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Il programma Terrae Vivae coinvolge scuole, comunità e realtà agricole in percorsi di educazione ecologica e agroecologia. In questo contesto, il progetto di educazione ecologica sviluppato con l’Istituto Tecnico Agrario di Bracciano coinvolge studenti e studentesse in attività che uniscono teoria, pratica e partecipazione.

Come parte di questo progetto, un workshop si è svolto presso la Fattoria Biologica Le Bricchiette, dove ragazze e ragazzi hanno potuto sperimentare in prima persona cosa significa prendersi cura del suolo in un’ottica agroecologica.

Una parte importante del lavoro è stata dedicata al compostaggio, pratica chiave dell’agricoltura biologica e rigenerativa. Il suolo è stato al centro dell’esperienza, inteso come sistema vivente da conoscere, nutrire e rigenerare, non come semplice supporto inerte per le colture. Attraverso la realizzazione e il successivo controllo di un cumulo di compost, con la verifica della temperatura e il primo rivoltamento, ragazze e ragazzi hanno potuto osservare direttamente il ruolo dei microrganismi nella trasformazione della materia organica.

A partire da qui, il workshop ha approfondito la vita microbica del suolo come elemento centrale della fertilità. Studentesse e studenti hanno lavorato alla preparazione di un accumulatore di microrganismi, il “Teku Cana”, un preparato utilizzato in agroecologia per arricchire il terreno di microrganismi benefici, una sorta di “enterogermina del suolo”. La lettiera di bosco raccolta in un ambiente vicino all’azienda, la crusca, la melassa e l’acqua sono stati miscelati per attivare e nutrire comunità microbiche locali, già adattate al territorio, con l’obiettivo di aumentare la biodiversità del suolo, migliorare la disponibilità dei nutrienti per le piante e ridurre lo sviluppo di organismi patogeni.

Il workshop ha incluso anche un momento pratico dedicato alla pacciamatura, a partire dalla cura di una pianta di avocado. Questo ha permesso di osservare come la pacciamatura contribuisca a conservare l’umidità, proteggere la sostanza organica e contenere le infestanti, ponendo attenzione al rapporto carbonio/azoto dei materiali utilizzati e alla continuità del ciclo della materia organica.

 

Nel corso delle attività, studentesse e studenti hanno alternato osservazione diretta e analisi di campo, confrontando il suolo in campo aperto e quello in serra, e hanno collegato le pratiche sperimentate alla progettazione agronomica. La restituzione di una consulenza agroecologica, elaborata a partire dai dati aziendali e dalle analisi del suolo, ha permesso di discutere insieme possibili strategie di gestione che integrino compostaggio, fertilità biologica e certificazione biologica, sviluppando capacità di analisi, di progettazione e di lavoro collaborativo.

Nella parte conclusiva, l’apprendimento esperienziale è diventato occasione per avvicinarsi al ruolo professionale di tecniche e tecnici agrari: ragazze e ragazzi hanno potuto vedere come le pratiche agroecologiche possano essere integrate nella gestione reale di un’azienda agricola, mettendo in relazione produzione, cura del suolo e sostenibilità nel lungo periodo.

All’interno del programma Terrae Vivae, questo progetto di educazione ecologica, realizzato grazie al sostegno di Ecologia – Unione Buddhista Italiana, ha mirato a formare futuri tecnici agrari capaci di leggere la complessità dei sistemi agricoli e di proporre soluzioni radicate nei principi dell’agroecologia. Educare al suolo, alla biodiversità e alla cura dei territori significa accompagnare una nuova generazione di agronome e agronomi, cittadine e cittadini a riconoscere la propria responsabilità nella trasformazione dei sistemi alimentari.