{"id":26250,"date":"2022-04-28T14:20:49","date_gmt":"2022-04-28T12:20:49","guid":{"rendered":"https:\/\/navdanyainternational.org\/?p=26250"},"modified":"2022-04-28T13:55:57","modified_gmt":"2022-04-28T11:55:57","slug":"la-sovranita-alimentare-vince-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/la-sovranita-alimentare-vince-la-guerra\/","title":{"rendered":"La sovranit\u00e0 alimentare vince la guerra"},"content":{"rendered":"<p>Di Manlio Masucci &#8211; L\u2019Extraterrestre, settimanale ecologista de Il Manifesto, 28 aprile 2022 | <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/la-sovranita-alimentare-vince-la-guerra\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La crisi agricola provocata dal conflitto in Ucraina impone di riorientare i sistemi produttivi in un\u2019ottica di transizione agroecologica (e biodinamica)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra in Ucraina ha messo in evidenza la fragilit\u00e0 del sistema alimentare europeo. Una fragilit\u00e0 strutturale che si nascondeva dietro le lunghe filiere del commercio globale. E\u2019 bastata una smagliatura nella fitta trama della geopolitica per mettere a nudo scomode interdipendenze economiche e potenziali strumenti di indebite pressioni politiche. Reclamare il diritto alla sovranit\u00e0 alimentare, all\u2019autosufficienza agricola, all\u2019economia circolare, alla resilienza, alla diversificazione delle colture e alla rigenerazione dei suoli non \u00e8 mai stato un esercizio retorico fine a se stesso ma piuttosto una visione olistica di lungo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>OGGI, LA GUERRA IN UCRAINA PONE L\u2019EUROPA E L\u2019ITALIA<\/strong>\u00a0di fronte a seri rischi nell\u2019immediato ma anche a una serie di domande dalle cui risposte \u00e8 necessario partire per uscire dalla crisi. L\u2019economia di guerra, che da pi\u00f9 parti si continua ad evocare, porta con s\u00e9 un\u2019opportunit\u00e0 epocale: quella di riorientare i nostri sistemi produttivi in un\u2019ottica di transizione agroecologica, di sostenibilit\u00e0 ed equit\u00e0. Nel caso del nostro paese, non sar\u00e0 sufficiente affermare di voler mettere a coltura nuovi terreni fino a qui inutilizzati. Sar\u00e0 necessario discutere le modalit\u00e0 e le finalit\u00e0 affinch\u00e9 quella che si presenta come un\u2019opportunit\u00e0 per tutti, produttori, consumatori e ambiente, non diventi, ancora una volta, una mera occasione di speculazione per pochi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019INNOVAZIONE IN TEMPI DI GUERRA POTREBBE<\/strong>\u00a0rappresentare la strategia migliore per apportare quei cambiamenti su cui la lobby industriale continua a frenare da tempo. A pensarla cos\u00ec sono sempre pi\u00f9 operatori del settore che stanno elaborando proposte in linea con le recenti indicazioni della Commissione europea che ha raccomandato di rafforzare la resilienza e la sostenibilit\u00e0 dei nostri sistemi alimentari. Mettere a coltura le aree di interesse ecologico pu\u00f2 rappresentare una soluzione che non pu\u00f2, per\u00f2, basarsi sul modello dei vecchi apparati produttivi caratterizzati da input esterni costosi e sempre meno reperibili. Al contrario, come sostenuto da Maria Grazia Mammuccini, presidente di Federbio, il Piano d\u2019azione nazionale dovrebbe puntare con decisione alla conversione al biologico. Una strategia che valorizzerebbe le produzioni locali ecologiche e ridurrebbe l\u2019utilizzo di diserbanti, fertilizzanti e pesticidi. La rigenerazione dei suoli garantirebbe inoltre rese colturali \u00abcomparabili se non addirittura superiori a quelle dell\u2019agricoltura convenzionale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>UN DIBATTITO APERTO A CUI SI AGGIUNGONO<\/strong>\u00a0le proposte dei biodinamici che annunciano il lancio di un tour dal nome significativo: Progettiamo il futuro. Si tratta di un programma di incontri di studio e progettazione su tutto il territorio italiano per definire come il know how delle aziende biodinamiche possa contribuire nel migliore dei modi all\u2019obiettivo dell\u2019autosufficienza alimentare del paese. Le performance dell\u2019agricoltura biodinamica sono note da tempo e fanno di questo comparto una delle eccellenze del made in Italy riconosciuto a livello internazionale. Un modello dal bassissimo impatto ambientale capace di offrire ottime rendite produttive, sia in termini di quantit\u00e0 che di qualit\u00e0, e di contribuire efficacemente ad un altra crisi purtroppo molto attuale, quella dei cambiamenti climatici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>NON E\u2019 UN CASO CHE, NELLA CONFERENZA<\/strong>\u00a0di presentazione del tour, tenutasi presso l\u2019associazione della stampa estera Italia a Roma, l\u2019associazione Biodinamica abbia portato l\u2019esperienza diretta di aziende agricole del territorio laziale. Agricoltura Nuova, Agrilatina e Biolatina sono realt\u00e0 che hanno sperimentato negli anni l\u2019efficienza del metodo biodinamico, restituendo benefici ai territori, ai consumatori e ai lavoratori. Un contro-modello sostenibile che si contrappone al paradigma industriale caratterizzato da una fortissima dipendenza dall\u2019estero per l\u2019approvvigionamento di concimi sintetici, mangimi, grano, legumi, latte e diversi prodotti di primaria importanza. Ma i nodi vengono immediatamente al pettine quando questo sistema \u00e8 messo sotto stress. La guerra in Ucraina ha innescato un aumento dei prezzi che ha colpito duramente il settore agricolo. Il prezzo del gasolio \u00e8 aumentato fino al 40%, quello dei concimi di sintesi fino al 180%, con il costo dei pesticidi che, in alcuni casi, \u00e8 triplicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CRISI INTERNAZIONALE HA RESO<\/strong>\u00a0improvvisamente macroscopiche le contraddizioni del sistema dell\u2019agricoltura industriale: \u00abGli input per sostenere il modello produttivo consumista \u2013 ha spiegato Carlo Triarico, presidente dell\u2019associazione Biodinamica \u2013 hanno raggiunto prezzi insostenibili con un trend che ha ripreso a crescere gi\u00e0 dal 2021. L\u2019approccio ad alto input \u00e8 una variabile incontrollabile, non permette a molti di continuare a coltivare e rischia di non garantire pi\u00f9 i fabbisogni alimentari\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019ESPERIENZA DELLA BIODINAMICA PUO\u2019 RISULTARE<\/strong>\u00a0dunque preziosa perch\u00e9 dimostra come sia possibile ridurre la dipendenza dagli input esterni migliorando la qualit\u00e0, riducendo gli sprechi e aumentando la produttivit\u00e0 grazie alla sua capacit\u00e0 di poter lavorare anche su terreni degradati. \u00abLa biodinamica \u2013 rileva ancora Triarico \u2013 offre una via sostenibile, basata sull\u2019economia circolare, le filiere corte e organiche. \u00c8 un metodo agroecologico caratterizzato da bassa intensit\u00e0 energetica in grado di ripristinare terreni asfittici restituendo loro la fertilit\u00e0, di incrementare la biodiversit\u00e0 agraria e naturale, di migliorare ambiente e alimentazione, di favorire il benessere animale e di coltivare anche aree marginali e aride, portandole alla produttivit\u00e0. Tutto questo \u00e8 alla base della autosufficienza alimentare italiana ed europea\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>UNA POSSIBILITA\u2019 REALE ANCHE SECONDO<\/strong>\u00a0Raffaella Pergamo, ricercatrice del centro di Politiche e Bioeconomia del Crea: \u00abLa transizione agricola che ci attende \u2013 spiega la ricercatrice \u2013 \u00e8 verso un\u2019economia generativa e circolare, in cui si garantiscono ecosistemi e comunit\u00e0 verdi. Molto di quanto descritto si ritrova gi\u00e0 nell\u2019approccio biodinamico che, al pari del biologico, rientra nel filone dell\u2019agro-sostenibilit\u00e0 e rispecchia molto quell\u2019ecologia integrale richiamata dall\u2019enciclica papale, di interconnessioni tra uomo e natura\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA TRANSIZIONE ECOLOGICA NON PUO\u2019,<\/strong>\u00a0d\u2019altra parte, avvenire con la stessa forma mentis del riduzionismo meccanicistico che ci ha portato sull\u2019orlo del collasso ecologico. La biodinamica sembra, da questo punto di vista, poter offrire un approccio olistico, pi\u00f9 attento alle necessit\u00e0 della terra e di tutte le forme viventi che la abitano. \u00abLa biodinamica \u2013 ha concluso Nadia El-Hage Scialabba ecologa, gi\u00e0 senior officer Fao per l\u2019agricoltura biologica \u2013 cerca la saggezza olistica dalle culture indigene, rispetta gli insegnamenti genuini della scienza atomistica e le completa con ci\u00f2 che pu\u00f2 scaturire dalla concezione vivente dell\u2019universo. Riconcilia materia e spirito, natura e cultura, e tradizione e progresso\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Manlio Masucci &#8211; L\u2019Extraterrestre, settimanale ecologista de Il Manifesto, 28 aprile 2022 | Fonte La crisi agricola provocata dal conflitto in Ucraina impone di riorientare i sistemi produttivi in un\u2019ottica di transizione agroecologica (e biodinamica) La guerra in Ucraina ha messo in evidenza la fragilit\u00e0 del sistema alimentare europeo. 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