{"id":2314,"date":"2018-01-02T19:08:16","date_gmt":"2018-01-02T18:08:16","guid":{"rendered":"https:\/\/navdanyainternational.org\/?p=2314"},"modified":"2019-02-28T15:13:47","modified_gmt":"2019-02-28T14:13:47","slug":"la-liberta-dei-semi-e-il-futuro-dellagricoltura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/la-liberta-dei-semi-e-il-futuro-dellagricoltura\/","title":{"rendered":"La Libert\u00e0 dei Semi e il futuro dell\u2019agricoltura"},"content":{"rendered":"<p>Intervista a Vandana Shiva \u2013 Roar magazine, 27 dicembre 2017<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un\u2019epoca di cambiamenti climatici, l\u2019utilizzo di conoscenze e competenze ecologiche per rinnovare e rigenerare la fertilit\u00e0 del suolo \u00e8 di vitale importanza per garantire la sopravvivenza della specie umana.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vandana Shiva \u00e8 una studiosa di fama mondiale, attivista ambientalista e autrice di pi\u00f9 di 20 libri. Ha collaborato con i movimenti popolari di tutto il mondo contro l\u2019ingegneria genetica ed ha condotto con successo molteplici campagne contro quelle multinazionali e istituzioni internazionali che cercano di monopolizzare e privatizzare i semi indigeni, la conoscenza tradizionale e le risorse naturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Joris Leverink, editore di ROAR, ha parlato con Vandana Shiva riguardo al ruolo dell\u2019agricoltura industriale nei cambiamenti climatici, le sfide poste agli agricoltori del Sud del Mondo ed anche su come evitare l\u2019imminente disastro ambientale che minaccia la nostra esistenza sul pianeta.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>ROAR: Per molti anni ha resistito in modo attivo, sia tramite i suoi scritti sia nel suo attivismo, alla trasformazione globale dell\u2019agricoltura da un modello agro-ecologico a un modello industriale. Nel suo ultimo libro, \u201cWho Really Feeds the World?\u201d (Chi nutre veramente il mondo? &#8211; Zed Books, 2016), ha anche sottolineato che \u201cil modello dell\u2019agricoltura industriale sta causando il cambiamento climatico.\u201d Come possiamo concettualizzare la differenza tra i due modelli di agricoltura, e qual \u00e8 il ruolo di quest\u2019ultima nel cambiamento climatico?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vandana Shiva: Ci troviamo di fronte a due visioni molto diverse, quando parliamo di agricoltura. Il modello dominante dell\u2019agricoltura industriale \u00e8 stato concepito e pianificato intorno alle esigenze di profitto delle aziende chimiche che, in tempi di guerra, producevano esplosivi, gas per i campi di sterminio e altri prodotti di morte quali l\u2019Agente Arancio. Dopo le guerre, queste stesse aziende, che noi chiamiamo il \u201cCartello Dei Veleni\u201d, hanno riproposto quegli gli stessi prodotti chimici nelle forme di pesticidi, erbicidi e fertilizzanti per l\u2019agricoltura. Un enorme sforzo propagandistico \u00e8 stato messo in atto per convincerci che non \u00e8 possibile coltivare senza utilizzare questi veleni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo modello \u00e8 invece un sistema basato sul rispetto degli ecosistemi, su un approccio ecologico in armonia con la natura, che si \u00e8 evoluto nel corso di 10.000 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono dunque due futuri possibili per il cibo e per l\u2019agricoltura. Uno porta ad un vicolo cieco: ad un pianeta esanime ed avvelenato quale risultato delle monocolture chimiche, con agricoltori che arrivano a suicidarsi per fuggire dalla miseria indotta dai debiti, con bambini che muoiono a causa della mancanza del cibo e persone che soffrono di malattie croniche causate dalla diffusione di cibi nutrizionalmente vuoti, merci tossiche vendute come cibo, mentre le devastazioni climatiche annientano la vita umana sulla terra. Il secondo modello porta alla rigenerazione del pianeta tramite il ripristino della biodiversit\u00e0, del suolo, dell\u2019acqua, del ruolo dei piccoli agricoltori che producono cibo biodiverso, salutare, fresco ed ecologico, cibo per la comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019agricoltura industriale contribuisce a gran parte del problema del cambiamento climatico. Alcuni stimano che almeno il 25% dei gas serra siano da collegare al sistema di produzione alimentare industriale: anidride carbonica (CO2) dall\u2019utilizzo di combustibili fossili, ossido di azoto (N2O) dall\u2019uso di fertilizzanti chimici e metano (CH4) dagli allevamenti industriali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), la concentrazione dell\u2019anidride carbonica nell\u2019atmosfera \u00e8 aumentata da una concentrazione di circa 280 parti per milione nell\u2019era pre-industriale, a circa 403,3 parti per milione nel 2016, quale risultato di attivit\u00e0 umane. I livelli di concentrazione attuale hanno corrispondenza in un\u2019altra epoca: 3,5 milioni di anni fa, quando la temperatura globale era di 2-3 gradi pi\u00f9 elevata e il livello dei mari 10-20 metri pi\u00f9 alto. La concentrazione di metano nell\u2019atmosfera \u00e8 aumentata da 715 parti per miliardo dell\u2019era pre-industriale a 1.774 parti per miliardo nel 2005. La concentrazione globale di ossido di azoto \u2013 dovuta soprattutto all\u2019utilizzo di fertilizzanti chimici in agricoltura \u2013 \u00e8 aumentata da circa 270 parti per miliardo a 319 parti per miliardo nel 2005.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019estrazione di combustibili fossili (carbonio inerte) dalla terra, per bruciarli e cos\u00ec rilasciare livelli incontrollabili di emissioni nell\u2019atmosfera, ha spezzato il ciclo del carbonio e alla destabilizzazione dei sistemi climatici. Per fissare pi\u00f9 carbonio vitale dall\u2019atmosfera nel suolo, abbiamo bisogno di intensificare biologicamente le nostre fattorie e le nostre foreste, in termini di biodiversit\u00e0 e biomassa. Pi\u00f9 facciamo crescere la diversit\u00e0 e la biomassa, pi\u00f9 le piante fissano il carbonio e l\u2019azoto atmosferici, e riducono sia le emissioni sia la quantit\u00e0 di sostanze inquinanti in atmosfera. Il carbonio viene restituito al suolo attraverso le piante. Ecco perch\u00e9 \u00e8 davvero stretto il legame fra biodiversit\u00e0 e cambiamenti climatici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>ROAR: Ha detto che \u201cil futuro \u00e8 nel suolo\u201d. Che cosa intende con questa frase? E quali, dal suo punto di vista, sono le lezioni principali che possiamo attingere dalla conoscenza indigena e dalle pratiche agricole tradizionali per affrontare la crisi ecologica del nostro tempo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi siamo il suolo. Noi siamo la terra. Siamo fatti degli stessi cinque elementi \u2013 terra, acqua, fuoco, aria e spazio \u2013 che costituiscono l\u2019universo. Qualsiasi cosa facciamo al suolo, la facciamo a noi stessi. Non \u00e8 una coincidenza infatti che le parole \u201chumus\u201d e \u201cumano\u201d abbiano la stessa radice etimologica. Tutte le culture indigene riconoscono che siamo una cosa sola con la Terra, e che prenderci cura del suolo \u00e8 il nostro dovere pi\u00f9 alto. Le antiche scritture \u201cveda\u201d si esprimono cos\u00ec a riguardo: \u201cIn questa manciata di terra risiede il vostro futuro. Prendetevene cura ed essa si prender\u00e0 cura di voi. Distruggetela, ed essa vi distrugger\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste semplici verit\u00e0 ecologiche sono state dimenticate dal paradigma dominante dell\u2019agricoltura industriale, che viene applicato in base alla falsa premessa che noi siamo entit\u00e0 separate ed indipendenti dalla Terra e che definisce il suolo come materia inerte. Partendo dall\u2019erroneo presupposto che il suolo sia inerte, \u00e8 automatico pensare che le attivit\u00e0 umane non possano distruggerne la vita, ma solo \u201cmigliorare\u201d il terreno per mezzo di fertilizzanti chimici. Considerare la razza umana quale dominatrice e conquistatrice del suolo ci rassicura sul fatto che il suolo non pu\u00f2 determinare il nostro destino, mentre noi possiamo determinare il destino del suolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia \u00e8 testimone del fatto che il destino delle societ\u00e0 e delle civilt\u00e0 \u00e8 intimamente connesso col modo come trattiamo il suolo e come ci relazioniamo ad esso. Possiamo scegliere se relazionarci al suolo tramite la Legge del Ritorno o tramite la Legge dello Sfruttamento e dell\u2019Estrazione. La Legge del Ritorno &#8211; del restituire &#8211; ha fatto s\u00ec che le societ\u00e0 creassero e mantenessero suoli fertili e fossero sostenute da suoli viventi per migliaia d\u2019anni. La Legge dello Sfruttamento &#8211; del prendere senza restituire &#8211; ha portato al crollo delle civilt\u00e0.\u00a0 Le civilt\u00e0 che hanno ignorato la salute e il bene del suolo, sfruttandolo senza rinnovarne la fertilit\u00e0, sono scomparse. Societ\u00e0 contemporanee di tutto il mondo sono sull\u2019orlo dell\u2019abisso perch\u00e9 i suoli sono erosi, degradati, avvelenati, sepolti dal cemento e privati della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019agricoltura industriale, basata su un paradigma meccanicistico e sull\u2019uso di combustibili fossili ha rivelato la propria ignoranza e cecit\u00e0 riguardo ai processi vitali che stanno alla base del suolo, in quanto organismo vivente. Invece di comprendere la rete infinita dei microorganismi del suolo, si \u00e8 concentrata sul riversarvi input esterni nella forma di fertilizzanti chimici per creare un sistema meccanizzato e basato su monocolture. La biologia \u00e8 stata rimpiazzata totalmente dalla chimica. Le monocolture espongono il suolo ai fenomeni atmosferici, e di conseguenza all\u2019erosione provocata dal vento e dalle precipitazioni, che diventa anche maggiore a causa della mancanza materia organica, che fungerebbe da aggregante e che viene annientata dalle sostanze chimiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terreni degradati e privi di vita, privi di materia organica, di microorganismi, di capacit\u00e0 di contenere l\u2019acqua, sono la causa di carestie e crisi alimentari, non della sicurezza alimentare promessa dall\u2019agricoltura industriale. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente vero nel caso della crisi del cambiamento climatico. Non solo l\u2019agricoltura industriale \u00e8 responsabile per quasi un quarto dei gas serra che provocano i cambiamenti del clima, ma ne subisce anche le conseguenze dirette. Incrementare la materia organica del suolo attraverso pratiche di intensificazione della biodiversit\u00e0 \u00e8 il modo pi\u00f9 efficace per estrarre l\u2019anidride carbonica dall\u2019atmosfera, attraverso le piante e poi nel suolo stesso, per mezzo della Legge del Ritorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suolo, non il petrolio, sta alla base del futuro dell\u2019umanit\u00e0. L\u2019agricoltura industriale, basata sul petrolio, sull\u2019uso intensivo di combustibili fossili e sostanza chimiche ha provocato conseguenze sul piano ecologico e sociale, che stanno uccidendo il suolo e mettendo a rischio il futuro dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1465\" src=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/R7_IG_Farming.jpg\" sizes=\"(max-width: 1514px) 100vw, 1514px\" srcset=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/R7_IG_Farming.jpg 1514w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/R7_IG_Farming-300x214.jpg 300w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/R7_IG_Farming-640x456.jpg 640w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/R7_IG_Farming-768x547.jpg 768w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/R7_IG_Farming-1024x729.jpg 1024w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/R7_IG_Farming-200x142.jpg 200w\" width=\"850\" data-attachment-id=\"1465\" data-permalink=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/seed-freedom-and-the-future-of-farming\/attachment-r7_ig_farming\/\" data-orig-file=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/R7_IG_Farming.jpg\" data-orig-size=\"1514,1078\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"R7_IG_Farming\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/R7_IG_Farming-640x456.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/R7_IG_Farming-1024x729.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>ROAR: Chiaramente si sta rendendo necessario il fatto di vedere chiaramente quale sia l\u2019immenso potere delle maggiori multinazionali agricole e agrochimiche, che ricevono anche un appoggio significativo da parte degli stati pi\u00f9 potenti del mondo. La lotta dei piccoli agricoltori contro le multinazionali, come Monsanto, sembra un tipico caso di David contro Golia. Dove pensa che porter\u00e0 questa battaglia cos\u00ec sproporzionata in termini di potere? Dove vede la speranza? Vede emergere\u00a0 qualche opportunit\u00e0 perch\u00e9 le societ\u00e0 possano riprendere il controllo sui loro sistemi di produzione del cibo, di fronte a questa vasta concertazione di capitali nel settore agricolo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Cartello dei Veleni, che attraverso una serie di fusioni si sta restringendo a tre entit\u00e0: Monsanto e Bayer, Dow e Dupont, Syngenta e ChemChina, originariamente produceva sostanze chimiche per l\u2019industrial bellica, come i gas usati nei campi di sterminio nazisti. Dopo la guerra, le stesse sostanza chimiche utilizzate per sterminare esseri umani, furono riproposte come pesticidi per l\u2019agricoltura industriale. Le stesse aziende chimiche divennero anche le industrie sementiere che hanno tentato di prendere il controllo sui semi negli ultimi decenni, tramite brevetti e diritti di propriet\u00e0 intellettuale applicati all\u2019ingegneria genetica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo per\u00f2 un modo per riprenderci i nostri semi, mettendo in atto ci\u00f2 che serve a garantire che restino liberi, nelle mani degli agricoltori, invece che sotto il controllo di un sistema che vede i semi come propriet\u00e0 intellettuale delle multinazionali. Ogni luogo e ogni pasto pu\u00f2 essere un atto rivoluzionario contro il Cartello dei Veleni, responsabile di un secolo di ecocidio e genocidio. E\u2019 giunto il momento di diffondere semi di pace con la terra e di rivendicare la nostra libert\u00e0. Praticare il \u201cSatyagraha\u201d, o \u201cforza della verit\u00e0\u201d, o disobbedienza civile nell\u2019accezione del Mahatma Gandhi, \u00e8 di vitale importanza in questa epoca di \u201cpost-verit\u00e0\u201d e manipolazione dell\u2019informazione. Il Satyagraha riguardava, ed ha sempre riguardato, il risveglio delle coscienze, del nostro potere interiore, quale strumento per resistere attacchi brutali. E\u2019 una risposta auto poietica ad un sistema ingiusto e crudele imposto dall\u2019esterno. Come diceva Gandhi: \u201cSatyagraha \u00e8 un \u2018No\u2019 che nasce dalle nostre coscienze elevate\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Satyagraha che Gandhi pratic\u00f2 per rivendicare l\u2019accesso al sale nel 1930 ha ispirato Navdanya a dare inizio all\u2019attuale Satyagraha per i semi e il movimento per la Libert\u00e0 dei Semi. Nel 1987, quando per la prima volta sentii le multinazionali dichiarare le loro intenzioni di appropriarsi dei semi per mezzo di diritti di propriet\u00e0 intellettuale, decisi in coscienza di non poterlo accettare. Ho preso l\u2019impegno di conservare i semi per tutto il corso della mia vita e di non cooperare con il regime dei diritti di propriet\u00e0 intellettuale che criminalizza la conservazione e lo scambio dei semi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bija Satyagraha, o Satyagraha per i semi, \u00e8 un movimento della gente per la rinascita dei semi \u201cveri\u201d, che devono essere selezionati e conservati dagli agricoltori, che da sempre hanno compreso come co-evolvere con i semi stessi per svilupparne la diversit\u00e0, la resilienza e la qualit\u00e0. E\u2019 un movimento che nasce dalla consapevolezza che esistono leggi moralmente pi\u00f9 elevate, che ci definiscono membri della comunit\u00e0 terrena \u201cVasudhaiva Kutumbkam\u201d che hanno il dovere di prendersi cura, di conservare, di condividere. L\u2019impegno solenne che prendono i nostri agricoltori quando scelgono di aderire al Bija Satyagraha, dice cos\u00ec: \u201cAbbiamo ricevuto questi semi dalla natura e dai nostri antenati. E\u2019 nostro dovere verso le generazioni future passarli nelle loro mani, completi della stessa integrit\u00e0, ricchezza e diversit\u00e0 che avevano quando sono stati dati a noi. Perci\u00f2 non obbediremo a nessuna legge, non utilizzeremo nessuna tecnologia che dovesse interferire con questo nostro dovere morale verso la Terra e le generazioni future. Continueremo a conservare e a scambiare i nostri semi.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso degli ultimi 45 anni ho preso parte a molti Satyagraha e lavorato per ci\u00f2 che considero la vera libert\u00e0: la libert\u00e0 della natura e la libert\u00e0 degli \u201cultimi\u201d della societ\u00e0. Il mio impegno verso le nostre libert\u00e0 comuni non fa che accrescersi con il tempo. Il Satyagraha globale di cui avremmo bisogno oggi \u00e8 che ognuno di noi scegliesse di liberarsi dalle illusioni consumistiche in cui l\u20191 per cento dell\u2019umanit\u00e0 \u2013 i super ricchi \u2013 vorrebbe imprigionarci, e di utilizzare al meglio la nostra intelligenza e potere interiore per rivalutare il nostro rapporto con la terra e con gli altri esseri umani per un nuovo Risorgimento di ci\u00f2 che veramente conta per garantire un futuro al nostro pianeta e all\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Odierno movimento di non-cooperazione inizia con il non aderire alle falsit\u00e0 della nuova colonizzazione corporativa e con il non cooperare con le strutture portatrici di violenza e dominazione che sono state costruite su queste falsit\u00e0. Liberarsi dal giogo dell\u2019 1 per cento \u00e8 il Satyagraha del nostro tempo. Un Satyagraha per restare vivi e celebrare i veri valori morali, il giusto cammino (Dharma) su cui basare le nostre vite, che includa un concetto di libert\u00e0 basato sulle leggi della terra, di Gaia, dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>ROAR: Lei sottolinea spesso la relazione tra brevetti sui semi \u2013 che li trasformano in merci soggette alle normative della propriet\u00e0 privata \u2013 e l\u2019indebitamento degli agricoltori locali, che solo in India ha portato il numero di suicidi a pi\u00f9 di 300.000. Potrebbe aggiungere qualche parola riguardo l\u2019impatto che le logiche del capitalismo hanno avuto sulla produzione del cibo nel sud del mondo, e quali conseguenze sociali hanno portato?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019India \u00e8 un territorio molto ricco in biodiversit\u00e0. Per pi\u00f9 di 10.000 anni gli agricoltori indiani hanno fatto ricorso alle proprie conoscenze e genialit\u00e0 per sviluppare migliaia di specie vegetali commestibili, comprese 200.000 variet\u00e0 di riso, 1.500 variet\u00e0 di grano, 1.500 variet\u00e0 di banane e mango, centinaia di specie di legumi e semi oleosi, variet\u00e0 di miglio e pseudo-cereali, verdure e spezie di ogni tipo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sia la conoscenza sia la capacit\u00e0 di sviluppare diverse variet\u00e0 furono bruscamente interrotte quando la Rivoluzione Verde fu imposta in India negli anni \u201960 dalle industrie chimiche che, alla fine della seconda guerra mondiale, stavano disperatamente cercando nuovi mercati per i fertilizzanti chimici prodotti per l\u2019industria bellica dalle fabbriche di esplosivi. Con un atteggiamento simile a quello gi\u00e0 subito ai tempi della colonizzazione del passato, le nostre conoscenze in agricoltura e nella selezione e sviluppo delle variet\u00e0 di semi sono state negate, i nostri semi sono stati definiti \u201cprimitivi\u201d e sono andati persi per la gran parte. Furono imposte conoscenze diverse, basate su un concetto meccanicistico di selezione industriale finalizzata all\u2019uniformit\u00e0 e all\u2019utilizzo di input esterni. Invece di continuare a sviluppare e diverse variet\u00e0 di diverse specie, la nostra agricoltura e la nostra dieta furono ridotte a riso e grano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le multinazionali del settore sviluppano e selezionano semi che rispondano alle sostanze chimiche che esse stesse producono. Le sostanze chimiche necessitano di monocolture per funzionare al meglio e per ottimizzare i costi. Queste stesse monocolture sono anche pi\u00f9 vulnerabili agli stessi cambiamenti climatici di cui l\u2019agricoltura industriale \u00e8 in gran parte responsabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Cartello dei Veleni diede inizio all\u2019ingegneria genetica applicata ai semi perch\u00e9 vide l\u2019opportunit\u00e0 di riscuotere royalties dagli agricoltori attraverso il meccanismo dei brevetti sull\u2019uso dei semi ratificato nei trattati di libero commercio. Come disse un funzionario della Monsanto in riferimento alla fase della stesura delle normative relative ai diritti di propriet\u00e0 intellettuale sulle forme di vita: \u201cNoi fummo contemporaneamente il paziente, il diagnosta e il medico curante\u201d. Il problema che \u201cdiagnosticarono\u201d era il fatto che gli agricoltori sono soliti conservare i propri semi. Il caso relativo alla Monsanto e ai suoi semi di cotone ogm \u201cBt\u201d fornisce un esempio molto chiaro. Al fine di costringere gli agricoltori ad utilizzare i semi Bt, la Monsanto ha imposto un monopolio sul mercato nazionale che ha loro impedito di accedere a semi di cotone che non fossero Bt. Ad oggi, il 99% del cotone coltivato in India \u00e8 Bt. Nel mentre, la Monsanto ha aumentato i prezzi dei semi di circa l\u20198.000 per cento, costringendo gli agricoltori a contrarre grossi debiti solo per poter acquistare le risorse base per poter coltivare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cotone Bt \u2013 venduto in India sotto il nome Bollgard \u2013 fu pubblicizzato come resistente agli attacchi dei parassiti, eliminando cos\u00ec la necessita di utilizzare pesticidi. Ma i parassiti hanno sviluppato resistenza al cotone Bt nel corso del tempo, risultando in un aumento dell\u2019uso di pesticidi fino a tredici volte in alcuni stati indiani. Ci\u00f2 ha causato la morte di centinaia di agricoltori per avvelenamento da pesticidi, mentre molti altri si sono suicidati a causa dell\u2019impossibilit\u00e0 di pagare i debiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sovranit\u00e0 degli agricoltori sulle risorse di cui necessitano \u00e8 la questione chiave per risolvere il problema dell\u2019epidemia di suicidi dei contadini indiani. Solo quando i contadini avranno di nuovo accesso ai propri semi, saranno in grado di liberarsi dal problema dei debiti. Solo grazie alla sovranit\u00e0 sui semi il loro reddito potr\u00e0 aumentare. Gli agricoltori che producono cotone biologico guadagnano di pi\u00f9, non dovendo acquistare semi e prodotti chimici costosi. Se c\u2019\u00e8 un futuro per i contadini indiani \u00e8 nel cotone biologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>ROAR: Le persone che vivono nel sud del mondo \u2013 specialmente coloro la cui vita dipende direttamente dalle risorse dell\u2019ambiente naturale circostante \u2013 sono affette dagli effetti dei cambiamenti climatici in modo sproporzionato rispetto agli abitanti dei paesi industrializzati. Dal suo punto di vista, quale azione immediata potrebbe essere presa per poter minimizzare la minaccia che i cambiamenti climatici pongono a queste popolazioni vulnerabili, considerando che i governi dei paesi pi\u00f9 ricchi del mondo non appaiono interessati a modificare i propri comportamenti?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tragicamente, coloro i quali in minor parte hanno contribuito alle emissioni dei gas serra, sono quelli che maggiormente soffrono delle conseguenze del caos climatico. Ci sono comunit\u00e0 nelle zone pi\u00f9 impervie dell\u2019Himalaya che hanno perso le loro risorse d\u2019acqua a causa dello scioglimento dei ghiacciai, comunit\u00e0 agricole nel bacino del Gange che hanno perso i loro raccolti a causa della siccit\u00e0 o di inondazioni, comunit\u00e0 costiere e isolane che devono fronteggiare l\u2019innalzamento del livello del mare e l\u2019intensificarsi dei cicloni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cambiamento climatico, eventi atmosferici estremi e disastri naturali stanno accadendo sempre pi\u00f9 di frequente a ricordarci che noi siamo parte integrante della Terra, non separati da essa. Ogni atto di violenza che distrugge i sistemi ecologici diventa una minaccia alle nostre vite. Ognuno di noi, in quanto \u201ccittadino della Terra\u201d pu\u00f2 agire in modo da proteggerla. L\u2019agricoltura industriale contribuisce a gran parte della crisi del cambiamento climatico. Una trasformazione verso l\u2019agricoltura ecologica \u00e8 vitale per preservare la nostra salute, la salute del pianeta, la giustizia climatica e la Democrazia della Terra. Per questi motivi, durante il meeting internazionale sul cambiamento climatico (Cop21), svoltosi a Parigi nel dicembre 2015, ci siamo riuniti con vari movimenti ecologisti per piantare insieme un \u201cGiardino di Speranza\u201d e sottoscrivere un patto collettivo per proteggere la Terra. Ogni giardino, anche se piccolo, ha un grande valore, se milioni di noi si impegnano nel dare inizio al superamento della dipendenza dai combustibili fossili e nel lasciare il carbonio \u201cvivo\u201d nel suolo a cui appartiene. Il carbonio vivo pu\u00f2 essere coltivato e rigenerato e dobbiamo prendercene cura perch\u00e9 pu\u00f2 risanare la terra, creare resilienza climatica e rinnovamento della biodiversit\u00e0 e del suolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>ROAR: Il genere umano ha recentemente passato la soglia in cui pi\u00f9 di met\u00e0 popolazione mondiale vive in aree urbane. Ci\u00f2 sembra creare un conflitto tra i benefici ambientali dei piccoli agricoltori ecologici, e il bisogno di sfamare la popolazione di milioni di persone che non possono \u2013 e di solito non vogliono \u2013 coltivare il loro cibo nel loro ambiente circostante. Come potremmo risolvere questo paradosso?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La necessit\u00e0 di proteggere l\u2019ambiente e di assicurare il fabbisogno alimentare di tutti noi non sono necessariamente in contrasto. Il sistema industriale che sta distruggendo l\u2019integrit\u00e0 del nostro ecosistema \u00e8 anche causa di fame, malnutrizione e malattie. L\u2019agricoltura industriale ha chiaramente fallito come sistema alimentare. In risposta al mito che afferma che l\u2019agricoltura su piccola scala deve essere eliminata perch\u00e9 improduttiva e che dovremmo lasciare il futuro dell\u2019alimentazione nelle mani dei produttori dell\u2019agrochimica e dell\u2019agricoltura informatizzata, \u00e8 stato riscontrato che i piccoli agricoltori producono il 70 per cento del cibo, utilizzando solo il 30 per cento delle risorse per l\u2019agricoltura a livello globale. L\u2019agricoltura industriale, invece, utilizza il 70 per cento delle risorse per produrre un quarto dei gas serra e solo il 30 per cento del cibo. Il modello agricolo basato sulla concezione del cibo come \u201cmerce\u201d ha causato la distruzione del 75 per cento del suolo, del 75 per cento delle risorse idriche, inquinando laghi, fiumi e mari. Infine, come ho dimostrato nel mio libro \u201cWho really Feeds the World? (Chi nutre veramente il pianeta?) \u2013 Zed Books, 2016, questo modello ha causato anche la distruzione del 93 per cento della diversit\u00e0 delle colture e le sta spingendo la biodiversit\u00e0 delle specie vegetali agricole verso l\u2019estinzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo ritmo, se nelle nostre diete la percentuale di cibo proveniente dall\u2019agricoltura industriale aumentasse del 45 per cento, assisteremmo alla fine della vita \u2013 e del cibo -sul nostro pianeta. Per questo il rinnovamento e la rigenerazione del pianeta per mezzo di pratiche ecologiche sono diventati un imperativo categorico per la sopravvivenza della specie umana e di tutte le specie viventi. Il punto centrale della transizione \u00e8 l\u2019abbandono dei combustibili fossili e del carbonio \u201cmorto\u201d e l\u2019adozione di processi vitali basati sull\u2019incremento e sul riciclo del carbonio vivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro di Navdanya degli ultimi 30 anni ha dimostrato che possiamo coltivare maggiori quantit\u00e0 di cibo e assicurare un reddito migliore agli agricoltori senza distruggere l\u2019ambiente e le comunit\u00e0 rurali. Il nostro studio \u201cBiodiversity-based Organic Farming: A New Paradigm for Food Security and Food Safety (Agricoltura biologica basata sulla biodiversit\u00e0: un nuovo paradigma per la sicurezza alimentare)\u201d, ha stabilito che le piccole aziende agricole che praticano agricoltura biologica e proteggono la biodiversit\u00e0 producono pi\u00f9 cibo e garantiscono introiti pi\u00f9 elevati agli agricoltori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre l\u2019agricoltura ecologica basata sulla biodiversit\u00e0 e i sistemi alimentari locali hanno un ruolo fondamentale nell\u2019adattamento ai cambiamenti climatici,oltre a contribuire mitigarli. Le piccole fattorie ecologiche \u2013 specialmente nei paesi del terzo mondo \u2013 non fanno ricorso alcuno ai combustibili fossili. L\u2019energia per l\u2019operativit\u00e0 del lavoro nei campi \u00e8 data dagli animali e la fertilit\u00e0 del suolo \u00e8 garantita dal continuo riciclo di materia organica a nutrimento dei microrganismi del suolo. Queste pratiche riducono le emissioni di gas serra. I sistemi basati sulla biodiversit\u00e0 sono inoltre pi\u00f9 resilienti ed adattabili a siccit\u00e0, inondazioni e cambiamenti climatici, perch\u00e9 hanno maggiore capacit\u00e0 di trattenere l\u2019acqua nel suolo. Lo studio di Navdanya sul cambiamento climatico e l\u2019agricoltura biologica indica che quest\u2019ultima pu\u00f2 incrementare l\u2019assorbimento di carbonio fino al 55 per cento e la capacit\u00e0 di trattenere acqua del 10 per cento. La mitigazione del cambiamento climatico e la conservazione della biodiversit\u00e0 possono evolvere assicurando inoltre maggiore sicurezza alimentare. Trent\u2019anni di Navdanya hanno dimostrato che con l\u2019utilizzo di semi autoctoni e la pratica dell\u2019agroecologia, i piccoli agricoltori indiani possono produrre abbastanza cibo sano e nutriente per due volte la popolazione dell\u2019India. Senza fare ricorso a input chimici esterni o a semi ogm essi possono aumentare il proprio reddito di dieci volte e mettere fine alla crisi dei suicidi tra gli agricoltori. Un\u2019India libera da veleni, da debiti, da suicidi, da fame e malnutrizione \u00e8 lo scopo del mio lavoro.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Illustration by <a href=\"https:\/\/www.behance.net\/UrbanMyth\">Luis Alv\u00e9s<\/a> \u2013 Photo by Rahul Dsilva\/Shutterstock.com<\/p>\n<p>Extract from <a href=\"https:\/\/roarmag.org\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/ROAR_Issue_7_System_Change.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Roar Magazine Issue no. 7<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p><small><em>Translation kindly provided by Elisa Catalini and Marianna di Grado<\/em><\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Vandana Shiva \u2013 Roar magazine, 27 dicembre 2017 In un\u2019epoca di cambiamenti climatici, l\u2019utilizzo di conoscenze e competenze ecologiche per rinnovare e rigenerare la fertilit\u00e0 del suolo \u00e8 di vitale importanza per garantire la sopravvivenza della specie umana. Vandana Shiva \u00e8 una studiosa di fama mondiale, attivista ambientalista e autrice di pi\u00f9 di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2311,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"pgc_sgb_lightbox_settings":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[167,346,49],"tags":[84],"class_list":["post-2314","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-i-nostri-articoli","category-in-evidenza","category-notizie","tag-vandana-shiva-it","thematic_area-agroecologia","thematic_area-cibo-e-salute","thematic_area-controllo-corporativo","thematic_area-democrazia-della-terra","thematic_area-futuro-senza-veleni","thematic_area-liberta-dei-semi","thematic_area-resilienza-climatica"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/900-VSROARMAG.jpg","wpml_translations":[{"language_code":"en","post_id":1469,"original":true},{"language_code":"it","post_id":2314,"original":false}],"custom_fields":{"_edit_lock":["1551363093:2"],"_edit_last":["2"],"_wpml_media_duplicate":["1"],"_wpml_media_featured":["1"],"_thumbnail_id":["2311"],"_wp_old_date":["2018-06-23"],"wpl_sidebar_option":["on"],"wpl_featured_image_post":["on"],"wpl_share_buttons":["on"],"_wp_attachment_metadata":[""],"_wpml_media_has_media":["1"],"_alp_processed":["1552410718"]},"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9KkNM-Bk","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2314","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2314"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2314\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2315,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2314\/revisions\/2315"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2311"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2314"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2314"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2314"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}