{"id":37890,"date":"2023-07-21T16:37:24","date_gmt":"2023-07-21T14:37:24","guid":{"rendered":"https:\/\/navdanyainternational.org\/?p=37890"},"modified":"2026-04-02T14:33:54","modified_gmt":"2026-04-02T12:33:54","slug":"linscindibile-nesso-fra-difesa-della-biodiversita-e-sovranita-alimentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/linscindibile-nesso-fra-difesa-della-biodiversita-e-sovranita-alimentare\/","title":{"rendered":"L&#8217;inscindibile nesso fra difesa della biodiversit\u00e0 e sovranit\u00e0 alimentare: un progetto educativo per i giovani del lago di Bracciano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di Manlio Masucci, Navdanya International, responsabile progetto \u201cBiodiversit\u00e0 \u00e8 vita\u201d &#8211; Buddhismo Magazine, Rivista dell\u2019Unione Buddhista Italiana, luglio 2023 | <a href=\"https:\/\/unionebuddhistaitaliana.it\/magazine-ottobre-2023\/magazine-luglio-2023\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Biodiversita-e-vita-UBI-magazine.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">PDF<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si parla di perdita di biodiversit\u00e0 il primo pensiero va spesso alle specie animali a rischio di estinzione, agli insetti impollinatori, alla foresta Amazzonica. Nonostante il fatto che negli ultimi cento anni il nostro pianeta abbia perso il 75% della diversita\u0300 genetica vegetale, la percezione indotta \u00e8 quella di un problema lontano da noi, quasi una questione esotica. Eppure c&#8217;\u00e8 una biodiversit\u00e0 molto pi\u00f9 vicina a noi, proprio sotto i nostri occhi, che si sta estinguendo a ritmi vertiginosi: la biodiversit\u00e0 agricola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come rilevato nel <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/publications\/manifesto-food-for-health\/\">manifesto \u201cFood for Health\u201d<\/a>, delle diecimila specie originarie, oggi si e\u0300 arrivati a coltivarne poco piu\u0300 di 150 e la stragrande maggioranza del genere umano si ciba oramai di non piu\u0300 di dodici specie di piante. Oltre alla maggiore uniformita\u0300 delle varieta\u0300 che coltiviamo, i moderni metodi di selezione hanno contribuito alla diminuzione del numero di colture, con solo circa 30 specie che soddisfano il 95% della domanda mondiale di cibo, tra cui le quattro maggiori colture di base (grano, riso, mais e patate) che dominano campi e mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A causa del sistema produttivo industriale, le colture, dal dopoguerra a oggi, hanno inoltre perso il 25-70% delle loro sostanze nutritive. La riduzione di biodiversit\u00e0 agricola, e la conseguente riduzione di apporti nutritivi, ha un impatto immediato sulla nostra salute poich\u00e9 il nostro microbioma intestinale si ciba di diversit\u00e0. Le nostre difese immunitarie si indeboliscono proprio in un momento storico in cui i pochi vegetali a nostra disposizione risultano essere sempre pi\u00f9 contaminati dagli agenti chimici utilizzati dalle aziende agricole per aumentarne la produzione. Sono molti gli studi che mettono in relazione il modello produttivo agroindustriale all&#8217;aumento globale delle malattie non trasmissibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corrente modello produttivo mono-colturale, basato sulla grande produzione e sulla grande distribuzione, induce sistematicamente alla perdita di biodiversit\u00e0. E&#8217; in questo modo che le multinazionali dell&#8217;agribusiness possono autoproclamarsi padrone di tutte le variet\u00e0 che rimangono a seguito del processo di uniformazione. E&#8217; proprio questo il meccanismo perverso che ci priva sia della biodiversit\u00e0 sia del nostro controllo e autonomia sugli alimenti necessari alla nostra sopravvivenza. Il corrente paradigma produttivo, a causa della sua stessa natura a matrice mono-colturale, tende a privarci della biodiversit\u00e0 per assicurarsi il controllo sulla nostra sovranit\u00e0 alimentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come possiamo vivere serenamente in quello che definirei un paradosso sia alimentare che esistenziale? Il modello industriale dell&#8217;agribusiness non \u00e8 solo un modello produttivo. Ma anche e soprattutto culturale. Si tratta di quello che si potrebbe definire come un \u201cdogma mono-culturale\u201d, dove l&#8217;uniformit\u00e0 diventa un valore e la diversit\u00e0 un intralcio al paradigma efficentista industriale.\u00a0 La monocoltura diviene non solo una modalit\u00e0 produttiva ma anche una <em>forma mentis<\/em> in nome della quale possiamo idealmente giustificare, anche a scapito della nostra stessa salute, un modello di vita omologato impostoci \u201cdall&#8217;alto\u201d negli ultimi ottant&#8217;anni. L&#8217;agricoltura perde, in questo modo, il suo ruolo sociale, la sua posizione di intermediazione fra uomo e natura, e i contadini da guardiani di biodiversit\u00e0, da custodi del nostro bellissimo paesaggio rurale, diventano operai sfruttati dal conglomerato industriale dell&#8217;agribusiness.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come tentare di invertire questo processo che secondo tutti gli indicatori indipendenti ci sta portando dritti al collasso ambientale e umano? Il percorso di formazione avviato da Ubi e Navdanya International parte da queste domande. E si pone l&#8217;obiettivo di contribuire, nel suo piccolo, a proporre nuove visioni e pratiche concrete per avviare un percorso di rigenerazione \u201cdal basso\u201d. E&#8217; per questo che, grazie ai fondi dell&#8217;otto per mille dell&#8217;Ubi, \u00e8 stato avviato un <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/projects\/la-biodiversita-e-vita-scopriamola-insieme\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">progetto educativo<\/a> con i giovani liceali dei comuni del lago di Bracciano. Un luogo non causale, ma piuttosto un paradiso di biodiversit\u00e0 da tutelare dall&#8217;avanzata delle monocolture di nocciole che circondano l&#8217;area. L&#8217;esempio del vicino lago di Vico, dove lo sversamento delle sostanze chimiche agricole ha indotto processi di eutrofizzazione e anossia e alla dichiarazione di non potabilit\u00e0 delle\u00a0 acque in alcuni comuni limitrofi, rappresenta un monito importante per le amministrazioni locali che intendono proteggere il patrimonio ambientale anche attraverso la formazione di un Biodistretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto \u201c<a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/projects\/la-biodiversita-e-vita-scopriamola-insieme\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Biodiversit\u00e0 \u00e8 vita<\/a>\u201d si inserisce in questo contesto ponendosi l&#8217;obiettivo di contribuire a rigenerare un legame perduto. Un legame prima di tutto culturale. Quello fra la campagna e la citt\u00e0, fra i contadini e i cittadini e in ultima istanza fra la terra e tutti i suoi abitanti. Per affermare il principio che facciamo tutti parte di una sola umanit\u00e0 e una sola natura, uniti nella diversit\u00e0, e che la pratica produttiva agricola bio-diversa \u00e8 parte integrante del tessuto sociale di una comunit\u00e0. Spezzare questo legame, in nome di una uniformit\u00e0 produttiva e culturale utile solo all&#8217;industria, significa perdere sovranit\u00e0 alimentare perch\u00e9 nella frattura che si determina fra citt\u00e0 e campagna, fra la terra e la sua umanit\u00e0, si inseriscono le multinazionali del settore con l&#8217;obiettivo di allargarla a dismisura per far posto ai loro smisurati interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Portando i giovani all&#8217;interno delle fattorie biologiche dell&#8217;area, mettendoli a confronto con la biodiversit\u00e0 che i contadini custodiscono gelosamente e preservano contro l&#8217;avanzare della monocoltura industriale, il progetto \u201cBiodiversit\u00e0 \u00e8 vita\u201d intende riattivare il legame culturale delle persone con il loro ambiente e si pone l&#8217;obiettivo, certo ambizioso (ma perch\u00e9 no?), di porsi come un piccolo modello educativo possibilmente replicabile in altri territori e in altre comunit\u00e0. Ovunque ci sia una monocoltura industriale a minacciare ambiente e persone, l&#8217;alleanza fra contadini agroecologici e cittadini pu\u00f2 rappresentare una valida risposta per la promozione di sistemi agroalimentari sani, equi ed ecologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo, il progetto prevede uno scambio e una\u00a0conoscenza diretta tra i giovani e gli agricoltori biologici\u00a0del territorio, attraverso un percorso di apprendimento esperienziale, per innescare una\u00a0crescente consapevolezza delle implicazioni ecologiche della produzione alimentare\u00a0e delle buone pratiche che consentono di\u00a0produrre cibo sano e genuino, in armonia con l\u2019ecosistema circostante e la sua biodiversit\u00e0. Durante le visite i ragazzi svolgono diverse attivit\u00e0 seguiti da personale specializzato: documentano la ricchezza della biodiversit\u00e0 con fotografie e piccoli video dei semi, delle erbe, degli ortaggi, frutti, alberi, insetti e animali; realizzano interviste\/testimonianze con gli agricoltori; partecipano ad alcune attivit\u00e0 della fattoria e a laboratori, come la realizzazione di semenzai, la piantumazione di piante, la riproduzione per talea e come workshop formativi sul riconoscimento delle erbe spontanee e sulla fertilit\u00e0 del suolo. Gli elaborati dei giovani \u201ccustodi di biodiversit\u00e0\u201d verranno infine presentati, il 7 giugno, nell&#8217;ambito di un grande evento nella piazza del Comune di Bracciano alla presenza dei produttori biologici locali, del Comitato promotore del Biodistretto e della presidente di Navdanya International, Vandana Shiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019agroecologia costituisce l\u2019unica reale alternativa alle nocivit\u00e0 dell\u2019agricoltura industriale. Il coinvolgimento delle giovani generazioni nel processo di rigenerazione, attraverso un percorso formativo di alta qualit\u00e0, rappresenta un passaggio importante affinch\u00e9 il cambio di paradigma necessario coinvolta tutti i componenti della societ\u00e0 per ristabilire il nesso fra campagna e citt\u00e0, fra esseri umani e natura, tutelando la biodiversit\u00e0 e la nostra sovranit\u00e0 alimentare.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Navdanya International<\/strong>\u00a0lavora per la promozione della sovranit\u00e0 alimentare, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/key-issues\/agroecology\/\">dell\u2019agroecologia<\/a>, di economie solidali e di sistemi agroalimentari giusti e sani, sia attraverso<a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/campagne\/\">\u00a0campagne di sensibilizzazione e azioni internazionali<\/a>\u00a0sia a livello territoriale, supportando l\u2019agricoltura biologica, i mercati contadini, i comitati e le realt\u00e0 che lottano per nuove politiche del cibo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Educare i cittadini, e in particolare le giovani generazioni, all\u2019importanza della biodiversit\u00e0 e della rigenerazione ecologica significa promuovere la conoscenza e i saperi di quelle attivit\u00e0 che consentono di ottenere prodotti di qualit\u00e0 senza depauperare la ricchezza di vita degli ecosistemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul sito <a href=\"http:\/\/www.navdanyainternational.org\/\">www.navdanyainternational.org<\/a>\u00a0 la pagina dedicata al progetto \u201c<a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/projects\/la-biodiversita-e-vita-scopriamola-insieme\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Biodiversit\u00e0 \u00e8 vita<\/a>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Manlio Masucci, Navdanya International, responsabile progetto \u201cBiodiversit\u00e0 \u00e8 vita\u201d &#8211; Buddhismo Magazine, Rivista dell\u2019Unione Buddhista Italiana, luglio 2023 | Fonte &#8211; PDF Quando si parla di perdita di biodiversit\u00e0 il primo pensiero va spesso alle specie animali a rischio di estinzione, agli insetti impollinatori, alla foresta Amazzonica. 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