, preservando la biodiversità e i diritti delle comunità indigene.
La posizione del Messico è cruciale perché si contrappone alle tendenze globali verso la deregolamentazione degli Ogm. Paesi come la Nuova Zelanda e l’Unione Europea stanno allentando i controlli sugli Ogm e le tecniche genomiche (Ngt), rischiando di normalizzare la diffusione degli Ogm e minacciare la biodiversità globale. La riforma del Messico è dunque un simbolo di resistenza contro l’agricoltura controllata dalle multinazionali che minaccia la biodiversità globale e rappresenta un importante punto di riferimento per il movimento globale che si oppone all’imperialismo degli Ogm, per proteggere la biodiversità nei centri di origine delle colture fondamentali, promuovendo la protezione dei semi nativi e pratiche agricole sostenibili. Proteggere i semi nativi e promuovere sistemi agricoli resilienti è essenziale per la salute del pianeta, la sicurezza alimentare e una vera autodeterminazione alimentare.

Photo credits: Fernanda Estrada González
Riferimenti:
Sovereignty vs. Agribusiness: The Global Stakes of Mexico’s GMO Ban