{"id":13431,"date":"2020-07-02T14:28:24","date_gmt":"2020-07-02T12:28:24","guid":{"rendered":"https:\/\/navdanyainternational.org\/?p=13431"},"modified":"2021-05-26T14:41:33","modified_gmt":"2021-05-26T12:41:33","slug":"lmonocolture-una-minaccia-per-il-costarica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/lmonocolture-una-minaccia-per-il-costarica\/","title":{"rendered":"Monocolture, una minaccia per il Costarica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Di Fabian Pacheco Rodr\u00edguez*, Mauricio Alvarez Mora** \u2013 L\u2019Extraterrestre, settimanale ecologista de Il Manifesto, 2 lugio 2020 | <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/monocolture-una-minaccia-per-il-costarica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Costa Rica, sono 3.298,78 gli ettari dedicati alla coltivazione biologica delle banane, a fronte di 50.000 ettari destinati alla monocoltura intensiva, per lo pi\u00f9 concentrati nelle mani di multinazionali e grandi aziende locali. Il modello di \u00absviluppo\u00bb agroindustriale ha lasciato dietro di s\u00e9 profondi impatti ambientali, tra cui la distruzione delle foreste tropicali e la contaminazione delle falde acquifere con agrochimici. Il modello della coltivazione agroindustriale si \u00e8 diffuso negli ultimi 150 anni attraverso l\u2019espropriazione delle terre fertili. Gli indigeni che le abitavano sono stati costretti a spostarsi verso altopiani non idonei all\u2019agricoltura. Questo modello ha comportato anche violazioni contro i diritti dei lavoratori: bassi salari, servizi sanitari scadenti, persecuzioni sindacali, sfruttamento di lavoratori privi di documenti.<br \/>\nLe malattie che colpiscono le monocolture non devono sorprenderci, in quanto si tratta di un fenomeno biologico atteso in qualsiasi sistema agricolo che impone l\u2019uniformit\u00e0 genetica dove la biodiversit\u00e0 sarebbe la norma. Sfidare la biodiversit\u00e0 tropicale con i deserti verdi delle monocolture \u00e8 possibile solo attraverso l\u2019uso intensivo di sostanze biocide.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per massimizzare la produzione di banane, \u00e8 necessario allora spargere fungicidi una volta alla settimana. Il pi\u00f9 utilizzato \u00e8 il noto Mancozeb, l\u2019agrochimico pi\u00f9 importato in Costa Rica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indicativi dell\u2019impatto sulla salute della popolazione e dell\u2019alto livello di contaminazione ambientale sono alcuni studi epidemiologici dell\u2019Universidad Nacional ha riscontrato significative concentrazioni di Mancozeb nelle urine di scolari dai 6 ai 9 anni nel cantone di Talamanca, nei capelli di donne in gravidanza e nel pelo dei bradipi che vivevano nei pressi delle piantagioni. L\u2019Universidad Nacional ha infine rilevato la presenza del fungicida clorotalonil nel 95% dei campioni di polvere raccolti da scuole e case residenziali nelle comunit\u00e0 dei Caraibi costaricensi vicino alle monocolture.<br \/>\nLe moderne pratiche agronomiche industriali ignorano l\u2019enorme potenziale della conoscenza indigena che dimostra come sia possibile vivere e produrre cibo sul pianeta senza distruggerlo. Mentre gi\u00e0 da parecchi decenni, chi produce a livello agroindustriale ha dovuto sostituire la variet\u00e0 tradizionale dolce Gros Michael, troppo suscettibile alla \u00abMalattia di Panama\u00bb, con la Cavendish per poter mantenere il modello di monocoltura, oggi ci sono centinaia di famiglie indigene che producono la banana biologica Gros Michel senza bisogno di fitofarmaci, in sistemi agro-ecologici resilienti e ricchi di biodiversit\u00e0. Adottando i principi dell\u2019agroecologia, le comunit\u00e0 di Talamanca stanno creando delle \u00abforeste di cibo\u00bb, un vero paradiso alimentare che segna un limite all\u2019espansione delle monocolture chimiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>* direttore del Centro Nazionale di Agricoltura Biologica del Costa Rica<\/em><br \/>\n<em>** geografo dell\u2019Universit\u00e0 del Costa Rica<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(<em>Articolo tratto dal rapporto di Navdanya International <a href=\"\/?p=12610\">Il futuro del cibo. Biodiversit\u00e0 e agroecologia per un\u2019alimentazione sana e sostenibile<\/a><\/em>)<\/p>\n<hr \/>\n<h3><strong>La dolce medicina dell&#8217;Agroecologia contro l\u2019amarezza delle monocolture coltivate chimicamente<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: right;\"><div class=\"alt-languages\">Questo contenuto \u00e8 disponibile anche in: <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/\">Inglese<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/es\/\">Spagnolo<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/fr\/\">Francese<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/de\/\">Tedesco<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/pt-br\/\">Portoghese, Brasile<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/el\/\">Greco<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/ca\/\">Catalano<\/a><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di Fabian Pacheco Rodr\u00edguez, attivista e agricoltore ecologico, Master in Agrobiologia Ambientale e Mauricio Alvarez Mora, geografo e Master of Latin American Studies, (UCR) Universit\u00e0 del Costa Rica \u2014 Estratto dal rapporto di Navdanya International <a href=\"\/?p=12618\">Il Futuro del cibo \u2013 Biodiversit\u00e0 e agroecologia per un\u2019alimentazione sana e sostenibile<\/a> \u2013 novembre 2019<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia si ripete a causa dell&#8217;ostinata mentalit\u00e0 di coloro che\u00a0 promuovono le monocolture coltivate chimicamente.\u00a0 In ambienti diversi nei paesi tropicali dell&#8217;America Latina, abbiamo potuto osservare le prime avvisaglie dell&#8217;arrivo di un nuovo fungo. il: &#8220;Fusarium oxysporum f. sp. sp. cubense (TR4)&#8221;.\u00a0 Questo fungo causa la cosiddetta &#8220;Malattia di Panama&#8221;, ed \u00e8 cos\u00ec aggressivo che ancora oggi ha la capacit\u00e0 di distruggere grandi piantagioni di banane causando enormi danni economici al settore delle esportazioni agroalimentari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Costa Rica, un primo ceppo di Fusarium fu individuato negli anni cinquanta. La malattia di Panama porta il suo nome perch\u00e9 fu individuata per la prima volta proprio a Panama. A quei tempi si usava una variet\u00e0 di banane chiamata Gros Michel, molto sensibile a questa malattia. La variet\u00e0 Gros Michel \u00e8 di gran lunga una delle banane pi\u00f9 dolci e squisite, ma purtroppo \u00e8 scomparsa dalle catene alimentari transnazionali a causa della sua suscettibilit\u00e0, che la rende incoltivabile come monocoltura.\u00a0 Non \u00e8 un caso che sia invece possibile produrre questa variet\u00e0 di banane in condizioni agroecologiche, un esempio \u00e8 l&#8217;Associazione dei Piccoli Agricoltori di Talamanca (Asociaci\u00f3n de Peque\u00f1os Productores de Talamanca &#8211; APPTA)<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> della regione caraibica del Costa Rica, dove si riesce a produrre questa squisita variet\u00e0.\u00a0 L&#8217;APPTA \u00e8 composta da circa 600 famiglie di cui l&#8217;80% indigene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Costa Rica 3.298,78 ettari sono registrati per la coltivazione biologica di banane, contro i 50.000 ettari destinati alla monocoltura delle stesse, per lo pi\u00f9 concentrati nelle mani di multinazionali e grandi aziende locali<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello di &#8220;sviluppo&#8221; agroindustriale che si applica alla produzione di materie prime agricole per i mercati internazionali ha lasciato dietro di s\u00e9 profondi impatti ambientali, tra cui: la distruzione delle foreste tropicali per espandere i latifondi e la contaminazione delle falde acquifere con diversi &#8220;cocktail&#8221; di prodotti agrochimici, che sta impedendo l&#8217;accesso delle comunit\u00e0 ai sistemi idrici, e danneggiando gli ecosistemi acquatici in generale, dove vediamo intere maree di pesci e anfibi uccisi da intossicazione acuta. In Costa Rica questi ed altri fenomeni sono diventati comuni nelle aree coltivate con monocolture di ananas e nelle aree di piantagioni di banane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le conseguenze a livello ecologico e sociale del modello della coltivazione agroindustriale delle banane si sono diffuse negli ultimi 150 anni attraverso l&#8217;espropriazione delle valli e delle terre fertili che gli indigeni abitavano, i quali sono stati costretti a spostarsi verso gli altopiani, i cui terreni hanno scarsa idoneit\u00e0 all&#8217;agricoltura.\u00a0 Allo stesso tempo, \u00e8 stato stabilito uno sfruttamento intensivo e inquinante, che ha comportato anche grandi violazioni contro i lavoratori come: bassi salari, servizi sanitari scadenti, persecuzioni sindacali, assunzione di lavoratori privi di documenti<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>. In materia ambientale, l&#8217;industria agroalimentare delle banane \u00e8 responsabile dei problemi di infertilit\u00e0 di migliaia di lavoratori, che hanno sofferto &#8211; alla fine degli anni sessanta &#8211; per gli effetti dell&#8217;irrorazione di prodotti come Nemagon e DBCP (Dibromocloropropano)<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sfidare la biodiversit\u00e0 tropicale con i deserti verdi delle monocolture e non comprendere le lezioni del passato, come quella della malattia di Panama (che la storia sta per ripetersi con il ritorno del Fusarium TR4) \u00e8 un ulteriore passo nella direzione sbagliata. La monocoltura, nelle nostre regioni biodiverse, \u00e8 praticabile solo attraverso l&#8217;uso di sostanze biocide intensive. Le moderne pratiche agronomiche industriali ignorano l&#8217;enorme potenziale della saggezza indigena, che dimostra come sia possibile vivere e produrre cibo sul pianeta senza distruggerlo. A titolo di esempio possiamo osservare come ecosistemi agricoli cos\u00ec diversi e antagonisti si realizzino nella stessa regione del Costa Rica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto alle piantagioni di banane dipendenti dall&#8217;agrochimica che hanno sostituito la variet\u00e0 dolce di Gros Michel con la variet\u00e0 Cavendish &#8211; per mantenere il modello di monocoltura ed evitare la malattia di Panama &#8211; oggi ci sono centinaia di famiglie indigene che producono la banana biologica Gros Michel senza bisogno di una sola goccia di fertilizzanti agrotossici o sintetici.\u00a0 La loro produzione di banane biologiche e di altri alimenti all&#8217;interno della foresta \u00e8 una chiara sfida a quelle che Vandana Shiva definisce le &#8220;monocolture della mente&#8221;<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>. Questa produzione, ecologica e familiare, \u00e8 facilitata dal fatto che le banane sono piantate all&#8217;interno della foresta, sotto alberi utilizzati per legname, frutta e medicinali. Quando la componente arborea \u00e8 rispettata, si ottiene un microclima pi\u00f9 fresco, che evita che le spore dei funghi sigatoka (Mycosphaerella fijiensis) germoglino aggressivamente. Va anche notato che questi produttori mantengono una maggiore distanza tra le piante di banane, per cui, nonostante la loro grande sensibilit\u00e0 alla malattia di Panama, questa non comporta danni economici per gli agricoltori familiari. La suddetta distanza di impianto in sistemi agro-ecologici permette di creare una vera \u201cforesta\u201d di cibo, legno, medicine, ecc. che permette alle comunit\u00e0 di Talamanca di vivere in un vero paradiso alimentare e segnare un limite all&#8217;espansione delle monocolture irrorate di pesticidi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza del modello di produzione biologica delle banane, l&#8217;approccio industriale &#8211; che mira a produrre pi\u00f9 chili di banane per area &#8211; elimina completamente gli alberi, generando una maggiore densit\u00e0 di piante di banane per area, oltre ad un microclima che favorisce la germinazione e la dispersione delle spore del fungo sigatoka, tra gli altri problemi. Come conseguenza della rimozione di tutti gli alberi, per massimizzare la produzione di banane, \u00e8 necessario irrorare centinaia di ettari di terreno con fungicida una volta alla settimana. Il pi\u00f9 utilizzato \u00e8 il noto Mancozeb, che \u00e8 il prodotto agrochimico pi\u00f9 importato in Costa Rica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, uno studio condotto nel 2005-2008 sui bradipi (Bradypus variegatus y Choloepus hoffmanni) in una fattoria situata nel Pueblo Nuevo de Gu\u00e1cimo, circondata da coltivazione intensiva di banane, ananas e paddock, ha trovato tracce di pesticidi nei capelli, lavaggio delle braccia e pulizia orale dei bradipi analizzati. Tra le sostanze trovate: ametrina, clorpirifos, clorotalonil, diazinon, difenoconazolo, deet, etoprofos e tiabendazolo. Tutte queste sostanze sono utilizzate nelle piantagioni di banane e ananas. Secondo lo studio, questa contaminazione \u00e8 prodotta &#8220;probabilmente dall&#8217;ingestione di alimenti contaminati e dal contatto diretto con pesticidi&#8221;<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A sua volta, l&#8217;Istituto Regionale per gli Studi sulle Sostanze Tossiche della National University (Instituto Regional de Estudios en Sustancias T\u00f3xicas de la Universidad Nacional &#8211; IRET-UNA) ha rilevato il fungicida clorotalonil nel 95% dei campioni di polvere, raccolti da scuole e case residenziali nelle comunit\u00e0 dei Caraibi costaricensi vicino alle piantagioni di ananas e banane<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paesaggio che ricordano gli abitanti pi\u00f9 anziani, viene distrutto dall&#8217;accademia corporativa della monocultura della mente. Per coloro i quali la sussistenza si basa sugli ecosistemi agricoli il paradigma \u00e8 evidente : \u201cmaggiore \u00e8 la diversit\u00e0, maggiore \u00e8 la sostenibilit\u00e0, non solo ecologica, ma anche economica\u201d. La logica dei &#8220;deserti mentali&#8221; \u00e8 invece quella di smantellare gli ecosistemi agricoli e condannare gli agricoltori a diventare dipendenti da fattori di produzione esterni; in particolare quelli che si fanno tentare da promesse illusorie e prestano attenzione alla consulenza dell&#8217;industria per produrre materie prime agricole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per esemplificare quanto sopra, continuiamo ad utilizzare il caso delle piantagioni di banane, parliamo di altre differenze nelle pratiche di gestione agricola: quelle che favoriscono i benefici sociali e ambientali, e quelle che al contrario non lo fanno.<\/p>\n<div id=\"attachment_13416\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13416\" class=\"wp-image-13416 size-medium\" src=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image039-640x480.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image039-640x480.png 640w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image039-300x225.png 300w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image039-768x576.png 768w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image039-1024x768.png 1024w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image039-900x675.png 900w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image039-600x450.png 600w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image039-450x337.png 450w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image039-200x150.png 200w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image039.png 1158w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><p id=\"caption-attachment-13416\" class=\"wp-caption-text\">Foto 1. Sistema agroforestale biologico con piante di banane Gros Michel, cacao, pejibaye, ecc.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fertilit\u00e0 e suolo di due sistemi molto diversi tra loro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei sistemi agroforestali che producono banane nei territori indigeni, si pu\u00f2 osservare un ciclo costante di nutrienti, grazie alla decomposizione delle foglie e dei rami lasciati sul terreno. Questo apporto della componente arboricola consente una quasi totale indipendenza da input esterni. Le monocolture di banane pazco, invece, devono ottenere tutti i nutrienti sotto forma di fertilizzanti sintetici per mantenere la produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;altra parte, il mancato uso di erbicidi e nematocidi, tra le altre sostanze, permette la presenza di una copertura vegetale che, oltre a fornire materia organica al suolo, favorisce la vita di molteplici organismi macro e microscopici &#8211; o, meglio, la vita nel suolo &#8211; essenziali per mantenere in equilibrio i cicli dei nutrienti, nonch\u00e9 per mantenere in equilibrio alcuni organismi che potrebbero diventare vere e proprie piaghe in assenza di un ecosistema diversificato.\u00a0 I nematodi fitopatogeni sono invece favoriti in quei terreni che sono impoveriti di materia organica per molte ragioni diverse, a cominciare dal fatto che l&#8217;unica cosa rimasta da mangiare sono le radici delle colture di banane e per la mancanza di competizione nell&#8217;ecosistema del suolo con altri organismi che si oppongono ad esse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di conseguenza, gli ingegneri monocolturali ricorrono ad applicazioni grossolane di prodotti agrochimici con impatti &#8220;collaterali&#8221; eccezionali, come ad esempio: contaminazione degli ecosistemi, dell&#8217;acqua, della fauna e delle persone. In contrasto con questa logica di devastazione della biodiversit\u00e0, risulta che in terreni pieni di materia organica e di altre piante (chiamate dagli ingegneri &#8220;erbacce&#8221;) i nematodi non rappresentano un problema rilevante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, va detto che le nuove minacce di piaghe e malattie che devastano le monocolture non devono sorprenderci, in quanto si tratta di un fenomeno biologico atteso in qualsiasi sistema agricolo che impone l&#8217;uniformit\u00e0 genetica dove la biodiversit\u00e0 sarebbe la norma. L&#8217;esempio della produzione biologica della dolce banana Gros Michel &#8211; sensibile alla malattia di Panama &#8211; all&#8217;interno delle foreste commestibili, dovrebbe diventare l&#8217;esempio da seguire. L&#8217;agroecologia \u00e8 la dolce medicina contro le malattie del\u00a0 modello monoculturale basato sull\u2019uso di prodotti chimici.<\/p>\n<div id=\"attachment_13423\" style=\"width: 604px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13423\" class=\"wp-image-13423 size-full\" src=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image042.jpg\" alt=\"\" width=\"594\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image042.jpg 594w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image042-300x226.jpg 300w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image042-450x339.jpg 450w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image042-200x151.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 594px) 100vw, 594px\" \/><p id=\"caption-attachment-13423\" class=\"wp-caption-text\">Foto2: Monocoltura di banane trattate chimicamente<\/p><\/div>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Note<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> APPTA, sito web <a href=\"http:\/\/www.appta.org\/index.php\/es\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.appta.org\/index.php\/es\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> SEPSA. 2019. Bolet\u00edn Estad\u00edstico # 29. Availble at: http:\/\/www.mag.go.cr\/bibliotecavirtual\/BEA-0029.PDF<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> Palmer, P. (1986) &#8220;Wa&#8217;apin man&#8221;: La historia de la costa talamanque\u00f1a de Costa Rica, seg\u00fan sus protagonistas. Costa Rica: Instituto del Libro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> Solano, S.M., 2013. Reflexiones para el an\u00e1lisis comparativo de movimientos sociales: el caso de extrabajadoras y extrabajadores bananeros afectados por el nemag\u00f3n en Costa Rica y Nicaragua. Anuario de Estudios Centroamericanos, pp.211-232.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a> Shiva, V. (1993). Monocultures of the mind: Perspectives on biodiversity and biotechnology. Palgrave Macmillan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a> van Wendel de Joode, B.V.W. Mora, A.M., Lindh, C.H., Hern\u00e1ndez-Bonilla, D., C\u00f3rdoba, L., Wesseling, C., Hoppin, J.A. and Mergler, D. (2016). Pesticide exposure and neurodevelopment in children aged 6\u20139 years from Talamanca, Costa Rica. Cortex, 85, pp.137-150<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a> Mora, A., C\u00f3rdoba, L., Cano, J., Hernandez-Bonilla, D., Pardo, L., Schnaas, L., Smith, D. Menezes-Filho, J., Eskenazi, B., van Wendel de Joode B. (2018). Prenatal Mancozeb Exposure, Excess Manganese, and Neurodevelopment at 1 Year of Age in the Infants&#8217; Environmental Health (ISA). Environmental Health, 29.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a> Pinnock, M. (2010). Evaluaci\u00f3n de la exposici\u00f3n a plaguicidas en una poblaci\u00f3n de perezosos (Bradypus variegatus y Choloepus hoffmanni: Xenarthra) en un paisaje agr\u00edcola y un centro de rescate del Caribe de Costa Rica. Tesis para optar por el grado de Mag\u00edster Scientiae en Manejo de Recursos Naturales con Menci\u00f3n en Gesti\u00f3n de la Biodiversidad. UNED: Costa Rica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a> S\u00e1enz, M; S\u00e1nchez, J. 2008. Informe Final \u201cDiagn\u00f3stico: tendencias laborales, socioecon\u00f3micas y ambientales del monocultivo del banano y la pi\u00f1a, en los \u00faltimos cinco a\u00f1os en el Caribe costarricense.\u201d Foro Ema\u00fas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Fabian Pacheco Rodr\u00edguez*, Mauricio Alvarez Mora** \u2013 L\u2019Extraterrestre, settimanale ecologista de Il Manifesto, 2 lugio 2020 | Fonte In Costa Rica, sono 3.298,78 gli ettari dedicati alla coltivazione biologica delle banane, a fronte di 50.000 ettari destinati alla monocoltura intensiva, per lo pi\u00f9 concentrati nelle mani di multinazionali e grandi aziende locali. Il modello [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":13420,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"pgc_sgb_lightbox_settings":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[167,346,49,174],"tags":[251,126],"class_list":["post-13431","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-i-nostri-articoli","category-in-evidenza","category-notizie","category-testimonianze","tag-futuro-del-cibo-2019","tag-partnership-it","thematic_area-agroecologia","thematic_area-cibo-e-salute","thematic_area-democrazia-della-terra","thematic_area-futuro-senza-veleni"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image039.png","wpml_translations":[{"language_code":"en","post_id":13415,"original":true},{"language_code":"it","post_id":13431,"original":false}],"custom_fields":{"_edit_lock":["1622066551:2"],"wpl_sidebar_option":["on","on"],"_edit_last":["2"],"_wpml_media_duplicate":["1"],"_wpml_media_featured":["1"],"_thumbnail_id":["13420"],"_alp_processed":["1593782680"],"wpl_share_buttons":["on"],"wpl_featured_image_post":["off"],"_wpml_media_has_media":["1"],"_wp_old_date":["2020-01-06","2019-12-14"]},"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9KkNM-3uD","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13431","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13431"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13431\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22624,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13431\/revisions\/22624"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13420"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13431"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13431"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13431"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}