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In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, è fondamentale ricordare che l’acqua non è solo una risorsa naturale: è un diritto umano essenziale, un bene comune da proteggere e condividere.

La crisi idrica globale non è causata dalla scarsità, ma da modelli di gestione che trasformano l’acqua in profitto, sottraendola alle comunità e agli ecosistemi.

Difendere l’acqua significa sostenere pratiche agricole rigenerative, tutelare i territori e rispettare i cicli naturali. Nell’ambito del programma di rigenerazione comunitaria “Terrae Vivae”, sono stati realizzati due progetti dedicati all’acqua. Il progetto “Water is Life” si è focalizzato sulla profonda connessione tra acqua, biodiversità e cultura mentre il progetto “Blue Communities” ha voluto tradurre questi principi in azione politica, promuovendo l’adesione delle comunità locali a un movimento globale a difesa dell’acqua.

Nate dal lavoro di Maude Barlow, del Council of Canadians e del Blue Planet Project, le Blue Communities sono comunità che assumono impegni chiari: riconoscere il diritto umano all’acqua e ai servizi igienico-sanitari; mantenere e consolidare la gestione pubblica e partecipata dell’acqua; ridurre progressivamente il ricorso all’acqua in bottiglia negli spazi e negli eventi istituzionali, promuovendo l’uso dell’acqua di rubinetto. Nato nel 2009 in Canada come risposta alla privatizzazione dei servizi idrici, il percorso si è diffuso in decine di città nel mondo, tra cui Parigi, Berlino, Bruxelles, Monaco di Baviera e Los Angeles. In occasione della giornata mondiale dell’acqua 2026, Navdanya International, parte del Comitato Italiano per il riconoscimento delle Blue Communities, è lieta di accogliere la città di Udine nella rete delle Blue Communities. Prima città italiana ad aderire al movimento globale, Udine rappresenta un esempio e un punto di partenza per allargare ulteriormente la rete e l’influenza delle Blue Communities nel mondo.

Nel quadro della Giornata Mondiale dell’Acqua 2026, dedicata al rapporto tra acqua e genere, le iniziative legate al riconoscimento di Udine come Blue Community permettono di intrecciare la dimensione locale con quella globale: difendere l’accesso equo all’acqua significa anche affrontare le disuguaglianze che colpiscono in modo particolare donne, ragazze e comunità più esposte alla crisi idrica. Significa anche rafforzare gli strumenti di conoscenza, monitoraggio e partecipazione – dagli osservatori locali ai percorsi di educazione – per prendersi cura di fiumi, falde, sorgenti e zone umide come infrastrutture ecologiche fondamentali per la vita e per il clima.

Oggi più che mai, in un contesto di crisi climatica e sfruttamento intensivo delle risorse, è urgente cambiare paradigma: dall’acqua come merce all’acqua come bene comune.

Proteggere l’acqua è un atto politico, sociale e ambientale.
È una scelta quotidiana, ma anche collettiva. Perché l’acqua è vita. E la vita non si vende.


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