{"id":19180,"date":"2020-12-07T16:12:55","date_gmt":"2020-12-07T15:12:55","guid":{"rendered":"https:\/\/navdanyainternational.org\/?p=19180"},"modified":"2021-05-21T08:45:56","modified_gmt":"2021-05-21T07:45:56","slug":"nuovi-ogm-in-agricoltura-dic-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/nuovi-ogm-in-agricoltura-dic-2020\/","title":{"rendered":"Nuovi ogm in agricoltura: rischio catastrofe per la biodiversit\u00e0, vantaggi solo per le multinazionali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Si osserva come gli atti del Governo &#8211; Schemi di decreto legislativo n. 208, 209 e n. 211 e 212 sottoposti a parere parlamentare, favoriscano l\u2019immissione sul mercato e nei territori agricoli di variet\u00e0 ogm (tutt\u2019ora vietati in Italia in forza di un norma comunitaria che permette allo Stato membro UE di decidere in tal senso) ottenute per mezzo delle nuove biotecnologie (nbt), dunque bypassando e ignorando il quadro normativo esistente. Tra le\u00a0 numerose incongruenze riscontrate, ne citiamo alcune:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Secondo la sentenza della Corte Europea del luglio 2018, le nbt ricadono negli scopi della Dir. 18\/2001, che regolamenta gli ogm. Ne consegue che tali organismi rientrano, in linea di principio, nell\u2019ambito di applicazione della direttiva ogm e sono soggetti agli obblighi previsti da tale direttiva, L\u2019Italia, applicando il D.lgs. n. 227 ha ottenuto dalla Commissione (insieme ad altri 20 paesi europei), il consenso a non coltivare ogm.<\/li>\n<li>Inoltre l\u2019atto del Governo n.212 in discussione fa riferimento al reg. CE 1829\/2003 art 7 e 19, l\u2019Art. 19 \u00e8 completamente fuori luogo in quanto relativo ai mangimi per gli animali e non agli alimenti per gli esseri umani.<\/li>\n<li>Infine, non \u00e8 presa in alcuna considerazione la Legge n. 194\/2015 Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversit\u00e0 di interesse agricolo e alimentare i cui contenuti sarebbero del tutto vanificati dalla diffusione di pollini ogm.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">I nuovi organismi geneticamente modificati (ogm) vengono immessi sul mercato con la pretesa di essere \u201cnaturali\u201d. Una pretesa che nasce dal fatto che la tecnica del gene editing non lascerebbe tracce sfuggendo ai controlli. Secondo questo punto di vista, non essendo tale tipo di\u00a0\u00a0 modificazione genetica rintracciabile, l\u2019organismo modificato dovrebbe essere equiparato a un organismo naturale e quindi sfuggire alle norme sugli ogm. Questa pretesa, gi\u00e0 di per s\u00e9 opinabile, \u00e8 da ora non pi\u00f9 sostenibile anche da un punto di vista scientifico. Una nuova ricerca pubblicata il 7 settembre 2020<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>, ha utilizzato con successo un test quantitativo altamente sensibile e molto accurato per la prima coltura a modificazione genetica commercializzata: la Canola SU (sulfonylurea- tolerant). Si tratta del primo test di rilevamento open source per una coltura geneticamente modificata, che lascia i promotori degli ogm senza pi\u00f9 alcun appiglio per continuare a chiedere la deregolamentazione del settore.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova generazione di ogm viene introdotta sul mercato per coprire il fallimento dei vecchi ogm. In particolare, il fallimento del cotone Bt per il controllo dei parassiti<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> e il fallimento delle colture Roundup Ready per il controllo delle erbe infestanti<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>. A fronte dell\u2019introduzione di questi ogm, l\u2019agricoltura industriale si trova ora ad affrontare il problema ingestibile dei super parassiti e delle super infestanti.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/f0Fm2aqKFzo\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sottolinea Salvatore Ceccarelli, la principale debolezza degli ogm, incluse le nuove biotecnologie (nbt) che \u00e8 la stessa debolezza delle variet\u00e0 prodotte con metodi convenzionali e che portano un singolo gene di resistenza ad un parassita specifico (malattia, insetto o infestante), \u00e8 che essi ignorano il Teorema Fondamentale della Selezione Naturale. Gli ogm modificano l&#8217;ambiente che circonda gli organismi che intendono controllare.\u00a0 I funghi che causano malattie, i parassiti e le erbe infestanti sono tutti organismi viventi e, come tali, sono variabili, si riproducono, mutano, e si evolvono per adattarsi a nuove condizioni, diventando resistenti.\u00a0 Gli ogm inducono resistenza, secondo lo stesso processo attraverso il quale i batteri sviluppano la resistenza agli antibiotici. Gli ogm forniscono soltanto una soluzione temporanea, che crea un nuovo problema, che richiede una soluzione diversa: un nuovo ogm e\/o un aumento nell\u2019uso di erbicidi e antiparassitari. Pertanto, l\u2019introduzione di ogm in agricoltura avvia una reazione a catena che beneficia solo l\u2019azienda produttrice di ogm.<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/_ddDSHoQvp8\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come afferma Michael Antoniou, Docente di Genetica Molecolare presso il Dipartimento di Genetica Medica e Molecolare del King&#8217;s College, la totalit\u00e0 dei geni funziona come una rete, le caratteristiche delle piante sono una funzione dell&#8217;intero genoma, si tratta di un sistema olistico. Il mettere a punto 1 o 2 geni non dar\u00e0 tolleranza ai fattori di stress ambientale. La genetica pi\u00f9 recente viene ignorata da coloro che promuovono l&#8217;editing dei geni, che si basa su ipotesi obsolete, invece di mantenere e sostenere l&#8217;integrit\u00e0 dell\u2019organismo pianta. La manipolazione degli alimenti e delle colture ogm \u00e8 concettualmente imperfetta &#8211; e l&#8217;editing del genoma non cambier\u00e0 questo fatto. Queste risorse dovrebbero essere convogliate verso approcci olistici appropriati allo sviluppo delle colture all&#8217;interno di un sistema agricolo olistico che mantenga l&#8217;integrit\u00e0 degli organismi&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso Michael Antoniou, sul sito GM Watch<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>, spiega che sono stati pubblicati diversi studi sui risultati non voluti e sui rischi dell&#8217;editing genico nel campo della ricerca medica sulle cellule umane e animali e sugli animali da laboratorio, con risultati e problemi che hanno implicazioni per l&#8217;editing genetico degli animali da allevamento e sono sempre pi\u00f9 confermati nell&#8217;editing dei geni delle piante. Gli esiti mutazionali non intenzionali (dannosi per il DNA) si verificano dopo che lo strumento di modificazione genetica ha completato il suo compito di creare una rottura del DNA a doppio filamento. Le mutazioni si verificano come conseguenza del meccanismo di riparazione del DNA della cellula, su cui l&#8217;ingegnere genetico non ha alcun controllo. Quindi, anche se alla fine gli scienziati dovessero riuscire ad evitare le mutazioni off-target (fuori obiettivo), la maggior parte delle mutazioni indesiderate possono ancora verificarsi nel sito in cui la modificazione genetica era intesa in prima istanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi due anni sono stati pubblicati studi che evidenziano come le nuove piante ogm non abbiano una storia che ne preveda un utilizzo sicuro e non dovrebbero essere esentate dalle valutazioni di biosicurezza.<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno scorso \u00e8 stato pubblicato uno studio che dimostra come l&#8217;editing del gene renda l&#8217;intero genoma accessibile ai cambiamenti &#8211; a differenza dei cambiamenti genetici naturali.<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esistono inoltre numerosi studi che illustrano i diversi tipi di mutazioni indesiderate risultanti dall&#8217;editing di geni che possono influenzare il funzionamento di sistemi genetici multipli. Le conseguenze sono un&#8217;alterazione della funzione proteica e biochimica della pianta, che potrebbe portare a scarse prestazioni delle colture e\/o alla produzione di nuove tossine e allergeni o a livelli pi\u00f9 elevati di tossine e allergeni esistenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli strumenti di modificazione genetica, in particolare CRISPR, sono infatti inclini a causare mutazioni (danni) al DNA dell&#8217;organismo in luoghi diversi dal sito di modificazione previsto (&#8220;mutazioni off-target&#8221;). Questo pu\u00f2 alterare la funzione di altri geni, con conseguenze sconosciute sulla composizione e la funzione biochimica.<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grandi rimozioni e riarrangiamenti del genoma della pianta, che possono coinvolgere migliaia di unit\u00e0 di base del DNA, sono stati osservati dopo l&#8217;editing del gene CRISPR. Queste mutazioni possono influenzare il funzionamento di molti geni, portando ad alterazioni della composizione proteica e biochimica della pianta.<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\"><sup>[10]<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;alterazione del codice genetico del gene bersaglio pu\u00f2 produrre forme mutanti della proteina che codifica, nuovo RNA e nuovi prodotti proteici. Questi risultati possono portare a cambiamenti nella biochimica della pianta.<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\"><sup>[11]<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il processo di modificazione genetica, considerato nel suo complesso (compresa la coltura dei tessuti vegetali e la procedura di trasformazione degli ogm), induce centinaia di mutazioni indesiderate in tutto il genoma della pianta. Questo pu\u00f2 influenzare molteplici funzioni geniche con conseguenze sconosciute alla biochimica delle proteine e all&#8217;attivit\u00e0 metabolica.<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\"><sup>[12]<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri rapporti evidenziano come, in seguito alla creazione di una rottura del DNA a doppio filamento da parte dello strumento di modificazione del gene CRISPR, la riparazione pu\u00f2 inaspettatamente includere l&#8217;inserimento e la ricongiunzione delle estremit\u00e0 del DNA rotto della ricombinazione dei template DNA utilizzati in SDN-2 e -3, o l&#8217;inserimento di DNA contaminante presente nei materiali utilizzati nella coltura dei tessuti vegetali. Questo inserimento di DNA estraneo nel genoma della pianta, che pu\u00f2 avvenire in siti off-target cos\u00ec come il sito di editing on-target previsto, ha l&#8217;effetto di introdurre nuove funzioni geniche, oltre a disturbare la funzione dei geni ospiti. Questi effetti possono combinarsi per alterare la funzione biochimica della pianta in modi inaspettati. Ci\u00f2 comporta il rischio di trasferire i geni di resistenza agli antibiotici ai batteri che causano malattie nell&#8217;ambiente e, cosa ancora pi\u00f9 preoccupante, nell&#8217;intestino del consumatore, il che comprometterebbe l&#8217;uso medico degli antibiotici.<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\"><sup>[13]<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CONCLUSIONI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante l\u2019inaffidabilit\u00e0 e l\u2019imprevedibilit\u00e0 di queste nuove tecnologie di modificazione genetica<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>, si osserva una corsa nel voler acquisire brevetti sulle piante o gli organismi modificati, ignorando i potenziali rischi e cercando di bypassare qualsiasi regolamentazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La digitalizzazione del genoma delle piante \u00e8 infatti ancora al centro della discussione normativa internazionale. In assenza ed in attesa di una chiara regolamentazione, la biopirateria digitale, attuata attraverso la Digital Sequence Information (DSI), e i brevetti, basati sulla mappatura digitale del genoma, rappresentano un grave problema. In questo modo si mettono infatti a rischio gli accordi internazionali della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Biodiversit\u00e0 (CBD), che ha riconosciuto la sovranit\u00e0 delle comunit\u00e0 e dei Paesi sulla loro biodiversit\u00e0 e conoscenza, il Protocollo di Nagoya, che ha lo scopo di regolare l&#8217;accesso alla biodiversit\u00e0, il Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche, che \u00e8 stato negoziato in seno alla FAO e ratificato dall&#8217;Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dibattito odierno su queste nuove tecnologie \u00e8 ancora oggi particolarmente controverso anche alla luce dei conflitti di interesse riscontrati. Infatti, l\u2019apparato militare americano, grandi compagnie private e fondazioni stanno investendo centinaia di milioni di dollari sulla tecnologia \u201cgene drive\u201d, che prevede, fra le varie applicazioni, l\u2019estinzione mirata di specie viventi reputate dannose per l\u2019uomo. Questo \u00e8 quanto emerge dalla pubblicazione di pi\u00f9 di 1.200 email, i cosiddetti <a href=\"http:\/\/genedrivefiles.synbiowatch.org\/\">Gene Drives Files<\/a>, dai quali si evince come il Darpa, l\u2019Agenzia per i Progetti di Ricerca Avanzata della Difesa degli Stati Uniti, sia il pi\u00f9 grande finanziatore della tecnologia \u201cgene drive\u201d, come dimostrano i 100 milioni di dollari investiti. Le email rivelano come un procedimento normativo, originariamente finalizzato a proteggere l\u2019ambiente e l\u2019integrit\u00e0 genetica di tutte le specie del nostro pianeta, possa essere fortemente influenzato da gravi conflitti di interesse.<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\"><sup>[15]<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ricorda, infine, l\u2019incessante opera di pressione da parte delle lobby industriali e degli Stati Uniti presso l\u2019UE in particolare dopo il pronunciamento riguardo l\u2019equiparazione di ogm e le nuove tecniche di gene editing. Saranno le grandi multinazionali che brevetteranno le nuove variet\u00e0 che trarranno gli unici benefici da politiche di questo tipo e non certo i consumatori o i piccoli e medi produttori. Si tratta dello stesso modello industriale che contraddice gli stessi dettami della Commissione Europea in termini di salvaguardia della biodiversit\u00e0, riduzione dell\u2019uso dei pesticidi, Farm to fork<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\"><sup>[16]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come rileva la presidente di Navdanya International, Vandana Shiva: \u201cGli organismi modificati con la tecnica dell&#8217;editing genetico sono ogm. La scienza ci informa che l&#8217;editing dei geni non \u00e8 uno strumento preciso, ma uno strumento maldestro che si applica ai semi che sono invece sistemi viventi complessi e auto organizzati. La Corte di Giustizia Europea ha stabilito che l&#8217;editing genetico rientra nella categoria dell&#8217;ingegneria genetica perch\u00e9 modifica gli organismi a livello genetico. Pertanto l&#8217;editing genetico produce ogm. L&#8217;editing genetico non \u00e8 la equiparabile alla selezione varietale tradizionale, ma a una scorciatoia che permette di brevettare le sementi e appropriarsi del patrimonio di sementi che gli agricoltori hanno evoluto nel corso dei secoli\u201d.<\/p>\n<p><strong>Navdanya International<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong><a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Osservazioni-Decreti-Navdanya-International-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scarica il pdf<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Riferimenti:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> Chhalliyil, P.; Ilves, H.; Kazakov, S.A.; Howard, S.J.; Johnston, B.H.; Fagan, J. A Real-Time Quantitative PCR Method Specific for Detection and Quantification of the First Commercialized Genome-Edited Plant. <a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2304-8158\/9\/9\/1245\">https:\/\/www.mdpi.com\/2304-8158\/9\/9\/1245<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> Shiva, Vandana. \u201cGene drives: ogm in maschera.\u201d <em>Navdanya international<\/em>, 1 ottobre 2020. <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/nuovi-ogm-giu-la-maschera\/\">https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/nuovi-ogm-giu-la-maschera\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> Navdanya International. \u201cBT Cotton Failure Case Witnesses from India and Burkina Faso.\u201d <em>People\u2019s Assembly<\/em>, November 2, 2016. <a href=\"https:\/\/peoplesassembly.net\/bt-cotton-failure-case-witnesses-from-india-and-burkina-faso\/\">https:\/\/peoplesassembly.net\/bt-cotton-failure-case-witnesses-from-india-and-burkina-faso\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> \u201cThe Rise of Superweeds .\u201d Union of Concerned Scientists, December 6, 2013. <a href=\"https:\/\/www.ucsusa.org\/resources\/rise-superweeds\">https:\/\/www.ucsusa.org\/resources\/rise-superweeds<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a> Ceccarelli, Salvatore. \u201cOrganismi Geneticamente Modificati e Nuove Biotecnologie.\u201d <em>Salvatore Ceccarelli<\/em>, 31 dicembre 2018. <a href=\"https:\/\/salvatorececcarelli.wordpress.com\/2018\/12\/31\/organismi-geneticamente-modificati-e-nuove-biotecnologie\/\">https:\/\/salvatorececcarelli.wordpress.com\/2018\/12\/31\/organismi-geneticamente-modificati-e-nuove-biotecnologie\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a> Gene Editing: Unexpected Outcomes and Risks.\u201d <em>GM Watch<\/em>, <em>Technical advisor: Dr Michael Antoniou. <\/em>August 30, 2020. <a href=\"https:\/\/gmwatch.org\/en\/67-uncategorised\/19499-gene-editing-unexpected-outcomes-and-risks\">https:\/\/gmwatch.org\/en\/67-uncategorised\/19499-gene-editing-unexpected-outcomes-and-risks<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a> Eckerstorfer MF et al (2019). Front Bioeng Biotechnol 7:31. <a href=\"https:\/\/www.frontiersin.org\/articles\/10.3389\/fbioe.2019.00031\/full\">https:\/\/www.frontiersin.org\/articles\/10.3389\/fbioe.2019.00031\/full<\/a> ; Gelinksky E and Hilbeck A (2018). Environ Sci Europe 30(1):52. <a href=\"https:\/\/enveurope.springeropen.com\/articles\/10.1186\/s12302-018-0182-9\">https:\/\/enveurope.springeropen.com\/articles\/10.1186\/s12302-018-0182-9<\/a> : Kawall K et al (2020). Environmental Sciences Europe volume 32, Article number: 106 (2020) <a href=\"https:\/\/enveurope.springeropen.com\/articles\/10.1186\/s12302-020-00361-2\">https:\/\/enveurope.springeropen.com\/articles\/10.1186\/s12302-020-00361-2<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a> Kawall K (2019). Frontiers in Plant Science 10:525. <a href=\"https:\/\/www.frontiersin.org\/articles\/10.3389\/fpls.2019.00525\/full\">https:\/\/www.frontiersin.org\/articles\/10.3389\/fpls.2019.00525\/full<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a> Wolt JD et al (2016). The Plant Genome 9(3):10.3835\/plantgenome2016.05.0047 <a href=\"https:\/\/acsess.onlinelibrary.wiley.com\/doi\/full\/10.3835\/plantgenome2016.05.0047\">https:\/\/acsess.onlinelibrary.wiley.com\/doi\/full\/10.3835\/plantgenome2016.05.0047<\/a> ; Zhu C et al (2017). Trends in Plant Science 22(1):38\u201352. <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/27645899\">https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/27645899<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\"><sup>[10]<\/sup><\/a> Biswas S et al (2020). Journal of Genetics and Genomics. May 21. <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S1673852720300916\">https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S1673852720300916<\/a>; Kosicki M et al (2018). Nature Biotechnology 36:765\u2013771. <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/nbt.4192\">https:\/\/www.nature.com\/articles\/nbt.4192<\/a>; Mou H et al. (2017). Genome Biology 18:108 <a href=\"https:\/\/genomebiology.biomedcentral.com\/articles\/10.1186\/s13059-017-1237-8\">\u00a0<\/a><a href=\"https:\/\/genomebiology.biomedcentral.com\/articles\/10.1186\/s13059-017-1237-8\">https:\/\/genomebiology.biomedcentral.com\/articles\/10.1186\/s13059-017-1237-8<\/a>; Shin HY et al. (2017). Nature Communications 8, 15464 (2017). <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/28561021\">https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/28561021<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a> Mou H et al. (2017). Genome Biology 18:108. <a href=\"https:\/\/genomebiology.biomedcentral.com\/articles\/10.1186\/s13059-017-1237-8\">https:\/\/genomebiology.biomedcentral.com\/articles\/10.1186\/s13059-017-1237-8<\/a>; Tuladhar R et al (2019). Nat Commun 10, 4056 (2019). <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-019-12028-5\">https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-019-12028-5<\/a>; Smits AH et al (2019). Nat Methods 16, 1087\u20131093. <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41592-019-0614-5\">https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41592-019-0614-5<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a> Tang X et al (2018). Genome Biology 19:84. <a href=\"https:\/\/genomebiology.biomedcentral.com\/articles\/10.1186\/s13059-018-1458-5\">https:\/\/genomebiology.biomedcentral.com\/articles\/10.1186\/s13059-018-1458-5<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\"><sup>[13]<\/sup><\/a> Norris AL et al (2020). Nat Biotech 38(2):163-164. <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41587-019-0394-6\">https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41587-019-0394-6<\/a><u>; <\/u>MEDIA ARTICLE: Molteni M (2020). WIRED, 24 July. <a href=\"https:\/\/www.wired.com\/story\/a-crispr-calf-is-born-its-definitely-a-boy\/\">https:\/\/www.wired.com\/story\/a-crispr-calf-is-born-its-definitely-a-boy\/<\/a><u>; <\/u>Skryabin BV et al. (2020). Science Advances 6(7), eaax2941. <a href=\"https:\/\/advances.sciencemag.org\/content\/6\/7\/eaax2941\">https:\/\/advances.sciencemag.org\/content\/6\/7\/eaax2941<\/a>; Ono R et al (2019). Communications Biology 2: 57. <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s42003-019-0300-2.pdf?origin=ppub\">https:\/\/www.nature.com\/articles\/s42003-019-0300-2.pdf?origin=ppub<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\"><sup>[14]<\/sup><\/a> Si veda anche: Latham, Jonathan PhD. \u201cGod\u2019s Red Pencil? CRISPR and Myths of Precise Genome Editing.\u201d <em>Independent Science News | Food, Health and Agriculture Bioscience News<\/em>, April 25, 2016. <a href=\"https:\/\/www.independentsciencenews.org\/science-media\/gods-red-pencil-crispr-and-the-three-myths-of-precise-genome-editing\/\">https:\/\/www.independentsciencenews.org\/science-media\/gods-red-pencil-crispr-and-the-three-myths-of-precise-genome-editing\/<\/a><\/p>\n<p>Wilson, Allison. (2020). Will gene-edited and other GM crops fail sustainable food systems?. 10.1016\/B978-0-12-816410-5.00013-X. <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/344956402_Will_gene-edited_and_other_GM_crops_fail_sustainable_food_systems\">https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/344956402_Will_gene-edited_and_other_GM_crops_fail_sustainable_food_systems<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\"><sup>[15]<\/sup><\/a> Shroff, Ruchi. \u201cI ladri di biodiversit\u00e0 ora fanno sul serio.\u201d <em>Navdanya international<\/em>, 4 dicembre\u00a0 2017. <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/gene-drive-contro-il-pianeta\/\">https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/gene-drive-contro-il-pianeta\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\"><sup>[16]<\/sup><\/a> \u201cUS Pressure on EU to De-Regulate New GM.\u201d <em>Corporate Europe Observatory<\/em>, July 24, 2019. <a href=\"https:\/\/corporateeurope.org\/en\/2019\/07\/us-pressure-eu-de-regulate-new-gm\">https:\/\/corporateeurope.org\/en\/2019\/07\/us-pressure-eu-de-regulate-new-gm<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<div class=\"video-container\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"v8egTLQrMf\"><p><a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/il-governo-si-accinge-a-introdurre-gli-ogm-in-italia-le-associazioni-si-oppongono\/\">Il governo si accinge a introdurre gli Ogm in Italia: le Associazioni si oppongono<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; 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