{"id":27911,"date":"2022-03-05T11:20:36","date_gmt":"2022-03-05T09:20:36","guid":{"rendered":"https:\/\/navdanyainternational.org\/?p=27911"},"modified":"2022-12-07T13:36:50","modified_gmt":"2022-12-07T11:36:50","slug":"un-menu-impossibile-il-cibo-artificiale-alla-conquista-delle-nostre-tavole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/un-menu-impossibile-il-cibo-artificiale-alla-conquista-delle-nostre-tavole\/","title":{"rendered":"Un menu impossibile: il cibo artificiale alla conquista delle nostre tavole"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"28147\" data-permalink=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/un-menu-impossibile-il-cibo-artificiale-alla-conquista-delle-nostre-tavole\/un-menu-impossibile2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Un-men\u00f9-impossibile2.png\" data-orig-size=\"800,2000\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Un men\u00f9 impossibile2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Un-men\u00f9-impossibile2-256x640.png\" data-large-file=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Un-men\u00f9-impossibile2-410x1024.png\" class=\"alignleft wp-image-28147\" src=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Un-men\u00f9-impossibile2.png\" alt=\"\" width=\"370\" height=\"925\" srcset=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Un-men\u00f9-impossibile2.png 800w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Un-men\u00f9-impossibile2-120x300.png 120w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Un-men\u00f9-impossibile2-256x640.png 256w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Un-men\u00f9-impossibile2-768x1920.png 768w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Un-men\u00f9-impossibile2-410x1024.png 410w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Un-men\u00f9-impossibile2-480x1200.png 480w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Un-men\u00f9-impossibile2-320x800.png 320w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Un-men\u00f9-impossibile2-240x600.png 240w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Un-men\u00f9-impossibile2-200x500.png 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 370px) 100vw, 370px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un piatto di riso fortificato G<i>olden Rice<\/i> come prima portata, un secondo a base di <i>Impossibile Burger<\/i>, un contorno di mozzarella sintetica con verdure sviluppatesi da semi geneticamente modificati. Certo, cercare di vendere un men\u00f9 del genere non sembra veramente facile. Ma forse, se si spiegasse che la composizione di tale men\u00f9 \u00e8 necessaria a tutelare l&#8217;ambiente e che \u00e8 anche benefica per la nostra salute, ecco, in questo caso, forse ci sarebbero pi\u00f9 persone disposte ad acquistarlo e ingerirlo. E magari pi\u00f9 governi disponibili a finanziare la ricerca privata sull&#8217;alimentazione artificiale. Insomma, un men\u00f9 s\u00ec costruito in laboratorio ma ecologico, amico del pianeta e di tutti i suoi abitanti. Una narrazione senz&#8217;altro accattivante. Ma si tratta di una narrazione realistica o ci troviamo di fronte all&#8217;ennesima operazione di greenwashing utile a nascondere, dietro una patina verde fosforescente, i soliti interessi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una cosa si pu\u00f2 dire con sicurezza: quella dello sviluppo dell&#8217;industria del cibo artificiale, come miglior risposta alle sfide ambientali, \u00e8 una risposta di parte. E la parte in questione \u00e8 quella dell&#8217;industria dell&#8217;alimentazione globale che cerca di rimodulare la sua offerta per intercettare una platea di consumatori sempre pi\u00f9 green. Nella consapevolezza che molti di questi consumatori non sono ben informati sull&#8217;origine degli attuali disastri ambientali riconducibili, in buona parte, allo stesso club di affaristi che supporta oggi lo sviluppo dell&#8217;industria biotech. Ben lungi dal voler ammettere i propri errori e contribuire ai processi di rigenerazione, sembra proprio che Big Food abbia trovato il modo di imporre l&#8217;ennesimo set di soluzioni tecnologiche a una serie di problemi innescati dallo stesso modello di agribusiness industriale su cui poggia. Un&#8217;operazione commerciale da miliardi di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma se anche fossimo gi\u00e0 arrivati al punto di non avere altre soluzioni che non quelle di affidare la nostra alimentazione al cibo artificiale, e per questo dovessimo essere costretti a pagare profumatamente le multinazionali del settore, rimane irrisolta un&#8217;altra obiezione: molti degli alimenti sintetizzati nei laboratori si basano su materia prima derivante da un processo agricolo industriale caratterizzato da monocolture intensive, spesso ottenute da semi Ogm e ad alto input chimico. In altre parole, l&#8217;encomiabile intento di salvare il pianeta dall&#8217;impatto negativo degli allevamenti animali poggia sullo stesso sistema produttivo che sta distruggendo la fauna selvatica, inquinando l&#8217;acqua e il suolo, e riscaldando il pianeta. Un circolo vizioso che avrebbe, apparentemente, poco senso se non si considerassero gli attori che si celano dietro tali proposte. Eppure, nonostante le tante contraddizioni, quella del cibo sintetico appare una sfida non impossibile per l&#8217;industria che ha deciso di investire massicciamente in questo settore. Non \u00e8 un caso che gli alimenti artificiali siano entratati di prepotenza nell&#8217;agenda del recente Food Systems Summit di New York.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Una scelta ecologica?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma partiamo dalla domanda pi\u00f9 importante. Il cibo artificiale rappresenta una soluzione reale ai cambiamenti climatici e, in generale, al degrado ambientale? Certo, produrre gli alimenti in laboratorio non comporta lo sfruttamento intensivo diretto di risorse naturali come l&#8217;acqua e il suolo. Eppure sono molti gli studi che mettono in dubbio la presunta sostenibilit\u00e0 di questa industria che conta oramai su una galassia di start up capaci di proporre soluzioni tecnologiche sempre pi\u00f9 sorprendenti. Molte aziende stanno investendo nella carne cellulare, la cos\u00ec detta <i>cultured meat<\/i>, \u201ccarne coltivata\u201d a partire da vere cellule animali. Una tecnologia che mira a rivoluzionare anche il settore lattiero-caseario con il cosiddetto <i>cultured milk<\/i>, ovvero il latte coltivato in laboratorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"28155\" data-permalink=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/un-menu-impossibile-il-cibo-artificiale-alla-conquista-delle-nostre-tavole\/biiomilq-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/biiomilq-2.png\" data-orig-size=\"800,2000\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"biiomilq 2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/biiomilq-2-256x640.png\" data-large-file=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/biiomilq-2-410x1024.png\" class=\"alignright wp-image-28155\" src=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/biiomilq-2.png\" alt=\"\" width=\"370\" height=\"925\" srcset=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/biiomilq-2.png 800w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/biiomilq-2-120x300.png 120w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/biiomilq-2-256x640.png 256w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/biiomilq-2-768x1920.png 768w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/biiomilq-2-410x1024.png 410w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/biiomilq-2-480x1200.png 480w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/biiomilq-2-320x800.png 320w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/biiomilq-2-240x600.png 240w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/biiomilq-2-200x500.png 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 370px) 100vw, 370px\" \/>L&#8217;azienda canadese Better Milk sta investendo massicciamente sulla produzione di latte di mucca utilizzando direttamente le cellule mammarie bovine. Ma c&#8217;\u00e8 anche chi ha gi\u00e0 pensato di applicare la stessa logica agli esseri umani. La<a href=\"https:\/\/www.greenqueen.com.hk\/singapore-based-turtletree-announces-cell-based-human-lactoferrin-as-first-commercial-product\/\"> TurtleTree Labs<\/a>, una startup con sede a Singapore e negli Stati Uniti, \u00e8 pronta a lanciare sul mercato lattoferrina umana come primo prodotto commerciale cellulare per neonati. Anche la statunitense<a href=\"https:\/\/www.greenqueen.com.hk\/biomilq-series-a\/\"> Biomilq<\/a> ha annunciato di esser pronta a commercializzare il primo latte sintetico per bambini coltivato da cellule umane. Un prodotto equiparabile al latte materno? Secondo la compagnia, il bio-latte potrebbe risultare addirittura superiore in quanto \u201cprodotto al di fuori del corpo in un ambiente sterile e controllato, privo delle tossine ambientali, degli allergeni alimentari e dei farmaci da prescrizione che sono spesso presenti nel latte materno\u201d. Considerazione, purtroppo, fondata come dimostrano gli ultimi studi sul latte materno naturale. Una<a href=\"https:\/\/www.greenqueen.com.hk\/u-s-scientists-detect-toxic-pfas-forever-chemicals-in-100-breast-milk-samples\/\"> recente indagine<\/a> interuniversitaria americana ha rilevato la presenza di Pfas nel 100% del latte materno analizzato: tutti i 50 campioni esaminati hanno evidenziato la presenza delle pericolose sostanze chimiche a livelli fino 2 mila volte superiori a quelli considerati sicuri nell&#8217;acqua potabile. Eppure, ancora una volta, rimane la sensazione che l&#8217;apparato industriale miri sistematicamente a investire su soluzioni tecnologiche per trarre profitto dai problemi da esso stesso creati. Una logica perversa: continuare a inquinare il naturale per poter poi vendere soluzioni artificiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche gli alimenti artificiali \u201ca base vegetale\u201d si fondano su innovazioni tecniche come la biologia sintetica che comporta la riconfigurazione del Dna di un organismo per creare qualcosa di completamente nuovo, che non si trova in natura. Aziende come Beyond Meat e Impossible Foods usano una sequenza di codifica del Dna tratta dalla soia o dai piselli per creare un prodotto che ha l&#8217;aspetto e il sapore della carne vera. Il famoso <i>Impossible Burger<\/i> \u00e8 costituito quasi interamente da colture comuni: grano, mais, soia, cocco e patate. Ma un ingrediente chiave,<a href=\"https:\/\/impossiblefoods.com\/heme\"> l&#8217;eme<\/a>, la molecola che d\u00e0 alla carne il suo sapore, non \u00e8 cos\u00ec facile da ottenere in natura. Motivo per cui viene sintetizzata in laboratorio, come spiega lo stesso Pat Brown, fondatore e ad di Impossible Foods: \u201cUsiamo il lievito geneticamente modificato (con il Dna della soia ndr) per produrre l&#8217;eme, la molecola \u201cmagica\u201d che rende la carne artificiale saporita e rende l&#8217;<i>Impossible Burger <\/i>l&#8217;unico prodotto a base vegetale a fornire la deliziosa esplosione di sapore e aroma che i consumatori carnivori desiderano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La carne artificiale \u00e8 inoltre costituita da proteine e grassi provenienti da piselli, patate, soia, mais coltivati in monocolture basate su quelle stesse lavorazioni pesanti, input chimici e Ogm che stanno compromettendo la biodiversit\u00e0 globale, distruggendo la fauna selvatica, alterando i suoli e inquinando le falde acquifere. Eppure, il primo punto delle campagne di marketing delle aziende di cibo sintetico \u00e8, immancabilmente, quello relativo a un impatto ambientale ridotto. Un assunto difficilmente dimostrabile considerando che gli alimenti sintetici a base vegetale si appoggiano sullo stesso identico impianto dell&#8217;agricoltura industriale. Non c&#8217;\u00e8 quindi da stupirci se una recente ricerca del<a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/fake-food-fake-meat-big-foods-desperate-attempt-to-further-the-industrialisation-of-food\/\"> Health Research Institute Laboratories<\/a> ha rintracciato livelli di glifosato (e del suo metabolita Ampa) nell&#8217;<i>Impossible Burger<\/i> pari a 11,3 ppb. Una quantit\u00e0 pi\u00f9 che sufficiente ad avere un impatto negativo sul nostro<a href=\"https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/23224412\/\"> microbiota intestinale<\/a> e quindi sul nostro sistema immunitario, senza dimenticare la \u201cprobabile\u201d cancerogenicit\u00e0 del glifosato dichiarata dallo Iarc e la sua oramai accertata capacit\u00e0 di agire come<a href=\"https:\/\/ilsalvagente.it\/2021\/04\/14\/118024\/\"> interferente endocrino<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sostenibilit\u00e0 del sistema produttivo biotech rispetto a quello tradizionale \u00e8 stata messa in dubbio da numerosi studi anche da un punto di vista delle emissioni climalteranti. Secondo una<a href=\"https:\/\/www.frontiersin.org\/articles\/10.3389\/fsufs.2019.00005\/full\"> recente ricerca,<\/a> le emissioni di diossido di carbonio, prodotte dal processo industriale della carne sintetica, persistono nell&#8217;atmosfera per centinaia di anni a differenza del metano, prodotto dagli allevamenti intensivi classici, che si dissolve nell&#8217;atmosfera dopo una decina di anni. Una<a href=\"https:\/\/link.springer.com\/article\/10.1007\/s10640-021-00551-3\"> grande quantit\u00e0 di energia<\/a> \u00e8 infatti necessaria per il processo produttivo che comprende varie fasi energivore fra cui il funzionamento del bioreattore, il controllo della temperatura, l&#8217;aerazione e i processi di miscelazione. Solo una totale decarbonizzazione dei sistemi energetici potrebbe migliorare questo indicatore, al momento sfavorevole all&#8217;industria del Food Tech che, di fatto, non pu\u00f2 vantare performance pi\u00f9 ecologiche rispetto ai sistemi produttivi tradizionali. Gli alimenti sintetici non sembrano dunque poter legittimamente entrare nella categoria del cibo &#8220;eco-friendly&#8221; ma piuttosto in quella del cibo ultra-processato, proprio per l&#8217;alto grado di lavorazione necessaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza dei cibi tradizionali a base vegetale, queste nuove alternative di carne sono dunque cibi ultra elaborati, che i nutrizionisti normalmente raccomandano di evitare a causa dei loro impatti negativi sulla salute.\u00a0 Una<a href=\"https:\/\/foodprint.org\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021_11_23_FP_TheFoodPrintofFakeMeat_Report_FINALnew-1.pdf%20\"> recente indagine<\/a> analizza i nuovi alimenti artificiali proprio dal punto di vista nutrizionale esaminandone i singoli ingredienti. Gli alimenti ultra-lavorati presentano spesso alti livelli di sodio e grassi per essere appetibili, e la carne sintetica non fa eccezione, arrivando addirittura a superare il contenuto di sodio della carne naturale. Gli ingredienti che compongono la carne coltivata sono inoltre purificati ed hanno, al pari di altri alimenti ultra-lavorati, generalmente bisogno di essere integrati con nutrienti e fortificanti. Molti dei nutrienti che si trovano nella carne naturale, come il ferro, lo zinco e la vitamina B-12, sono aggiunti come ingredienti separati nella carne artificiale. Ma questi nutrienti non possono essere assorbiti dai cibi fortificati cos\u00ec bene come lo sono dai cibi interi come carne, noci e semi. Di conseguenza anche il nostro organismo potr\u00e0 trarre minori benefici da questi nutrienti. Una dieta sana e rispettosa del pianeta, concludono i ricercatori, non richiede nuove tecnologie e non deve includere pi\u00f9 prodotti industriali ultra-processati ma si basa piuttosto su un&#8217;agricoltura biologica e rigenerativa che offra prodotti sani e nutrienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Big food: cibo artificiale, profitto naturale<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non possiamo dunque asserire che il cibo artificiale faccia bene all&#8217;ambiente e alla salute dei consumatori. Quello che \u00e8 per\u00f2 possibile asserire, senza possibilit\u00e0 di smentita, \u00e8 come faccia bene\u00a0 ai portafogli degli investitori. Le aziende biotech e i giganti dell&#8217;agribusiness si stanno infatti costruendo la possibilit\u00e0 di invadere uno dei mercati pi\u00f9 promettenti del prossimo futuro: quello del consumo green. Il risultato \u00e8 un&#8217;intera gamma di alimenti come carni, uova, formaggi e latticini sintetizzati in laboratorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"28163\" data-permalink=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/un-menu-impossibile-il-cibo-artificiale-alla-conquista-delle-nostre-tavole\/copy-of-copy-of-brevetto-n-10287568-procedimenti-per-lestrazione-e-la-purificazione-di-proteine-non-denaturate\/\" data-orig-file=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Copy-of-Copy-of-Brevetto-n.-10287568-Procedimenti-per-lestrazione-e-la-purificazione-di-proteine-non-denaturate.png\" data-orig-size=\"1920,920\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Copy of Copy of Brevetto n. 10287568 &#8211; Procedimenti per l&#8217;estrazione e la purificazione di proteine non denaturate\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Copy-of-Copy-of-Brevetto-n.-10287568-Procedimenti-per-lestrazione-e-la-purificazione-di-proteine-non-denaturate-640x307.png\" data-large-file=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Copy-of-Copy-of-Brevetto-n.-10287568-Procedimenti-per-lestrazione-e-la-purificazione-di-proteine-non-denaturate-1024x491.png\" class=\"alignnone size-full wp-image-28163\" src=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Copy-of-Copy-of-Brevetto-n.-10287568-Procedimenti-per-lestrazione-e-la-purificazione-di-proteine-non-denaturate.png\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"920\" srcset=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Copy-of-Copy-of-Brevetto-n.-10287568-Procedimenti-per-lestrazione-e-la-purificazione-di-proteine-non-denaturate.png 1920w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Copy-of-Copy-of-Brevetto-n.-10287568-Procedimenti-per-lestrazione-e-la-purificazione-di-proteine-non-denaturate-300x144.png 300w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Copy-of-Copy-of-Brevetto-n.-10287568-Procedimenti-per-lestrazione-e-la-purificazione-di-proteine-non-denaturate-640x307.png 640w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Copy-of-Copy-of-Brevetto-n.-10287568-Procedimenti-per-lestrazione-e-la-purificazione-di-proteine-non-denaturate-768x368.png 768w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Copy-of-Copy-of-Brevetto-n.-10287568-Procedimenti-per-lestrazione-e-la-purificazione-di-proteine-non-denaturate-1024x491.png 1024w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Copy-of-Copy-of-Brevetto-n.-10287568-Procedimenti-per-lestrazione-e-la-purificazione-di-proteine-non-denaturate-900x431.png 900w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Copy-of-Copy-of-Brevetto-n.-10287568-Procedimenti-per-lestrazione-e-la-purificazione-di-proteine-non-denaturate-600x288.png 600w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Copy-of-Copy-of-Brevetto-n.-10287568-Procedimenti-per-lestrazione-e-la-purificazione-di-proteine-non-denaturate-450x216.png 450w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Copy-of-Copy-of-Brevetto-n.-10287568-Procedimenti-per-lestrazione-e-la-purificazione-di-proteine-non-denaturate-200x96.png 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema \u00e8 sempre lo stesso. Quello dei brevetti. Solo per l&#8217;<i>Impossible Burger <\/i>sono ben<a href=\"https:\/\/sethitzkan.medium.com\/opinion-software-to-swallow-impossible-foods-should-be-called-impossible-patents-71805ecec9de\"> 14 i brevetti depositati<\/a> e altri centinaia sono in attesa di essere approvati per altri prodotti commestibili sintetici. Un cambiamento di prospettiva epocale. In primo luogo perch\u00e9, attraverso la logica dei brevetti, gli animali e i prodotti vegetali continuano ad essere equiparati a elementi usa e getta che possono essere semplicemente sostituiti da tecnologie pi\u00f9 efficienti come i prodotti di laboratorio. La profonda relazione dell&#8217;uomo con la natura \u00e8 completamente ignorata. E&#8217; ancora una volta l&#8217;ad di Impossible Foods a spiegare bene l&#8217;equazione, per chi non la avesse ancora chiara: \u201cGli animali \u2013 sentenzia Pat Brown &#8211; sono solo la tecnologia che abbiamo usato fino ad ora per produrre carne. Ci\u00f2 che i consumatori apprezzano della carne non ha niente a che fare con il modo in cui \u00e8 fatta. Vivono\u00a0 tranquillamente sapendo che \u00e8 fatta da animali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, perch\u00e9 continuiamo a perdere il controllo sull&#8217;origine e sulla produzione del cibo rinunciando progressivamente alla nostra sovranit\u00e0 alimentare. Il cibo artificiale non si pone come una chiara alternativa per la nostra dieta ma, dissimulando la stessa forma del cibo tradizionale, cerca di insinuarsi subdolamente sulle nostre tavole. Un&#8217;operazione di falsificazione a tutti gli effetti che mira a ottenere il controllo sulla nostra dieta rendendola dipendente dalle multinazionali produttrici e detentrici dei brevetti. Concedere il controllo del nostro cibo a poche aziende pu\u00f2 avere per\u00f2 un impatto deleterio sui sistemi alimentari locali erodendo la sovranit\u00e0 alimentare della popolazione. Secondo le aziende biotech, la natura e le sue forme viventi non sono altro che una tecnologia esausta, obsoleta: \u201cSe c&#8217;\u00e8 una cosa che sappiamo, &#8211; arringa ancora l&#8217;ad di Impossible Foods &#8211; \u00e8 che quando una tecnologia antica, non migliorabile, contrasta una tecnologia migliore, che \u00e8 continuamente migliorabile, \u00e8 solo una questione di tempo prima che il gioco sia finito\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pat Brown, d&#8217;altra parte, sembra sapere il fatto suo anche quando dichiara che i suoi investitori vedono chiaramente all&#8217;orizzonte \u201cun&#8217;opportunit\u00e0 da 3 trilioni di dollari&#8221;. E i numeri gli danno ragione. L&#8217;industria della<a href=\"https:\/\/www.forbes.com\/sites\/oliviergarret\/2020\/09\/10\/why-bill-gates-is-betting-millions-on-synthetic-biology\/?sh=5027438b65c6\"> biologia sintetica<\/a> \u00e8 in piena espansione. Ha raggiunto un valore di 12 miliardi di dollari nell&#8217;ultimo decennio e si prevede che raddoppier\u00e0 entro il 2025 fino a raggiungere gli 85 miliardi nel 2030. Una crescita esponenziale confermata dagli ultimi dati<a href=\"https:\/\/synbiobeta.com\/2q-2021-synthetic-biology-venture-investment-report\/\"> Synbiobeta<\/a>: il primo quarto del 2021 ha fatto registrare investimenti record in start up per 4,7 miliardi di dollari e per 4,2 miliardi nel secondo quarto. Negli ultimi venti anni il numero di aziende specializzate in questo campo \u00e8 passato da meno di 100 nel 2000 a pi\u00f9 di 600 nel 2019. Beyond Meat \u00e8 stato uno dei titoli pi\u00f9 \u201ccaldi\u201d nel 2019. Le azioni dell&#8217;azienda di carne a base vegetale sono esplose del 859% durante i suoi primi tre mesi di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E non \u00e8 certo un caso che, a fianco di giganti industriali come Cargill e Tyson Foods, anche i pi\u00f9 grandi filantropi \u201cambientalisti\u201d stiano investendo in questo settore. Bill Gates ha, per esempio, investito in Impossible Foods, Beyond Meat, Memphis Meats (ora Upside Foods), Motif e Hampton Creek Foods e Biomilq. Un percorso seguito da Richard Branson e Jeff Besos, rispettivamente fondatori di Virgin e Amazon. E ce ne \u00e8 anche per il Made in Italy. Una start up tedesca, la<a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2021-09-13\/lab-grown-mozzarella-gets-new-funds-for-global-cheese-expansion\"> Formo<\/a>, ha appena ricevuto un finanziamento record dai suoi azionisti di 50 milioni di dollari per sviluppare su grande scala la produzione di ricotta e mozzarella in laboratorio. Il finanziamento rappresenta un record per una start up del foodtech europeo e invia un chiaro segnale agli investitori e ai mercati di tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Cibo fortificato e ultra-processato<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il recente Food Systems Summit di New York, tenutosi nello scorso mese di settembre fra le proteste delle associazioni ambientaliste internazionali, \u00e8 forse il luogo e il tempo dove gli intenti delle multinazionali del cibo hanno trovato la loro migliore espressione. In pagine e pagine di documenti le menzioni relative al biologico o all&#8217;agroecologia si contano sulle dita di una mano e, anche quando citate, sembrano svolgere una mera funzione di contorno. Il modello di sviluppo deve rimanere lo stesso, ovvero quello della fallimentare ma remunerativa rivoluzione verde. Anche gli attori coinvolti, ovvero i grandi investitori e le multinazionali dell&#8217;agribusiness, devono rimanere gli stessi per continuare a trarre profitti dai nuovi investimenti tecnologici. Ci\u00f2 che va radicalmente cambiata \u00e8, semplicemente, la narrazione. E&#8217; questo l&#8217;unico elemento veramente green che si potr\u00e0 trovare nei piani d&#8217;azione dei padroni del cibo. E non si potr\u00e0 neanche dire che non ci avevano avvertito. Negli Action Track 1 e 2 del Summit, la strategia globale \u00e8, tutto sommato, ben spiegata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Action Track 1, denominato &#8220;Garantire l&#8217;accesso al cibo sicuro e nutriente per tutti&#8221;, promuove la fortificazione degli alimenti su larga scala come soluzione alla malnutrizione. La fortificazione alimentare \u00e8 il processo di aggiunta di sostanze nutritive negli alimenti. Questo procedimento pu\u00f2 prevedere anche il ricorso alla biotecnologia e alle modificazioni genetiche. Si tratta di un approccio spesso raccomandato, ed effettivamente messo in pratica, nei paesi in via di sviluppo dove si riscontrano delle carenze nutrizionali. Ampliare e arricchire la dieta, garantendo l&#8217;accesso al cibo salubre alla popolazione, potrebbe risolvere molti problemi. Ma le multinazionali del settore pensano che sia pi\u00f9 conveniente immettere sul mercato un solo alimento fortificato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un esempio classico \u00e8 quello del <i>Golden Rice<\/i>, riso geneticamente modificato per contenere livelli di beta-carotene capaci di porre rimedio alle carenze di vitamina A riscontrate nella popolazione. La Bill and Melinda Gates Foundation ha finora elargito 28 milioni di dollari per finanziare il Golden Rice. Un progetto in collaborazione diretta con la Global Alliance for Improved Nutrition (Gain, fondata nel 2001 proprio da Bill Gates). Gain, leader dell&#8217;Action Track 1, \u00e8 stata fra le prime organizzazioni a utilizzare il modello del partneriato pubblico-privato. Da allora, ha continuato a sostenere progetti di biofortificazione per combattere la malnutrizione e l&#8217;insicurezza alimentare. Gain condivide anche molti degli stessi donatori di Agra (Alleanza per la Rivoluzione Verde in Africa), come la Fondazione Rockefeller, Bsf o Unilever, e ha ricevuto non meno di 251 milioni di dollari dalla Fondazione di Bill e Melinda Gates tra il 2002 e il 2014.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;approccio basato sulla fortificazione di un singolo alimento, piuttosto che sull&#8217;incremento della variet\u00e0 e della qualit\u00e0 del cibo disponibile, ha minato, secondo molti osservatori, la capacit\u00e0 delle comunit\u00e0 di rafforzare i sistemi alimentari locali basati sulle conoscenze culturali e tradizionali erodendo cos\u00ec la loro sovranit\u00e0 alimentare. Le politiche di biofortificazione, al pari di altre soluzioni tecnologiche, sono infatti accusate di indurre dipendenza da una manciata di colture di base o da singoli ingredienti aggiunti, ignorando cos\u00ec il ruolo centrale della biodiversit\u00e0 nella nutrizione. La semplice integrazione di un nutriente non sembra poter risolvere il problema della malnutrizione ma sembra poter produrre ottimi margini di profitto per le multinazionali dell&#8217;agribusiness.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei paesi maggiormente coinvolti nei programmi di fortificazione alimentare \u00e8 il Bangladesh. Una recente analisi dell&#8217;attivista<a href=\"https:\/\/www.tbsnews.net\/features\/panorama\/mandatory-fortification-not-solution-malnutrition-305908\"> Farida Akhter<\/a> coglie lucidamente le contraddizioni di un approccio che continua a svilupparsi lungo i corrosi binari della rivoluzione verde: \u201cLe coltivazioni di riso in monocoltura, che utilizzano quasi l&#8217;80% della terra, stanno causando una carenza nella produzione di altre colture alimentari essenziali necessarie per l&#8217;equilibrio nutrizionale. La scarsa diversit\u00e0 alimentare, con il 70% della dieta composta da cereali e l&#8217;inadeguato apporto di proteine e micronutrienti, \u00e8 sotto accusa, ma non si dice come la produzione in monocoltura e l&#8217;uso di pesticidi influenzino la disponibilit\u00e0 e la qualit\u00e0 del cibo e della nutrizione. Invece di trasformare l&#8217;agricoltura a base di prodotti chimici, vengono offerte come soluzioni alla malnutrizione nuove soluzioni tecnologiche come l&#8217;olio commestibile fortificato con vitamina A, riso fortificato con zinco, sale fortificato con iodio. Questi non sono gli unici alimenti che la gente mangia. Un approccio agro-ecologico e basato sulla biodiversit\u00e0 nell&#8217;agricoltura per la produzione di cibo risolverebbe la maggior parte dei problemi\u201d.<\/p>\n<div style=\"border: 1px solid grey; float: left; margin: 12px; padding: 12px; text-align: justify;\">\n<p>Esistono molti altri esempi di partnership pubblico-private per modificare geneticamente (o biofortificare) le colture. Per esempio, il sorgo attraverso il progetto <a href=\"https:\/\/biosorghum.org\/home.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Africa Biofortified Sorghum Project<\/a> e la manioca attraverso il progetto <a href=\"https:\/\/www.danforthcenter.org\/scientists-research\/research-institutes\/institute-for-international-crop-improvement\/crop-improvement-projects\/biocassava-plus\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">BioCassava Plus<\/a> in collaborazione con il <a href=\"http:\/\/www.nrcri.gov.ng\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">National Root Crops Research Institute in Nigeria<\/a>. Entrambi i progetti mirano a migliorare la sicurezza nutrizionale e a correggere le carenze vitaminiche in Africa fortificando le colture di base e integrandole con beta-carotene, che l&#8217;organismo converte in vitamina A, ferro e proteine. L&#8217;elenco comprende anche la controversa <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/1-CAMPAIGN-%E2%80%98NO-GMO-BANANA%E2%80%99.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">banana OGM<\/a>, creata dal dottor James Dale della Queensland University of Technology, che ha ricevuto oltre 15 milioni di finanziamenti dalla Fondazione Gates ed \u00e8 ora in fase di sperimentazione in India e Uganda. Se da un lato l&#8217;imposizione di questa coltura geneticamente modificata arricchita di ferro pretende di salvare la vita delle donne, rimediando alle carenze di ferro nelle donne anemiche e prevenendo la morte durante il parto, dall&#8217;altro potrebbe contribuire all&#8217;erosione della biodiversit\u00e0 in India, che ha sempre avuto un&#8217;alto numero di variet\u00e0 di banane, oltre che di altri alimenti ricchi di ferro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, <a href=\"https:\/\/www.gmwatch.org\/en\/106-news\/latest-news\/18729-gmo-foods-could-soon-be-mislabelled-as-biofortified\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">gli OGM stanno iniziando a essere falsamente equiparati alla biofortificazione<\/a>, al fine di pubblicizzarli ulteriormente e permettere loro di entrare furtivamente nei nostri alimenti. Ci\u00f2 \u00e8 emerso chiaramente in occasione di una riunione del Codex Alimentarius tenutasi in Germania, dove, nonostante l&#8217;opposizione della maggior parte dei Paesi presenti, si \u00e8 registrata una chiara pressione per l&#8217;inclusione degli OGM nella definizione di biofortificazione. Inutile dire che una decisione cos\u00ec controversa favorirebbe l&#8217;inganno del mercato e denoterebbe una mancanza di trasparenza nella definizione di standard e linee guida alimentari. Se le forze a favore degli OGM potranno continuare a occultare i propri alimenti geneticamente modificati all&#8217;interno della definizione di biofortificazione, i consumatori saranno ingannati su scala mondiale e lasciati deliberatamente confusi nel capire se stanno acquistando prodotti biologici o qualcosa di completamente diverso.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.un.org\/sites\/un2.un.org\/files\/fss_action_track_2_-_wave_2_ideas_paper_final_0.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Action Track 2<\/a> del Summit, ovvero \u201cpassaggio a modelli di consumo sostenibili\u201d, \u00e8 basato su soluzioni sulla cui sostenibilit\u00e0 ci sono molti dubbi. Il piano d&#8217;azione si basa sostanzialmente sulla promozione di alimenti artificiali e ultra-processati a base vegetale con lo scopo dichiarato di raggiungere la \u201cdiversificazione delle proteine\u201d. Un approccio che lascia molti dubbi perch\u00e9, proprio come nel caso della fortificazione degli alimenti, la semplice aggiunta di proteine isolate, vitamine e minerali alle diete non sembra poter conferire gli stessi benefici per la salute degli alimenti freschi e interi. L&#8217;eccessiva lavorazione dei prodotti ha portato, in molti casi, a forti polemiche relative alle tante sostanze chimiche utilizzate tanto che molti di questi alimenti rientrano, in pianta stabile, nella categoria del Junk Food, il cibo spazzatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; interessante notare che a guidare l&#8217;Action Track 2 del Summit, ci sia Eat, organizzazione legata al World Economic Forum e a partner come Nestl\u00e9 e Danone, entrambi leader nella produzione di alimenti ultra processati. Le raccomandazioni del piano d&#8217;azione provengono direttamente dal rapporto Eat-Lancet &#8220;Food in the Anthropocene: the Eat-Lancet Commission on healthy diets from sustainable food systems&#8221;. Un rapporto molto controverso perch\u00e9, se da un lato invoca la sostenibilit\u00e0, postulando la trasformazione dei sistemi alimentari attraverso la promozione di \u201cdiete sane\u201d, dall&#8217;altro lato sorvola sul ruolo diretto dell&#8217;agricoltura industriale e chimica nella creazione di sistemi alimentari insostenibili e malsani. Il rapporto non prende mai in minima considerazione che l&#8217;adozione di diete sane possa dipendere da un allontanamento dal paradigma dell&#8217;agricoltura industriale e dall&#8217;adozione di pratiche agroecologiche. Al contrario il rapporto promuove la nozione di \u201cintensificazione sostenibile\u201d degli attuali sistemi alimentari con uno spostamento dell&#8217;asse di consumo globale verso alternative \u201ca base vegetale\u201d. Una soluzione che, ancora una volta, rischia di sostituire le diete biodiverse e locali con alimenti sintetici ultra-processati realizzati con tecnologie brevettate altamente vantaggiose solo ed esclusivamente per le multinazionali dell&#8217;agribusiness.<\/p>\n<div id=\"attachment_5587\" style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/900-Eat-Report.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5587\" class=\"wp-image-5587 size-full\" src=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/900-Eat-Report.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/900-Eat-Report.jpg 900w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/900-Eat-Report-300x100.jpg 300w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/900-Eat-Report-640x213.jpg 640w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/900-Eat-Report-768x256.jpg 768w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/900-Eat-Report-600x200.jpg 600w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/900-Eat-Report-450x150.jpg 450w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/900-Eat-Report-200x67.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5587\" class=\"wp-caption-text\"><small>EAT ha una partnership, attraverso FrESH, con l&#8217;industria del cibo spazzatura e con le grandi multinazionali dell&#8217;agribusiness: Bayer, BASF, Cargill, Pepsico, ecc.<\/small><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Quale futuro per le nostre diete e per il pianeta?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; chiaro che sarebbe difficile sedersi oggi, in un ristorante, e ordinare, a cuor leggero, un intero men\u00f9 composto da cibo artificiale. Eppure, in un prossimo futuro, questa scelta potrebbe non sembrare tanto ardita. Anzi, potrebbe addirittura suonare come una scelta responsabile. In un futuro ancora pi\u00f9 lontano, questa potrebbe non essere pi\u00f9 una scelta, ma l&#8217;unica opzione per non alzarsi da tavola affamati. In questo futuro, forse pi\u00f9 prossimo di quanto crediamo, ci potrebbero essere meno scelte rispetto a quante ne abbiamo oggi. Se l&#8217;agroecologia e le produzioni biologiche non dovessero essere sostenute adeguatamente, quel futuro, che oggi ci appare distopico, potrebbe effettivamente realizzarsi per mancanza di alternative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 chi potrebbe obiettare: ma le strategie<a href=\"https:\/\/www.agroecology-europe.org\/press-release-eu-farm-to-fork-and-biodiversity-strategies\/\"> Farm to Fork e Biodiversit\u00e0<\/a> dell&#8217;Unione Europea non ci chiedono, fra le altre cose, di espandere del 25% la superficie a biologico e ridurre del 50% l&#8217;uso dei pesticidi entro il 2030? La risposta \u00e8 nell&#8217;attuazione di tali strategie che dovrebbe avvenire primariamente attraverso una riforma della Pac, la politica agricola dell&#8217;Unione che, nel momento dell&#8217;allocazione delle risorse, predilige sovvenzionare i grandi produttori convenzionali. Non \u00e8 infine da dimenticare che la stessa strategia Farm to Fork fa l&#8217;occhiolino alle nuove tecniche di manipolazione genetica, ovvero gli Ogm di nuova generazione. Un altro favore alle grande multinazionali del settore che, attraverso le loro pervasive e dispendiose campagne di lobby, riescono a cadere sempre in piedi. E tutto ci\u00f2 al netto del fatto che le politiche dell&#8217;Ue rimangono, e di gran lunga, le pi\u00f9 lungimiranti e illuminate su scala planetaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma se questi sono i grandi movimenti della politica globale cosa accade a livello individuale? Le scelte dei consumatori hanno un impatto consistente sui mercati, come dimostrato dalla crescita del biologico in Italia. Un recente sondaggio<a href=\"https:\/\/www.rinnovabili.it\/agrifood\/cosa-pensano-i-consumatori-della-carne-sintetica\/\"> Coldiretti\/Ix\u00e8<\/a> indica, per esempio, che il 95% degli intervistati boccia la carne sintetica. I consumatori esprimono una istintiva diffidenza nei confronti del cibo sintetico ed \u00e8 forse questo il motivo per cui c&#8217;\u00e8 bisogno di accompagnare questi prodotti con una narrazione ecologica. Che per\u00f2 fatica a tenersi in piedi da sola. Se \u00e8 vero che le diete vegetariane e vegane hanno potenzialmente un impatto positivo sull&#8217;ambiente \u00e8 da sottolineare come i surrogati artificiali di carne, uova e formaggi possano non averne. Anzi, ci sono molti elementi che portano a pensare che le industrie biotech non siano affatto sostenibili come pretendono di essere e che siano, piuttosto, nel mezzo di una delle pi\u00f9 grandi e promettenti campagne di greenwashing di sempre per intercettare una crescente platea di consumatori che vorrebbe, genuinamente, operare scelte alimentari ecologiche. Si tratta della stessa platea di consumatori che, senza essere sviati dalla narrazione <i>green<\/i> dell&#8217;industria, opterebbe, con tutta probabilit\u00e0, per un&#8217;alimentazione biologica favorendo cos\u00ec la crescita del mercato e quindi dell&#8217;offerta. Da questo punto di vista i grandi investimenti nell&#8217;industria del biotech e del cibo sintetico potrebbero ulteriormente ritardare quei processi rigenerativi e realmente sostenibili che stanno cercando di emergere, con grande difficolt\u00e0, a livello locale in tutto il mondo.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Fonte: Creato in laboratorio: la minaccia del cibo artificiale, Manlio Masucci, <a href=\"https:\/\/www.terranuovalibri.it\/fascicolo\/dettaglio\/terra-nuova-febbraio-2022-9788866817000-236614.html\/?idsp=72\">Terra Nuova, febbraio 2022<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un piatto di riso fortificato Golden Rice come prima portata, un secondo a base di Impossibile Burger, un contorno di mozzarella sintetica con verdure sviluppatesi da semi geneticamente modificati. Certo, cercare di vendere un men\u00f9 del genere non sembra veramente facile. 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