{"id":20184,"date":"2021-01-28T14:19:00","date_gmt":"2021-01-28T13:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/navdanyainternational.org\/?p=20184"},"modified":"2021-01-28T13:28:12","modified_gmt":"2021-01-28T12:28:12","slug":"la-lobby-ogm-sbarca-in-africa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/la-lobby-ogm-sbarca-in-africa\/","title":{"rendered":"La lobby ogm sbarca in Africa"},"content":{"rendered":"<p>Di Manlio Masucci, Navdanya International \u2013 L\u2019Extraterrestre, settimanale ecologista de Il Manifesto, 28 gennaio 2021 | <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/la-lobby-ogm-sbarca-in-africa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Un intero continente messo sotto assedio dalle potenze occidentali. Una nuova fase di colonizzazione che non avviene pi\u00f9 tramite gli eserciti ma attraverso l\u2019utilizzo di armi altrettanto potenti: le leggi di propriet\u00e0 intellettuale imposte alle popolazioni attraverso accordi commerciali. La colonizzazione dell\u2019Africa sembra, da questo punto di vista, non essersi mai arrestata. E gli Ogm sono il nuovo strumento, uno strumento pi\u00f9 affilato di una baionetta e pi\u00f9 resistente di un avamposto militare nel deserto. Le multinazionali dell\u2019agribusiness stanno, di fatto, lanciando un\u2019opa sul futuro dell\u2019intero continente appropriandosi, legalmente e finanche filantropicamente, di un bene comune primario fondamentale per la vita sulla terra al pari dell\u2019acqua e dell\u2019aria: il seme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La retorica \u00e8 sempre la stessa: quella di voler sfamare i poveri africani. Ma estendere monopoli sul mercato dei semi significa pregiudicare la sovranit\u00e0 alimentare delle popolazioni locali, significa prenderle come ostaggi e detenerle nelle celle, chiuse a doppia mandata, del libero mercato. Di fronte a questo saccheggio legalizzato, c\u2019\u00e8 ancora chi si chiede se gli Ogm facciano bene o male. La risposta, vedendo i risultati dell\u2019esperienza africana, \u00e8 semplice: gli Ogm fanno bene ai bilanci delle multinazionali dell\u2019agribusiness e fanno male all\u2019ambiente, che perde biodiversit\u00e0, ai consumatori, che perdono la libert\u00e0 di scegliere come alimentarsi, e ai piccoli e medi produttori agroecologici che, ancora ad oggi, rappresentano la fonte primaria di produzione di cibo nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per dirla con le parole del professor Adolf Mkenda, ministro dell\u2019agricoltura della Tanzania, il primo paese africano ad aver bandito gli Ogm nel gennaio del 2021, \u00abse lasciassimo entrare semi coperti da propriet\u00e0 intellettuale nel nostro paese si innescherebbe un meccanismo di dominio del mercato da parte di poche compagnie che obbligherebbero i contadini locali a comprare i loro semi ogni anno creando cos\u00ec dipendenza\u00bb. Il passo della Tanzania \u00e8 netto e divide, di fatto, il continente in due: fra chi vorr\u00e0 preservare la sovranit\u00e0 alimentare del proprio paese e chi la vorr\u00e0 svendere al miglior offerente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>OFFERENTI CE NE SONO MOLTI.<\/strong> Fra questi la Bill e Melinda Gates Foundation. Basandosi sulla convinzione che gli Ogm siano essenziali nella lotta contro la fame, Bill Gates ha lanciato, nel 2007, l\u2019Alleanza per la rivoluzione verde in Africa (Agra) con l\u2019obiettivo di raddoppiare la produttivit\u00e0 e i redditi entro il 2020 per 30 milioni di famiglie di piccoli agricoltori, dimezzando l\u2019insicurezza alimentare in 20 paesi. Allo scoccare del 2020, e dopo circa un miliardo di dollari di finanziamenti, nessun risultato ufficiale \u00e8 stato per\u00f2 comunicato dalla fondazione. Dimenticanza? A stilare il bilancio dei primi 13 anni di Agra ci pensa il rapporto False promises: The alliance for a green revolution in Africa che rileva come non ci siano prove di aumenti significativi della produttivit\u00e0 mentre si registra un aumento del 30% delle persone che soffrono di fame estrema nei 13 paesi interessati dal progetto, una condizione che riguarda 130 milioni di persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>NON SONO SOLO I PROGETTI DI GATES<\/strong> a fallire. L\u2019esempio pi\u00f9 indicativo dell\u2019escalation transgenica continentale, e dei suoi effetti collaterali, lo offre il Sudafrica, uno dei primi paesi ad adottare le colture Ogm a livello globale seguito, pochi anni dopo, da Burkina Faso, Egitto e Sudan. Il Sudafrica \u00e8 tra i primi dieci produttori di Ogm con circa 2,7 milioni di ettari nel 2018, anno in cui ben il 94% del raccolto di mais risultava geneticamente modificato. Nonostante il paese abbia sposato la proposta, e la promessa, delle multinazionali occidentali, l\u2019insicurezza alimentare \u00e8 diffusa, secondo l\u2019Alleanza per la sovranit\u00e0 alimentare in Africa (Afsa), in oltre il 46% delle famiglie mentre un bambino su cinque \u00e8 malnutrito. Il Sudafrica \u00e8 l\u2019unico paese al mondo in cui la principale coltura di base, il mais, \u00e8 principalmente Ogm. Una coltura ad alto contenuto calorico che ha soppiantato gli alimenti pi\u00f9 nutrienti e accessibili inducendo alti livelli di obesit\u00e0 soprattutto fra la popolazione femminile. Secondo l\u2019African Centre for Biodiversity il via libera alla commercializzazione ha riempito gli scaffali dei supermercati di alimenti di base e trasformati con contenuti Ogm rendendo obsoleta, in mancanza di alternative, ogni considerazione sull\u2019etichettatura. Fra le criticit\u00e0, anche l\u2019aumento dei prezzi delle sementi e il massiccio utilizzo di pesticidi, poich\u00e9 circa l\u201980% del mais coltivato a livello globale \u00e8 Roundup Ready resistente al glifosato. Il Sudafrica \u00e8 divenuto dunque il maggiore importatore e utilizzatore di pesticidi nell\u2019Africa sub-sahariana, con pi\u00f9 di 500 principi attivi registrati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I TENTATIVI DI INTRODURRE OGM<\/strong> in Africa continuano nonostante i fallimenti. \u00c8\u2019 il caso di Camerun, Malawi, Uganda, Etiopia, Kenya, Ghana e Nigeria che hanno approvato sperimentazioni di colture geneticamente modificate nel corso dell\u2019ultimo decennio. A fare marcia indietro ci ha invece pensato il Burkina Faso il cui cotone, soprannominato \u00aboro bianco\u00bb, era considerato un prodotto di eccellenza del settore. La Monsanto riusc\u00ec a entrare nel paese nel 2008 e, nel giro di pochi anni, il 70% del cotone del Burkina Faso si poteva considerare transgenico. A causa della scarsa qualit\u00e0 della fibra e dell\u2019alto costo dei semi, i produttori del Burkina Faso hanno stimato, fra il 2011 e il 2016, perdite per oltre 70 milioni di euro inducendo il governo ad abbandonare il transgenico e ritornare al cotone tradizionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019ONDA D\u2019URTO TRANSGENICA<\/strong> ha dato impulso alla nascita di un nuovo movimento indipendentista formato da agricoltori ed esponenti della societ\u00e0 civile. L\u2019Afsa denuncia la strategia dell\u2019industria che intende indebolire le leggi sulla biosicurezza, sulle etichette e garantirsi l\u2019impunit\u00e0 giuridica in caso di disastri ambientali e sanitari. Fra le richieste delle organizzazioni ambientaliste ci sono la salvaguardia della sovranit\u00e0 alimentare e nuovi investimenti nello sviluppo dell\u2019agroecologia, un approccio rispettoso delle culture locali e dell\u2019ambiente minacciato dall\u2019espansione delle grandi monocolture industriali transgeniche. Fra gli attivisti pi\u00f9 rilevanti nella lotta contro gli Ogm c\u2019\u00e8 senz\u2019altro Mariam Mayet, direttrice dell\u2019African Centre for Biodiversity. Interpellata da L\u2019Extraterrestre, Mayet ha commentato: \u00abC\u2019\u00e8 bisogno di smontare molti dei miti persistenti e delle politiche neocoloniali che sostengono l\u2019agricoltura basata sugli Ogm nel continente. \u00c8 necessario vietare gli Ogm in Africa e prevenire lo spostamento dei sistemi locali di cibo e sementi, che costituiscono la base dei sistemi agricoli e dei mezzi di sussistenza dei piccoli proprietari. Pertanto, il focus della ricostruzione durante le molteplici crisi che stiamo affrontando deve essere il ristabilimento di giusti sistemi socioecologici locali, di cui i sistemi di sementi degli agricoltori sono una componente centrale\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>Thumbnail image credit: Rushka Johnson<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<div class=\"video-container\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"a4mRwFl7i3\"><p><a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/ogm-il-gennaio-nero-dellagribusiness\/\">Ogm, il gennaio nero dell\u2019agribusiness<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" src=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/ogm-il-gennaio-nero-dellagribusiness\/embed\/#?secret=a4mRwFl7i3\" data-secret=\"a4mRwFl7i3\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Ogm, il gennaio nero dell\u2019agribusiness&#8221; &#8212; Navdanya international\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Manlio Masucci, Navdanya International \u2013 L\u2019Extraterrestre, settimanale ecologista de Il Manifesto, 28 gennaio 2021 | Fonte Un intero continente messo sotto assedio dalle potenze occidentali. Una nuova fase di colonizzazione che non avviene pi\u00f9 tramite gli eserciti ma attraverso l\u2019utilizzo di armi altrettanto potenti: le leggi di propriet\u00e0 intellettuale imposte alle popolazioni attraverso accordi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":20185,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"pgc_sgb_lightbox_settings":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[167,49],"tags":[],"class_list":["post-20184","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-i-nostri-articoli","category-notizie","thematic_area-controllo-corporativo","thematic_area-filantrocapitalismo","thematic_area-liberta-dei-semi"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/37284701_10156316773351061_8168002300535635968_o.jpg","wpml_translations":[{"language_code":"it","post_id":20184,"original":true},{"language_code":"en","post_id":20317,"original":false}],"custom_fields":{"_edit_lock":["1612447879:2"],"_edit_last":["2"],"_wpml_media_featured":["1"],"_wpml_media_duplicate":["1"],"_oembed_89e86f0bad8b2cbb05e8959bc246fbea":["<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"oIyTWcvUBp\"><a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/ogm-il-gennaio-nero-dellagribusiness\/\">Ogm, il gennaio nero dell\u2019agribusiness<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" src=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/ogm-il-gennaio-nero-dellagribusiness\/embed\/#?secret=oIyTWcvUBp\" data-secret=\"oIyTWcvUBp\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Ogm, il gennaio nero dell\u2019agribusiness&#8221; &#8212; Navdanya international\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>"],"_oembed_time_89e86f0bad8b2cbb05e8959bc246fbea":["1611836707"],"_thumbnail_id":["20185"],"wpl_sidebar_option":["on"],"wpl_featured_image_post":["off"],"wpl_share_buttons":["on"],"_wpml_media_has_media":["1"],"_oembed_5ae17a2be0f0f07aa903db55c2b470c3":["<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"a4mRwFl7i3\"><a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/ogm-il-gennaio-nero-dellagribusiness\/\">Ogm, il gennaio nero dell\u2019agribusiness<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" src=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/ogm-il-gennaio-nero-dellagribusiness\/embed\/#?secret=a4mRwFl7i3\" data-secret=\"a4mRwFl7i3\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Ogm, il gennaio nero dell\u2019agribusiness&#8221; &#8212; Navdanya international\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>"],"_oembed_time_5ae17a2be0f0f07aa903db55c2b470c3":["1611836900"],"_wpml_post_translation_editor_native":["yes"]},"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9KkNM-5fy","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20184","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20184"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20184\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20193,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20184\/revisions\/20193"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20185"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20184"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20184"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20184"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}