Sottotitoli in italiano
In occasione della 28a COP sul clima, Navdanya International ha presentato “La rigenerazione è vita – Un paradigma agroecologico per superare la crisi climatica“.
Esistono due parametri principali per pensare a noi stessi nel mondo e al nostro rapporto con la Terra. O pensiamo a noi stessi come separati dalla Natura o come un tutt’uno con essa.
Il paradigma dell’agricoltura industriale, che vede il mondo come una macchina e non come un sistema vivente auto-organizzato, ha creato devastazione sul pianeta attraverso l’estrazione e lo sfruttamento. Nel complesso, le pratiche ecologicamente distruttive del paradigma dell’agricoltura industriale sono responsabili del 29% di tutte le emissioni di gas serra (GHG), e questo fa del sistema alimentare globale uno dei principali responsabili del cambiamento climatico e del degrado ambientale. Agire come se il mondo fosse una macchina mina e finisce per distruggere i processi viventi e i sistemi organici.
Facendo seguito alla nostra pubblicazione Biodiversità è vita, che illustra le profonde interconnessioni tra la nostra salute e quella dei nostri ecosistemi e del pianeta, questa nuova pubblicazione illustra come, oggi più che mai, sia necessario che le culture agroecologiche del mondo assumano un ruolo di primo piano e ci mostrino cosa significa essere radicati in armonia con la Terra. L’obiettivo dovrebbe essere quello di lavorare in sintonia con la natura per ripristinare la sua biodiversità e rigenerare i suoi cicli naturali per produrre un cibo vero. Queste soluzioni esistono già e vengono attuate da comunità alimentari locali e diversificate in tutto il mondo, dimostrando che è possibile percorrere un cammino di vita in armonia con la natura. Siamo parte dei sistemi della Terra, la qualità del nostro cibo è legata alla salute degli ecosistemi della Terra, a cui siamo profondamente e intrinsecamente interconnessi.
La vera soluzione alla crisi ecologica e climatica non risiede nella creazione di sostituti del cibo o nell’espansione del paradigma industriale, ma nel potenziamento delle iniziative in tutto il mondo che stanno già lavorando per sanare la nostra connessione con la Terra attraverso la cura.
Si ringrazia: Unione Buddhista Italiana
