Con l’inizio del nuovo anno scolastico, gli studenti dell’Istituto Agrario hanno intrapreso un percorso condiviso con Navdanya International attraverso il programma educativo Terrae Vivae, parte di un ‘iniziativa più ampia volta a rigenerare le comunità attraverso l’agroecologia. Insieme, gli studenti stanno esplorando come il futuro dell’agricoltura possa essere radicato nella consapevolezza ecologica, nella cooperazione e nella cura della terra.
Questa collaborazione con il sistema scolastico sta contribuendo a formare una nuova generazione di agricoltori, ovvero giovani che porteranno avanti la trasformazione dell’agricoltura verso la resilienza, l’equità e la sostenibilità.
Il percorso è iniziato con un dialogo aperto. Gli studenti sono stati invitati a condividere le proprie esperienze e preoccupazioni in qualità di futuri professionisti del settore agricolo. Dalle loro riflessioni sono emersi quattro temi centrali: il cambiamento climatico, le difficoltà economiche, l’inquinamento e la riduzione dell’uso di prodotti chimici in agricoltura. Questi argomenti sono stati identificati collettivamente dagli studenti stessi, riflettendo le sfide che vedono e vivono ogni giorno all’interno delle loro famiglie, dei loro territori e dei loro studi.
Attraverso questo processo guidato tra pari, l’agroecologia si è rivelata una chiave per reimmaginare la professione che si preparano a intraprendere. Molti hanno ammesso di non aver mai sentito parlare di agroecologia prima d’ora.
Eppure, alla fine della sessione, hanno sintetizzato il concetto in una sola frase che incarna lo spirito di Navdanya International: “Per me, l’agroecologia è l’equilibrio tra agricoltura e ambiente”.
È attraverso momenti come questi che il seme dell’apprendimento inizia a germogliare: la conoscenza nasce dalla riflessione condivisa, dalla curiosità e dall’esperienza vissuta.
L’apprendimento è proseguito all’aperto, al Bosco di San Celso, dove gli studenti hanno trasformato l’osservazione in scoperta. In piccoli gruppi, hanno analizzato il colore, la struttura e la biodiversità del suolo, rendendosi conto che anche i dettagli più semplici – come il suolo assorbe la pioggia, come respirano le radici, come profuma la materia organica – raccontano una storia di salute o degrado.
Quando piove, hanno notato, il terreno compatto forma solchi e pozzanghere, mentre il terreno più ricco e vivo permette all’acqua di scorrere, nutrendo la vita. Nel sottobosco – edera, quercia, felci ed erbe selvatiche – hanno riconosciuto la biodiversità come il vero fondamento della fertilità.
La loro analisi si collegava direttamente ai quattro temi che avevano definito insieme: il cambiamento climatico, dove la capacità del suolo di immagazzinare carbonio e acqua è fondamentale per la resilienza; le sfide economiche, poiché suoli sani riducono la dipendenza da input costosi; l’inquinamento, ricordando che anche piccole azioni quotidiane possono danneggiare o guarire gli ecosistemi; e le pratiche rigenerative, come il compostaggio e la rotazione delle colture, che restituiscono vitalità alla terra.
Attraverso discussioni tra pari e osservazioni guidate, gli studenti hanno trasformato i dati in conoscenza, non solo imparando a conoscere il suolo, ma anche interagendo con esso.
Ogni fase di questo percorso contribuisce a un processo di apprendimento vivo e partecipativo. Le riflessioni, i disegni e le osservazioni degli studenti vengono raccolti e rielaborati collettivamente in un manuale condiviso, una testimonianza delle loro scoperte e intuizioni.
Sotto la guida degli esperti di agroecologia e pedagogia ecologica di Navdanya International, questo manuale diventerà sia uno strumento didattico che una testimonianza di co-creazione, un’opera scritta dagli stessi studenti.
In questo modo, Terrae Vivae – Ecoculturae ridefinisce l’istruzione come uno scambio circolare di conoscenze. Gli insegnanti diventano facilitatori, gli studenti diventano ricercatori e l’apprendimento diventa un atto di rigenerazione.
Radicando la consapevolezza ecologica nel sistema di istruzione pubblica, questa collaborazione garantisce che gli agricoltori di domani non siano solo formati nelle tecniche, ma anche ispirati dall’etica, pronti a coltivare il suolo e la società in armonia.
Come hanno concluso gli studenti con le loro stesse parole: “Un suolo vivo sostiene la vita, non solo sotto terra, ma anche sopra di essa, nelle nostre comunità e in noi stessi”.
Questa iniziativa fa parte del percorso Terrae Vivae–Ecoculturae di Navdanya International, una rete vivente che intreccia educazione, agroecologia e rigenerazione della comunità. Attraverso il coinvolgimento di giovani, educatori e agricoltori in un apprendimento partecipativo basato sul territorio, Terrae Vivae promuove una nuova cultura della gestione responsabile radicata nella biodiversità, nella solidarietà e nella sovranità alimentare. Attraverso queste esperienze, non solo stiamo ripristinando la fertilità del suolo, ma stiamo anche coltivando il terreno fertile della consapevolezza, assicurando che la prossima generazione di agricoltori coltivi il futuro partendo dalle radici della cura.









