{"id":12472,"date":"2019-11-23T11:16:56","date_gmt":"2019-11-23T09:16:56","guid":{"rendered":"https:\/\/navdanyainternational.org\/?p=12472"},"modified":"2021-02-10T17:44:15","modified_gmt":"2021-02-10T16:44:15","slug":"il-bio-sotto-assedio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/il-bio-sotto-assedio\/","title":{"rendered":"Dalle Alpi all\u2019Himalaya: agricoltori e cittadini sotto assedio, ma un modello 100% biologico \u00e8 possibile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><div class=\"alt-languages\">Questo contenuto \u00e8 disponibile anche in: <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/\">Inglese<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/es\/\">Spagnolo<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/fr\/\">Francese<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/de\/\">Tedesco<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/pt-br\/\">Portoghese, Brasile<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/el\/\">Greco<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/ca\/\">Catalano<\/a><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di Manlio Masucci (testi e fotografie) &#8211; Estratto dal rapporto di Navdanya International <a href=\"\/?p=12618\">Il Futuro del cibo \u2013 Biodiversit\u00e0 e agroecologia per un\u2019alimentazione sana e sostenibile<\/a> \u2013 novembre 2019<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tour in Trentino Alto Adige, organizzato nell&#8217;ambito della campagna globale di Navdanya International \u201c<a href=\"\/?p=6122\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Per un&#8217;alimentazione e un&#8217;agricoltura libere da veleni<\/a>\u201d, ha dato l&#8217;opportunit\u00e0 al team di Navdanya di constatare lo stato di degrado di un territorio immenso sotto l&#8217;assalto di monocolture industriali intensive. Il team ha incontrato numerose organizzazioni locali, agricoltori e cittadini che lottano contro le conseguenze di un sistema produttivo industriale intensivo che sta danneggiando l&#8217;ambiente, la salute e l&#8217;economia locale e la bellezza del paesaggio naturale per il quale le valli e le montagne del Trentino Alto Adige sono famose.<\/p>\n<div id=\"attachment_12956\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-12956\" class=\"wp-image-12956 size-full\" src=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image027.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image027.jpg 640w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image027-300x225.jpg 300w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image027-600x450.jpg 600w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image027-450x338.jpg 450w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image027-200x150.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><p id=\"caption-attachment-12956\" class=\"wp-caption-text\">I dintorni della fattoria Gluderer prima dell\u2019invasione della monocoltura (foto Gluderer)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le monocolture di mele sono estese e pervasive, occupano e rimodellano l&#8217;intero paesaggio montano del Trentino, con incursioni fino alle citt\u00e0 e anche al loro interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sterminate piantagioni industriali, alle pendici delle bellissime montagne del Trentino, danno l&#8217;impressione di un immenso cimitero con i loro filari, rami mutilati e senza foglie che non sarebbero in grado di tenersi in piedi da soli, mantenuti in piedi da migliaia di pali di cemento.<\/p>\n<div id=\"attachment_12970\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-12970\" class=\"wp-image-12970 size-full\" src=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image029.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image029.jpg 640w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image029-300x225.jpg 300w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image029-600x450.jpg 600w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image029-450x338.jpg 450w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image029-200x150.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><p id=\"caption-attachment-12970\" class=\"wp-caption-text\">Le monocolture di mele in Trentino<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le comunit\u00e0 locali sono profondamente preoccupate per l&#8217;uso massiccio di pesticidi associato al sistema produttivo delle monocolture intensive. Un&#8217;inquietudine che Vandana Shiva ha definito ben fondata: &#8220;La preoccupazione della gente \u00e8 giustificata. L&#8217;attuale epidemia di malattie croniche \u00e8 anche il risultato della diffusione di sostanze tossiche nei nostri sistemi alimentari. Siamo la prima generazione costretta a vedere i nostri figli ammalarsi pi\u00f9 di noi, in particolare di cancro. Sappiamo che solo il 5% dei tumori \u00e8 di origine genetica, il restante 95% \u00e8 dovuto alla tossicit\u00e0 dell&#8217;ambiente circostante. L&#8217;Onu stima che 200.000 morti all&#8217;anno nel mondo sono causate dai pesticidi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli effetti di questo sistema produttivo non sono, d&#8217;altra parte, solo percepiti ma ampiamente documentati, come \u00e8 il caso proprio del Trentino. Gli ultimi dati dell&#8217;Ispra (Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale) parlano chiaro: nel Rapporto nazionale pesticidi nelle acque 2018, la presenza di fitofarmaci \u00e8 stata riscontrata in oltre il 90% dei punti delle acque superficiali in provincia di Bolzano e oltre il 70% in provincia di Trento. Un trend confermato dai dati Istat, contenuti nell&#8217;Annuario dei dati ambientali 2018 dell&#8217;Ispra, che certificano come, nel 2016, siano stati irrorati in Trentino Alto Adige una media di 62,2 kg di principi attivi per ettaro, quasi dieci volte la media nazionale di 6,63 kg\/ettaro. Difficile non mettere in relazione questi dati con la monocoltura intensiva delle mele che, nell&#8217;anno di riferimento, raggiungeva una produzione di 1.500.000 tonnellate, pari al 70% della produzione italiana e al 15% di quella europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"13369\" data-permalink=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/il-bio-sotto-assedio\/image030\/\" data-orig-file=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/image030.jpg\" data-orig-size=\"640,425\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"image030\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/image030-640x425.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/image030.jpg\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13369\" src=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/image030-640x425.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"425\" srcset=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/image030.jpg 640w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/image030-300x199.jpg 300w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/image030-600x398.jpg 600w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/image030-450x299.jpg 450w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/image030-200x133.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>La protesta dilaga: dagli operatori del settore, ai cittadini e ai residenti delle campagne<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Distanze di sicurezza non rispettate, trattamenti effettuati senza preavviso in tutte le ore del giorno e indipendentemente dalle condizioni climatiche, anche nelle giornate particolarmente ventose che facilitano la dispersione dei prodotti chimici a grandi distanze. Le storie si ripetono identiche lungo tutta la regione del Trentino Alto Adige che, da dieci anni a questa parte, sembra essersi tramutata in un immenso monocoltivo. La mancanza di controlli rende molti agricoltori impermeabili alle proteste dei cittadini e delle aziende biologiche che vedono i loro raccolti minacciati dalla contaminazione: \u201cLe distanze di sicurezza fra i campi trattati e gli altri campi \u2013 ci spiega Andrea, il gestore di un agriturismo biologico locale &#8211; sono raramente rispettate e spesso non esistono siepi di protezione; a questo si aggiunge l&#8217;arroganza di molti operatori che sanno benissimo che dal momento in cui iniziano il trattamento irregolare al momento in cui interverranno i vigili passer\u00e0 il tempo sufficiente a completare l&#8217;operazione; una volta sul luogo, i vigili, in mancanza di fragranza di illecito, decidono di non intervenire nonostante l&#8217;aria sia pestilenziale, ancora intrisa dai pesticidi da poco irrorati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E gli operatori del settore cominciano a coalizzarsi con i cittadini. E&#8217; proprio il caso dell&#8217;agriturismo di Andrea, parte della rete dell&#8217;Ortazzo, organizzazione che ha cominciato ad interrogare le istituzioni non solo sulla sostenibilit\u00e0 ecologica ma anche su quella economica di lungo periodo. E la nascente coalizione fra agricoltori bio e cittadini appare del tutto logica, visto che, entrando nella citt\u00e0 di Trento, si pu\u00f2 constatare come le monocolture abbiano oramai sfondato le linee difensive urbane posizionandosi in aiuole, spartitraffico e rotonde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il Trentino rappresenta solo la punta dell&#8217;iceberg. Tutto il paese \u00e8 coinvolto dal fenomeno. Vivere e lavorare in campagna non pu\u00f2 essere pi\u00f9 considerato l&#8217;idillio di una volta. E i cittadini si stanno mobilitando per chiedere il rispetto delle distanze di sicurezza e dell&#8217;obbligo di preavviso. E&#8217; il caso della petizione da 25 mila firme presentata recentemente al Parlamento dal gruppo Facebook No Pesticidi, ma \u00e8 anche il caso del Forum Marcia Stop Pesticidi che, di fronte all&#8217;evidenza del non rispetto delle regole, chiede il bando totale dell&#8217;uso di fitormaci in agricoltura e il fermo immediato all&#8217;espansione delle monocolture intensive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Richieste che provengono da una fetta sempre pi\u00f9 ampia di popolazione che, in base ai principi di sussidiariet\u00e0 e di precauzione, reclama il diritto, sancito dall&#8217;articolo 32 della nostra Costituzione, a vivere in un ambiente salubre.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Alla ricerca del paradiso perduto<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;agricoltura biologica \u00e8 sempre pi\u00f9 sotto attacco. Si trova in stato di assedio e la risposta pi\u00f9 naturale sembra essere la costruzione di un bunker per proteggersi dai bombardamenti chimici dell&#8217;agricoltura industriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la storia della famiglia Gluderer che ha dovuto spendere oltre 150 mila euro per mettersi al riparo dai pesticidi. Un bunker di metallo e plastica pesante dell&#8217;estensione di centinaia di metri quadrati che protegge raccolti, lavoratori e gli stessi membri della famiglia che, da quattro generazioni, vivono e lavorano a Coldrano, nella Val Venosta. Ai margini della propriet\u00e0 le siepi sono state sostituite da tendoni di plastica di oltre due metri d&#8217;altezza. La fattoria biologica d\u00e0 l&#8217;idea, a prima vista, di un campo militare circondato da nemici, centinaia di ettari di monocoltivi di mele convenzionali pronti a lanciare il loro attacco chimico su basi quasi quotidiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia Gluderer ha cos\u00ec dovuto scavare la sua surreale trincea per preservare la salute dei suoi membri e l&#8217;attivit\u00e0 di produttori biologici minacciata costantemente di contaminazione della deriva tossica: \u201cNon abbiamo potuto fare altrimenti \u2013 ci spiega Annamaria, 59 anni, guardando preoccupata il bunker e le barriere che ricoprono da cinque anni l&#8217;intera propriet\u00e0 \u2013 era l&#8217;unico modo per mantenere l&#8217;azienda biologica e conservare il posto di lavoro per la nostra famiglia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; questa la risposta a cui sono costretti gli agricoltori biologici in balia delle pericolose derive di fitofarmaci e lasciati soli dalle autorit\u00e0 nonostante i ripetuti e palesi abusi: \u201cAbbiamo iniziato la produzione di mele biologiche nel 1990 e quelle delle erbe bio nel 2005 \u2013 ci racconta Annamaria &#8211; su un&#8217;estensione totale di 3.647 metri quadrati; abbiamo cominciato a subire gravi danni dalla deriva di pesticidi a partire dal 2010 e da allora abbiamo fatto tre denunce penali all&#8217;Asl; abbiamo vinto le cause ma le spese e il ripetersi degli abusi ci hanno obbligato a investire tutti questi soldi per isolare il nostro terreno dai monocoltivi intensivi circostanti\u201d. Una soluzione drastica, parziale e che non rende giustizia alla bellezza del paesaggio del Trentino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, vedendo i bambini della famiglia giocare all&#8217;interno dello spazio recintato, si ha l&#8217;impressione che la soluzione adottata dalla famiglia Gluderer sia drammaticamente corretta. Rimane l&#8217;amarezza dell&#8217;asserragliamento di fronte all&#8217;ingiustizia, della condanna a dover vedere crescere i propri bambini con uno sfondo di tendoni di plastica piuttosto che di campagne e montagne incontaminate. Un arroccamento boccaccesco di fronte l&#8217;avanzare della peste chimica che prevede solo un&#8217;altra soluzione: la fuga.<\/p>\n<div id=\"attachment_12963\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-12963\" class=\"wp-image-12963 size-full\" src=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image028.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"478\" srcset=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image028.jpg 640w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image028-300x224.jpg 300w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image028-600x448.jpg 600w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image028-450x336.jpg 450w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image028-200x149.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><p id=\"caption-attachment-12963\" class=\"wp-caption-text\">Teli di plastica alti pi\u00f9 di due metri per proteggere l&#8217;azienda agricola biologica dai pesticidi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; la seconda opzione. Spostare la produzione sempre pi\u00f9 in alto, sulle montagne impervie ma ancora amiche, il pi\u00f9 lontano possibile dai miasmi tossici. La famiglia Gluderer ha quindi cominciato ad esplorare anche la possibilit\u00e0 di lavorare laddove i pesticidi ancora non sono arrivati, per il momento: \u201cAbbiamo acquistato un terreno a Tubre, vicino a Malles, a un&#8217;altezza di 1.300 metri perch\u00e9 l\u00ec ancora non ci sono problemi di deriva; abbiamo cos\u00ec deciso di spostare l\u00ec tutte le arnie per la lavorazione del miele\u201d. La difesa ad oltranza e il ripiegamento di fronte alla forza devastante del nemico. Sembra di assistere al dispiegamento di una strategia militare per poter difendere la salute, il lavoro, la vita stessa. Annamaria mostra una foto. E&#8217; la sua campagna. Prima che tutto questo iniziasse. Prima della guerra chimica, prima del bunker: \u201cIl mio sogno \u2013 ci dice mostrandoci la foto \u2013 \u00e8 che ci restituiscano ci\u00f2 che avevamo, la campagna dove io sono cresciuta ma dove i miei nipoti non potranno pi\u00f9 crescere liberamente\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_12999\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-12999\" class=\"wp-image-12999 size-full\" src=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image032.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image032.jpg 480w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image032-300x300.jpg 300w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image032-450x450.jpg 450w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image032-200x200.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><p id=\"caption-attachment-12999\" class=\"wp-caption-text\">I nipoti di Annamaria continuano a giocare tra gli enormi archi coperti di plastica pesante<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma mentre i nipotini di Annamaria continuano a giocare fra le enormi arcate di plastica pesante, ci chiediamo se quel sogno possa mai divenire realt\u00e0. Lo chiediamo a Manuel, 35 anni, figlio di Annamaria e responsabile della produzione agricola dell&#8217;azienda, mentre assaporiamo una profumata tisana di erbe biologiche dell&#8217;azienda. La sua opinione sullo sviluppo locale appare lucida e al tempo stesso inquietante: \u201cE&#8217; un modello di sviluppo che lavora per favorire un determinato tipo di industria \u2013 ci dice Manuel di fronte la sua tazza fumante &#8211; a sua volta supportato dalla propaganda; perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che non abbiamo bisogno di pesticidi o fertilizzanti chimici per coltivare, come dimostra la nostra produzione e quella di altri agricoltori biologici; le rese sono ottime e la sostenibilit\u00e0 economica \u00e8 assicurata anche senza utilizzare rame o zolfo; ma l&#8217;industria spinge per la cosiddetta innovazione, ovvero vendere nuovi prodotti, nuove tecnologie anche se in questo modo continuano a minacciare la nostra salute e a distruggere la biodiversit\u00e0; nei nostri campi gli insetti e gli impollinatori sono quasi del tutto scomparsi\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_12992\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-12992\" class=\"wp-image-12992 size-full\" src=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image031.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image031.jpg 640w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image031-300x225.jpg 300w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image031-600x450.jpg 600w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image031-450x338.jpg 450w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/image031-200x150.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><p id=\"caption-attachment-12992\" class=\"wp-caption-text\">La figlia di Annamaria, Marion, che tiene in braccio Lena, la sua bambina di 6 anni sotto gli archi di protezione.<\/p><\/div>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Le scelte della politica: altro che transizione, la priorit\u00e0 \u00e8 preservare lo status quo!<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica fa per\u00f2 orecchie da mercante, in tutti i sensi, considerando i grandi interessi economici in ballo e lo strapotere delle lobby agroindustriali. E&#8217; il caso proprio della Provincia di Bolzano che con Delibera del 12 marzo 2019 ha autorizzato l&#8217;impiego di un consistente numero di pesticidi anche nelle aree di tutela delle acque potabili. E questo nonostante il recente allarme lanciato dall&#8217;Ispra sull&#8217;elevato livello di contaminazione da fitofarmaci riscontrato nelle acque superficiali e di profondit\u00e0 italiane. Fra i pesticidi tollerati troviamo non solo il Glifosate, definito probabilmente cancerogeno dallo Iarc, ma anche l&#8217;Acrinatrina, il Clorpirifos, il Captano, il Dithianon, il Fluazinam, il Mancozeb e molti altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delibera che non rappresenta una novit\u00e0 ma che, al contrario, sembra inserirsi in un trend nazionale. Non bisogna andare molto indietro nel tempo per ritrovare un precedente nel Decreto del presidente della Giunta regionale Toscana pubblicato il 30 luglio 2018, n. 43\/R: \u201cE&#8217; uno scandalo \u2013 tuona l&#8217;oncologa Patrizia Gentilini dell&#8217;Isde, i medici per l&#8217;ambiente italiani \u2013 che si continui a concedere autorizzazioni di questo tipo; con la Delibera della Giunta Regionale Toscana si \u00e8 autorizzato in tutta la Regione, nell\u2019area di salvaguardia di captazioni di acque sotterranee destinate al consumo umano, l\u2019utilizzo di ben 29 pesticidi di pessimo profilo ambientale, compreso Clorpirifos e il Glifosate e cinque addirittura nemmeno pi\u00f9 autorizzati in Europa come l&#8217;Acrinatrina, l&#8217;Azinfos ethyl, l&#8217;Azinfos methyl, il Demeton S-metile e l&#8217;Omethoate; negli ultimi tre anni &#8211; conclude la Gentilini &#8211; sono state concesse 176 deroghe a sostanze vietate tanto che il consumo di pesticidi nel nostro paese, gi\u00e0 fra i primi in Europa, \u00e8 aumentato del 7,8%\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se le Regioni razzolano male, non da meno \u00e8 il Parlamento che continua ad approvare decreti perlomeno discutibili scatenando la protesta delle organizzazioni della societ\u00e0 civile. E&#8217; il caso del recente Decreto emergenze che ha sollevato molte polemiche fra gli addetti ai lavori. L\u2019obbligo di valutare gli effetti ambientali dei piani fitosanitari viene, con questo decreto, a decadere. E&#8217; quanto sostengono gli oltre duemila firmatari della lettera aperta al Parlamento che invocano l&#8217;applicazione di un principio cardine della fase di transizione: il sistema della produzione agricola, cos\u00ec come la gestione delle fitopatie, \u00e8 ormai inscindibile da considerazioni di tipo sociale, ambientale, climatico, alimentare, sanitario, paesaggistico ed economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Province, regioni e governo sembrano continuare a camminare su un percorso inverso da quello indicato dai cittadini, dalle organizzazioni della societ\u00e0 civile e dagli agricoltori biologici che non sembrano per\u00f2 pi\u00f9 intenzionati a restare a guardare, pronti ad allearsi per uscire dalle trincee in cui sono stati finora rilegati. La transizione \u00e8 iniziata ma la politica ancora non sembra essersene accorta.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La transizione continua, nonostante la politica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cambiamento dovr\u00e0 necessariamente iniziare dal basso verso l&#8217;alto. Da comunit\u00e0 che rivendicano democraticamente il diritto ad un ambiente sano in cui vivere e ad un&#8217;alimentazione sana e nutriente. Questo \u00e8 quanto sta accadendo in Italia. Movimenti spontanei di cittadini stanno dando vita a coalizioni sempre pi\u00f9 forti e coese che rivendicano il diritto costituzionale di vivere in un ambiente sano. A guidare questa mobilitazione sono le amministrazioni comunali: nel 2018, 65 comuni italiani hanno attivato norme e regolamenti a favore dell&#8217;agricoltura biologica nelle aree urbane e suburbane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia dei cittadini di Malles, piccolo paese della Val Venosta in Alto Adige, e del suo coraggioso sindaco Ulrich Veith \u00e8 particolarmente significativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2014 il comune di Malles aveva indetto un referendum popolare sui pesticidi, tenendo conto che in Alto Adige l&#8217;uso medio per ettaro \u00e8 tra i pi\u00f9 alti in Italia a causa della monocoltura di mele. Circa il 70% della popolazione avente diritto di voto, ha partecipato al referendum votando, con una larga maggioranza del 76%, contro l&#8217;utilizzo dei pesticidi dal territorio di Malles. Un&#8217;affermazione netta a cui \u00e8 seguita una delibera comunale immediatamente bloccata dal Tar mentre la Corte dei conti ha chiesto al sindaco di Malles di rimborsare al comune la somma di ventiquattromila euro,\u00a0 spesa per l&#8217;organizzazione del referendum.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una conferenza stampa al Parlamento italiano, organizzata da Navdanya International, il sindaco Veith aveva dichiarato che avrebbe rispettato la volont\u00e0 dei suoi cittadini continuando a lottare per liberare il comune dai pesticidi. Un impegno che ha registrato una prima importante vittoria: l&#8217;assoluzione totale da parte della Corte dei conti nell&#8217;aprile 2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il regolamento di attuazione sull&#8217;uso dei prodotti fitosanitari nel comune di Malles, approvato nel marzo 2016, \u00e8 un modello per le amministrazioni responsabili che intendono entrare in una fase di transizione per tutelare l&#8217;ambiente e la salute dei propri cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso il Regolamento, il Comune si impegna &#8220;ad adottare tutte le misure e le azioni utili secondo il principio di precauzione per evitare pericoli per la salute umana, animale e vegetale e per garantire il massimo livello di protezione dell&#8217;ambiente&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Regolamento si prefigge di \u201ctutelare la salute di cittadini residenti e di ospiti come \u201cfondamentale diritto dell\u2019individuo e interesse della collettivit\u00e0\u0300\u201d (art. 32 Costituzione della Repubblica Italiana) e di garantire \u201cun livello elevato di tutela dell&#8217;ambiente e il miglioramento della sua qualit\u00e0\u0300 conformemente al principio dello sviluppo sostenibile\u201d (art. 37 Carta dei Diritti Fondamentali dell&#8217;UE) mediante la regolamentazione dell\u2019utilizzo dei prodotti fitosanitari nel territorio comunale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Regolamento prevede, coerentemente la Direttiva 2009\/128\/CE e con il Piano di Azione Nazionale per l\u2019uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN), di incrementare progressivamente le superfici agrarie biologiche. Il Comune provveder\u00e0, in tal senso, a una mappatura delle superfici agrarie e delle aziende agricole biologiche e in fase di conversione e introdurr\u00e0 incentivi per la conversione. Anche i capitolati di gara, per la fornitura di alimenti e per il servizio di ristorazione e mensa del Comune e delle Societ\u00e0 e delle Aziende partecipate, privilegeranno i prodotti biologici. Il Comune promuover\u00e0, inoltre, iniziative, anche a valenza turistica, di formazione e di sensibilizzazione sui vantaggi per l\u2019ambiente e per la salute umana dell\u2019agricoltura biologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Comune vieta, su tutto il territorio comunale, l\u2019utilizzo di prodotti fitosanitari Molto Tossici (T+) o Tossici (T) ai sensi del Regolamento (CE) del Parlamento Europeo e del Consiglio. Il Regolamento introduce, infine, distanze di sicurezza dalle aree utilizzate dalla popolazione, dalle aree protette, dagli edifici, dalle infrastrutture ad uso pubblico, dalle aree coltivate e dal punto di captazione di acque sotterranee e superficiali.<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Dall\u2019Himalaya alle Alpi: un\u2019alleanza contro i pesticidi<\/strong><\/p>\n<p>Il 1 ottobre 2017, a Nuova Delhi, in occasione del Festival della Terra a Nuova Delhi, le comunit\u00e0 dell\u2019Himalaya che coltivano la terra senza ricorrere a sostanze chimiche si sono unite alle comunit\u00e0 delle Alpi che si sono dichiarate libere da pesticidi per lanciare una rete globale di zone libere da veleni.\u00a0 Presenti anche il Primo Ministro del Sikkim che, nell&#8217;arco di 25 anni, \u00e8 riuscito a rendere il Sikkim il primo Stato al 100% biologico del mondo, e il sindaco Ulrich Veith di Malles.<\/p>\n<p>Vandana Shiva, durante la sua visita a Malles nell&#8217;aprile 2019, e il sindaco Ulrich Veith hanno rinnovato il loro comune impegno per un&#8217;immediata transizione verso modelli di produzione agro-ecologica che rispettino la biodiversit\u00e0 e contrastino i cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0Intervista a Ulrich Veith, sindaco di Malles, la cittadina della Val Venosta che vuole liberarsi dai pesticidi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sindaco di Malles, Ulrich Veith, l\u2019aveva detto nella recente conferenza stampa in Parlamento organizzata da Navdanya International: \u00abNon ci fermeranno, continueremo la nostra battaglia per la salute e per la democrazia\u00bb. Cos\u00ec aveva detto il sindaco.<br \/>\nE cos\u00ec \u00e8 stato. La prima municipalit\u00e0 italiana ad aver indetto un referendum contro i pesticidi non si \u00e8 arresa allo stop del Tar e nemmeno di fronte alla richiesta di risarcimento danni da parte della Corte dei Conti. Ma \u00e8 andata avanti nella sua battaglia di civilt\u00e0 riportando una vittoria storica. <em><strong><a href=\"\/?p=11292\">LEGGI TUTTO<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stato indiano del Sikkim \u00e8 il primo certificato 100% biologico ed ora \u00e8 pronto a esportare il suo modello in tutto il mondo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un viaggio che inizia in un piccolo stato dell\u2019Himalaya, il <strong>Sikkim<\/strong>, e che si conclude a Roma presso la Fao, passando per il Parlamento italiano. Un viaggio che promette di proseguire e durare ancora a lungo perch\u00e9 il messaggio \u00e8 di quelli forti e capace di contraddire il mantra della grande industria agroalimentare, che negli anni si \u00e8 arricchita a scapito dell\u2019ambiente, delle piccole e medie produzioni locali e della salute dei cittadini: convertire la produzione convenzionale al <strong>biologico<\/strong> non solo \u00e8 possibile, ma \u00e8 necessario ed \u00e8 persino pi\u00f9 redditizio per le economie locali. <a href=\"\/?p=2794\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em><strong>LEGGI TUTTO<\/strong><\/em><\/a><\/p>\n<hr \/>\n<hr \/>\n<h3><strong>Il bio sotto assedio<\/strong><\/h3>\n<p>Di Manlio Masucci &#8211; Terra Nuova (Brano tratto dal mensile <a href=\"https:\/\/www.terranuovalibri.it\/fascicolo\/dettaglio\/terra-nuova-giugno-2019-9788866814894-236427.html\/?idsp=72\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Terra Nuova Giugno 2019<\/a>), 23 agosto 2019 | <a href=\"https:\/\/www.terranuova.it\/News\/Agricoltura\/Il-bio-sotto-assedio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I contadini che hanno scelto il biologico sono in trincea: l&#8217;invasione sempre pi\u00f9 massiccia di pesticidi ed erbicidi rappresenta un rischio di contaminazione ambientale che va fermato. La protesta cresce e scatta la ribellione nei confronti della &#8220;peste chimica&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I contadini biologici sono in trincea, ma la protesta cresce, si estende e coinvolge anche le comunit\u00e0 e la societ\u00e0 civile mentre la politica sembra non essersi accorta che la transizione \u00e8 gi\u00e0 iniziata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Oltre 150 mila euro per mettersi al riparo dai pesticidi. Un bunker di metallo e plastica<\/strong> pesante dell&#8217;estensione di centinaia di metri quadrati che protegge raccolti, lavoratori e gli stessi membri della famiglia<strong> Gluderer <\/strong>che, da quattro generazioni, vivono e lavorano a Coldrano, nella Val Venosta. Ai margini della propriet\u00e0 le siepi sono state sostituite da tendoni di plastica di oltre due metri d&#8217;altezza. La fattoria biologica d\u00e0 l&#8217;idea, a prima vista, di un campo militare circondato da nemici, centinaia di ettari di monocoltivi di mele convenzionali pronti a lanciare il loro attacco chimico su basi quasi quotidiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia Gluderer ha cos\u00ec dovuto scavare la sua surreale trincea per preservare la salute dei suoi membri e l&#8217;attivit\u00e0 di produttori biologici minacciata costantemente di contaminazione dalla deriva tossica: \u201cNon abbiamo potuto fare altrimenti \u2013 ci spiega Annamaria, 59 anni, guardando preoccupata il bunker e le barriere che ricoprono da cinque anni l&#8217;intera propriet\u00e0 \u2013 era l&#8217;unico modo per mantenere l&#8217;azienda biologica e conservare il posto di lavoro per la nostra famiglia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; questa la risposta a cui sono costretti gli agricoltori biologici in balia delle pericolose derive di fitofarmaci e lasciati soli dalle autorit\u00e0 nonostante i ripetuti e palesi abusi: \u201cAbbiamo iniziato la produzione di mele biologiche nel 1990 e quelle delle erbe bio nel 2005 \u2013 ci racconta Annamaria &#8211; su un&#8217;estensione totale di 3.647 metri quadrati; abbiamo cominciato a subire gravi danni dalla deriva di pesticidi a partire dal 2010 e da allora abbiamo fatto tre denunce penali all&#8217;Asl; abbiamo vinto le cause ma le spese e il ripetersi degli abusi ci hanno obbligato a investire tutti questi soldi per isolare il nostro terreno dai monocoltivi intensivi circostanti\u201d.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Bunker per proteggersi dai bombardamenti chimici<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coltivare biologico diviene allora sempre pi\u00f9 difficile in questa area del paese. Una produzione sotto attacco, uno stato d&#8217;assedio a cui la risposta pi\u00f9 naturale appare quella della costruzione di un bunker per proteggersi dai bombardamenti chimici. Una soluzione drastica, parziale e che non rende giustizia alla bellezza del paesaggio del Trentino. Eppure, vedendo i bambini della famiglia giocare all&#8217;interno dello spazio recintato, si ha l&#8217;impressione che la soluzione adottata dalla famiglia Gluderer sia drammaticamente corretta. Rimane l&#8217;amarezza dell&#8217;asserragliamento di fronte all&#8217;ingiustizia, della condanna a dover vedere crescere i propri bambini con uno sfondo di tendoni di plastica piuttosto che di campagne e montagne incontaminate. Un&#8217;arroccamento boccaccesco di fronte l&#8217;avanzare della peste chimica che prevede solo un&#8217;altra soluzione: la fuga.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Alla ricerca del paradiso perduto<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; la seconda opzione. Spostare la produzione sempre pi\u00f9 in alto, sulle montagne impervie ma ancora amiche, il pi\u00f9 lontano possibile dai miasmi tossici. La famiglia Gluderer ha quindi cominciato ad esplorare anche la possibilit\u00e0 di lavorare laddove i pesticidi ancora non sono arrivati, per il momento: \u201cAbbiamo acquistato un terreno a Tubre, vicino a Malles, a un&#8217;altezza di 1.300 metri perch\u00e9 l\u00ec ancora non ci sono problemi di deriva; abbiamo cos\u00ec deciso di spostare l\u00ec tutte le arnie per la lavorazione del miele\u201d. La difesa ad oltranza e il ripiegamento di fronte la forza devastante del nemico. Sembra di assistere al dispiegamento di una strategia militare per poter difendere la salute, il lavoro, la vita stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Annamaria mostra una foto. E&#8217; la sua campagna. Prima che tutto questo iniziasse. Prima della guerra chimica, prima del bunker: \u201cIl mio sogno \u2013 ci dice mostrandoci la foto \u2013 \u00e8 che ci restituiscano ci\u00f2 che avevamo, la campagna dove io sono cresciuta ma dove i miei nipoti non potranno pi\u00f9 crescere liberamente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma mentre i nipotini di Annamaria continuano a giocare fra le enormi arcate di plastica pesante, ci chiediamo se quel sogno possa mai divenire realt\u00e0. Lo chiediamo a Manuel, 35 anni, figlio di Annamaria e responsabile della produzione agricola dell&#8217;azienda, mentre assaporiamo una profumata tisana di erbe biologiche dell&#8217;azienda. La sua opinione sullo sviluppo locale appare lucida e al tempo stesso inquietante: \u201cE&#8217; un modello di sviluppo che lavora per favorire un determinato tipo di industria \u2013 ci dice Manuel di fronte la sua tazza fumante &#8211; a sua volta supportato dalla propaganda; perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che non abbiamo bisogno di pesticidi o fertilizzanti chimici per coltivare, come dimostra la nostra produzione e quella di altri agricoltori biologici; le rese sono ottime e la sostenibilit\u00e0 economica \u00e8 assicurata anche senza utilizzare rame o zolfo; ma l&#8217;industria spinge per la cosiddetta innovazione, ovvero vendere nuovi prodotti, nuove tecnologie anche se in questo modo continuano a minacciare la nostra salute e a distruggere la biodiversit\u00e0; nei nostri campi gli insetti e gli impollinatori sono quasi del tutto scomparsi\u201d.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">La protesta dilaga: dagli operatori del settore, ai cittadini e ai residenti delle campagne<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Distanze di sicurezza non rispettate, trattamenti effettuati senza preavviso in tutte le ore del giorno e indipendentemente dalle condizioni climatiche, anche nelle giornate particolarmente ventose che facilitano la dispersione dei chimici a grandi distanze. Le storie si ripetono identiche lungo tutta la regione del Trentino Alto Adige che, da dieci anni a questa parte, sembra essersi tramutata in un immenso monocoltivo. La mancanza di controlli rende molti agricoltori impermeabili alle proteste dei cittadini e delle aziende biologiche che vedono i loro raccolti minacciati dalla contaminazione: \u201cLe distanze di sicurezza fra i campi trattati e gli altri campi \u2013 ci spiega Andrea, gestore di un agriturismo biologico locale &#8211; sono raramente rispettate e spesso non esistono siepi di protezione; a questo si aggiunge l&#8217;arroganza di molti operatori che sanno benissimo che dal momento in cui iniziano il trattamento irregolare al momento in cui interverranno i vigili passer\u00e0 il tempo sufficiente a completare l&#8217;operazione; una volta sul luogo, i vigili, in mancanza di fragranza di illecito, decidono di non intervenire <strong>nonostante l&#8217;aria sia pestilenziale, ancora intrisa dai pesticidi da poco irrorati\u201d<\/strong>. E gli operatori del settore cominciano a coalizzarsi con i cittadini. E&#8217; proprio il caso dell&#8217;agriturismo di Andrea, parte della rete dell&#8217;Ortazzo, organizzazione che ha cominciato ad interrogare le istituzioni non solosulla sostenibilit\u00e0 ecologica ma anche su quella economica di lungo periodo. E la nascente coalizione fra agricoltori bio e cittadini appare del tutto logica,visto che, entrando nella citt\u00e0 di Trento, si pu\u00f2 constatare come le monocolture abbiano oramai sfondato le linee difensive urbane posizionandosi in aiuole, spartitraffico e rotonde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli effetti di questo sistema produttivo non sono, d&#8217;altra parte, solo percepiti ma ampiamente documentati, come \u00e8 il caso proprio del Trentino. Gli ultimi dati dell&#8217;Ispra (Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale) parlano chiaro: nel Rapporto nazionale pesticidi nelle acque 2018, la presenza di fitofarmaci \u00e8 stata riscontrata in oltre il 90% dei punti delle acque superficiali in provincia di Bolzano e oltre il 70% in provincia di Trento. Un trend confermato dai dati Istat, contenuti nell&#8217;Annuario dei dati ambientali 2018 dell&#8217;Ispra, che certificano come, nel 2016, siano stati irrorati in Trentino Alto Adige una media di 62,2 kg di principi attivi per ettaro, quasi dieci volte la media nazionale di 6,63 kg\/ettaro. Difficile non mettere in relazione questi dati con la monocoltura intensiva delle mele che, nell&#8217;anno di riferimento, raggiungeva una produzione di 1.500.000 tonnellate, pari al 70% della produzione italiana e al 15% di quella europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il Trentino rappresenta solo la punta dell&#8217;iceberg. Tutto il paese \u00e8 coinvolto dal fenomeno. Vivere e lavorare in campagna non pu\u00f2 essere pi\u00f9 considerato l&#8217;idillio di una volta. E i cittadini si stanno mobilitando per chiedere il rispetto delle distanze di sicurezza e dell&#8217;obbligo di preavviso. E&#8217; il caso della petizione da 25 mila firme presentata recentemente al Parlamento dal gruppo Facebook No Pesticidi, ma \u00e8 anche il caso del Forum Marcia Stop Pesticidi che, di fronte all&#8217;evidenza del non rispetto delle regole, chiede il bando totale dell&#8217;uso di fitormaci in agricoltura e il fermo immediato all&#8217;espansione delle monocolture intensive. Richieste che provengono da una fetta sempre pi\u00f9 ampia di popolazione che, in base ai principi di sussidiariet\u00e0 e di precauzione, reclama il diritto, sancito dall&#8217;articolo 32 della nostra Costituzione, a vivere in un ambiente salubre.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Le scelte della politica: altro che transizione, la priorit\u00e0 \u00e8 preservare lo status quo!<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica fa per\u00f2 orecchie da mercante, in tutti i sensi, considerando i grandi interessi economici in ballo e lo strapotere delle lobby agroindustriali. E&#8217; il caso proprio della Provincia di Bolzano che con Delibera del 12 marzo 2019 ha autorizzato l&#8217;impiego di un consistente numero di pesticidi anche nelle aree di tutela delle acque potabili. E questo nonostante il recente allarme lanciato dall&#8217;Ispra sull&#8217;elevato livello di contaminazione da fitofarmaci riscontrato nelle acque superficiali e di profondit\u00e0 italiane. Fra i pesticidi tollerati troviamo non solo il Glifosate, definito probabilmente cancerogeno dallo Iarc, ma anche l&#8217;Acrinatrina, il Clorpirifos, il Captano, il Dithianon, il Fluazinam, il Mancozeb e molti altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delibera che non rappresenta una novit\u00e0 ma che, al contrario, sembra inserirsi in un trend nazionale. Non bisogna andare molto indietro nel tempo per ritrovare un precedente nel Decreto del presidente della Giunta regionale Toscana pubblicato il 30 luglio 2018, n. 43\/R: \u201cE&#8217; uno scandalo \u2013 tuona l&#8217;oncologa <strong>Patrizia Gentilini<\/strong> dell&#8217;Isde, i medici per l&#8217;ambiente italiani \u2013 che si continui a concedere autorizzazioni di questo tipo; con la Delibera della Giunta Regionale Toscana si \u00e8 autorizzato in tutta la Regione, nell\u2019area di salvaguardia di captazioni di acque sotterranee destinate al consumo umano, l\u2019utilizzo di ben 29 pesticidi di pessimo profilo ambientale, compreso Clorpirifos e il Glifosate e cinque addirittura nemmeno pi\u00f9 autorizzati in Europa come l&#8217;Acrinatrina, l&#8217;Azinfos ethyl, l&#8217;Azinfos methyl, il Demeton S-metile e l&#8217;Omethoate; negli ultimi tre anni &#8211; conclude la Gentilini &#8211; sono state concesse 176 deroghe a sostanze vietate tanto che il consumo di pesticidi nel nostro paese, gi\u00e0 fra i primi in Europa, \u00e8 aumentato del 7,8%\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se le Regioni razzolano male, non da meno \u00e8 il Parlamento che continua ad approvare decreti perlomeno discutibili scatenando la protesta delle organizzazioni della societ\u00e0 civile. E&#8217; il caso del recente Decreto emergenze che ha sollevato molte polemiche fra gli addetti ai lavori. L\u2019obbligo di valutare gli effetti ambientali dei piani fitosanitari viene, con questo decreto, a decadere. E&#8217; quanto sostengono gli oltre duemila firmatari della lettera aperta al Parlamento che invocano l&#8217;applicazione di un principio cardine della fase di transizione: il sistema della produzione agricola, cos\u00ec come la gestione delle fitopatie, \u00e8 ormai inscindibile da considerazioni di tipo sociale, ambientale, climatico, alimentare, sanitario, paesaggistico ed economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Province, regioni e governo sembrano continuare a camminare su un percorso inverso da quello indicato dai cittadini, dalle organizzazioni della societ\u00e0 civile e dagli agricoltori biologici<\/strong> che non sembrano per\u00f2 pi\u00f9 intenzionati a restare a guardare, pronti ad allearsi per uscire dalle trincee in cui sono stati finora rilegati. La transizione \u00e8 iniziata ma la politica ancora non sembra essersene accorta.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Foto Manlio Masucci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Manlio Masucci (testi e fotografie) &#8211; Estratto dal rapporto di Navdanya International Il Futuro del cibo \u2013 Biodiversit\u00e0 e agroecologia per un\u2019alimentazione sana e sostenibile \u2013 novembre 2019\u00a0 Il tour in Trentino Alto Adige, organizzato nell&#8217;ambito della campagna globale di Navdanya International \u201cPer un&#8217;alimentazione e un&#8217;agricoltura libere da veleni\u201d, ha dato l&#8217;opportunit\u00e0 al team [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12474,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"pgc_sgb_lightbox_settings":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[167,49,174],"tags":[247,251,175],"class_list":["post-12472","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-i-nostri-articoli","category-notizie","category-testimonianze","tag-cartello-dei-veleni","tag-futuro-del-cibo-2019","tag-malles","thematic_area-agroecologia","thematic_area-cibo-e-salute","thematic_area-democrazia-della-terra","thematic_area-futuro-senza-veleni"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/image028.jpg","wpml_translations":[{"language_code":"it","post_id":12472,"original":true},{"language_code":"en","post_id":12955,"original":false},{"language_code":"es","post_id":14466,"original":false}],"custom_fields":{"_edit_lock":["1612975319:2"],"_edit_last":["2"],"_wpml_media_featured":["1"],"_wpml_media_duplicate":["1"],"_alp_processed":["1578317782"],"_thumbnail_id":["12474"],"_wp_old_date":["2019-10-26","2019-08-24"],"wpl_sidebar_option":["on"],"wpl_featured_image_post":["off"],"wpl_share_buttons":["on"],"_wpml_post_translation_editor_native":["yes"],"_wpml_media_has_media":["1"]},"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9KkNM-3fa","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12472","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12472"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12472\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20289,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12472\/revisions\/20289"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12474"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12472"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12472"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12472"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}