{"id":25447,"date":"2021-12-30T14:54:17","date_gmt":"2021-12-30T12:54:17","guid":{"rendered":"https:\/\/navdanyainternational.org\/?p=25447"},"modified":"2021-12-30T14:54:17","modified_gmt":"2021-12-30T12:54:17","slug":"la-forza-slow-della-comunicazione-ambientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/la-forza-slow-della-comunicazione-ambientale\/","title":{"rendered":"La forza slow della comunicazione ambientale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Articolo tratto dal mensile <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3EoLx8E\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Terra Nuova di dicembre 2021<\/a><br \/>\nIntervista a Satish Kumar di Manlio Masucci, Navdanya International &#8211; Terra Nuova, 29 dicembre 2021 | <a href=\"https:\/\/www.terranuova.it\/Il-Mensile\/La-forza-slow-della-comunicazione-ambientale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Intervista all\u2019attivista Satish Kumar, che si sofferma sull\u2019importanza dell\u2019informazione, della formazione e dell\u2019attivismo ecologista: \u00abDobbiamo costruire una cultura della rigenerazione\u00bb. A partire da un\u2019informazione non superficiale, che vada in profondit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attivista in grado di ispirare generazioni di <strong>ambientalisti<\/strong>, editore di <strong>riviste ecologiste<\/strong> come <em>The Ecologist<\/em> e <em>Resurgence<\/em> e di istituti di formazione come lo <em>Schumacher College<\/em> in Inghilterra, Satish Kumar rappresenta <strong>un punto di riferimento per i movimenti ambientalisti <\/strong><strong>internazionali<\/strong>. Una storia tutt\u2019altro che chiusa considerando che, superati gli ottant\u2019anni, Satish appare ancora instancabile e pronto a continuare i suoi pellegrinaggi che, nell\u2019arco della sua vita, lo hanno condotto a <strong>incontrare i maggiori leader mondiali<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio al suo famoso pellegrinaggio a piedi e senza soldi dall\u2019India agli Stati Uniti, durato due anni e mezzo, \u00e8 dedicato il suo ultimo libro <em>Pilgrimage for Peace. The long walk from India to Washington<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo incontriamo durante uno dei suoi viaggi, nel cuore della Tuscia. Si sta recando a Roma per un incontro con papa Francesco. Si tratta di un\u2019occasione unica per parlare con Kumar della <strong>storia del movimento ambientalista<\/strong>, della minaccia del <a title=\"Link a greenwashing\" href=\"https:\/\/www.terranuova.it\/Chiedi-all-esperto\/Filantrocapitalismo-una-delle-facce-del-greenwashing\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>greenwashing<\/strong> <i class=\"fa fa-external-link\"><\/i> <\/a>, delle nuove generazioni di attivisti e del <strong>ruolo dell\u2019informazione e dell\u2019educazione<\/strong> nell\u2019epoca dei social e della dad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Satish Kumar, la prima domanda che le vorrei porre riguarda il concetto di ecologia. Oggi se ne fa un gran parlare, ma non sempre le scelte della politica risultano veramente ecologiche, anzi spesso somigliano pi\u00f9 a operazioni di greenwashing. Forse bisognerebbe spiegare meglio cosa \u00e8 l\u2019ecologia e perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti ci sono <strong>diversi concetti di ecologia<\/strong> e si pu\u00f2 creare della confusione. Io ne individuo almeno tre: l\u2019ecologia pu\u00f2 essere superficiale, profonda e reverenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019<strong>ecologia superficiale<\/strong> la natura deve essere protetta perch\u00e9 ci \u00e8 utile, perch\u00e9 abbiamo bisogno di cibo, ossigeno, frutta e verdura. Insomma dobbiamo conservare la natura per il nostro uso e consumo. Questa concezione \u00e8 superficiale perch\u00e9 la natura viene ancora considerata come <strong>una risorsa per il nostro benessere<\/strong> e per la nostra economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<strong>ecologia profonda<\/strong> dice che non dobbiamo conservare la natura solo perch\u00e9 ci \u00e8 utile ma perch\u00e9 ha un valore in se stessa. Non proteggiamo la natura perch\u00e9 \u00e8 importante solo in relazione a noi ma per il suo valore profondo. La nostra relazione con la natura \u00e8 di <strong>mutualit\u00e0<\/strong> e di <strong>reciprocit\u00e0<\/strong>. Riceviamo e offriamo. L\u2019ecologia profonda va ancora oltre dicendo che non esiste separazione fra esseri umani e natura. Noi stessi siamo la natura. Quindi non ha alcun senso creare una separazione. La cultura occidentale ha artificialmente separato gli esseri umani dalla natura per dominarla, controllarla e sfruttarla. Per l\u2019ecologia profonda la natura e gli esseri umani rappresentano un <em>unicum<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<strong>ecologia reverenziale<\/strong> sottolinea un ulteriore aspetto: la natura non \u00e8 inanimata, ma possiede un\u2019anima che \u00e8 sacra. Ha uno spirito, ha una coscienza, ha memoria. \u00c8 per questa sua sacralit\u00e0 che va venerata, oltre che protetta.\u00a0\u00c8 una sorta di animismo che riconosce le sue caratteristiche divine. Da questo punto di vista la natura non solo non \u00e8 separata dagli esseri umani ma anche dal divino e diviene essa stessa una religione.<br \/>\nLa natura \u00e8 sacra cos\u00ec come la vita umana \u00e8 sacra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Quali sono le rivendicazioni dell\u2019ecologia profonda e reverenziale?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sia l\u2019ecologia profonda che l\u2019ecologia reverenziale rivendicano i diritti della natura. Non essendo infatti la natura separata dagli esseri umani, essa \u00e8 portatrice degli stessi diritti. Anch&#8217;essa ha quei diritti che noi chiamiamo diritti umani. I fiumi, i laghi, i mari, la terra, le foreste hanno diritti e l\u2019<strong>ecocidio<\/strong> \u00e8 un crimine contro la natura e l\u2019intera umanit\u00e0. Purtroppo viviamo in un\u2019epoca in cui <strong>l\u2019essere umano ha prodotto impatti sulla quasi totalit\u00e0 dell\u2019ambiente<\/strong>. Esistono oramai pochi luoghi nel mondo che non hanno subito interventi da parte dell\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ecologia profonda e reverenziale chiedono non solo di fermare questa pressione ma di ristabilire l\u2019equilibrio naturale restituendo le terre confiscate alla natura e permettendo che si sviluppi vegetazione spontanea che possa <strong>riequilibrare gli ecosistemi alterati<\/strong>. Si tratta di promuovere un processo di rigenerazione delle terre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>In quale fase ci troviamo in questo momento? Si pu\u00f2 dire che il percorso di restituzione e riequilibrio sia gi\u00e0 iniziato?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono gi\u00e0 alcune aziende agricole in Inghilterra che hanno deciso di restituire parte dei loro terreni alla natura favorendo la crescita di foreste vicino alle coltivazioni. In questo modo la <strong>biodiversit\u00e0<\/strong> \u00e8 protetta e altre specie, non solo quella umana, vengono tutelate. Dal mio osservatorio inglese vedo che sempre pi\u00f9 aziende agricole si rendono conto di quanto sia importante <strong>salvaguardare l\u2019ambiente<\/strong>. In Sussex, 2 mila ettari sono stati recentemente restituiti alla natura. Anche in Somerset si sono recentemente restituiti 500 ettari. La cosa interessante \u00e8 che questo processo di restituzione pu\u00f2 compensare in se stesso le perdite economiche dei mancati raccolti intensivi. Specialmente il settore turistico ne sta traendo giovamento ma anche il concetto di <a title=\"Link a food forest\" href=\"https:\/\/www.terranuova.it\/Chiedi-all-esperto\/Origini-del-giardino-commestibile\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>food forest<\/strong> <i class=\"fa fa-external-link\"><\/i> <\/a>(<a title=\"Link a QUI il libro\" href=\"https:\/\/www.terranuovalibri.it\/libro\/dettaglio\/saviana-parodi-delfino\/food-forest-9788866816751-236589.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">QUI il libro <i class=\"fa fa-external-link\"><\/i> <\/a>), la foresta dove cresce cibo in maniera spontanea, si sta diffondendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che \u00e8 importante comprendere \u00e8 che la corsa all\u2019accaparramento delle terre e alla <strong>coltivazione intensiva<\/strong> ha prodotto un <strong>surplus produttivo<\/strong> di cui non c\u2019\u00e8 bisogno. L\u2019<strong>agribusiness<\/strong> non produce cibo per nutrire, ma per speculare. Non ci dobbiamo sorprendere se oltre il 30% della produzione mondiale di cibo viene buttata nell\u2019immondizia.<br \/>\nPer ricavare profitti, l\u2019industria sta generando una grossa quantit\u00e0 di <strong>emissioni climalteranti<\/strong> mentre la quantit\u00e0 del cibo aumenta e la qualit\u00e0 diminuisce.<br \/>\nDobbiamo diminuire la produzione e limitarci alla produzione di cibo di qualit\u00e0 per nutrire le persone. Il motivo per cui abbiamo, da un lato, un crescente numero di persone malnutrite e, dall\u2019altro, uno spreco cos\u00ec elevato di cibo \u00e8 perch\u00e9 l\u2019obiettivo dell\u2019industria \u00e8 quello di fare profitti e non di nutrire la popolazione mondiale. \u00c8 arrivato il momento di <strong>cambiare la modalit\u00e0 produttiva<\/strong> partendo dalla <strong>riduzione del nostro impatto sul pianeta Terra<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Stiamo realizzando questa intervista nel cuore della Tuscia, un\u2019area al centro di numerose polemiche relative all\u2019espansione della monocoltura della nocciola. Visitando questa zona si \u00e8 fatto un\u2019idea dell\u2019estensione del problema?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un esempio chiaro di quanto detto in precedenza. Le multinazionali sono interessate a investire in quest\u2019area non per nutrire le persone ma per ricavarne profitti. Un vasto impero che si basa sulla <strong>coltivazione intensiva<\/strong> della nocciola per produrre beni di consumo che non sono essenziali, non sono nutrienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terra non \u00e8 un semplice contenitore dove piantare monocolture ma un suolo vivente, con una biodiversit\u00e0.<br \/>\nQuesto modello di business <strong>non \u00e8 compatibile con la biodiversit\u00e0<\/strong>. E tutto ci\u00f2 per raggiungere quale obiettivo? Fare pi\u00f9 soldi. Si fa gran parlare di ridurre il nostro impatto sulla Terra e di ridurre le emissioni climalteranti. \u00c8 allora dal modello di agricoltura che dobbiamo ripartire.<br \/>\nLa Terra non pu\u00f2 essere utilizzata per fare profitti perch\u00e9 ci sono impatti su tutto il pianeta e i suoi abitanti. Va utilizzata con responsabilit\u00e0 e per produrre ci\u00f2 di cui c\u2019\u00e8 realmente bisogno, per nutrire le persone. L\u2019agricoltura si deve basare sui bisogni reali, non sull\u2019ingordigia delle multinazionali. Gli italiani dovrebbero ribellarsi a questo utilizzo del loro territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Da esperto di comunicazione, non ha l\u2019impressione che ci sia una differente percezione di queste questioni da parte delle persone che vivono in citt\u00e0 e di quelle che vivono nelle aree rurali?<\/strong> <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molte persone che vivono in citt\u00e0, lontane dalle zone di produzione, sono indotte a pensare che abbiamo bisogno di produrre sempre pi\u00f9 cibo e che gli agrochimici sono essenziali per assicurare questa abbondanza. Questa della necessit\u00e0 di <strong>aumentare la produzione<\/strong> \u00e8 una propaganda alimentata dalla stessa industria che lucra sulle vendite. Una propaganda che si basa sulla paura delle persone. Queste devono comprendere non solo che c\u2019\u00e8 cibo a sufficienza per tutti ma che quello prodotto con sistemi industriali \u00e8 <strong>meno nutriente e salubre<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019industria punta alla maggiore quantit\u00e0, non alla qualit\u00e0. Questo sistema produttivo intensivo basato sugli agrochimici non solo non \u00e8 benefico per la salute delle persone ma neanche per quella del suolo. Ma questa confusione non \u00e8 colpa della gente perch\u00e9 l\u2019industria alimenta campagne di comunicazione miliardarie.<br \/>\n\u00c8 importante allora <strong>fare pi\u00f9 informazione e comunicazione<\/strong>, raggiungere pi\u00f9 persone per spiegare come funziona l\u2019<strong>economia della natura<\/strong>, spiegare i concetti di mutualit\u00e0 e reciprocit\u00e0.<br \/>\nLa natura non \u00e8 una macchina ma un organismo vivente che va compreso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Al contrario in Italia si parla di introdurre nuove tecniche di manipolazione genetica, praticamente Ogm di nuova generazione.<\/strong> <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo comprendere la natura, non manipolarla. La natura \u00e8 la nostra maestra, non \u00e8 un oggetto inerte. Gli Ogm e le nuove Nbt non rispettano l\u2019integrit\u00e0 della natura che viene piegata a interessi particolari. Queste manipolazioni e questa corsa ai brevetti non nascono da reali bisogni ma, ancora una volta, da un modello di business che pensa solo al profitto. La natura \u00e8 sacra, abbondante e generosa. Non c\u2019\u00e8 alcuna necessit\u00e0 di modificare geneticamente gli organismi vegetali se non per acquisire la propriet\u00e0 delle stesse variet\u00e0 modificate e trarne profitto. Non abbiamo alcun bisogno di organismi geneticamente modificati. Pensare il contrario \u00e8 semplicemente stupido.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Lei \u00e8 stato editore di riviste che sono considerate pietre miliari del movimento ecologista internazionale. Cosa vede nel futuro delle riviste ecologiste in un momento storico in cui la comunicazione online sembra aver preso il sopravvento?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penso che sar\u00e0 un futuro radioso. Io credo nella <strong>slow communication<\/strong>, una comunicazione lenta che va in profondit\u00e0. Non credo nella superficialit\u00e0, nella fast communication. Consiglio a tutti di leggere le cose con lentezza, di apprezzarle, di digerirle, di riflettere e di imprimerle cos\u00ec nella memoria.<br \/>\nNon vi fate affascinare dal vortice della comunicazione veloce. La lentezza \u00e8 bella. Non penso che Dante avrebbe potuto pubblicare la sua <em>Divina Commedia<\/em> su Facebook o Instagram.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei fare un appello agli appassionati di social media: riconquistate il vostro tempo, usatelo per approfondire la lettura, non pensate di andare di fretta perch\u00e9 qualcos\u2019altro sia pi\u00f9 interessante di quanto state leggendo in quel momento. Masticate ci\u00f2 che leggete come se fosse un piatto delizioso da gustare lentamente. L\u2019informazione pu\u00f2 essere veloce ma <strong>la conoscenza \u00e8 lenta<\/strong>. Il motivo per cui leggiamo le <strong>riviste ecologiste<\/strong> non \u00e8 solo per essere informati, ma per acquisire conoscenza e aumentare cos\u00ec la nostra sapienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Lei \u00e8 anche fondatore di un importante istituto di formazione. Qual \u00e8 oggi il ruolo della formazione?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho fondato lo <em>Shumacher College<\/em> nel 1991, e proprio quest\u2019anno ne stiamo celebrando il trentesimo anniversario. Abbiamo dato vita al college perch\u00e9 il sistema di educazione egemone \u00e8 incentrato sulla ricerca di un posto di lavoro e sulla creazione di ricchezza personale. Questo sistema vede gli studenti non nella loro interezza di esseri umani ma come semplici cervelli. E anche in questo caso non considera l\u2019interezza del cervello umano, ma solo la sua met\u00e0. L\u2019emisfero sinistro \u00e8 quello razionale logico, calcolatore, pratico, mentre la parte destra \u00e8 pi\u00f9 intuitiva, creativa, spirituale, poetica, olistica. Per il sistema formativo corrente gli studenti non hanno cuore, braccia, gambe, ma solo una parte di cervello, quella sinistra. Questa impostazione \u00e8 funzionale a raggiungere un solo obiettivo: ottenere un lavoro e guadagnare soldi. Si tratta di <strong>un\u2019educazione egocentrica<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro college vuole invece seguire <strong>un modello di educazione ecocentrica<\/strong>. Consideriamo i nostri studenti nella loro interezza. Parliamo a entrambi gli emisferi del cervello e al loro cuore per insegnare la compassione, l\u2019amicizia, l\u2019amore, la generosit\u00e0 e il rispetto. Si tratta di valori che vanno insegnati, appresi e messi in pratica. Educhiamo le mani e il corpo perch\u00e9 \u00e8 importante saper coltivare e cucinare. I nostri studenti imparano dalla natura senza la presunzione di imparare la natura. La natura \u00e8 la nostra insegnante. In questo modo il college diviene <strong>un\u2019esperienza comunitaria<\/strong> dove ogni studente \u00e8 coinvolto anche nelle attivit\u00e0 lavorative della scuola. Il modello Schumacher punta a formare persone migliori che possano fare del mondo un posto migliore e non pensare solo ai propri interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attuale modello educativo dominante \u00e8 obsoleto, disegnato per il secolo scorso, quando era in corso il fenomeno dell\u2019<strong>urbanizzazione<\/strong>. C\u2019era bisogno all\u2019epoca di svuotare le campagne per riempire citt\u00e0 e fabbriche. Ora sappiamo che questo sistema <strong>non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile<\/strong>, e che la mentalit\u00e0 industriale sta portando il mondo al collasso. L\u2019educazione \u00e8 parte di questo problema. Le stesse persone che escono dalle universit\u00e0 pi\u00f9 prestigiose e che sono oggi nelle posizioni di controllo ci stanno conducendo alla <strong>catastrofe economica e ambientale<\/strong>. Lo <em>Schumacher College<\/em> non \u00e8 una semplice scuola ma vuole incarnare un esempio. Dimostrare che un altro tipo di formazione, pi\u00f9 responsabile, \u00e8 possibile. \u00c8 questo il tipo di educazione di cui c\u2019\u00e8 bisogno nel nuovo secolo. Prepariamo i nostri studenti al futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Parlando di futuro, cosa pensa dei nuovi movimenti ecologisti che sono nati negli ultimi anni?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo voglio sottolineare che l\u2019attivismo va fatto con passione, con amore, senza rabbia o paura. Non mi piace vedere attivisti arrabbiati e frustrati, vorrei vedere attivisti felici. Non aspettatevi che i risultati verranno domani perch\u00e9 serve pazienza per raggiungere i grandi traguardi. Penso per\u00f2 che si possa essere ottimisti per il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La generazione di Greta e dei <em>Fridays for future<\/em> mi d\u00e0 speranza perch\u00e9 sta elaborando nuove idee per <strong>vivere in armonia con la natura<\/strong>. Sono anche un sostenitore di <em>Extinction rebellion<\/em>.<br \/>\nLa protesta \u00e8 essenziale e mi devo veramente congratulare per tutto il lavoro che svolgono, ma \u00e8 anche importante proteggere la bellezza dei paesaggi, le culture locali, i piccoli agricoltori, i popoli indigeni. La protezione deve essere allora parte della protesta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo aspetto che deve caratterizzare l\u2019attivismo ambientale \u00e8 quello della <strong>costruzione delle alternative<\/strong>: l\u2019<strong>agroecologia<\/strong>, la <strong>permacultura<\/strong>, il <strong>biologico<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Produrre cibo organico con metodi rigenerativi \u00e8 possibile. Dobbiamo costruire una cultura della rigenerazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo tratto dal mensile Terra Nuova di dicembre 2021 Intervista a Satish Kumar di Manlio Masucci, Navdanya International &#8211; Terra Nuova, 29 dicembre 2021 | Fonte Intervista all\u2019attivista Satish Kumar, che si sofferma sull\u2019importanza dell\u2019informazione, della formazione e dell\u2019attivismo ecologista: \u00abDobbiamo costruire una cultura della rigenerazione\u00bb. 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