{"id":11280,"date":"2019-06-04T15:28:56","date_gmt":"2019-06-04T13:28:56","guid":{"rendered":"https:\/\/navdanyainternational.org\/?p=11280"},"modified":"2020-11-30T11:07:28","modified_gmt":"2020-11-30T10:07:28","slug":"mangiare-e-un-atto-politico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/mangiare-e-un-atto-politico\/","title":{"rendered":"Mangiare \u00e8 un atto politico"},"content":{"rendered":"<p>Terra Nuova, 3 giugno 2019 (Brano tratto dall\u2019articolo \u201cIl bio sotto assedio\u201d di Manlio Masucci, sul mensile <a href=\"https:\/\/www.terranuovalibri.it\/fascicolo\/dettaglio\/terra-nuova-giugno-2019-9788866814894-236427.html\/?idsp=72\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Terra Nuova Giugno 2019<\/a>) | <a href=\"https:\/\/www.terranuova.it\/Il-Mensile\/Mangiare-e-un-atto-politico\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>\n<p><em>Noi siamo il cibo che mangiamo e la connessione fra produzione e consumo dei cibi pu\u00f2 essere il luogo in cui reclamare la nostra libert\u00e0. La riflessione di Vandana Shiva, presidente di Navdanya International.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tour che ho appena concluso in Veneto e in Trentino Alto Adige, organizzato nell\u2019ambito della campagna internazionale di <em>Navdanya International<\/em> per <strong>un\u2019agricoltura e un\u2019alimentazione libera da veleni<\/strong>, ha rappresentato per me una grande occasione di conoscere lo stato di degrado di un immenso territorio attaccato dalle <strong>monocolture intensive industriali<\/strong> e al contempo di incontrare tante organizzazioni, agricoltori e cittadini che vogliono opporsi a questa <strong>deriva ambientale<\/strong>, sanitaria, paesaggistica, economica e infine democratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sterminate <strong>piantagioni industriali<\/strong>, alle pendici delle bellissime montagne del Trentino, con i loro filari tenuti in piedi da migliaia e migliaia di pali di cemento, danno l\u2019impressione di un immenso cimitero. Una sensazione deprimente, in un angolo di mondo cos\u00ec naturalmente bello. E non ho visto alberi ma rami mutilati e senza foglie che non sarebbero in grado di tenersi in piedi da soli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le comunit\u00e0 locali mi hanno parlato dell\u2019utilizzo massiccio e sregolato di <strong>fitofarmaci<\/strong> per sostenere queste monocolture. La preoccupazione delle persone \u00e8 giustificata.<br \/>\nL\u2019attuale <strong>epidemia di malattie croniche<\/strong> \u00e8 infatti anche il risultato della <strong>diffusione di sostanze tossiche<\/strong> nei nostri <strong>sistemi alimentari<\/strong>. Siamo la prima generazione costretta a guardare i nostri figli ammalarsi pi\u00f9 di noi, in particolare di cancro. Sappiamo che solo il 5% dei tumori \u00e8 di origine genetica, il restante 95% \u00e8 dovuto alla <strong>tossicit\u00e0 dell\u2019ambiente<\/strong> circostante mentre un rapporto delle Nazioni Unite ha stimato in 200.000 i decessi annuali a causa dei <strong>pesticidi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dobbiamo mai dimenticarci che <strong>noi siamo il cibo che mangiamo<\/strong>. E il cibo, o distrugge la nostra salute o ci nutre. Credo che la connessione fra produzione e consumo del cibo sia il luogo in cui possiamo tornare a curare la terra e a reclamare la nostra libert\u00e0. Noi non siamo consumatori, siamo parte della rete alimentare. Possiamo scegliere. <strong>Mangiare diventa un atto politico<\/strong>. Di sicuro \u00e8 un atto economico, perch\u00e9 ci\u00f2 che mangiamo sostiene un sistema o l\u2019altro. Non sapere cosa stiamo mangiando non significa solo vivere nella peggiore ignoranza, significa essere schiavi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non bisogna temere le grandi sfide perch\u00e9 anche le piccole realt\u00e0 locali possono innescare il cambiamento. Tutto ci\u00f2 che vive inizia nel piccolo. Il cibo stesso inizia con un seme, che \u00e8 molto piccolo. Abbiamo trilioni di batteri nel nostro intestino che cooperano creando tutto ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno. Se pensiamo come <strong>un batterio nell\u2019intestino<\/strong> capiamo che come comunit\u00e0 abbiamo reale potere. Le regioni pi\u00f9 piccole hanno, allora, grande capacit\u00e0 di successo nei momenti di <strong>transizione<\/strong> perch\u00e9 le persone hanno la possibilit\u00e0 di lavorare insieme molto pi\u00f9 da vicino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ognuno di voi si chieda come vorrebbe vedere il proprio territorio fra due anni e cosa deve fare per <strong>promuovere quel cambiamento<\/strong>. Nella consapevolezza che, ad oggi, siamo in balia di <strong>un sistema di sviluppo disumano<\/strong>, che ruba dalla natura e dagli uomini e che \u00e8 responsabile di ecocidio e genocidio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la <strong>salute della Terra<\/strong> e la <strong>salute delle persone<\/strong> sono una cosa sola. Le alternative esistono e si basano sulla rigenerazione dei suoli tramite l\u2019<strong>agroecologia<\/strong>, la <strong>salvaguardia della biodiversit\u00e0<\/strong>, la promozione della <strong>filiera corta<\/strong> e di sistemi alimentari a km 0. Ciascuno di noi pu\u00f2 invertire l\u2019attuale tendenza disastrosa con le proprie piccole grandi scelte quotidiane: possiamo cambiare il mondo ad ogni boccone, ad ogni abito, ad ogni viaggio, ad ogni acquisto. Dobbiamo riprenderci il diritto di <strong>conservare i semi e la biodiversit\u00e0<\/strong>. Il <strong>diritto al nutrimento<\/strong> e al <strong>cibo sano<\/strong>. Il diritto di proteggere la terra e le sue diverse specie. Dobbiamo fermare il furto delle multinazionali ai danni dei poveri e della natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>democrazia alimentare<\/strong> \u00e8 al centro dell\u2019agenda per i diritti umani, per la <strong>sostenibilit\u00e0 ecologica<\/strong> e la giustizia sociale. Non abbiamo mai avuto una situazione del genere nella storia dell\u2019umanit\u00e0: sappiamo esattamente cosa succeder\u00e0 fra 100 anni ma per cambiare rotta, per evitare la nostra stessa estinzione, abbiamo solo 10 anni!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Terra Nuova, 3 giugno 2019 (Brano tratto dall\u2019articolo \u201cIl bio sotto assedio\u201d di Manlio Masucci, sul mensile Terra Nuova Giugno 2019) | Fonte Noi siamo il cibo che mangiamo e la connessione fra produzione e consumo dei cibi pu\u00f2 essere il luogo in cui reclamare la nostra libert\u00e0. 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