Dalla biodiversità alla cittadinanza: il racconto di una comunità in cammino
Event Report – 23 maggio 2026, Officine Municipali, Bracciano
L’evento Giovani & Territorio: percorsi di agroecologia e cittadinanza, svoltosi il 23 maggio 2026 presso le Officine Municipali di Bracciano, ha rappresentato non solo la conclusione dei percorsi formativi territoriali, ma un momento di sintesi politica e culturale tra istituzioni, scuole e cittadinanza. Non una conferenza, ma un incontro: studenti, insegnanti, agricoltori, rappresentanti delle istituzioni e cittadini si sono ritrovati attorno allo stesso tavolo per parlare di terra, di cura, di futuro all’indomani della Giornata Internazionale della Biodiversità.
Navdanya International, Terrae Vivae, Officine Municipali
Navdanya International è un’organizzazione operativa da quindici anni in Italia, che lavora dal livello locale a quello globale su biodiversità, agroecologia e giustizia alimentare. La sua missione è accompagnare la transizione ecologica non come processo tecnico o istituzionale, ma come trasformazione culturale e comunitaria. L’organizzazione mette a disposizione l’esperienza quarantennale della comunità internazionale di Navdanya nella difesa della biodiversità e della Sovranità Alimentare, fungendo da ponte strategico tra le istanze locali e i movimenti ecologisti globali.
Terrae Vivae è il programma di Navdanya International per la rigenerazione delle comunità ecologiche. Attivo sul territorio del Lago di Bracciano dal 2023, connette scuole, istituzioni, agricoltori e cittadini attorno a una visione ecologica collettiva, attraverso percorsi di ecoliteracy, valorizzazione dell’agricoltura locale e cittadinanza attiva.
Le Officine Municipali di Bracciano sono uno spazio comunitario aperto a tutte e tutti, dedicato all’azione ecologica, all’ecoliteracy e all’agroecologia e nascono come Ecohub per il territorio. Il Comune di Bracciano e Navdanya International lo gestiscono insieme come luogo vivo di partecipazione e incontro.
L’Ecohub di Terrae Vivae e Officine Municipali fa parte di un percorso verso la costruzione di un distretto agroecologico territoriale: uno spazio di coordinamento e partecipazione capace di accompagnare la transizione agroecologica del territorio, valorizzando il protagonismo delle comunità locali. In questo senso, lo spazio nuovo che si inserisce in una logica di Ecohub mira a creare le condizioni per una governance condivisa e inclusiva, rafforzando il dialogo tra i diversi attori del territorio e restituendo centralità ai processi partecipativi.
Questa architettura istituzionale ha permesso di elevare i giovani da semplici destinatari di formazione a veri protagonisti della cura e della trasformazione del territorio.
Il tavolo dei dialoghi
Il cuore dell’evento è stato il tavolo dei dialoghi, moderato da Manlio Masucci di Navdanya International, con interventi delle istituzioni, delle scuole, dei produttori e del team di Navdanya.
Ruchi Shroff, Direttrice di Navdanya International, ha aperto i lavori:
“Qualsiasi transizione ecologica non può essere solo tecnica o istituzionale: deve essere un processo culturale e comunitario. Da qui nasce Terrae Vivae – l’idea di tessere insieme comunità, istituzioni, scuole e territori intorno a una visione ecologica collettiva. Crediamo che questo territorio intorno al Lago di Bracciano abbia tutte le potenzialità per diventare un punto di riferimento in questo percorso.”

Il Sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi, ha presentato il progetto Officine Municipali come scommessa condivisa su un luogo a lungo considerato marginale:
“Il presupposto che ha reso possibile essere qui oggi ha richiesto soprattutto uno sforzo di visione. C’è un’idea condivisa, c’è anche un pizzico di incoscienza – consentitemelo – perché questo luogo nell’immaginario collettivo di Bracciano era inevitabilmente legato a una zona marginale. Abbiamo voluto scommettere su questo luogo, vedere simbolicamente la rinascita di quel luogo come presupposto per quello che ci andremo a fare: le nuove generazioni devono avere l’opportunità di viverlo, di essere protagoniste dei progetti, di proporre e costruire insieme.”
Le rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), Mara Cossu e Tiziana Occhino, hanno portato la voce delle istituzioni nazionali. Mara Cossu ha risposto alla domanda che spesso accompagna il lavoro di chi opera nella sostenibilità:
“La risposta più sensata ed evidente alla domanda ‘di concreto voi che fate?’ è questa: facilitiamo progetti come questo, spazi come questo. Questo è molto diverso dall’educazione ambientale a cui siamo abituati, perché fare questo significa lavorare a largo spettro su tutte le dimensioni che connotano la sostenibilità. È un lavoro che stiamo portando dal livello locale a livello globale: saremo a New York a raccontare questo alle Nazioni Unite a luglio. Abbiamo la sensazione che ci sia un grosso bisogno di riconoscimento – del lavoro che si fa a terra e tra tutte le persone che stanno lavorando. Riconoscersi e prendersi per mano è assolutamente necessario.”

Tiziana Occhino ha rivolto un messaggio diretto ai giovani presenti in sala:
“Nel lavoro che facciamo incontriamo tantissime persone che stanno lavorando spesso silenziosamente. Vorrei che fosse chiaro a tutti, anche ai ragazzi e agli insegnanti, che non è semplice guidare la trasformazione in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo. I giovani non sono il futuro: sono il presente. Loro riescono a vedere e immaginare cose che noi ancora non riusciamo a immaginare. Siamo una comunità ancora un po’ silenziosa, ma ci facciamo sentire piano piano.”
Ha chiuso il tavolo istituzionale la consigliera regionale del Lazio, Marta Bonafoni:
“Qui c’è un incontro fra agricoltura ed ecologia che è un incontro cruciale rispetto agli anni che ci aspettano, perché sono esattamente i due temi che se continuano a confliggere non ci porteranno mai fuori dalle secche dei cambiamenti climatici. La transizione ecologica non è una cosa appesa da un’altra parte: è una pratica quotidiana, è vestirla e interpretarla ogni giorno in ogni azione che si fa, a partire esattamente dalla formazione.”

Le scuole
Tre istituti del territorio hanno preso parte all’evento con i loro studenti, i loro insegnanti e i loro lavori. I progetti educativi e di Formazione Scuola Lavoro sono stati declinati come strumenti di cittadinanza attiva. L’obiettivo è stato superare la didattica frontale per approdare a una comprensione olistica degli ecosistemi privilegiando gli strumenti dell’apprendimento esperenziale.
Il Liceo Scientifico Ignazio Vian, rappresentato dalla professoressa Eva Rizzo, ha presentato lo stand dedicato all’ “Atlante della Biodiversità del Parco di Bracciano-Martignano”, co-creato con gli studenti nell’ambito della FSL del progetto “RiGenerazione Ecologica”. L’obiettivo dei formatori di Navdnaya è stato quello di creare uno spazio in cui i ragazzi potessero esprimersi. Un percorso condiviso e co-progettato con gli stessi che ha condotto alla pubblicazione di un atlante partecipativo dedicato alla flora e alla biodiversità locale. L’atlante della biodiversità rappresenta il primo passo di un progetto che afferma le nuove generazioni come attori del cambiamento e porterà alla creazione di azioni concrete e campagne di advocacy per il territorio. Il progetto è stato presentato Beatrice Flaminio e Gioele Merlini che hanno raccontato:

“Eravamo ragazzi di età diverse, tutti quanti riuniti assieme con l’obiettivo comune di lasciare un segno nell’educazione ecologica. Ci siamo allora concentrati nella creazione di un atlante che riportasse le specie sia di flora che di fauna del parco di Bracciano Martignano. Abbiamo esplorato il territorio raccogliendo dei campioni, di piante, ma anche di animali, ad esempio piume con l’obiettivo di fare prima un atlante fisico e poi un atlante digitale che abbiamo stampato allegando foto che abbiamo fatto durante l’uscita. Tutti quanti abbiamo partecipato dall’organizzazione delle informazioni all’impaginazione. E’ stato un progetto importante soprattutto per la partecipazione di tutti quanti, anche per le professoresse che ci hanno accompagnato, ma soprattutto per i ragazzi un po’ più fragili che avevano bisogno di un supporto e hanno partecipato in maniera attiva”.
L’Istituto Agrario Salvo D’Acquisto ha portato sul palco il professor Alessio Fiorucci e gli studenti protagonisti di un anno di formazione in pratiche agroecologiche attraverso la consulenza agronomica dei consulenti di Navdanya International. Per l’organizzazione è stato il primo anno di attività dentro un istituto agrario, e il risultato ha superato ogni aspettativa anche in termini di partecipazione: a fronte dell’invito rivolto a un singolo studente, si è presentata l’intera classe.
Gabriele Manzo, studente dell’Istituto, ha raccontato: “È stato un percorso molto formativo, perché oltre alle materie studiate in classe, questa esperienza ci ha dato l’opportunità di mettere in pratica quello che facciamo ogni giorno e di capire come funziona il mondo del lavoro. Alla fine di questa esperienza ci portiamo dietro un bagaglio molto più ampio, che potrà tornare utile a chiunque voglia studiare agronomia o fare l’agronomo.”

Il Liceo Artistico IIS Luca Paciolo ha presentato la mostra finale del percorso “La Cura della Terra è Cura della Vita”, a cura di Francesca Brunetti: 28 opere bidimensionali tra disegni e pitture realizzate dagli studenti delle classi 2T, 2V e 2D nel corso di un percorso che ha intrecciato ecologia, arte e cittadinanza attiva. Accanto alle opere, un workshop aperto al pubblico ha invitato alla riflessione sulla cura degli ecosistemi.
La professoressa Giuseppina Tessitore ha condiviso la parola chiave che ha guidato il percorso: “La parola che fa il focus è ‘cura’. Don Milani diceva “I care”, mi stai a cuore. Quello che teniamo a trasmettere nella maniera più autentica possibile è la cura – gli uni per gli altri, per l’ambiente, non dare nulla per scontato. Ho apprezzato molto il concetto di relazione: relazione con la natura, con l’ambiente, tra ecologia e agricoltura. Nessun luogo è mai troppo degradato, nessuna vita mai troppo violata, da non poter aspirare a rinascere.”
I produttori
Tra i protagonisti dell’evento anche le aziende agricole del territorio che condividono con Navdanya International la visione di un’agricoltura rigenerativa. Fra queste la Fattoria Biologica “Le Bricchiette”, l‘Orto di ClaPi, Azienda Agricola Valleluterana Fratelli Gentili, Fattoria Faraoni e Azienda Agricola La Argentina.
Fra i produttori presenti, Mattias, dell’azienda biologica le Bricchiette: “E’ il quarto anno che lavoriamo con Navdanya International – ha raccontato il giovane agricoltore – e ogni anno apprezziamo i risultati dei progetti che coinvolgono la comunità. Perché crediamo che aprirci ai ragazzi e dar loro uno sguardo pratico su tematiche che spesso sembrano astratte tipo l’agroecologia o la sostenibilità sia una cosa bella e importante. Speriamo che si possa continuare su questo percorso comunicando alla cittadinanza e alle istituzioni il valore di un’agricoltura responsabile e sempre più funzionale alle esigenze ecologiche dei territori”.
Mariana dell’Azienda Agricola La Argentina ha aggiunto:
“L’esperienza è stata fantastica. Mi piace condividere con i ragazzi quello che facciamo. In agricoltura rigenerativa è difficile, non tutti capiscono ancora quello che stiamo facendo. Riusciamo a misurare quello che facciamo non solo in un conto economico – e grazie anche a progetti come quelli di Navdanya, grazie alla gente che ci guarda da fuori e ci dice ‘quello che stai facendo ha un sacco di valore’, questo ci riempie di felicità. Dobbiamo però fare in modo che questo valore cominci a essere visibile e condiviso anche tra i non addetti ai lavori.”
Seeds4Palestine
In un angolo delle Officine Municipali, un vaso con dei fagioli dall’occhio — varietà palestinese — ha raccontato in silenzio un’altra storia. Sono coltivati nell’ambito del progetto “Seeds4Palestine“, che raccoglie contadini italiani impegnati a riprodurre semi di varietà palestinesi per poi rispedirli in Palestina. La biodiversità come atto di solidarietà, la custodia dei semi come forma di pace.

Un punto zero, non una conclusione
Il 23 maggio non è stata la fine di un percorso. È stato un punto zero: il momento in cui quattro anni di lavoro sul territorio si sono resi visibili, tangibili, condivisi.
Navdanya International ha sempre lavorato con questa consapevolezza: che la terra e la comunità si rigenerano insieme, che non esiste rigenerazione ecologica senza rigenerazione sociale, che educare le nuove generazioni a vedere il cibo come cultura, la biodiversità come fondamento della salute, il territorio come casa comune, equivale a piantare semi di resilienza e speranza. L’agroecologia si afferma non solo come tecnica produttiva, ma come azione collettiva e politica. Curare il territorio significa abitare il mondo con responsabilità, trasformando la sostenibilità in una cultura condivisa di bellezza e resistenza.
Le Officine Municipali di Bracciano sono ora uno spazio vivo, aperto, accessibile — in cui l’agroecologia diventa azione collettiva, in cui gli agronomi del futuro incontrano i produttori di oggi, in cui una superficie di terriccio dipinta da una studentessa racconta la stessa storia di un pascolo rigenerativo. Storie diverse che parlano la stessa lingua: quella della cura. Con queste parole Manlio Masucci, direttore della comunicazione e project manager di Navdanya International, ha salutato i presenti: “La vita di questo spazio non dipende da noi che organizziamo: dipende da voi, che lo frequentate.”
L’evento è stato realizzato nell’ambito del progetto “Coworking Space Bracciano – Ecofficine”, cofinanziato dalla Regione Lazio e dall’Unione europea tramite il PR Lazio FSE 2021–2027 (CUP F11I24000190009 – Codice Sigem: 23019DC000000106) — di cui il Comune di Bracciano è beneficiario e Navdanya International partner gestore.
All’evento sono stati presentati anche tre progetti del programma Terrae Vivae: “RiGenerAzione Ecologica: Cittadinanza e Partecipazione“, sostenuto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE); “La Cura della Terra è Cura della Vita“, sostenuto dall’8×1000 dell’Unione Buddhista Italiana; “Formazione in Pratiche Agroecologiche“, sostenuto da Ecologia dell’Unione Buddhista Italiana.
Partner: Istituto Agrario Salvo D’Acquisto, IIS Luca Paciolo, Liceo Scientifico Ignazio Vian, Azienda Agricola Le Bricchiette, Azienda Agricola La Argentina, Orto di Clapi.
Catering agroecologico: ErbacceLab, Azienda Agricola Gentili, Azienda Agricola Faraoni. Photo credits: Maela Bonafede.