{"id":11637,"date":"2019-09-12T19:08:05","date_gmt":"2019-09-12T17:08:05","guid":{"rendered":"https:\/\/navdanyainternational.org\/?p=11637"},"modified":"2019-09-15T11:45:40","modified_gmt":"2019-09-15T09:45:40","slug":"per-rispondere-allemergenza-idrica-in-india-occorre-una-rivoluzione-per-la-vita-per-lacqua-e-per-il-cibo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/per-rispondere-allemergenza-idrica-in-india-occorre-una-rivoluzione-per-la-vita-per-lacqua-e-per-il-cibo\/","title":{"rendered":"India tra fame e sete"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><div class=\"alt-languages\">Questo contenuto \u00e8 disponibile anche in: <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/\">Inglese<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/es\/\">Spagnolo<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/fr\/\">Francese<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/de\/\">Tedesco<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/pt-br\/\">Portoghese, Brasile<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/el\/\">Greco<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/ca\/\">Catalano<\/a><\/div><\/p>\n<p>Di Vandana Shiva &#8211; L&#8217;Extraterrestre, Il Manifesto, 12 settembre 2019 | <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/india-tra-fame-e-sete\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Ghats occidentali ci hanno dato le spezie. E l\u2019Himalaya ci ha dato amaranto, grano saraceno e una grande variet\u00e0 di altre colture nutrienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">OGGI L\u2019INDIA STA affrontando un\u2019emergenza idrica e un\u2019emergenza nutrizionale. Le due emergenze sono interconnesse. Le origini dell\u2019emergenza che viviamo oggi risalgono a 40-50 anni fa con i \u00abconsigli\u00bb della Banca Mondiale e con la cosiddetta \u00abrivoluzione verde\u00bb, che ha distrutto le nostre risorse d\u2019acqua, il nostro suolo, la nostra biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA CANNA DA ZUCCHERO \u2013 chiamata IkSuka in sanscrito \u2013 si \u00e8 evoluta in India, nella pianura del Gange, dove c\u2019\u00e8 acqua abbondante. La Banca Mondiale ha imposto la coltivazione della canna da zucchero nella regione semi arida del Deccan del Maharashtra al posto del miglio Jowar. La regione del Deccan ha una piovosit\u00e0 media di 600 mm. A causa della conformazione dei Trappi dell\u2019altopiano del Deccan, solo il 10% delle precipitazioni va a ricaricare le acque sotterranee ogni anno. Siccome la canna da zucchero richiede 2.500 mm d\u2019acqua, si \u00e8 dovuto ricorrere ad estrarre l\u2019acqua in profondit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA CAUSA DIRETTA DEI POZZI SECCHI che vediamo oggi in Tv, risale ai \u00abconsigli\u00bb sconsiderati della Banca Mondiale di coltivare la canna da zucchero in un\u2019area con scarsit\u00e0 d\u2019acqua. Per far fronte all\u2019emergenza idrica nel Maharashtra dobbiamo riportare la coltivazione del miglio Jowar, che utilizza solo 250 mm d\u2019acqua e restituisce al suolo grandi quantit\u00e0 di materia organica, aumentando l\u2019umidit\u00e0 del suolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LE VARIET\u00c0 DI RISO E GRANO TIPICHE della rivoluzione verde sono state imposte nel Punjab. Le monocolture chimiche ne hanno distrutto le terre fertili e sono anche all\u2019origine dell\u2019abbandono e dell\u2019incuria di altre terre ricche di biodiversit\u00e0 del riso come Orissa e Chattisgarh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LE VARIET\u00c0 NANE DI RISO E GRANO selezionate dalla rivoluzione verde contribuiscono all\u2019emergenza idrica perch\u00e9 richiedono dieci volte pi\u00f9 acqua per produrre la stessa quantit\u00e0 di cibo, rispetto alle variet\u00e0 tradizionali. Inoltre, sono selezionate al fine di assorbire pi\u00f9 prodotti chimici, ed evitare il problema dell\u2019allettamento. Poich\u00e9 le variet\u00e0 nane sono coltivate in forma di monocolture, esse violano la \u00abLegge della Restituzione\u00bb, su cui si basa la sostenibilit\u00e0. Non restituendo materia organica al suolo, diminuiscono la capacit\u00e0 del suolo di trattenere l\u2019acqua, dove solo l\u20191% di materia organica nel suolo potrebbe contenere fino a 160.000 litri per ettaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">INFINE, I FERTILIZZANTI CHIMICI utilizzati nell\u2019agricoltura chimica uccidono gli organismi del suolo, il suolo vivo, che inizia a desertificarsi e a necessitare di irrigazioni pi\u00f9 frequenti. I sistemi agroalimentari che ci privano dei nostri alimenti nutrienti, ci privano cos\u00ec anche dell\u2019acqua. Interrompendo il ciclo dei nutrienti, questi sistemi contribuiscono alla malnutrizione, al cambiamento climatico e alla desertificazione. Il ciclo dei nutrienti che reintegra la materia organica del suolo \u00e8 alla base del mantenimento del ciclo dell\u2019acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ENTRAMBI I CICLI VENGONO interrotti dagli stessi processi ecologici. La soluzione alla crisi idrica pu\u00f2 iniziare solo con la coltivazione di variet\u00e0 autoctone, che non necessitano di molta acqua e che producono pi\u00f9 biomassa grazie alle paglie pi\u00f9 alte, che vengono restituite al suolo, secondo la Legge della Restituzione. I sistemi agricoli indigeni basati sulle sementi indigene sono sistemi di conservazione dell\u2019acqua perch\u00e9 mantengono e rinnovano sia il ciclo dei nutrienti, sia il ciclo dell\u2019acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA MONOCOLTURA DEL RISO IN PUNJAB, che richiede irrigazioni intensive, ha infranto questi due cicli ecologici vitali della natura. Si dovrebbero preferire invece colture in ecosistemi nei quali siano ecologicamente adattate. Invece di riconoscere queste realt\u00e0 e promuovere la biodiversit\u00e0 delle sementi indigene, scegliendo di abbandonare l\u2019agricoltura chimica e passare al biologico, ci troviamo di fronte ad un tentativo di criminalizzare il riso stesso: un attacco contro la nostra biodiversit\u00e0 e la nostra cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA RIVOLUZIONE VERDE NON \u00e8 stata n\u00e9 verde, n\u00e9 rivoluzionaria, bens\u00ec un piano per colonizzare i sistemi agricoli e alimentari dell\u2019India, che ha provocato una grave crisi idrica. Per fronteggiare questa emergenza ecologica e sociale, abbiamo bisogno di una vera e propria rivoluzione alimentare e idrica basata sui semi indigeni, su colture che necessitano di poca acqua, come le variet\u00e0 tradizionali di grano, riso, legumi, tilhan e miglio \u2013 quelli che definisco a volte \u00abi cibi dimenticati\u00bb. Un\u2019agricoltura basata sulla rigenerazione della fertilit\u00e0 e dell\u2019umidit\u00e0 del suolo attraverso l\u2019agricoltura biologica pu\u00f2 affrontare sia l\u2019emergenza nutrizionale sia l\u2019emergenza idrica, e contrastare al contempo il cambiamento climatico. Questo \u00e8 il nostro Jarvik Kranti. La nostra rivoluzione per la vita.<\/p>\n<hr \/>\n<h3><strong>Per rispondere all&#8217;emergenza idrica in India occorre una rivoluzione per la vita, per l\u2019acqua e per il cibo<\/strong><\/h3>\n<p>Di Vandana Shiva &#8211; Jivad, Vandana Shiva&#8217;s blog, 2 luglio 2019 | <a href=\"https:\/\/www.navdanya.org\/bija-refelections\/2019\/07\/02\/responding-to-the-water-emergency-in-india-jaivik-kranti-as-indias-food-and-water-revolution\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Source<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;India \u00e8 una terra di diversit\u00e0: dalle diverse condizioni climatiche, alla complessa variet\u00e0 delle piante, dei sistemi alimentari e agricoli, alla moltitudine di lingue ed abiti tradizionali. In India abbiamo tutti i climi del mondo &#8211; il deserto del Rajasthan, le aree semiaride del Deccan, i ricchi ecosistemi costieri, le foreste pluviali dei Ghats occidentali, la zona temperata e il cosidetto \u201cterzo polo\u201d: l&#8217;Himalaya.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni regione ha saputo evolvere sistemi agricoli, colture e alimenti adattandoli alla diversit\u00e0 della natura e alle diverse culture locali che hanno saputo co-evolvere con il mondo naturale. In Rajasthan e nel Deccan avevamo variet\u00e0 di miglio, di legumi e di semi oleosi. Orissa e Chattisgarh sono stati identificati da Vavilov quali centri d\u2019origine del riso, dove le comunit\u00e0 indigene ne hanno sviluppato pi\u00f9 di 200.000 variet\u00e0. I Ghats occidentali ci hanno dato le spezie. E l&#8217;Himalaya ci ha dato amaranto, grano saraceno e una grande variet\u00e0 di altre colture nutrienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-11336 size-thumbnail\" src=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/IMG-20190604-WA0010-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/IMG-20190604-WA0010-300x225.jpg 300w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/IMG-20190604-WA0010-640x480.jpg 640w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/IMG-20190604-WA0010-768x576.jpg 768w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/IMG-20190604-WA0010-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/IMG-20190604-WA0010-900x675.jpg 900w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/IMG-20190604-WA0010-600x450.jpg 600w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/IMG-20190604-WA0010-450x338.jpg 450w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/IMG-20190604-WA0010-200x150.jpg 200w, https:\/\/navdanyainternational.org\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/IMG-20190604-WA0010.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi l&#8217;India sta affrontando un&#8217;emergenza idrica e un&#8217;emergenza nutrizionale. Le due emergenze sono interconnesse. I sistemi agroalimentari che ci privano dei nostri alimenti nutrienti, ci privano anche dell&#8217;acqua. Interrompendo il ciclo dei nutrienti, questi sistemi contribuiscono alla malnutrizione, al cambiamento climatico e alla desertificazione. Il ciclo dei nutrienti che reintegra la materia organica del suolo \u00e8 alla base del mantenimento del ciclo dell&#8217;acqua. Entrambi i cicli vengono interrotti dagli stessi processi ecologici. Le origini dell\u2019emergenza che viviamo oggi risalgono a 40-50 anni fa con i \u201cconsigli\u201d della Banca Mondiale e con la cosiddetta \u201crivoluzione verde\u201d, che ha distrutto le nostre risorse d\u2019acqua, il nostro suolo, la nostra biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le variet\u00e0 di riso e grano tipiche della <a href=\"https:\/\/www.amazon.in\/Violence-Green-Revolution-Agriculture-Politics\/dp\/0813166543\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rivoluzione verde<\/a> sono state imposte nel Punjab. Le monocolture chimiche ne hanno distrutto le terre fertili e sono anche all\u2019origine dell\u2019abbandono e dell\u2019incuria delle terre ricche di biodiversit\u00e0 del riso come Orissa e Chattisgarh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le variet\u00e0 nane di riso e grano selezionate dalla rivoluzione verde contribuiscono all&#8217;emergenza idrica in tre diversi modi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo, le variet\u00e0 della rivoluzione verde richiedono dieci volte pi\u00f9 acqua per produrre la stessa quantit\u00e0 di cibo, rispetto alle variet\u00e0 tradizionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, le variet\u00e0 della rivoluzione verde sono selezionate come variet\u00e0 nane al fine di assorbire pi\u00f9 prodotti chimici, ed evitare il problema dell&#8217;allettamento che si presenta quando i prodotti chimici sono applicati alle variet\u00e0 indigene.\u00a0 Poich\u00e9 le variet\u00e0 nane sono coltivate in forma di monocolture, le variet\u00e0 della rivoluzione verde violano la \u201cLegge della Restituzione\u201d, su cui si basa la sostenibilit\u00e0. Non restituendo materia organica al suolo, diminuiscono la capacit\u00e0 del suolo di trattenere l&#8217;acqua, quando solo l&#8217;1% di materia organica nel suolo potrebbe contenere fino a 160.000 litri per ettaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In terzo luogo, i fertilizzanti chimici utilizzati nell\u2019 agricoltura chimica uccidono gli organismi del suolo, il suolo vivo. Il suolo comincia a desertificarsi e necessita di irrigazioni pi\u00f9 frequenti, che portano ad una crisi idrica pi\u00f9 profonda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La soluzione alla crisi idrica inizia con la coltivazione di variet\u00e0 autoctone che non necessitino di molta acqua e che producono pi\u00f9 biomassa grazie alle loro paglie pi\u00f9 alte, da restituire al suolo, seguendo cos\u00ec la Legge della Restituzione. I sistemi agricoli indigeni basati sulle sementi indigene sono sistemi di conservazione dell&#8217;acqua perch\u00e9 mantengono e rinnovano sia il ciclo dei nutrienti che il ciclo dell&#8217;acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece di riconoscere che la monocoltura del riso in Punjab, che richiede irrigazioni intensive, ha rotto i due cicli ecologici vitali della natura; invece di \u00a0riconoscere che le colture dovrebbero essere coltivate in ecosistemi ai quali si sono ecologicamente adattate; invece di promuovere la biodiversit\u00e0 delle sementi indigene, di abbandonare l&#8217;agricoltura chimica e passare al biologico, c&#8217;\u00e8 ora un tentativo di criminalizzare il riso stesso e distruggere la nostra biodiversit\u00e0 e la nostra cultura. Noi chiamiamo riso Akshat (che significa intero, non rotto) e Prana (il respiro considerato come la forza e l&#8217;energia universale che ci d\u00e0 la vita). Questo attacco al riso \u00e8 un attacco alla nostra civilt\u00e0 e al nostro patrimonio ecologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come il riso, la canna da zucchero &#8211; chiamata IkSuka in sanscrito &#8211; si \u00e8 evoluta in India, nella pianura del Gange, dove c&#8217;\u00e8 acqua abbondante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Banca Mondiale ha imposto la coltivazione della canna da zucchero nella regione semi arida del Deccan del Maharashtra al posto del miglio Jowar. La regione del Deccan \u00e8 in una zona d\u2019ombra rispetto alle piogge dei Ghats occidentali e ha una piovosit\u00e0 media di 600 mm. A causa della conformazione dei Trappi dell\u2019altopiano del Deccan, solo il 10% delle precipitazioni va a ricaricare le acque sotterranee ogni anno.\u00a0 Il miglio Jowar utilizza solo 250 mm d\u2019acqua e restituisce al suolo grandi quantit\u00e0 di materia organica, aumentando l&#8217;umidit\u00e0 del suolo. Siccome la canna da zucchero richiede 2500 mm d\u2019acqua, si \u00e8 dovuto ricorrere ad estrarre l\u2019acqua in profondit\u00e0. La causa diretta dei pozzi secchi che vediamo in TV, risale ai <a href=\"https:\/\/www.amazon.in\/Water-Wars-Privatization-Pollution-Profit\/dp\/089608650X\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cconsigli\u201d sconsiderati<\/a> della Banca Mondiale di coltivare la canna da zucchero in un&#8217;area con scarsit\u00e0 d&#8217;acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019alto costo dell&#8217;irrigazione a goccia, che varia da 45000 a 75000 rupie per ettaro, \u00e8 destinato ad aumentare lo stress finanziario che grava sugli agricoltori e non servir\u00e0 a riparare il ciclo dell&#8217;acqua che \u00e8 stato rotto.\u00a0 Per far fronte all&#8217;emergenza idrica nel Maharashtra dobbiamo riportare la coltivazione del miglio Jowar<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rivoluzione verde non \u00e8 stata n\u00e9 verde, n\u00e9 rivoluzionaria, bens\u00ec un piano colonizzare i sistemi agricoli e alimentari dell&#8217;India.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci ha lasciato con una grave crisi idrica. Con l&#8217;emergenza ecologica e sociale che abbiamo di fronte, abbiamo invece bisogno di una vera e propria rivoluzione alimentare e idrica basata sui semi indigeni di colture che necessitano di poca acqua, come il grano desi, il riso desi, i legumi desi, il tilhan desi, e ilenostre vaiet\u00e0 di miglio, quelli che definisco a volte \u201ci cibi dimenticati\u201d. Un&#8217;agricoltura basata sulla rigenerazione della fertilit\u00e0 e dell&#8217;umidit\u00e0 del suolo attraverso l&#8217;agricoltura biologica pu\u00f2 affrontare sia l&#8217;emergenza nutrizionale sia l\u2019emergenza idrica, e contrastare al contempo il cambiamento climatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il nostro Jarvik Kranti. La nostra rivoluzione per la vita.<\/p>\n<p><em><small>Traduzione: Elisa Catalini, Navdanya International<\/small><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Vandana Shiva &#8211; L&#8217;Extraterrestre, Il Manifesto, 12 settembre 2019 | Fonte I Ghats occidentali ci hanno dato le spezie. E l\u2019Himalaya ci ha dato amaranto, grano saraceno e una grande variet\u00e0 di altre colture nutrienti. OGGI L\u2019INDIA STA affrontando un\u2019emergenza idrica e un\u2019emergenza nutrizionale. Le due emergenze sono interconnesse. 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