Home > Terrae Vivae > educazione ecologica > Appuntamenti con l'ecologia > Imparare dal suolo: un viaggio sensoriale

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Nel mese di novembre, Navdanya International ha avviato un percorso di educazione ecologica con le classi del primo anno della Scuola Secondaria I.C. Bruno Munari di Roma. Questi workshop, dedicati alla scoperta del suolo come fondamento della vita, suscitano entusiasmo tra studenti e insegnanti, confermando l’importanza di esperienze formative basate sulla partecipazione diretta e sul contatto con la natura.

Il laboratorio sulla scoperta del suolo invita a riflettere con un semplice spunto: “Che cos’è per te il suolo?”. Le risposte, spontanee e ricche d’immaginazione, rivelano quanto anche i più giovani colgano le connessioni profonde tra terra, vita e futuro: per molti, il suolo è “nutrimento”, “ossigeno”, “luogo dove nascono le piante” o “casa di tanti esseri viventi”.

Da questa condivisione parte un viaggio sensoriale alla scoperta degli orizzonti del suolo. I ragazzi osservano, annusano e toccano diversi campioni di terra, riconoscendone consistenze, colori e profumi. In piccoli gruppi, ricostruiscono in un barattolo gli strati del terreno, seguendo intuizione e curiosità. L’attività favorisce il ragionamento e la collaborazione, trasformando la conoscenza in gioco e scoperta condivisa. Nei workshop in classe, giochi di ripasso e attività collaborative consolidano quanto imparato, rendendo i concetti esperienze vissute e condivise.

Il laboratorio esplora il ruolo del suolo nella vita delle piante e degli ecosistemi. Gli insegnanti, coinvolti attivamente in ogni fase, accompagnano il gruppo con entusiasmo, contribuendo a creare un clima di fiducia e dialogo.

Gli studenti incontrano la storia di Navdanya e la tradizione dei “9 semi”, simbolo di diversità e rigenerazione. Ogni coppia di partecipanti pianta in un vaso nove specie — tra cui grano, mais, cece e lino — da accudire nelle settimane successive, trasformandoli in un piccolo “orto Navdanya”, un laboratorio vivente sul tema della fertilità del suolo e della biodiversità agricola. Le attività sulla scoperta della biodiversità includono l’osservazione di foglie della stessa specie: i ragazzi riconoscono che, come ogni foglia, anche ogni persona è unica. Questo li guida a intuire perché un suolo coltivato con molte specie è “più vivo” rispetto a un terreno in monocoltura.

Al termine dell’attività, ciascun bambino sceglie una parola per descrivere l’esperienza: le più ricorrenti sono terra, vita, semi, humus, creatività. Piccole parole che racchiudono un grande messaggio: il legame tra la cura della terra e la nostra stessa esistenza.

Il lavoro sul suolo e sulla biodiversità si intreccia con il tema dei Diritti della Terra: acqua, aria pulita, suolo sano, habitat sicuri, libertà dall’inquinamento. Attraverso materiali simbolici e piccole mappe di soluzioni, gli studenti immaginano azioni quotidiane per proteggere questi diritti, dalla riduzione dei pesticidi alla corretta gestione dei rifiuti.

Il metodo adottato, basato sull’“apprendimento naturale”, conferma il suo valore educativo: comprendere attraverso l’esperienza, coltivando intuizione, curiosità e senso di responsabilità. Un passo concreto verso una nuova consapevolezza ecologica, che comincia proprio da sotto i nostri piedi. Questo approccio è apprezzato anche dai docenti, che riconosce come le attività pratiche rendano più immediati e significativi i concetti affrontati a lezione.