{"id":24523,"date":"2021-09-24T15:28:45","date_gmt":"2021-09-24T13:28:45","guid":{"rendered":"https:\/\/navdanyainternational.org\/?p=24523"},"modified":"2021-09-24T17:32:12","modified_gmt":"2021-09-24T15:32:12","slug":"food-il-sistema-dei-sistemi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/food-il-sistema-dei-sistemi\/","title":{"rendered":"Food, il sistema dei sistemi"},"content":{"rendered":"<p>Di Manlio Masucci &#8211; Terra Nuova, 24 settembre 2021 | <a href=\"https:\/\/www.terranuova.it\/News\/Agricoltura\/Food-il-sistema-dei-sistemi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><br \/>\n<em>Versione integrale sulla rivista <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3yyfsrv\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Terra Nuova di settembre 2021<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Food systems summit 2021<\/strong>: dal pre-vertice di Roma al vertice di New York che si \u00e8 appena concluso, le multinazionali disegnano il sistema alimentare del futuro. <strong>Il cibo diviene una merce da produrre in grande quantit\u00e0 al costo minore possibile e il loro obiettivo \u00e8 averne il controllo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema alimentare globale disegnato dalle multinazionali si basa sulla necessit\u00e0 di uniformare le produzioni e i consumi. Il cibo diviene una merce da produrre in grande quantit\u00e0 al costo minore possibile, al netto di qualsiasi considerazione di ordine sociale, culturale, sanitario, ambientale. Estendere il controllo sul sistema alimentare \u00e8 divenuto quindi, da tempo, l&#8217;obiettivo delle grandi multinazionali legate non solo al settore agricolo ma a quelli della chimica, della finanza, delle biotecnologie e della digitalizzazione. Un mercato plurimiliardario da conquistare ad ogni costo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il summit delle multinazionali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ufficialmente sono state le Nazioni Unite a organizzare il summit, ma dietro le quinte ha agito una galassia di potenti multinazionali motivate da interessi di parte e alla costante ricerca di nuovi mercati. Gli Stati, che compongono l&#8217;Onu e che dovrebbero farsi portatori degli interessi dei loro cittadini, divengono improvvisamente piazzisti di interessi privati. Una novit\u00e0 dell&#8217;ultima ora? No di certo. Ma il vertice di New York ha finalmente alzato il sipario lasciando tutti gli attori coinvolti ben visibili sul palcoscenico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vertice di New York, e di conseguenza il pre vertice di Roma, avvengono sotto lo stretto controllo delle multinazionali. Sono loro, i padroni del cibo, ad avere, e a voler mantenere, il controllo. E se di transizione si vuole parlare, nessuno si preoccupi, ne parleranno loro stessi. A modo loro. Ci convinceranno che le loro soluzioni saranno abbastanza ecologiche da poter mantenere l&#8217;attuale sistema di interessi intatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E di soluzioni ce ne sono tante come, per esempio Ogm di nuova generazione, agrochimici sempre pi\u00f9 prestanti, carne artificiale, geoingegneria, agricoltura di precisione e raccolta dati. Si tratta di soluzioni che intendono riparare le falle del sistema alimentare industriale e che, al contempo, risultano essere molto remunerative per le stesse multinazionali del settore che hanno individuato nel \u201ctecno soluzionismo\u201d un settore di investimento estremamente remunerativo. Insomma, il sistema non si cambia, la logica rimane la stessa, gli interessi privati non devono essere scalfiti ma, al contrario, devono essere sostenuti da fondi pubblici, magari attraverso partnership pubblico-private. Un obiettivo reale da raggiungere a ogni costo, anche a quello di imbarcarsi in dispendiose campagne di green washing e impiegare testimonials famosi e influenti del calibro di Bill Gates.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Uno scontro epocale fra due visioni del mondo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione che non si vuole affrontare \u00e8 che il sistema alimentare industriale, oltre a non essere in grado di raggiungere gli obiettivi di interesse generale, produce una serie di esternalit\u00e0 negative non pi\u00f9 sostenibili. Parliamo di sussidi pubblici e agevolazioni fiscali, di opere di bonifica a carico degli enti pubblici, di costi sanitari legati alle malattie non trasmissibili riconducibili a loro volta all&#8217;inquinamento e alla cattiva alimentazione. Il tutto scaricato sulle spalle dei contribuenti a cui viene dato il contentino degli sconti al supermercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ideologia neoliberista dell&#8217;agribusiness, attraverso l&#8217;imposizione di trattati di libero commercio atti a deregolamentare i settori strategici e abbassare le tutele per lavoratori e ambiente, ha inoltre dato un contributo decisivo all&#8217;aumento delle emissioni climalteranti, alla contaminazione di terreni e falde acquifere, agli sprechi, mentre continua ad alimentare il fenomeno della deforestazione e dell&#8217;accaparramento delle terre ai danni dei contadini. E&#8217; in questo modo che si alimentano crisi economiche, sociali e culturali. Proprio perch\u00e9 i risultati finora conseguiti sono decisamente imbarazzanti, oggi, pi\u00f9 che mai, il sistema va blindato. Il summit di New York e il pre summit di Roma servono a stabilire questo: comunque vada, sar\u00e0 un successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma se questo \u00e8 il sistema alimentare che intende avanzare nel suo progetto di egemonia sui mercati, cosa accade a tutti i sistemi alternativi, come quelli agroecologici, che dovevano illuminarci sul percorso della transizione attraverso un ritorno alle produzioni locali e alle filiere corte, riducendo sprechi, inquinamento e garantendoci la sovranit\u00e0 alimentare attraverso un nuovo impulso all&#8217;economia circolare? Il 70% del cibo \u00e8, d&#8217;altra parte, prodotto ancora oggi da piccoli e medi agricoltori che utilizzano non pi\u00f9 del 25% delle risorse. Per questi soggetti non rimane, al momento, che l&#8217;autorganizzazione, la protesta, la resistenza. Il sistema egemone non li prevede e li emargina perch\u00e9 la transizione \u00e8 possibile, ma solo a modo loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dalla resistenza al contro-vertice diffuso<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; proprio la deriva antidemocratica che ha portato alla creazione di un fronte internazionale, composto da associazioni di produttori, organizzazioni della societ\u00e0 civile, accademici, scienziati e attivisti, pronto a reclamare il proprio diritto alla sovranit\u00e0 alimentare e a denunciare l&#8217;opacit\u00e0 e la non rappresentativit\u00e0 del vertice. Il tentativo di imporre un sistema alimentare egemonico ed esclusivo e di affidarne la governance globale agli stessi soggetti che hanno perpetrato negli anni il modello produttivo pi\u00f9 inquinante, pi\u00f9 iniquo e pi\u00f9 conflittuale possibile, potrebbe paradossalmente divenire un boomerang. E&#8217; forse questa la conseguenza pi\u00f9 rilevante del vertice: l&#8217;aver compattato il fronte internazionale rendendo chiaramente visibile il crogiolo di interessi che si cela dietro il sistema alimentare pilotato dall&#8217;agribusiness.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fronte degli opponenti \u00e8 effettivamente ampio, e cresce giorno dopo giorno. Sono centinaia le <a title=\"Link a organizzazioni\" href=\"http:\/\/www.ipes-food.org\/pages\/SFSpressrelease\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">organizzazioni <i class=\"fa fa-external-link\"><\/i> <\/a> internazionali schieratesi apertamente contro il vertice chiedendo, per l&#8217;appunto, un cambio di sistema. Fra queste Ifoam, Agroecology Europe, Slow Food, Wwf, Oxfam, Ipes Food, Amnesty International, Greenpeace. Le contestazioni contano sull&#8217;appoggio di molti <a title=\"Link a scienziati\" href=\"https:\/\/agroecologyresearchaction.org\/scientists-boycott-the-2021-un-food-systems-summit\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scienziati <i class=\"fa fa-external-link\"><\/i> <\/a> che si ribellano all&#8217;uso strumentale della scienza da parte delle multinazionali e addirittura su quello degli ultimi <a title=\"Link a tre relatori speciali \" href=\"https:\/\/www.ipsnews.net\/2021\/03\/un-food-systems-summit-not-respond-urgency-reform\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tre relatori speciali <i class=\"fa fa-external-link\"><\/i> <\/a>sul diritto all&#8217;alimentazione dell&#8217;Onu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le alternative, d&#8217;altra parte, gi\u00e0 esistono. E funzionano. E&#8217; forse questo l&#8217;elemento che pi\u00f9 spaventa l&#8217;agribusiness. L&#8217;agroecologia si \u00e8 gi\u00e0 dimostrata una pratica utile ad affrontare le sfide attuali. Si adatta alle necessit\u00e0 locali, non inquina, non spreca, contrasta i cambiamenti climatici, preserva la biodiversit\u00e0 e la salute delle persone, si basa sui principi di rispetto dei diritti umani, equit\u00e0 e giustizia sociale. Sono molti gli eventi organizzati in tutto il mondo che stanno contribuendo a creare un <a title=\"Link a contro-vertice\" href=\"https:\/\/www.foodsystems4people.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">contro-vertice <i class=\"fa fa-external-link\"><\/i> <\/a> diffuso. Si tratta ora di raccogliere tutte le proposte per immaginare e progettare il sistema alimentare del futuro. Un sistema ecologico, democratico, equo e inclusivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Manlio Masucci &#8211; Terra Nuova, 24 settembre 2021 | Fonte Versione integrale sulla rivista Terra Nuova di settembre 2021 Food systems summit 2021: dal pre-vertice di Roma al vertice di New York che si \u00e8 appena concluso, le multinazionali disegnano il sistema alimentare del futuro. 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