{"id":6914,"date":"2016-11-09T18:51:52","date_gmt":"2016-11-09T16:51:52","guid":{"rendered":"https:\/\/navdanyainternational.org\/?p=6914"},"modified":"2019-03-15T18:56:53","modified_gmt":"2019-03-15T16:56:53","slug":"mele-e-salute-cosa-accade-al-dna-di-chi-vive-a-contatto-con-i-pesticidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/mele-e-salute-cosa-accade-al-dna-di-chi-vive-a-contatto-con-i-pesticidi\/","title":{"rendered":"Mele e salute: cosa accade al DNA di chi vive a contatto con i pesticidi"},"content":{"rendered":"<p>Renata Alleva, 8 novembre 2016 | <a href=\"https:\/\/www.renataalleva.it\/mele-e-salute-cosa-accade-al-dna-di-chi-vive-a-contatto-con-i-pesticidi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie al suo contenuto di acidi organici, vitamine, fibre solubili e polifenoli, gran parte dei quali sono componenti della buccia, la mela \u00e8 un frutto noto per gli aspetti salutistici e per i molti effetti benefici alla salute. E\u2019 un antitumorale, protegge il sistema cardiovascolare, \u00e8 utile per la salute dell\u2019osso e contrasta l\u2019invecchiamento a patto che non venga prodotta utilizzando grandi quantit\u00e0 di pesticidi, altrimenti gli svantaggi diventano molti pi\u00f9 dei vantaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema pesticidi in agricoltura \u00e8 un tema molto dibattuto oggi, in quanto \u00e8 noto che gran parte delle sostanze in uso hanno una elevata tossicit\u00e0 e persistenza, costituendo cos\u00ec una minaccia per la salute degli agricoltori, dell\u2019ambiente, nel quale si concentrano, accumulano nel terreno e nelle acque, e per <em>biomagnificazione <\/em>in specie viventi che, entrando nella catena alimentare, diventano un rischio per i consumatori, per tutto l\u2019ecosistema, ma soprattutto sono nocivi per chi vive a ridosso delle aree agricole coltivate intensivamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per valutare proprio gli effetti di questa esposizione, abbiamo condotto un monitoraggio biologico da Novembre 2014 a Giugno 2015, mirato a valutare se l\u2019esposizione ambientale ai pesticidi durante i trattamenti influenzasse l\u2019integrit\u00e0 del DNA e l\u2019attivit\u00e0 degli enzimi di riparazione dei residenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Siamo in Val di NON<\/strong> e lo studio ha riguardato 33 residenti, nessuno dei quali \u00e8 agricoltore, le cui abitazioni per\u00f2 sono in tre diverse zone, tutte a ridosso dei meleti (100 mt di distanza). L\u2019esposizione dei residenti \u00e8 stata verificata sia mediante monitoraggio ambientale (presenza di pesticidi nell\u2019aria e nella polvere all\u2019esterno della casa e nella polvere raccolta all\u2019interno delle abitazioni), sia attraverso il monitoraggio urinario del metabolita del <em>Clorpirifos<\/em> CPF<em>,<\/em> durante 3 periodi, che in base all\u2019intensit\u00e0 dei trattamenti con pesticidi abbiamo definito <strong>bassa<\/strong> (novembre) \u2013 <strong>nulla<\/strong> (febbraio) \u2013 o <strong>alta esposizione<\/strong> (giugno).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il CPF \u00e8 uno dei pesticidi maggiormente usati fino ad oggi in questi tipi di coltivazione, basti dire che \u00e8 uno dei maggiori contaminanti sia dei terreni che delle acque Trentine, dove in alcuni punti la sua concentrazione ha superato il valore massimo di standard quality delle acque (<strong>SQA, 50 \u00b5g\/l7)<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cosa \u00e8 emerso dallo studio? Il monitoraggio ambientale ha evidenziato la presenza di un cocktail di 18 diversi pesticidi, tra cui molti fungicidi trovati nella polvere interna ed esterna, mentre gli insetticidi pi\u00f9 presenti all\u2019esterno delle case sono il <strong><em>Boscalid<\/em> e <\/strong><em><strong>Clorpirifos<\/strong> (fig 1).<\/em> Lo studio del DNA dei residenti ha evidenziato che durante i trattamenti ai meleti <strong>il danno al DNA aumenta proporzionalmente all\u2019intensit\u00e0 e quindi maggiore nel periodo di alta esposizione, mentre non si evidenzia danno durante il periodo in cui non si fanno trattamenti<\/strong>. Altra cosa importante che abbiamo osservato \u00e8 che i residenti presentavano una bassa attivit\u00e0 degli enzimi deputati a riparare il danno al DNA, se paragonati ad una popolazione di non esposti, anche <strong>nel periodo di esposizione nulla<\/strong>, che diminuiva progressivamente all\u2019aumentare dei trattamenti, mostrando la pi\u00f9 bassa attivit\u00e0 di riparazione nel periodo di Giugno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione ai pesticidi, <strong>quindi,<\/strong><strong> rende inefficiente il sistema di riparazione del DNA, che \u00e8 fondamentale per mantenere l\u2019integrit\u00e0 del DNA ed evitare l\u2019accumulo del danno<\/strong> che a lungo termine potrebbe contribuire, insieme ad altri fattori individuali, ad aumentare il rischio di tumori, influenzando indirettamente l\u2019instabilit\u00e0 del genoma, che \u00e8 un prerequisito per la carcinogenesi. Inoltre, recentemente \u00e8 stato evidenziato da vari studi scientifici che l\u2019esposizione cronica a sostante tossiche a basse dosi \u00e8 quella pi\u00f9 critica in quanto, pur non creando un effetto tossico acuto, le sostante tossiche possono indurre modifiche epigenetiche sul DNA o disfunzioni mitocondriali, che si manifestano in patologie anche molti anni dopo l\u2019esposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per confermare lo stato di esposizione nella nostra popolazione abbiamo effettuato il monitoraggio urinario del clorpirifos CPF, le cui concentrazioni sono risultate pi\u00f9 elevate durante il periodo di massimi trattamenti e proporzionali alla distanza dell\u2019abitazione dai campi trattati (pi\u00f9 i residenti erano vicini ai campi, pi\u00f9 alte le concentrazioni di pesticida nelle urine), confermando i risultati di un monitoraggio urinario gi\u00e0 effettuato nel 2009, (fig.2) suggerendo una esposizione cronica a questo pesticida, sulla cui pericolosit\u00e0 si discute da molto tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il CPF infatti, come tutti i pesticidi organofosforici, \u00e8 un inibitore dell\u2019acetilcolinesterasi, enzima che controlla i livelli del neurotrasmettitore acetilcolina nel sistema nervoso centrale e periferico e diversi studi hanno correlato l\u2019esposizione al CPF <strong>con<\/strong> i <strong>danni al sistema nervoso<\/strong>, problemi comportamentali e <strong>basso quoziente intellettivo nei bambini<\/strong> le cui madri siano state esposte al <em>pesticida <\/em>durante la gravidanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questi effetti, l\u2019<strong>Environmnental Protection Agency<\/strong> (EPA), intende revocare l\u2019utilizzo del <strong>pesticida clorpirifos<\/strong> gi\u00e0 a partire dal 2016 in USA, dopo averne gi\u00e0 vietato l\u2019uso domestico. In Europa dove \u00e8 ancora ammesso, il CPF \u00e8 il pesticida a cui le gestanti sono prevalentemente esposte attraverso la dieta, poich\u00e9 presente come residuo nella maggior parte della frutta. E un altro studio sulla popolazione danese, indica le mele come il frutto maggiormente responsabile dell\u2019esposizione a pesticidi attraverso la dieta (30%). Attraverso la placenta, queste sostanze passano al feto dove possono compromettere l\u2019integrit\u00e0 genomica e dove, per certi tessuti e organi (sistema nervoso, polmoni, sistema immunitario), c\u2019\u00e8 una finestra di vulnerabilit\u00e0 <strong>che si estende fino al periodo neonatale e alla pubert\u00e0. Tanto pi\u00f9 precoce \u00e8 l\u2019esposizione tanto pi\u00f9 grave pu\u00f2 essere il danno, per questo le donne in gravidanza e i bambini andrebbero protetti dall\u2019esposizione ambientale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro lavoro, mostra come i pesticidi che dai punti di irrorazione, si disperdono nell\u2019ambiente fino alle case ed entrano all\u2019interno di esse dove si accumulano nella polvere e negli aspirapolveri, creano una condizione di esposizione cronica, che poi si traduce in alterazioni \u201csilenziose\u201d del sistema di riparazione del DNA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E di danno al DNA, come conseguenza dell\u2019esposizione ai pesticidi, parla anche un altro studio effettuato su 180 bambini di et\u00e0 7-12 anni residenti in aree agricole: lo studio conclude che il danno <em>genotossico<\/em> al DNA era pi\u00f9 elevato nei bambini che mostravano le concentrazioni urinari di organofosfati pi\u00f9 elevati, che risiedono da pi\u00f9 tempo nelle zone trattate (maggiore tempo di esposizione) e che consumavano pi\u00f9 frequentemente le mele. Insomma questo frutto potenzialmente vantaggiosissimo per la salute \u2013 se coltivato con agricoltura biologica \u2013 in realt\u00e0 si rivela un problema per la salute dell\u2019ambiente e dell\u2019uomo quando coltivato con pesticidi, troppi, che poi troviamo anche all\u2019interno del frutto come <em>multiresiduo<\/em> (presenza contemporanea di pi\u00f9 pesticidi), sebbene spesso siano rilevati entro i limiti massimi residuali (LMR).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cosa garantiscono i LMR, se poi in realt\u00e0 la maggior parte dell\u2019esposizione per molti \u00e8 ambientale e le vie espositive sono molteplici (aria, acqua cibo) risultando cos\u00ec in <strong>un effetto accumulo che per molti, soprattutto i bambini, pu\u00f2 superare di molto la soglia di sicurezza?<\/strong> Inoltre il CPF come il glifosato, \u00e8 un <strong>interferente endocrino, ossia <\/strong>in grado di alterare il sistema endocrino, influenzando negativamente diverse funzioni vitali quali lo sviluppo, la crescita, la riproduzione e il comportamento sia nell\u2019uomo sia nelle specie animali e per queste sostanze non esistono valori soglia, ma solo il principio di precauzione, di evitarne l\u2019esposizione. E invece proprio uno studio mirato ad individuare dei pattern alimentari che esponessero di pi\u00f9 i bambini ai pesticidi evidenzia come il consumo di mele pi\u00f9 di 3 volte a settimana risulta in una maggiore concentrazione urinaria di CPF rispetto a chi ne consuma meno di 3 volte a settimana, confermando la dieta rappresenta la fonte maggiore di esposizione ai pesticidi, dove non c\u2019\u00e8 esposizione ambientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che fare allora? Prima di tutto le donne in gravidanza e i bambini, in quanto pi\u00f9 vulnerabili, dovrebbero essere allontanati da aree coltivate intensivamente, e le future mamme incoraggiate a consumare alimenti prodotti coltivati in agricoltura biologica e biodinamica, visto che le sostanze introdotte con la dieta passano la via transplacentare raggiungendo il feto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una politica di prevenzione bisognerebbe finanziare e sostenere i produttori biologici riconoscendo loro il ruolo di custodia del territorio, tutela e conservazione della biodiversit\u00e0 e sensibilizzare la popolazione al consumo di prodotti biologici, almeno quelli pi\u00f9 a rischio di residui di pesticidi (mele, fragole, pesche albicocche, cavolfiori) non valutando gli aspetti residuali nell\u2019alimento in s\u00e9, seppur importanti, ma facendo crescere la consapevolezza che la produzione alimentare se fatta con pesticidi produce un impatto ambientale le cui conseguenze sono enormi in termini di costi per risanare i siti inquinati e sanitari, per tutte le patologie oggi in aumento e strettamente legate all\u2019ambiente malsano e a bassa qualit\u00e0 del cibo.<\/p>\n<p>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5460 size-presso_thumbnail_medium_no_crop\" src=\"https:\/\/www.renataalleva.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Figura-1-DNA-sito-335x251.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 335px) 100vw, 335px\" srcset=\"https:\/\/www.renataalleva.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Figura-1-DNA-sito-335x251.jpg 335w, https:\/\/www.renataalleva.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Figura-1-DNA-sito-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.renataalleva.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Figura-1-DNA-sito.jpg 1280w\" alt=\"\" width=\"335\" height=\"251\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5462 size-presso_thumbnail_medium_no_crop\" src=\"https:\/\/www.renataalleva.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Figura-2-DNA-sito-335x251.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 335px) 100vw, 335px\" srcset=\"https:\/\/www.renataalleva.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Figura-2-DNA-sito-335x251.jpg 335w, https:\/\/www.renataalleva.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Figura-2-DNA-sito-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.renataalleva.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Figura-2-DNA-sito.jpg 1280w\" alt=\"\" width=\"335\" height=\"251\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5463 size-presso_thumbnail_medium_no_crop\" src=\"https:\/\/www.renataalleva.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Figura-3-DNA-sito-335x251.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 335px) 100vw, 335px\" srcset=\"https:\/\/www.renataalleva.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Figura-3-DNA-sito-335x251.jpg 335w, https:\/\/www.renataalleva.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Figura-3-DNA-sito-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.renataalleva.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Figura-3-DNA-sito.jpg 1280w\" alt=\"\" width=\"335\" height=\"251\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Referenze<\/p>\n<p>Alleva R, et al. Organic honey supplementation reverses pesticide-induced genotoxicity by modulating DNA damage response.\u00a0Mol Nutr Food Res. 2016 Oct;60(10):2243-2255<\/p>\n<p>Dianne A. Hyson A Comprehensive Review of Apples and Apple Components and Their Relationship to Human Health Adv. Nutr. 2: 408\u2013420, 2011.<\/p>\n<p>William H.Goodson III*, et al. Assessing the carcinogenic potential of low-dose exposures to chemical mixtures in the environment: the challenge ahead. Carcinogenesis, 2015, Vol. 36, Supplement 1, S254\u2013S296<\/p>\n<p>Sutris JM, How V, Sumeri SA, et al. Genotoxicity following organophosphate pesticides exposure\u00a0among Orang Asli children living in an agricultural island in Kuala Langat, Selangor, Malaysia. Int J Occup\u00a0Environ Med 2016;7:42-51.<\/p>\n<p>Sabine A.S.Langie et al. Causes of genome instability: the effect of low dose chemical exposures in modern society Carcinogenesis, 2015, Vol. 36, Supplement 1, S61\u2013S88<\/p>\n<p>Shelton JF, \u00a0et al.\u00a0Neurodevelopmental disorders and prenatal residential proximity to\u00a0agricultural pesticides: the CHARGE study. Environ Health Perspect 2014;122:1103\u20131109;<\/p>\n<p>Chronic dietary exposure to pesticide residues and associated risk in the\u00a0French ELFE cohort of pregnant women\u00a0Erwan de Gavelle aEnvironment International 92\u201393 (2016) 533\u2013542<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Renata Alleva, 8 novembre 2016 | Fonte Grazie al suo contenuto di acidi organici, vitamine, fibre solubili e polifenoli, gran parte dei quali sono componenti della buccia, la mela \u00e8 un frutto noto per gli aspetti salutistici e per i molti effetti benefici alla salute. 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