Giornata Mondiale del Suolo
Alla Fattoria Faraoni, nella campagna di Sutri (VT), il suolo diventa il punto di partenza per ripensare il nostro sistema alimentare. Durante un laboratorio di Terrae Vivae promosso da Navdanya International, l’agronomo Lorenzo Maggi e l’agricoltore Andrea Cippitelli mostrano, a partire da una semplice zolla di terra, come la struttura del suolo, la presenza di sostanza organica e di radici indichino la differenza tra un terreno impoverito dall’agricoltura industriale e un suolo vivo rigenerato da pratiche agroecologiche. Il loro dialogo collega la salute del suolo alla biodiversità, all’autonomia delle comunità rurali e alla resilienza climatica, mettendo in luce come l’agricoltura rigenerativa possa trasformare i campi in paesaggi fertili e resilienti, dove semi, animali e persone co‑creano relazioni viventi tra terra e comunità.
Leggi anche:
Suolo, seme e vita: perché la Giornata Mondiale del Suolo ha oggi più senso che mai
Ogni giorno calpestiamo il suolo, da cui dipendono alberi, ortaggi, cibo, acqua e vita. Eppure, sotto i nostri piedi si nasconde un universo complesso e fragile, base concreta di ogni ecosistema e della nostra stessa sopravvivenza. La Giornata Internazionale del Suolo offre l’occasione per fermarsi a riflettere su questo mondo nascosto e su quanto sia urgente prendersene cura, in un contesto globale di crisi climatica, perdita di biodiversità e insicurezza alimentare, temi richiamati anche dalle iniziative della FAO e delle reti per l’agroecologia.