{"id":25100,"date":"2021-11-04T15:16:35","date_gmt":"2021-11-04T13:16:35","guid":{"rendered":"https:\/\/navdanyainternational.org\/?p=25100"},"modified":"2021-11-04T15:16:35","modified_gmt":"2021-11-04T13:16:35","slug":"biodistretti-dove-lo-sviluppo-e-sostenibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/biodistretti-dove-lo-sviluppo-e-sostenibile\/","title":{"rendered":"Biodistretti, dove lo sviluppo \u00e8 sostenibile"},"content":{"rendered":"<p>Di Manlio Masucci &#8211; L&#8217;Extraterrestre, settimanale ecologista de Il Manifesto, 4 novembre 2021 | <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/biodistretti-dove-lo-sviluppo-e-sostenibile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La Regione Lazio ha recentemente riconosciuto cinque biodistretti: Castelli Romani, Lago di Bolsena, Etrusco Romano, Valle di Comino e Via Amerina e delle Forre. Un riconoscimento che si accompagna allo stanziamento di circa 400 mila euro di contributi per la loro promozione accessibili attraverso un bando regionale. La politica sembra dunque guardare con interesse a un modello che promette di valorizzare le eccellenze italiane e dare un nuovo impulso all\u2019aumento della superficie agricola biologica. L\u2019aumento del numero dei biodistretti \u00e8 una risposta netta, da parte dei territori, all\u2019invasivit\u00e0 del modello agricolo industriale transnazionale. Un modello improntato alla generazione di profitti e al centro di numerosi attacchi per la sua incapacit\u00e0 di rispettare l\u2019identit\u00e0 e la vocazione dei territori e le reali necessit\u00e0 della popolazione. Le ricorrenti pressioni, in ambito Ue e in particolare in Italia, per l\u2019introduzione di Ogm di nuova generazione, rappresentano un ulteriore segnale di allarme a cui i biodistretti sembrano in grado di rispondere nel migliore dei modi grazie alla loro innata vocazione di difesa delle istanze locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra i neo biodistretti pi\u00f9 estesi c\u2019\u00e8 quello del lago di Bolsena, ubicato nell\u2019area della Tuscia viterbese, al confine fra Lazio, Umbria e Toscana e costituito da ben 18 comuni. Un\u2019area al centro di numerose polemiche soprattutto per l\u2019espansione della monocoltura intensiva delle nocciole. Attualmente circa il 30% dei noccioleti italiani si trova in provincia di Viterbo. Gli accordi fra le associazioni di produttori e le multinazionali, in particolare la Ferrero, hanno reso la coltivazione intensiva della nocciola particolarmente conveniente ma hanno anche contribuito alla concentrazione della propriet\u00e0 e all\u2019industrializzazione del settore. I timori dei residenti riguardano soprattutto i trattamenti chimici che hanno un impatto sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria, del suolo e delle falde acquifere. L\u2019Ue ha recentemente aperto una procedura di infrazione per l\u2019inquinamento del lago di Vico mentre la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio ha espresso la sua preoccupazione per \u00abl\u2019inevitabile alterazione dei caratteri identitari del paesaggio agrario e fondiario\u00bb. Molti comuni sono stati costretti ad approvare ordinanze dissuasive per cercare di arginare l\u2019ondata corilicola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aggregazione popolare intorno ai temi relativi alla coltivazione intensiva della nocciola rappresenta uno degli elementi che ha dato impulso alla costituzione del biodistretto del Lago di Bolsena. Il progetto non si ferma per\u00f2 alla salvaguardia del territorio ma punta soprattutto alla promozione di un nuovo modello di fare agricoltura, valorizzando le produzioni locali, la filiera corta, dando nuovo slancio alla piccola e media imprenditoria. Un volano di sviluppo locale che si oppone al modello predatorio delle multinazionali: \u00abNel Biodistretto metteremo insieme \u2013 ha commentato il presidente del Biodistretto del lago di Bolsena, Gabriele Antoniella \u2013 energie ed interessi per promuovere un\u2019agricoltura biologica e di piccola scala, con gli obiettivi principali di rispettare l\u2019ambiente, i nostri bacini idrici e incentivare la produzione a km0. Vogliamo dare slancio ad un\u2019economia virtuosa, costruendo processi partecipati per uno sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico tornando a confrontarci su tematiche cruciali come quella della produzione di cibo\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n<p><small><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/biodistrettolagobolsena\/photos\/108655584615526\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Foto icona<\/a> di Biodistretto Lago di Bolsena comitato promotore<\/small><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Manlio Masucci &#8211; L&#8217;Extraterrestre, settimanale ecologista de Il Manifesto, 4 novembre 2021 | Fonte La Regione Lazio ha recentemente riconosciuto cinque biodistretti: Castelli Romani, Lago di Bolsena, Etrusco Romano, Valle di Comino e Via Amerina e delle Forre. 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