{"id":43082,"date":"2024-07-11T14:35:45","date_gmt":"2024-07-11T12:35:45","guid":{"rendered":"https:\/\/navdanyainternational.org\/?p=43082"},"modified":"2024-07-12T15:32:13","modified_gmt":"2024-07-12T13:32:13","slug":"proteggere-la-biodiversita-dal-biocapitalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/proteggere-la-biodiversita-dal-biocapitalismo\/","title":{"rendered":"Proteggere la biodiversit\u00e0 dal biocapitalismo"},"content":{"rendered":"<p>Di Vandana Shiva, Presidente di Navdanya International &#8211; L&#8217;Extraterrestre, settimanale ecologista de Il Manifesto, 11 luglio 2024 | <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/proteggere-la-biodiversita-dal-biocapitalismo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La biodiversit\u00e0 tesse la rete della vita, l\u2019infrastruttura della vita. Non \u00e8 un oggetto, non \u00e8 una cosa, non \u00e8 un numero. La biodiversit\u00e0 \u00e8 vita in complessit\u00e0 auto-organizzata, azione collettiva, evoluzione continua.<br \/>\nLa biodiversit\u00e0 \u00e8 intrinsecamente legata alla diversit\u00e0 culturale e alle comunit\u00e0 locali che l\u2019hanno protetta per millenni attraverso la conoscenza indigena. Tuttavia, sta emergendo una nuova minaccia: la finanziarizzazione della natura. Questo concetto, promosso dal settore finanziario sotto la falsa promessa di \u00abconservazione\u00bb e \u00abprotezione\u00bb della biodiversit\u00e0, rappresenta una nuova forma di bio-imperialismo che potrebbe portare alla completa mercificazione dei beni comuni rimanenti nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le comunit\u00e0 indigene e locali sono state le custodi della biodiversit\u00e0 per generazioni. Attraverso pratiche tradizionali e una profonda conoscenza ecologica, queste comunit\u00e0 hanno sviluppato sistemi agricoli sostenibili che lavorano in armonia con la natura anzich\u00e9 contro di essa. Queste pratiche rappresentano le basi di una scienza ecologica olistica che contrasta nettamente con la narrazione meccanicistica dominante nell\u2019Occidente globalizzato, che vede la natura principalmente come una risorsa da sfruttare. Attualmente l\u201980% della biodiversit\u00e0 mondiale \u00e8 conservata nel 22% delle terre in cui vivono le popolazioni indigene secondo le loro economie e culture basate sulla biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni, il settore finanziario ha spinto per la finanziarizzazione della biodiversit\u00e0 attraverso meccanismi di mercato come i crediti di biodiversit\u00e0 e le Nature Asset Companies (NACs). Queste iniziative vengono presentate come soluzioni per la conservazione ma sono in realt\u00e0 una nuova forma di bio- imperialismo. Questi schemi permettono al settore finanziario, storicamente responsabile del saccheggio delle risorse naturali, di determinare cosa nella natura ha valore e cosa no. Questo approccio rischia di trasformare gli ultimi beni comuni rimanenti in semplici merci da sfruttare nel mercato globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I crediti di biodiversit\u00e0 vengono presentati come strumenti per finanziare azioni positive per la biodiversit\u00e0. Tuttavia, dietro questa facciata si nascondono gravi insidie. Come i crediti di carbonio, i crediti di biodiversit\u00e0 rischiano di diventare un espediente per le aziende per evitare regolamenti stringenti, continuando pratiche distruttive sotto una nuova veste. Inoltre, la monetizzazione delle funzioni ecologiche della natura pu\u00f2 creare l\u2019illusione pericolosa della sostituibilit\u00e0 tra diverse funzioni critiche degli ecosistemi, quando in realt\u00e0 ogni funzione ha un ruolo unico e insostituibile nell\u2019equilibrio naturale. Ma il denaro non pu\u00f2 far crescere una foresta, non pu\u00f2 far scorrere un ruscello. \u00c8 la cura delle comunit\u00e0 locali che mantiene vivi gli ecosistemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo affrontare un errore ontologico profondo: equiparare i costrutti artificiali ai veri flussi della vita. La finanziarizzazione della natura comporta il rischio di una totale mercificazione degli ecosistemi. Questo processo minaccia non solo di escludere le comunit\u00e0 locali dalle loro terre e risorse, ma anche di alterare irreversibilmente le dinamiche ecologiche che sostengono la vita sulla Terra. Ridurre la natura a un bene finanziario rischia di perpetuare un ciclo di sfruttamento e distruzione, lontano dalla visione di una Terra vivente e interconnessa. Il bio- imperialismo sta creando false narrazioni e imponendole alla mente del mondo attraverso il potere. Proteggere la biodiversit\u00e0 non significa solo conservare specie e habitat, ma anche mantenere le reti ecologiche interconnesse e le relazioni che sostengono la vita sulla Terra. La scienza ecologica olistica promuove metodi di produzione alimentare che non distruggono la natura, ma piuttosto la valorizzano e la proteggono. Questi metodi rigenerativi sono essenziali per invertire la tendenza alla perdita di biodiversit\u00e0 causata dall\u2019agricoltura industriale e dalla monocoltura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Occidente globalizzato ha storicamente trattato la natura come una risorsa da sfruttare. Questo approccio meccanicistico ignora l\u2019interdipendenza della vita sulla Terra e promuove modelli di sfruttamento che hanno portato alla crisi ecologica attuale. Ma la natura non lavora mai in monocolture e non estrae mai senza restituire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Vandana Shiva, Presidente di Navdanya International &#8211; L&#8217;Extraterrestre, settimanale ecologista de Il Manifesto, 11 luglio 2024 | Fonte La biodiversit\u00e0 tesse la rete della vita, l\u2019infrastruttura della vita. Non \u00e8 un oggetto, non \u00e8 una cosa, non \u00e8 un numero. La biodiversit\u00e0 \u00e8 vita in complessit\u00e0 auto-organizzata, azione collettiva, evoluzione continua. 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