{"id":13201,"date":"2019-12-07T12:38:58","date_gmt":"2019-12-07T10:38:58","guid":{"rendered":"https:\/\/navdanyainternational.org\/?post_type=post_publications&#038;p=13201"},"modified":"2021-06-08T16:48:22","modified_gmt":"2021-06-08T14:48:22","slug":"nutrire-il-mondo-le-delusioni-le-false-promesse-e-gli-attacchi-dellagricoltura-industriale","status":"publish","type":"post_publications","link":"https:\/\/navdanyainternational.org\/it\/publications\/nutrire-il-mondo-le-delusioni-le-false-promesse-e-gli-attacchi-dellagricoltura-industriale\/","title":{"rendered":"Nutrire il mondo: le delusioni, le false promesse  e gli attacchi dell&#8217;agricoltura industriale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Di Nadia El-Hage Scialabba \u2013 Estratto dal rapporto di Navdanya International <a href=\"\/?p=12618\">Il Futuro del cibo \u2013 Biodiversit\u00e0 e agroecologia per un\u2019alimentazione sana e sostenibile<\/a> \u2013 novembre 2019<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><div class=\"alt-languages\">Questo contenuto \u00e8 disponibile anche in: <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/\">Inglese<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/es\/\">Spagnolo<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/fr\/\">Francese<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/de\/\">Tedesco<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/pt-br\/\">Portoghese, Brasile<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/el\/\">Greco<\/a>, <a href=\"https:\/\/navdanyainternational.org\/ca\/\">Catalano<\/a><\/div><\/p>\n<p><em>\u201cPrima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.\u201d (Mahatma Gandhi)\u00a0<\/em><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Premessa<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Finalit\u00e0<\/strong>. In questo capitolo si intende ripercorrere lo stato dei fatti nel campo dell&#8217;alimentazione e dell&#8217;agricoltura a partire dagli anni &#8217;90, dopo il Summit della Terra del 1992 e la Conferenza mondiale sulla sicurezza alimentare del 1996, in occasione delle quali i governi del mondo si impegnarono per un&#8217;agricoltura sostenibile al fine di rimediare ai fallimenti del passato. Ironia della sorte, quegli anni invece aprirono le porte alle multinazionali e agli interessi dei privati che presero il controllo delle istituzioni, dei cittadini e del pianeta. Nel frattempo, l&#8217;agricoltura biologica e l&#8217;agroecologia<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> emersero dalla \u201cnicchia\u201d, ma con il solo sostegno della base popolare, i cui sforzi sono stati costantemente compromessi al fine di prevenirne l\u2019espansione e mantenere il primato dell&#8217;agricoltura industriale. Sfortunatamente, la discussione odierna sull&#8217;alimentazione e l&#8217;agricoltura \u00e8 intrisa di disinformazione e in gran parte affetta da una \u201csindrome di cecit\u00e0 mentale\u201d. Questo capitolo ha lo scopo di svelare ai lettori di mentalit\u00e0 pi\u00f9 aperta, che una maggiore diffusione del modello agricolo industriale non condurr\u00e0 l&#8217;umanit\u00e0 verso la sostenibilit\u00e0 e la sicurezza alimentare e nutrizionale, e che il nostro futuro comune non potr\u00e0 essere sano e sicuro, a meno che non si adotti un modello agroecologico e un sistema di produzione alimentare che condivida lo stesso approccio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;illusione della Rivoluzione Verde<\/strong>. Negli anni &#8217;60, ricercatori, politici, agricoltori e cittadini credettero nei &#8220;semi miracolosi&#8221; che permettevano di trasformare gli input industriali in cibo. Questo sviluppo basato sui combustibili fossili rappresentava infatti una novit\u00e0 nel settore agricolo. A partire dagli anni &#8217;70, le pratiche e le conoscenze agricole tradizionali sono state quindi sostituite da \u201cpacchetti tecnologici\u201d di sementi, irrigazione, fertilizzanti sintetici e pesticidi. Nonostante l&#8217;enorme aumento dei raccolti, i limiti della promessa della Rivoluzione Verde divennero evidenti a met\u00e0 degli anni &#8217;80, quando uno studio della Banca Mondiale<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> concluse che &#8220;un rapido aumento della produzione alimentare non comporta necessariamente una diminuzione del fenomeno della fame nel mondo&#8221;. La nuova ricerca storica sostiene addirittura che la Rivoluzione Verde non ha svolto alcun ruolo nello sforzo globale di impedire le carestie<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>.\u00a0 Inoltre, e in linea con i concetti di termodinamica come l&#8217;entropia, l&#8217;energia libera e la dissipazione dei gradienti, l&#8217;eccesso di input agricoli hanno provocato un inquinamento chimico diffuso e, di conseguenza, un vasto degrado dei sistemi naturali e del benessere umano. Tutti questi fenomeni sono ampiamente documentati<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La trasformazione dell&#8217;agricoltura<\/strong>. L&#8217;agricoltura \u00e8 radicalmente cambiata negli ultimi decenni nelle aree pi\u00f9 sviluppate del mondo. Quello che una volta era un processo biologico guidato dal sole, dalle precipitazioni e dal lavoro umano \u00e8 diventato un processo industriale, sempre pi\u00f9\u00a0 dipendente da fattori di produzione di sintesi e capitale finanziario. Quello che una volta era un modo sano di crescere una famiglia \u00e8 diventata un&#8217;occupazione piena di rischi e isolamento, in cui le esigenze dell&#8217;industria agroalimentare prevalgono sulla necessit\u00e0 di cibo sano e mezzi di sussistenza dignitosi. Mentre le &#8220;scoperte tecnologiche&#8221; continuano ad emergere dai laboratori delle multinazionali, il settore alimentare e agricolo continua la sua corsa verso la catastrofe, come testimoniano le molteplici crisi alimentari e ambientali della nostra epoca e, soprattutto, la perdita della sovranit\u00e0 alimentare. Cos\u00ec come la salinizzazione agricola durante l&#8217;epoca sumera ha avuto effetti devastanti sulle civilt\u00e0 gi\u00e0 nel 3500 a.C.<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>, i rischi causati dall&#8217;agricoltura industriale minacciano oggi l&#8217;esistenza umana. Nonostante tutti gli sforzi attuali per produrre di pi\u00f9 con meno, questioni come il cambiamento climatico e le malattie legate all&#8217;alimentazione minacciano di alterare la nostra esistenza su una scala pi\u00f9 estesa di quanto abbiamo mai sperimentato. Fortunatamente, un diverso sistema alimentare e agricolo avrebbe il potenziale per contribuire in modo sostanziale alla risoluzione di problemi naturali e sociali, se ci fosse solo la volont\u00e0 politica di adottare approcci collaudati, come l&#8217;agroecologia, insieme ad una governance pi\u00f9 democratica (o decentralizzata).<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Obiettivi di sostenibilit\u00e0 degli anni &#8217;90<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I tentativi dell&#8217; agricoltura convenzionale\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La promessa del SARD<\/strong>. In occasione del Vertice della Terra, la FAO coni\u00f2 il termine Agricoltura sostenibile e sviluppo rurale (Sustainable Agriculture and Rural Development &#8211; SARD), come indicato nel Capitolo 14 dell&#8217;Agenda 21, con il triplice obiettivo di migliorare la sicurezza alimentare, i mezzi di sussistenza rurale e le risorse naturali. La produttivit\u00e0 fu cos\u00ec affiancata agli imperativi sociali ed ambientali con un genuino proposito allo sviluppo sostenibile e all&#8217;equit\u00e0 intra e intergenerazionale. Il concetto alla base del SARD integrava l&#8217;approccio tecnocratico all&#8217;agricoltura con settori di azione sociopolitica a livello internazionale (accordi commerciali), nazionale (politiche e incentivi favorevoli), locale (partecipazione della societ\u00e0 civile) e familiare (equit\u00e0). L&#8217;attuazione del SARD, tuttavia, si \u00e8 rivelata difficile a causa del limitato raggio d\u2019azione istituzionale dei ministeri competenti e di altre istituzioni. Inoltre, l&#8217;aspetto multifunzionale del SARD suscit\u00f2 sospetti tra molti paesi in via di sviluppo in termini di potenziali barriere commerciali. Nel giro di un decennio, il SARD svan\u00ec dall&#8217;agenda dei governi nazionali, mentre la \u201cmoda\u201d della sostenibilit\u00e0 \u00e8 sopravvissuta, ma essenzialmente per servire imprese non sostenibili. Infatti, la mancanza di una definizione operativa di sostenibilit\u00e0, per il SARD e non solo, ha aperto spazio al cosiddetto \u201cgreenwashing\u201d, all\u2019aumento di codici, standard e rapporti di sostenibilit\u00e0 e sempre meno reale sostenibilit\u00e0 sul campo.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019appello per una nuova rivoluzione verde<\/strong>. In un documento tecnico del vertice mondiale sull&#8217;alimentazione del 1996<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a> si affermava che &#8220;un&#8217;intensificazione sostenibile nelle aree pi\u00f9 fertili &#8230;. e una maggiore attenzione allo sviluppo di tecnologie per le aree meno fertili, offriranno probabilmente nuove opportunit\u00e0 per aumentare la produzione alimentare, alleviare la povert\u00e0 e ridurre i rischi di degrado ambientale&#8221;. La preoccupazione per un&#8217;eventuale perpetuazione dell&#8217;inquinamento della Rivoluzione verde fu spazzata via dall&#8217; affermazione che \u00e8 &#8220;il limitato livello di istruzione di molti piccoli proprietari terrieri che spesso impedisce una corretta comprensione dei rischi ambientali e sanitari associati all&#8217;uso di prodotti agrochimici&#8221;. Anche il rischio di erosione genetica fu condonato affermando che &#8220;sebbene variet\u00e0 commerciali \u2018a pi\u00f9 alto rendimento\u2019 (Higher Yield Varieties &#8211; HYV) spesso hanno sostituito le variet\u00e0 locali tradizionali, \u00e8 tuttavia incerto il fatto che il pianeta abbia effettivamente subito una significativa erosione genetica&#8221;. Il documento lanci\u00f2 un nuovo appello a favore dello stesso (e peggiorativo) modello, affermando che &#8221; migliori sistemi tecnologici sono la chiave per portare i benefici della tecnologia basata sulla scienza ai piccoli agricoltori, compresi i benefici dell&#8217;ingegneria genetica&#8221;. La professata Nuova Rivoluzione Verde intendeva affrontare le questioni di equit\u00e0 &#8220;migliorando l&#8217;accesso dei piccoli agricoltori ai fertilizzanti minerali, nonch\u00e9 sviluppando ulteriormente la biotecnologia e i metodi di difesa integrata per ottenere rese pi\u00f9 elevate e sostenibili dal punto di vista ambientale con input bassi, includendo anche quelli che si adattano alle aree vulnerabili e marginali con un potenziale immediato minore&#8221;. Mentre l&#8217;equit\u00e0 continuava ad essere la parola d\u2019ordine della propaganda, il divario tra poveri e ricchi invece aumentava e gli oligopoli agroalimentari si rafforzavano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Intensificazione sostenibile<\/strong>. La Rivoluzione Verde diede origine ad un&#8217;agricoltura dipendente dal petrolio ( sono necessarie 10 calorie di energia per produrre 1 caloria di energia alimentare<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>) e, soprattutto, ad un sistema nelle mani dell&#8217;industria agroalimentare. In trent&#8217;anni, la crescita annuale dell&#8217;uso di fertilizzanti sul riso asiatico \u00e8 stata da tre a quaranta volte pi\u00f9 veloce della crescita della resa del riso. Nell\u2019ambito dell&#8217;agricoltura industriale, l&#8217;agricoltura potrebbe essere pi\u00f9 redditizia solo se i compensi che gli agricoltori ricevono per i loro raccolti rimanessero al di sopra dei costi dei prodotti petrolchimici e dei macchinari, creando cos\u00ec una compressione dei costi per tutti gli agricoltori del mondo. All&#8217;inizio degli anni &#8217;90, i costi di produzione agricola sono passati dalla met\u00e0 circa all&#8217;80% del reddito agricolo lordo, favorendo le aziende agricole pi\u00f9 ricche e pi\u00f9 grandi. Con la crescita della popolazione, li pretesto legato alla necessit\u00e0 di \u201csfamare il mondo\u201d, nel contesto delle discussioni sulla sostenibilit\u00e0 ispir\u00f2 il concetto di &#8220;intensificazione sostenibile&#8221;, secondo il quale le tecnologie e le conoscenze della Rivoluzione Verde avrebbero potuto essere adattate a nuove aree (come l&#8217;Africa) e ad altre colture. In senso stretto, l&#8217;intensificazione sostenibile \u00e8 un ossimoro, in quanto le leggi fisiche non permettono un&#8217;intensificazione &#8220;sostenuta&#8221; senza enormi esternalit\u00e0, tra cui la questione non meno importante del cambiamento climatico.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>La richiesta popolare per pi\u00f9 agri-Cultura<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Approcci che condividono principi simili.<\/strong> Mentre gli aspetti negativi della rivoluzione industriale iniziarono a manifestarsi nel settore agroalimentare, nel corso del secolo scorso emersero diverse forme di agricoltura sostenibile, dai Vedic Rishi Kheti in India, all&#8217;agricoltura biodinamica nell&#8217;Europa centrale (secondo Rudolf Steiner, 1924), all\u2019agricoltura biologica nel Regno Unito e negli Stati Uniti (secondo Sir Albert Howard, 1943), all\u2019agroecologia in America Latina (secondo Efraim Hernandez, 1977), all\u2019agricoltura naturale in Giappone (secondo Masanobu Fukuoka, 1980), alla permacultura in Australia (secondo Bill Mollison, 1988), all\u2019<em>Holistic Management<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><sup><strong>[8]<\/strong><\/sup><\/a><\/em> in Africa (secondo Allan Savory, 1988)<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>. La crescente domanda dei consumatori dei paesi occidentali e la moltitudine di etichette biologiche disorientanti sui mercati determinarono la promulgazione dell\u2019 <em>Organic Food Production Act<\/em> (Legge sulla produzione di alimenti biologici) del 1990 negli USA e del regolamento UE sul biologico (CEE 1535\/92) nel 1992. Successivamente sono state introdotte misure di incentivazione per favorire la conversione degli agricoltori e regolamentare l&#8217;accesso dei &#8220;paesi terzi&#8221; al mercato europeo. La domanda europea e nordamericana di alimenti e bevande biologici, che negli ultimi tre decenni \u00e8 stata superiore all&#8217;offerta, ha alimentato l&#8217;interesse dei paesi in via di sviluppo per le esportazioni di prodotti biologici e, di conseguenza, per lo sviluppo di una regolamentazione biologica equivalente al fine di accedere a mercati remunerativi. Sebbene l&#8217;andamento del mercato biologico sia stato l&#8217;inizio della mercificazione dei prodotti biologici, gli &#8220;effetti collaterali&#8221; sono stati ampiamente positivi per le risorse ecologiche. Oltre alle aree a coltivazione biologica gestite in modo sostenibile, con oltre 11 milioni di ettari nel 1999, l&#8217;agrobiodiversit\u00e0 \u00e8 stata potenziata, perch\u00e9 le variet\u00e0 tradizionali sono risultate pi\u00f9 vitali in assenza di input esterni e l&#8217;humus nei suoli ha favorito un maggiore sequestro di carbonio in operazioni biologiche quasi neutre dal punto di vista climatico<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il biologico entra nei forum intergovernativi<\/strong>. Nel 1999, la commissione del Codex Alimentarius Fao\/Oms pubblic\u00f2 le linee guida per gli alimenti biologici, sulla traccia del regolamento UE sul biologico, al fine di salvaguardare un contesto equo nel commercio alimentare internazionale e proteggere i consumatori dalle frodi. Sempre nel 1999, il Comitato per l&#8217;agricoltura della Fao approv\u00f2 all&#8217;unanimit\u00e0 il primo programma di agricoltura biologica in assoluto, principalmente per sfruttare le opportunit\u00e0 di esportazione offerte ai paesi in via di sviluppo, insieme ad un nuovo programma sulle biotecnologie, al fine di rispondere alle richieste dei diversi paesi. Per necessit\u00e0, l&#8217;agricoltura biologica usc\u00ec finalmente dalla stagnazione, e il suo potenziale avrebbe potuto essere esplorato in funzione dei propri meriti. Tuttavia, la stessa commissione per l&#8217;agricoltura approv\u00f2 anche un nuovo programma dedicato alla bioingegneria, che successivamente mise in secondo piano il programma biologico in termini di risorse finanziarie stanziate e sostegno istituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il risveglio della bestia<\/strong>. Le diverse forme di agricoltura rigenerativa emerse nel secolo scorso sono state ampiamente ignorate negli ambienti istituzionali. Mentre l&#8217;agricoltura biologica ha iniziato a prendere forma negli anni &#8217;90 per via dei regolamenti governativi, coloro che la praticavano furono spesso derisi ed emarginati dai loro vicini. Nonostante la totale mancanza di ricerca pubblica e di formazione, gli orti biologici erano fiorenti e i consumatori premiavano la gestione dei produttori con incentivi economici o programmi sostenuti dalla comunit\u00e0. Al fine di scoraggiare l&#8217;adozione di pratiche biologiche da parte degli agricoltori vicini, i funzionari di settore &#8211; commissionati dalle imprese agro-alimentari &#8211; effettuarono una crociata basata sulla paura nei paesi in via di sviluppo, sostenendo che i campi biologici erano ad alto rischio di infestazioni e che il cibo biologico era una scelta rischiosa, a causa della maggiore incidenza di contaminazione microbica e da micotossine. Verso la fine del decennio, soprattutto dopo il chiaro rifiuto di qualsiasi tecnologia transgenica da parte della comunit\u00e0 biologica internazionale<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>, l&#8217;industria agricola inizi\u00f2 ad organizzare un&#8217;offensiva sistematica contro i sostenitori e gli operatori del biologico.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Le sfide di fine millennio<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La rinnovata promessa dell&#8217;agricoltura industriale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La nuova Rivoluzione Verde<\/strong>. Il dibattito politico sul moderno sviluppo agricolo, sordo alle potenzialit\u00e0 del biologico, spian\u00f2 la strada al perseguimento del profitto dei privati nel settore agroalimentare. I soliti mantra sulla sostenibilit\u00e0 e sul &#8220;nutrire il mondo&#8221;, uniti al fatto di aver equiparato le tecnologie di laboratorio e l&#8217;agricoltura moderna, spinsero la bioingegneria e le sue applicazioni nelle aree pi\u00f9 remote del mondo. Per esempio, l&#8217;Alleanza per la rivoluzione verde in Africa (Alliance for a Green Revolution in Africa &#8211; AGRA), promossa dal 2006 dalla Bill and Melinda Gates Foundation e dalla Rockefeller Foundation, si propone di sfamare l&#8217;Africa favorendo accesso ai fertilizzanti chimici e diffondendo le sementi geneticamente modificate, pensando cos\u00ec di ridurre l&#8217;uso di pesticidi e risolvere le sfide del cambiamento climatico, attraverso l\u2019introduzione di variet\u00e0 geneticamente modificate presumibilmente tolleranti alla siccit\u00e0. Un confronto approssimativo tra gli investimenti di AGRA nel progetto Millennium Villages, rispetto al Programma di esportazione di prodotti biologici dall&#8217;Africa (Export Programme for Organic Products from Africa &#8211; EPOPA) dopo 10 anni di investimenti da parte dei donatori, suggerisce che si possano ottenere risultati di gran lunga migliori investendo in agricoltura biologica, con una riduzione degli investimenti di 60 volte. Gli investimenti AGRA di 120 dollari a persona all&#8217;anno hanno triplicato i rendimenti del mais, ma hanno aumentato la carenza di acqua e i prezzi dei fertilizzanti azotati, mentre i collegamenti del mercato sono rimasti difficili. L&#8217;EPOPA, per contro, ha investito meno di 2 dollari a persona all&#8217;anno e ha registrato esportazioni di prodotti biologici per 35 milioni di dollari nel 2010, mentre ha registrato un raggio d&#8217;azione pi\u00f9 che raddoppiato rispetto a quello di AGRA, a beneficio di 1 milione di persone in Uganda tra il 1997 e il 2008<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Concentrazione dell&#8217;industria<\/strong>. Sebbene la cosiddetta &#8220;industria della vita&#8221; si sia consolidata grazie a sementi, agrochimici e aziende farmaceutiche negli anni &#8217;80 per sviluppare e commercializzare pacchetti di input per uso agricolo, le biotecnologie e le pratiche di &#8220;agricoltura di conservazione&#8221; hanno richiesto un ulteriore consolidamento industriale. L&#8217;agricoltura di conservazione \u00e8 un approccio che applica alcune pratiche biologiche (come la pacciamatura e la coltura di copertura) a sistemi di non lavorazione del terreno, mentre le colture geneticamente modificate richiedono perforazione, triturazione, diffusione di glifosato e gestione accurata delle risorse idriche, tutte pratiche che richiedono macchinari adeguati. Le quattro aziende leader di macchine agricole a livello mondiale (John Deere, CNH, AGCO e Kubota), che insieme rappresentavano un terzo del mercato totale nel 2000, controllavano gi\u00e0 pi\u00f9 della met\u00e0 del mercato nel 2009. Dal 2001, John Deere ha iniziato a investire nelle nuove tecnologie della piattaforma Big Data, con i trattori che registrano i dati GPS, e ha iniziato a stipulare accordi con ciascuna delle grosse case produttrici di sementi e pesticidi, dapprima con Syngenta nel 2007<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nutrire le persone?<\/strong> Le tecnologie promosse da Monsanto\/Bayer, DuPont\/Dow, Syngenta\/ChemChina, e altre multinazionali chimico-biotecnologiche per &#8220;nutrire gli affamati&#8221; sono caratterizzate da un impatto ecologico e sociale ben documentato. Infatti, la seconda rivoluzione verde non ha posto fine alla fame nel mondo pi\u00f9 della prima. Tra il 2000 e il 2004, la percentuale di persone denutrite \u00e8 rimasta stagnante al 14,7% della popolazione mondiale. Grazie alle reti di sicurezza e ad altre misure messe in atto dai governi per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio &#8211; Osm, la fame nel mondo ha raggiunto il suo livello pi\u00f9 basso nel 2015 con una percentuale del 10,6% &#8211; prima di salire al 10,8% nel 2016 e al 10,9% nel 2017, principalmente a causa dell&#8217;instabilit\u00e0 politica e dei conflitti<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>. Ancora pi\u00f9 importante, la crisi dei prezzi alimentari di met\u00e0 decennio ha visto aumentare il numero globale di persone sottonutrite da 900 milioni a 945 milioni, mentre i picchi dei prezzi alimentari hanno seguito parallelamente i prezzi dei combustibili fossili &#8211; da cui dipende il sistema alimentare industriale &#8211; per quanto riguarda i prezzi dei fertilizzanti sintetici e dei cereali per la produzione di bioenergia. Infatti, l&#8217;agroindustria si \u00e8 concentrata sull&#8217;aumento delle rese cerealicole, principalmente mais geneticamente modificato, e ha spostato la sua attenzione dall&#8217;alimentazione delle persone alla produzione di mangimi per i grandi allevamenti di bestiame e alle fabbriche di produzione di biocarburanti.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Agricoltura biologica e settori in crescita<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Miglioramenti<\/strong>. Molti coltivatori biologici di nuova generazione sono attratti dall&#8217;agricoltura non chimica perch\u00e9 ristabilisce l&#8217;agricoltura come abilit\u00e0 umana e stile di vita sano. L&#8217;offerta globale di alimenti biologici, pari a circa l&#8217;1% del mercato alimentare globale, \u00e8 limitata dal fatto che la gestione biologica richiede maggiori sforzi e buone conoscenze ecologiche, in un contesto di feroce concorrenza con gli agricoltori industriali che beneficiano in modo sproporzionato di assistenza governativa, della ricerca privata e di infrastrutture di approvvigionamento consolidate. Tuttavia, le vendite mondiali di prodotti biologici sono triplicate in un decennio, passando da 18 miliardi di dollari nel 2000 a 59 miliardi di dollari nel 2010. Nonostante la crescita esponenziale delle vendite, l&#8217;offerta non sta al passo con la domanda, poich\u00e9 nello stesso periodo i terreni agricoli biologici sono aumentati da 14,9 a soli 35,7 milioni di ettari<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\"><sup>[15]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La diffusione di buone pratiche agrarie. Le aziende agricole convenzionali &#8220;prendono regolarmente in prestito&#8221; le tecniche biologiche, sia per la validit\u00e0 delle stesse, sia perch\u00e9 l\u2019utilizzo della narrativa della gestione ecologica in propaganda viene spesso utilizzato per elevare il profilo dell&#8217;agricoltura industriale. Ad esempio, l&#8217;agricoltura di conservazione applica tecniche per la fertilit\u00e0 organica del suolo (compresa la copertura permanente del suolo e la rotazione delle colture), oltre a sistemi di non lavorazione del suolo, per poi per\u00f2 rivendicare la propria superiorit\u00e0 rispetto al biologico in termini di sequestro di carbonio nel suolo, ottenendo cos\u00ec \u201ccrediti di carbonio\u201d. La lavorazione conservativa \u00e8 comunque impegnativa in termini di controllo delle erbe infestanti; un problema che l&#8217;agricoltura industriale risolve con il glifosato, spesso abbinato a colture geneticamente modificate. Ricerche a lungo termine sugli impatti della lavorazione del terreno sul sequestro del carbonio organico nel suolo (Soil Organic Carbon &#8211; SOC) indicano che la concentrazione di SOC aumenta nello strato superficiale e diminuisce in quello sottostante, in quanto la gestione dei residui \u00e8 il fattore chiave del sequestro e della dinamica del SOC<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\"><sup>[16]<\/sup><\/a>. Le conoscenze ecologiche alla base della gestione dell\u2019agricoltura biologica si sono rivelate utili anche per i bioingegneri che hanno sfruttato, ad esempio, l&#8217;uso del Bacillus thuringiensis (Bt) per il controllo dei parassiti, attraverso l\u2019inserimento di geni Bt nel mais e nel cotone geneticamente modificati commercializzati da Monsanto. Mentre il Bt naturale ha un breve tempo di dimezzamento quando esposto alla luce solare e agli elementi, la sua controparte genetica persiste nel mais, perci\u00f2 gli insetti nel tempo sviluppano immunit\u00e0, anche in contesti di applicazione delle migliori pratiche agricole. Le singole pratiche dell\u2019agricoltura biologica continuano a ispirare le buone pratiche agricole de convenzionale, dimostrando che il settore \u00e8 all&#8217;avanguardia sul piano creativo e potrebbe diventare il fulcro dell&#8217;innovazione in agricoltura. Tuttavia, l&#8217;uso di elementi isolati delle pratiche del biologico non consente il dispiegamento di tutto il suo potenziale. L&#8217;approccio sistemico dell\u2019agricoltura biologica, che assicura resilienza a lungo termine, rimane perci\u00f2 estraneo alle soluzioni a breve termine dell\u2019agricoltura industriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019intrusione delle grandi aziende nel settore biologico<\/strong>. La crescita esplosiva del mercato biologico ha attirato l\u2019interesse delle grandi industrie agroalimentari, mettendo cos\u00ec a rischio la vitalit\u00e0 della piccola agricoltura e l&#8217;integrit\u00e0 del settore biologico. Nel 1995, la comunit\u00e0 biologica statunitense contava 81 grandi marchi biologici indipendenti presenti sul mercato e nel 2007, ad eccezione di 15, questi marchi erano stati acquisiti dalle principali multinazionali alimentari<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\"><sup>[17]<\/sup><\/a>.\u00a0 Come risultato di queste acquisizioni, molti marchi hanno iniziato a utilizzare ingredienti meno costosi e meno sostenibili nei loro prodotti. Nel 2004, le industrie alimentari e delle bevande leader a livello mondiale<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\"><sup>[18]<\/sup><\/a> hanno stretto partnership con aziende biologiche, o hanno sviluppato le proprie linee di produzione biologica, eliminando dalla filiera i produttori biologici originari, rimpiazzando i magazzini regionali delle cooperative alimentari e, soprattutto, esercitando una pressione al ribasso sui ricavi degli agricoltori e facendo scendere i prezzi dei prodotti biologici (es. Walmart). I lavoratori agricoli migranti sottopagati sono risultati pi\u00f9 numerosi degli agricoltori biologici autonomi e i dettaglianti hanno implementato la propria certificazione interna (Whole Foods), con importazioni di cereali biologici a basso costo dall&#8217;Argentina e dal Brasile (Cargill) per le operazioni zootecniche. Attraverso i finanziamenti per la ricerca e il lobbying governativo, il business agroalimentare ha ache esercitato un impatto dominante sulla scienza e la politica legate all&#8217;agricoltura, scavalcando le regole essenziali del mercato biologico. Ad esempio, i rappresentanti di Tyson, Horizon, Heinz e Birdseye che partecipano al National Organic Standards Board negli Stati Uniti hanno formulato raccomandazioni che sono state ascoltate dalle autorit\u00e0 di regolamentazione, come ad esempio la possibilit\u00e0 di produrre sciroppo di mais biologico ad alto contenuto di fruttosio<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\"><sup>[19]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Come influenzare l&#8217;opinione pubblica sull&#8217;agricoltura biologica<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mettere a tacere la FAO<\/strong>. L&#8217;ingresso dell&#8217;agricoltura biologica nelle sfere intergovernative come la Fao non \u00e8 stato scevro da pressioni da parte del settore privato. Nel 2000, Danone chiese al Vice Direttore Generale della Fao francese di minare il programma sul biologico, in quanto ritenuto &#8220;contro l&#8217;interesse francese&#8221;. Nel 2006, un grande progetto Fao\/Ifad in India sulla produzione biologica di piante medicinali, aromatiche e coloranti naturali sottoutilizzate vide l&#8217;eccezionale mobilitazione di autorit\u00e0 agricole, zootecniche, forestali, sanitarie e ambientali intorno all&#8217;obiettivo di incrementare i mezzi di sussistenza delle famiglie povere, soprattutto attraverso il rafforzamento delle comunit\u00e0 rurali, anche attraverso solide piattaforme di commercio equo e la creazione di reti, in un contesto in cui si registravano crescenti casi di suicidio tra i contadini a causa dei debiti derivanti dall\u2019acquisto di semi e prodotti chimici. In seguito al lancio della missione che ne svel\u00f2 il potenziale, pervennero istruzioni di alto livello alla Rappresentanza della Fao a Nuova Delhi e alla sede centrale della Fao per interrompere il progetto. Gli sforzi del team per cercare di portare avanti il progetto sono stati vani di fronte a questi \u201coppositori\u201d non meglio identificati, anche a causa di una valutazione interna delle attivit\u00e0 sul campo in India che ha riscontrato errori &#8220;amministrativi&#8221;. Nel 2007, Croplife International contest\u00f2 l&#8217;esito della prima conferenza internazionale della FAO sull&#8217;agricoltura biologica e la sicurezza alimentare, che si svolse in stretta collaborazione con il Comitato per la Sicurezza Alimentare Globale (Committee on World Food Security &#8211; Cfs), il quale aveva raccomandato che &#8220;l&#8217;agricoltura biologica\u201d fosse \u201cconsiderata nell&#8217;ambito dei programmi di sicurezza alimentare\u201d. Sei mesi dopo la conferenza sul biologico e a seguito della contestazione da parte di Croplife International, il Direttore Generale della Fao pubblic\u00f2 un comunicato stampa, nel quale affermava che il rapporto della Fao sulla promozione dell&#8217;agricoltura biologica si era rivelato &#8220;inconcludente&#8221;<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\"><sup>[20]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Insinuare il dubbio tra i consumatori<\/strong>. La presunta minaccia dei microrganismi in assenza di input chimici, unita alla preoccupazione del pubblico per i problemi legati alla Salmonella e al Campylobacter in Europa, hanno spinto la Conferenza regionale della Fao per l&#8217;Europa a chiedere nel 2000 una revisione della sicurezza degli alimenti biologici. Lo studio ha riferito che le potenziali fonti di contaminazione degli alimenti biologici rientrano nella stessa gamma degli alimenti convenzionali e che, &#8220;per quanto riguarda i contaminanti chimici, gli alimenti biologici offrono indubbi vantaggi grazie al mancato uso di pesticidi sintetici e fertilizzanti chimici. Tuttavia, l&#8217;uso di fertilizzanti organici potrebbe essere fonte di contaminazione microbiologica dei prodotti primari e deve quindi essere controllato&#8221;<a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\"><sup>[21]<\/sup><\/a>. Negli Stati Uniti, l&#8217;Hudson Institute ha messo sotto accusa la pratica dello spargimento di letame animale nei campi da parte aziende agricole biologiche per l\u2019aumento dell&#8217;incidenza delle malattie di origine alimentare. Nonostante il fatto che lo spargimento di letame sui campi riguardi anche il 90% delle aziende agricole convenzionali e che gli agricoltori biologici hanno rivestito un ruolo guida nello sviluppo di rigide limitazioni nell&#8217;uso del letame crudo, sono state prese in esame solo e pratiche biologiche, piuttosto che &#8211; per esempio &#8211; le forniture industriali di alimenti che sono cariche di cocktail di residui di pesticidi e altri contaminanti. Nonostante il fatto che l&#8217;attacco alla pratica dello spargimento di letame nei campi sia stato oggetto di uno studio indipendente dell&#8217;Universit\u00e0 del Minnesota che non ha rilevato nessun rischio statisticamente diverso per quanto riguarda la contaminazione patogena di alimenti biologici certificati rispetto alle sue controparti prodotte convenzionalmente<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\"><sup>[22]<\/sup><\/a>, l&#8217;Hudson Institute ha contestato i risultati dello studio. E\u2019 stato sferrato un numero considerevole di attacchi contro ogni aspetto dell&#8217;agricoltura biologica, accusata di essere malsana, non sicura di costituire una \u201cbufala nutrizionale\u201d, di trasmettere di malattie di origine animale, di essere ecologicamente dannosa, elitaria, fraudolenta, inaffidabile, economicamente non competitiva senza sovvenzioni, alienante per i lavoratori e non in grado di sfamare il mondo<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\"><sup>[23]<\/sup><\/a>. In particolare, il fatto che gli alimenti biologici hanno prezzi di mercato pi\u00f9 elevati, renderebbe il settore particolarmente vulnerabile alle frodi da parte di soggetti non biologici; argomento utilizzato dall&#8217;industria agroalimentare per fomentare timori pretestuosi per la salute e la sicurezza<a href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref24\"><sup>[24]<\/sup><\/a>. Consapevole dei rischi di frode, la comunit\u00e0 biologica ha sperimentato sistemi di garanzia e protocolli di tracciabilit\u00e0 per salvaguardare le proprie rivendicazioni, mentre l&#8217;industria continua a negare gli impatti dannosi dei prodotti agrochimici al punto che l&#8217;Accademia delle Scienze tedesca si sta impegnando per ridefinire i diversi protocolli di valutazione del rischio<a href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref25\"><sup>[25]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Beni pubblici contro beni privati<\/strong>. Per definizione, l&#8217;assenza di input di natura sintetica in agricoltura biologica, rappresenta una mancanza di conformit\u00e0 ai principi cardine dell&#8217;agricoltura industriale e, per l\u2019industria agrochimica, il problema dell&#8217;indipendenza dei produttori agricoli da prodotti agrochimici e sementi geneticamente modificate. Di conseguenza, le aziende agrochimiche investono massicciamente in campagne volte a screditare ogni forma di pratica che riesca a sostituire i loro prodotti &#8211; che possiamo definire \u2018beni privati\u2019 &#8211; con beni pubblici, quali la valorizzazione intelligente delle risorse naturali e dei servizi ecosistemici da parte degli agricoltori.\u00a0 Le societ\u00e0 multinazionali, che si avvalgono di surrogati ben finanziati, come l&#8217;Hudson Institute (simpatizzante della destra politica americana), il Competitive Enterprise Institute e l&#8217;American Chemical Society<a href=\"#_ftn26\" name=\"_ftnref26\"><sup>[26]<\/sup><\/a>, vedono il proprio mercato minacciato, quando i consumatori scelgono come spendere i propri soldi, trasformando il mercato degli alimenti biologici da una piccola nicchia di mercato nel settore dell&#8217;industria alimentare in pi\u00f9 rapida crescita per diversi anni consecutivi. La pubblicazione di rapporti e studi, scritti da individui ed enti collusi con l\u2019industria, insieme ad un consolidato programma di diffusione sulla stampa, \u00e8 una pratica abituale dell&#8217;industria agroalimentare, come ad esempio i risultati di certi rapporti, pubblicizzati come redatti da revisori &#8220;indipendenti&#8221;<a href=\"#_ftn27\" name=\"_ftnref27\"><sup>[27]<\/sup><\/a>, che riportano come i consumatori ingiustificatamente &#8220;acquistino prodotti biologici di alta qualit\u00e0 basandosi su percezioni false o fuorvianti derivate da comparazioni dei prodotti in termini di sicurezza alimentare, valore nutritivo e salute&#8221;. Nel caso particolare relativo alla suddetta affermazione, \u00e8 emerso in seguito come i dirigenti della Monsanto e i suoi alleati fossero coinvolti nella\u00a0 raccolta fondi per la stesura del rapporto e avessero collaborato ad una strategia finalizzata ad occultare informazioni relative ai finanziamenti provenienti dall&#8217;industria<a href=\"#_ftn28\" name=\"_ftnref28\"><sup>[28]<\/sup><\/a>. Con l\u2019obiettivo di fabbricare le proprie prove scientifiche, e di fermare qualsiasi azione politica che intenda limitare pratiche dannose per la salute e per l\u2019ambiente, l&#8217;industria agrochimica ha saputo penetrare lo spazio della ricerca, sostituendo la ricerca indipendente in agricoltura finanziata con fondi pubblici. Nel 2013, i bilanci combinati di ricerca e sviluppo delle sei grandi aziende agrochimiche e sementiere, per un valore di quasi 7 miliardi di dollari, sono stati sei volte superiori al budget totale del Dipartimento dell&#8217;Agricoltura degli Stati Uniti per la ricerca e l&#8217;informazione<a href=\"#_ftn29\" name=\"_ftnref29\"><sup>[29]<\/sup><\/a>. Pertanto, il capitale finanziario dell&#8217;agroindustria dedicato ad influenzare agricoltori, accademici e responsabili politici, insieme alla ricerca e allo sviluppo, \u00e8 sproporzionato rispetto ai mezzi a disposizione degli attori pubblici e della societ\u00e0 civile che promuovono l&#8217;agricoltura non sintetica.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>I \u201cCaino e Abele\u201d dell\u2019economia di questo decennio<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La promessa di uno sviluppo sempre crescente per l\u2019agricoltura industriale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La digitalizzazione <\/strong>dell\u2019agricoltura viene propagandata come l&#8217;ultima panacea per porre fine alla fame e proteggere l&#8217;ambiente, grazie al ricorso a grandi banche dati (Big Data)\u00a0 con cui le macchine agricole possono \u201cdialogare\u201d, per mezzo di\u00a0 dispositivi installati all\u2019interno delle aziende agricole che trasferiscono i dati in modalit\u00e0 wireless ai server delle corporations. Ci\u00f2 accade spesso con conoscenze limitate del funzionamento del sistema da parte degli agricoltori. L&#8217;agricoltura \u201csmart\u201d (inclusa la creazione recente del concetto \u201cclimate-smart\u201d, smart per il clima) include droni, trattori senza conducente e l&#8217;uso di informazioni climatiche e meteorologiche, promettendo una maggiore efficienza e sostenibilit\u00e0. L&#8217;applicazione di questi strumenti a nanoparticelle, reazioni chimiche o sequenze genetiche \u00e8 altamente specializzata. Chi controlla la catena alimentare industriale incrocia le informazioni del mercato, le proiezioni climatiche e i dati sulle malattie del suolo e delle colture per modificare la composizione dei fertilizzanti, i rivestimenti dei semi e le caratteristiche delle colture per la stagione successiva di semina. Soprattutto nel settore dei pesticidi e delle sementi, le aziende che dominano il mercato possono utilizzare queste tecnologie a proprio vantaggio. Possono prescrivere come, quando e dove gli agricoltori devono acquistare e utilizzare i diversi fattori di produzione agricola, e decidere chi pu\u00f2 accedere ai dati risultati raccolti dalle varie aziende agricole. Ogni parte della catena alimentare utilizza sensori remoti e integrati per raccogliere i dati, banche dati per memorizzarli, intelligenza artificiale per analizzare le informazioni, algoritmi per manipolarle e blockchain per distribuirle. Aziende agroalimentari come Bayer e Deere, ma anche imprese online come Amazon e Google sono gi\u00e0 in procinto di stabilire il loro dominio sulla digitalizzazione dell&#8217;agricoltura. Attraverso le fusioni, queste aziende consolidano il proprio potere non solo in un solo settore, ma in pi\u00f9 poli lungo la catena alimentare industriale. I decisori politici inoltre supportano queste iniziative, sottolineando i benefici della digitalizzazione e promuovendo la rimozione di ostacoli agli investimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fusioni e acquisizioni.\u00a0 <\/strong>L&#8217;agricoltura di conservazione, l&#8217;agricoltura di precisione, le pratiche di intensificazione sostenibile e i sistemi di ingegneria genetica richiedono macchinari intelligenti in grado di integrare l&#8217;uso di input sintetici. La fusione di Bayer e Monsanto nel giugno 2018 (ora Bayer), le precedenti fusioni di Dow e DuPont (ora Corteva Agriscience) e ChemChina e Syngenta (presto parte di Sinochem) nel 2017, insieme a BASF controllano il 63% del mercato globale dei semi ad uso industriale ed oltre il 70% del business globale dei pesticidi. Nel 2014, solo quattro societ\u00e0 controllavano il 21% del mercato dei fertilizzanti e quasi il 54% del mercato dei macchinari agricoli. Allo stesso modo, quattro imprese controllavano il 70% del commercio agricolo e il 54% della trasformazione alimentare<a href=\"#_ftn30\" name=\"_ftnref30\"><sup>[30]<\/sup><\/a>. Con una quota di mercato superiore al 40%, l&#8217;ingresso sul mercato di nuove e piccole imprese \u00e8 molto difficile. I mercati inoltre sono controllati da alleanze strategiche, accordi contrattuali e partecipazioni miste tra imprese, per l&#8217;approvvigionamento dei materiali o la condivisione dei costi per la ricerca e lo sviluppo. Ad esempio, John Deere collabora con tutte e sei le aziende dominanti di sementi\/pesticidi per espandere la sua piattaforma di coltivazione di precisione. Il controllo su un&#8217;ampia gamma di fattori di produzione agricola consente di svolgere un ruolo importante nella determinazione delle variet\u00e0 di semi, dei fattori chimici, delle tecniche di irrigazione e persino del tipo di assicurazione del raccolto a disposizione degli agricoltori. Attraverso le intese, un gruppo di imprese si impegna nella fissazione dei prezzi, nella ripartizione del mercato o in altri accordi reciproci; ad esempio, un piccolo numero di aziende produttrici di fertilizzanti ha cooperato nell\u2019ombra sulla definizione dei prezzi industriali nel corso dell&#8217;ultimo secolo, cos\u00ec come le aziende internazionali di commercio di cereali a partire dagli anni &#8217;50 del secolo scorso. Mentre continuano a crescere le acquisizioni e aumenta l&#8217;integrazione verticale delle grandi aziende attraverso la pianificazione di ulteriori acquisizioni in futuro, anche commercianti, unit\u00e0 di trasformazione e rivenditori stanno acquisendo societ\u00e0 con cadenza settimanale. Ogni settore della catena alimentare industriale \u00e8 oggi strutturato secondo condizioni oligopolistiche. Ci stiamo dirigendo verso un duopolio, diretto dalle aziende di macchinari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro le quinte stanno una manciata di gestori patrimoniali e intermediari d&#8217;investimento potenti, il cui potere transnazionale supera finanziariamente qualsiasi impresa, qualsiasi banca d&#8217;affari e quasi tutti i paesi. Questi investitori finanziari stanno usando nuovi meccanismi di trading, come i <em>blockchains<\/em> e i <em>Dark Pools<\/em>, per spostare le azioni delle societ\u00e0 su ciascuno degli anelli della catena alimentare industriale, in modo da ottenere una conoscenza approfondita di tutte le societ\u00e0 concorrenti. Ad esempio, l&#8217;investitore americano BlackRock \u00e8 l&#8217;azionista di maggioranza di 282 delle 300 maggiori societ\u00e0 occidentali (ad esempio BASF, Bayer, Syngenta, Dow, DuPont, McDonald, Nestl\u00e9, Apple, Daimler, Lufthansa, Exxon, Shell), oggi amministratore di un patrimonio di oltre 6.300 miliardi di dollari e fra i pi\u00f9 influenti attori del mercato azionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La quota di mercato, comunque, non \u00e8 l&#8217;unica misura del potere delle imprese, poich\u00e8 le attivit\u00e0 vengono costantemente trasferite tra i principali operatori. Questi vendono regolarmente attivit\u00e0 regionali quando i prezzi sono bassi, investono in societ\u00e0 concorrenti, lanciano imprese comuni e acquistano nuove imprese. Le forze di trasformazione in corso comprendono sia le perturbazioni tecnologiche che quelle sul mercato, e le autorit\u00e0 di regolamentazione <em>antitrust<\/em> non sempre hanno gli strumenti per fermare le fusioni verticali e orizzontali<a href=\"#_ftn31\" name=\"_ftnref31\"><sup>[31]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Libert\u00e0 di scelta? <\/strong>\u00a0Le \u00e9lite economiche e politiche si sostengono a vicenda per elevare lo status reciproco agendo negli ambiti della regolamentazione governativa, dei sussidi e delle tasse<a href=\"#_ftn32\" name=\"_ftnref32\"><sup>[32]<\/sup><\/a>. Con la promessa della crescita economica, i profitti tendono ad accumularsi nei livelli superiori della societ\u00e0 invece di essere distribuiti equamente. L&#8217;illusione della riduzione della povert\u00e0 e della fame induce efficacemente i lavoratori agricoli a continuare a lavorare e allo sfruttamento delle risorse, pur fornendo ad essi molto poco in cambio. Questo modello si espande anche a livello ambientale e, pi\u00f9 comunemente, riguardo i danni associati all&#8217;inquinamento, che affliggono soprattutto i gruppi emarginati della societ\u00e0, i quali non ricevono nessuno dei benefici che si ottengono producendo inquinamento.\u00a0 Mentre per 10.000 anni gli agricoltori tradizionali hanno raccolto conoscenze e informazioni per uso proprio e per condividerle con le loro comunit\u00e0 e\/o con i ricercatori, le pratiche industriali attuali sollevano interrogativi sull&#8217;uso etico della propriet\u00e0 dei dati, mentre i relativi interessi sono agevolati da Big Data<a href=\"#_ftn33\" name=\"_ftnref33\"><sup>[33]<\/sup><\/a>. L&#8217;alta concentrazione di potere (per le sementi, i prodotti agrochimici, i fertilizzanti, la genetica del bestiame, i farmaci animali per il bestiame, l&#8217;acquacoltura e i frutti di mare e i macchinari agricoli), che presto si estender\u00e0 alle compagnie di assicurazione dei raccolti, non lascia alcuna libert\u00e0 di scegliere cosa coltivare, come gestire i campi agricoli, dove acquistare i fattori produttivi, a chi vendere, a quale prezzo e, in ultima analisi, cosa mangiare.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Collocazione dell&#8217;agricoltura biologica, dell&#8217;agroecologia e della giustizia sociale<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Biologico 3.0<\/strong>. Nel 2015, 50,9 milioni di ettari di terreni agricoli erano sotto certificazione biologica. Inoltre, tenendo conto delle aree per la raccolta di piante selvatiche, l&#8217;apicoltura e le superfici utilizzate per l&#8217;acquacoltura in boschi, pascoli e terreni non agricoli per un totale di 39,7 milioni di ettari, si pu\u00f2 desumere che\u00a0 il totale complessivo di tutte le superfici ecologiche ammonti a 90,6 milioni di ettari, che forniscono reddito ad almeno 2,9 milioni di produttori biologici, con un giro di vendite sul mercato globale di 75 miliardi di dollari. L&#8217;agricoltura biologica \u00e8 in espansione in tutto il mondo. Nel 2018 esistevano dati sul biologico per almeno 181 paesi, mentre 93 paesi avevano sviluppato una legislazione sul biologico<a href=\"#_ftn34\" name=\"_ftnref34\"><sup>[34]<\/sup><\/a>. Secondo alcune stime, il mercato del biologico dovrebbe raggiungere i 320 miliardi di dollari entro il 2025<a href=\"#_ftn35\" name=\"_ftnref35\"><sup>[35]<\/sup><\/a>, con la pi\u00f9 alta crescita in Asia. A causa del rallentamento dell\u2019espansione di terreni agricoli a coltivazione biologica in alcune parti dell&#8217;Europa e del Nord America, vi sono preoccupazioni per il futuro prossimo in merito alla scarsit\u00e0 dell&#8217;offerta. Negli Stati Uniti, i dati mostrano che nelle contee rurali con molte aziende agricole e imprese biologiche risultano redditi familiari pi\u00f9 alti e tassi di povert\u00e0 ridotti dell&#8217;1,35 per cento, una percentuale\u00a0 pi\u00f9 alta rispetto a quelle dei principali programmi per alleviare la povert\u00e0<a href=\"#_ftn36\" name=\"_ftnref36\"><sup>[36]<\/sup><\/a>. Nonostante la comprovata redditivit\u00e0 a livello mondiale, la comunit\u00e0 del biologico nutre crescenti preoccupazioni per la mercificazione della filiera del biologico e per la questione della giustizia sociale tra i lavoratori agricoli. A seguito del consenso unanime intergovernativo sull&#8217;agroecologia nel 2013, l&#8217;IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movements &#8211; Federazione internazionale dei movimenti per l&#8217;agricoltura biologica) ha iniziato ad aprirsi a movimenti affini varando il cosiddetto &#8220;Organics 3.0&#8221; (Agricoltori biologici 3.0), dove Organics 3.1 si riferisce ai pionieri del biologico e Organic 2.0 all&#8217;attuale era degli standard e dei sistemi normativi. L&#8217;obiettivo di Organic 3.0 \u00e8 &#8220;consentire un&#8217;ampia diffusione di sistemi e mercati agricoli realmente sostenibili basati su principi biologici e permeati da una cultura dell&#8217;innovazione e dal progressivo miglioramento verso le migliori pratiche, su integrit\u00e0 e trasparenza, collaborazione inclusiva, su sistemi olistici e su un veritiero rapporto qualit\u00e0-prezzo&#8221;<a href=\"#_ftn37\" name=\"_ftnref37\"><sup>[37]<\/sup><\/a>. Nel contesto attuale, caratterizzato da condizioni climatiche estreme, i suoli organici hanno dimostrato una superiore resilienza e fertilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Buon cibo per tutti<\/strong>. Una simulazione<a href=\"#_ftn38\" name=\"_ftnref38\"><sup>[38]<\/sup><\/a> del potenziale di una conversione al 100% all&#8217;agricoltura biologica per fornire cibo sufficiente alla popolazione del 2050 e contemporaneamente ridurre l&#8217;impatto ambientale dell&#8217;agricoltura ha dimostrato che la gestione biologica potrebbe effettivamente produrre abbastanza cibo per le persone senza degradare l&#8217;ambiente e senza utilizzare pi\u00f9 terra, a condizione che il sistema alimentare sia progettato per ridurre del 50% l&#8217;uso di mangimi, oltre alle perdite e agli sprechi alimentari. Di conseguenza, \u00e8 necessario ridurre il numero di animali (principalmente monogastrici) e il consumo di prodotti animali (globalmente, dall&#8217;11 al 38%). A tal fine, una prospettiva globale dei sistemi alimentari (di produzione e consumo) \u00e8 fondamentale, piuttosto che limitarsi a fissare un obiettivo di resa massima per singole colture come criterio di prestazione a s\u00e9 stante.\u00a0 Nel caso in cui l&#8217;agroecologia e l&#8217;agricoltura biologica diventassero la norma, il cambiamento delle pratiche agricole comporterebbe l&#8217;abbandono degli input sintetici, la ridistribuzione dei pascoli naturali e l&#8217;estensione delle infrastrutture agroecologiche (siepi, alberi, stagni e habitat pietrosi) in sistemi alimentari pi\u00f9 localizzati e pi\u00f9 sani. Oltre alla capacit\u00e0 di fornire cibo a sufficienza per la popolazione mondiale, il cibo biologico \u00e8 oggi riconosciuto per le sue qualit\u00e0 nutrizionali- Per esempio: pi\u00f9 polifenoli nella frutta e nella verdura, meno cadmio nei cereali e acidi grassi di classe superiore e Omega-3 nei latticini<a href=\"#_ftn39\" name=\"_ftnref39\"><sup>[39]<\/sup><\/a>.\u00a0 Per contro, l&#8217;aumento delle rese industriali \u00e8 stato accompagnato da una perdita, nell&#8217;ultimo mezzo secolo, dal 5 a oltre il 40% del valore nutrizionale delle colture<a href=\"#_ftn40\" name=\"_ftnref40\"><sup>[40]<\/sup><\/a> (a causa dell&#8217;introduzione di semi ibridi, fertilizzanti sintetici e irradiazione), oltre al fatto che l&#8217;abbondanza di alimenti ultra processati, ad alta densit\u00e0 energetica e poveri di nutrienti ha drasticamente impoverito le diete. Innanzitutto, la diminuzione del contenuto di residui chimici negli alimenti biologici conferisce loro una superiorit\u00e0 rispetto agli alimenti industriali, poich\u00e9 i residui tossici negli alimenti sono in gran parte responsabili della\u00a0 diffusione esponenziale di malattie croniche non trasmissibili. Anche se i portavoce dell&#8217;industria hanno condotto una vasta campagna per rassicurare sui livelli di sicurezza dei residui di pesticidi negli alimenti, i fatti dimostrano che molte delle sostanze chimiche sintetiche utilizzate nel secolo scorso sono state vietate e altre sono continuamente elencate per la proibizione &#8211; di solito una volta che l&#8217;azienda agrochimica \u00e8 migrata verso il livello successivo, comprese entrambe le sostanze chimiche e la biologia di sintesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La gente e l\u2019autodeterminazione nella trasformazione<\/strong>. I pionieri dell&#8217;agricoltura biologica del secolo scorso immaginavano un sistema in cui la cura della natura andasse di pari passo con un trattamento equo dei lavoratori e prezzi dignitosi. Quando le prime aziende agricole a conduzione familiare e i piccoli artigiani indipendenti si trovarono ad affrontare la concorrenza schiacciante dell&#8217;industria del biologico e delle grandi aziende agricole convertite al biologico su una base puramente commerciale, la giustizia sociale nei sistemi biologici divenne una questione simile a quella dell&#8217;agricoltura industriale. Sebbene i principi e gli standard IFOAM includano la giustizia sociale<a href=\"#_ftn41\" name=\"_ftnref41\"><sup>[41]<\/sup><\/a>, gli attuali quadri normativi del biologico non prendono in considerazione le questioni relative ai prezzi e al lavoro, sostenendo che la componente sociale non \u00e8 di loro competenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coloro che promuovono le fondamenta etiche del biologico stanno attualmente cercando di inserire contratti equi, prezzi equi e accesso equo ai fattori di produzione (terra, credito, sementi biologiche) nei principali strumenti governativi; ad esempio, il piano d&#8217;azione nazionale per il biologico degli Stati Uniti sottolinea l&#8217;urgenza di confluire i principi dell&#8217;equit\u00e0 tra le basi nel settore biologico<a href=\"#_ftn42\" name=\"_ftnref42\"><sup>[42]<\/sup><\/a>. Attraverso un&#8217;occupazione equa e condizioni di vita dignitose, il settore pu\u00f2 potenzialmente contribuire ad arrestare la tendenza allo smembramento delle comunit\u00e0 agricole, fornendo nel contempo posti di lavoro migliori a 1,6 miliardi di piccoli agricoltori in tutto il mondo. Grazie alle favorevoli politiche di rivitalizzazione rurale, l&#8217;urbanizzazione inversa \u00e8 una nuova tendenza in molti paesi, come ad esempio le giovani coppie istruite che scelgono di creare fattorie biologiche ed eco-agriturismo nell&#8217;Europa rurale, cos\u00ec come oltre 7 milioni di persone in Cina che sono ritornate nelle zone rurali per avviare imprese di allevamento di bestiame e agriturismi per attirare visitatori nelle fattorie<a href=\"#_ftn43\" name=\"_ftnref43\"><sup>[43]<\/sup><\/a>.\u00a0 Prima delle elezioni del Parlamento europeo varie organizzazioni della societ\u00e0 civile hanno invocato congiuntamente un&#8217;agenda europea del consumo e della produzione equa e sostenibile. Produssero il numero di un immaginario giornale datato 2024 contenente esempi di ci\u00f2 che si potrebbe ottenere se l&#8217;UE adottasse e attuasse politiche di trasformazione, basate sull&#8217;agricoltura biologica,\u00a0 i finanziamenti etici, il sostegno alle iniziative condotte dalle comunit\u00e0 locali, su appalti pubblici sostenibili e misure finalizzate ad affrontare gli squilibri di potere nelle filiere dell\u2019agroalimentare<a href=\"#_ftn44\" name=\"_ftnref44\"><sup>[44]<\/sup><\/a>. I diritti umani fondamentali comprendono anche il diritto di tutte le persone a mantenere il proprio sistema di conoscenze culturali e tradizionali e il diritto degli agricoltori e dei lavoratori agricoli ad avere voce in capitolo nelle politiche di miglioramento verso un sistema alimentare pi\u00f9 etico<a href=\"#_ftn45\" name=\"_ftnref45\"><sup>[45]<\/sup><\/a>. Nell&#8217;ottica di contrastare l&#8217;industrializzazione dell&#8217;agricoltura, la concentrazione del mercato alimentare e la mercificazione delle risorse della Terra come il suolo e il lavoro umano, un gruppo di imprese biodinamiche (es. Purpose AG, Alnatura) sta attualmente ripensando il concetto di propriet\u00e0 al fine di combinare la libert\u00e0 imprenditoriale con il concetto di fratellanza e proteggerle da interessi orientati al profitto. Questa nuova struttura giuridica, denominata &#8220;imprese in propriet\u00e0 responsabile&#8221;, \u00e8 stata discussa nell&#8217;ottobre 2018 da centinaia di organizzazioni e dirigenti del mondo scientifico, politico e imprenditoriale<a href=\"#_ftn46\" name=\"_ftnref46\"><sup>[46]<\/sup><\/a>. Lo scopo ultimo della comunit\u00e0 biodinamica \u00e8 quello di stabilire un approccio associativo alla finanza, al capitale e alla propriet\u00e0.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;offensiva delle multinazionali contro le politiche per il biologico<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Indebolire le politiche per il biologico<\/strong>. Avendo in qualche modo mancato di influenzare le scelte dei consumatori, l&#8217;agroindustria sta moltiplicando i suoi sforzi per influenzare i decisori politici. Gli interessi corporativi e i grandi gruppi imprenditoriali che sostengono di parlare a nome di tutti gli agricoltori stanno orientando le politiche agricole in molti paesi, rendendo pi\u00f9 difficile promulgare politiche eque, o presentare reclami contro pratiche non sostenibili. Nel 2018, il senatore repubblicano statunitense Pat Roberts, leader della Commissione del Senato per l&#8217;Agricoltura, fortemente sostenuto dalle industrie agrochimiche, ha redatto la versione per il Senato\u00a0 del Farm Bill (legge agraria), nel tentativo di ampliare gli standard del biologico per inserirvi concessioni a pesticidi tossici e Ogm. Mediante la proposta di un trasferimento di autorit\u00e0, dal National Organic Standards Board (NOSB) &#8211; il consiglio che decide gli standard del biologico a livello nazionale &#8211;\u00a0 al Segretario dell&#8217;Agricoltura attraverso una scappatoia, vale a dire l\u2019inserimento di &#8220;esenzioni di emergenza&#8221; nella \u201clista nazionale delle sostanze consentite e vietate\u201d del Dipartimento dell\u2019Agricoltura degli Stati Uniti, allo scopo di togliere al NOSB l&#8217;autorit\u00e0 di controllo che ha su quali tipi di fertilizzanti, agenti antiparassitari e altri input potrebbero essere utilizzati nell&#8217;agricoltura biologica<a href=\"#_ftn47\" name=\"_ftnref47\"><sup>[47]<\/sup><\/a>. Attraverso le &#8220;esenzioni d&#8217;emergenza&#8221;, il segretario dell&#8217;agricoltura avrebbe potuto dare il via libera, ad esempio, all\u2019utilizzo di nuove &#8220;sostanze fitosanitarie&#8221; (pesticidi). Mentre per 20 anni, gli agricoltori biologici hanno avuto successo senza la necessit\u00e0 di alcuna esenzione di emergenza, la scappatoia delle \u201cemergenze\u201d ha permesso, invece,\u00a0 all&#8217;agricoltura convenzionale di applicare pesticidi tossici altrimenti legalmente limitati o vietati. Anche se l&#8217;assalto al NOSB \u00e8 stato limitato da una versione del Farm Bill della Camera, sono comunque state cancellate le sovvenzioni per i programmi che aiutano i piccoli e medi agricoltori a passare al biologico e ad ottenere la certificazione<a href=\"#_ftn48\" name=\"_ftnref48\"><sup>[48]<\/sup><\/a>, mentre la ricerca per il settore del biologico riceve meno dell&#8217;1% dei fondi federali per la ricerca per l\u2019agricoltura. Allo stesso tempo, i politici sono indotti a bloccare norme che vietino le sostanze tossiche, come l&#8217;insetticida clorpirifos Dow\/DuPont utilizzato su diverse colture e ritenuto un pericolo per lo sviluppo cerebrale dei bambini; secondo quanto riportato dalla Commissione elettorale federale, tra i 330 membri della Camera che dal 2017 hanno scelto di non sponsorizzare il disegno di legge per vietare l&#8217;insetticida, 118 hanno ricevuto fondi dalla Dow per un totale di 379 651 USD e nel luglio 2018 il Presidente Trump nomin\u00f2 tre ex dirigenti Dow in posizioni chiave del ministero dell&#8217;Agricoltura statunitense<a href=\"#_ftn49\" name=\"_ftnref49\"><sup>[49]<\/sup><\/a>. Anche la politica agricola comune dell&#8217;UE che determina le priorit\u00e0 di finanziamento della ricerca e il futuro dell&#8217;agricoltura, subisce l&#8217;influenza degli interessi delle imprese. Nel 2011, il registro europeo per la trasparenza ha riportato quanto dichiarato da 151 organizzazioni che rappresentano le multinazionali del settore agroalimentare in termini di spese sostenute per le attivit\u00e0 di lobbying: una spesa totale di 49,2 milioni di euro, in particolare\u00a0 Syngenta per 650.000 euro e Bayer per 2.525.000 euro<a href=\"#_ftn50\" name=\"_ftnref50\"><sup>[50]<\/sup><\/a>. Il pretesto dell'&#8221;emergenza&#8221; che consente alle autorit\u00e0 pubbliche di agire in deroga ai principi di tutela dell&#8217;ambiente e della salute, a volte deliberatamente mirate a danneggiare aziende biologiche di successo, \u00e8 una strategia dell\u2019agroindustria a livello mondiale. L&#8217;uso massiccio di pesticidi sta trasformando l&#8217;eccezione in pratica comune. Dalle irrorazioni di DDT per contrastare le zanzare malariche in Uganda, che nel 2009 hanno colpito le fiorenti aziende di cotone biologico (compromettendo l&#8217;intero settore del cotone biologico<a href=\"#_ftn51\" name=\"_ftnref51\"><sup>[51]<\/sup><\/a>), al &#8220;Decreto di emergenza&#8221; italiano del 2018 (n. 152\/2006)<a href=\"#_ftn52\" name=\"_ftnref52\"><sup>[52]<\/sup><\/a>. Il giugno 2019 ha segnato un nuovo traguardo della strategia offensiva, che ha visto la Monsanto spronare gli agricoltori indiani (Akot, Maharashtra) a dichiarare &#8221; uno stato di agitazione di disobbedienza civile&#8221; contro il divieto di coltivare le melanzane geneticamente modificate (Bt Brinjal), introdotto in India nel 2010. Questa iniziativa pilotata dall&#8217;industria agroalimentare \u00e8 stata giustificata in nome della &#8220;libert\u00e0 dal controllo governativo all\u2019&#8217;accesso alla tecnologia moderna&#8221;<a href=\"#_ftn53\" name=\"_ftnref53\"><sup>[53]<\/sup><\/a>, mentre in realt\u00e0 ha strumentalizzato il \u201cSatyagraha\u201d di Gandhi, nato per fermare leggi brutali basate sulla violenza. Pi\u00f9 che mai oggi, l&#8217;interesse economico di pochi sta minacciando il diritto di tutti a un ambiente sano e alla libera scelta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando l\u2019innovazione ha la precedenza sulla cautela.<\/strong> Nel 2013, le societ\u00e0 chimiche, farmaceutiche veterinarie, del tabacco, della plastica e dei combustibili fossili si sono unite al Forum Europeo sui Rischi (FER) per lanciare il &#8220;principio di innovazione&#8221; (PI), approvato dal Consiglio europeo nel 2016 e successivamente sostenuto dalle presidenze dell&#8217;UE, ottenendo cos\u00ec una posizione predominante significativa all&#8217;interno delle istituzioni dell&#8217;UE. Il PI mira a garantire che &#8220;ogni qualvolta vi sia la discussione di una normativa, il suo impatto sull&#8217;innovazione debba essere valutato ed esaminato&#8221;. Senza definire il termine\u00a0 \u2018innovazione\u2019, il principio consente di mantenere sul mercato prodotti rischiosi con le minori restrizioni e regolamentazioni possibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il FER ha invocato questo principio per rendere la REACH, la legislazione europea sulle sostanze chimiche, pi\u00f9 favorevole per le imprese. La PI viene utilizzata per compromettere la legislazione dell&#8217;UE circa l\u2019uso di sostanze chimiche, l\u2019immissione nel mercato di nuovi prodotti alimentari, di pesticidi, nanoprodotti e prodotti farmaceutici, nonch\u00e9 per sovvertire i principi giuridici di protezione dell&#8217;ambiente e della salute umana sanciti dal trattato UE. Ponendo la possibilit\u00e0 di rivendicare dei danni, il concetto di innovazione apre nuove opportunit\u00e0 per le imprese, minacciando al contempo il principio di precauzionee il cosiddetto principio del &#8220;chi inquina paga&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di PI \u00e8 stato inserito per la prima volta in un progetto di testo giuridico che sar\u00e0 votato dal Parlamento europeo: il progetto Horizon Europe, da 100 miliardi di euro da spendere fra il 2021 e il 2027, che stabilisce le regole per il programma di ricerca e innovazione dell&#8217;UE e favorisce ancora di pi\u00f9 l\u2019investimento dei fondi nella ricerca e nello sviluppo dell&#8217;industria. Nel 2017 la DG Research ha istituito una task force interna dedicata al principio di innovazione per attuare il PI e il programma di lavoro della DG Research 2018, che elenca le iniziative politiche e legislative &#8220;per individuare quelle in cui si potrebbe realizzare il principio di innovazione&#8221;. I recenti incontri dell&#8217;industria dei pesticidi con la DG Research si sono concentrati \u201csull\u2019incompatibilit\u00e0&#8221; di politiche o regolamenti: quelli che promuovono il &#8220;principio di innovazione&#8221; da un lato, e quelli che \u201cbandiscono le sostanze considerate innovative o indispensabili\/utili&#8221; dall&#8217;altro. Dal momento che i buoni vecchi erbicidi a base di glifosato sono considerati &#8220;indispensabili&#8221;, la PI va in soccorso anche di quei prodotti vecchi e molto criticati<a href=\"#_ftn54\" name=\"_ftnref54\"><sup>[54]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizialmente, le innovazioni agricole sono state di grande vantaggio per i tecnici dell&#8217;agricoltura biologica, offrendo\u00a0 soluzioni alla loro consapevole scelta di eliminare ogni apporto sintetico alla coltivazione; attraverso un mix di mezzi genetici, meccanici ed ecologici, sono state messe in atto pratiche per aumentare la fertilit\u00e0 del suolo (preparati biodinamici), contenere la crescita delle erbe infestanti (controllo termico meccanico), proteggere le colture (artropodi benefici) e per occuparsi degli animali (oli essenziali).<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il sovvertimento della scienza e il ritorno dell&#8217;oscurantismo.<\/strong> Per decenni, l&#8217;industria del tabacco ha definito &#8220;scienza spazzatura&#8221; qualsiasi scienza indipendente che dimostrasse il danno causato dai suoi prodotti, facendo riferimento ai propri studi sponsorizzati come &#8220;scienza sana&#8221;. Questo stesso tipo di linguaggio \u00e8 ora utilizzato dall&#8217;industria agroalimentare. In particolare, l&#8217;industria dei pesticidi usa l&#8217;argomento &#8220;scientifico&#8221; sia per nascondere la sua politica che per fare pressione sui politici. Il fatto che i sistemi geneticamente modificati non stiano dimostrando n\u00e8 maggiori rendimenti, n\u00e8 una riduzione nell\u2019uso delle sostanze chimiche, o un aumento della sicurezza alimentare, o un ridotto impatto sull&#8217;ambiente, o maggiore valore nutrizionale, o un miglioramento del reddito degli agricoltori, ha comportato il ricorso alla tattica preferita dell&#8217;industria per denigrare soluzioni alternative: vale a dire la manipolazione\u00a0 delle informazioni<a href=\"#_ftn55\" name=\"_ftnref55\"><sup>[55]<\/sup><\/a>. La cosa pi\u00f9 preoccupante \u00e8 che queste societ\u00e0 corrotte hanno messo a repentaglio l&#8217;integrit\u00e0 scientifica di curatori, editori, legislatori e governi. Gli studi scientifici finanziati dall&#8217;industria tendono a fornire risultati che vadano a beneficio dei loro sponsor, o che non vengano pubblicati quando non adatti ai loro interessi, distorcendo la letteratura scientifica disponibile e le riviste che informano le decisioni pubbliche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I documenti conosciuti come <em>Monsanto Papers<\/em> mostrano come sia una pratica comune per l\u2019industria, quella di scrivere per conto di esperti presumibilmente indipendenti, come \u00e8 stato riscontrato a proposito di diversi importanti studi sul glifosato nella letteratura scientifica,. Altra pratica comune \u00e8 quella di distruggere la credibilit\u00e0 e la reputazione di singoli scienziati, come avvenuto nel 2012 con il ritiro dello studio S\u00e9ralini et al.<a href=\"#_ftn56\" name=\"_ftnref56\"><sup>[56]<\/sup><\/a> che aveva valutato criticamente il mais ogm resistente al\u00a0 Roundup (NK603 della Monsanto), e lo aveva definito come probabilmente cancerogeno e perturbatore endocrino<a href=\"#_ftn57\" name=\"_ftnref57\"><sup>[57]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia, i recenti attacchi all&#8217;agricoltura biologica hanno preso la piega dell&#8217;oscurantismo puro. Dalla met\u00e0 del 2018 all&#8217;inizio del 2019, la senatrice a vita Elena Cattaneo ha utilizzato tutti i mezzi possibili, tra cui lettere aperte, articoli sui media, comunicati, talk show televisivi, documenti sostenuti pubblicamente da centinaia di scienziati, chiedendo al mondo accademico di non ospitare incontri sulla biodinamica (una pratica che minaccia la credibilit\u00e0 delle istituzioni scientifiche e pubbliche, proprio nel &#8220;paese di Galileo che ha dato vita al metodo scientifico&#8221;<a href=\"#_ftn58\" name=\"_ftnref58\"><sup>[58]<\/sup><\/a>), al fine di impedire l&#8217;approvazione della legge 988 che promuove l&#8217;agricoltura biologica per la salute e l&#8217;ambiente della nazione. I suoi attacchi utilizzano argomenti che possiamo definire medievali, basati sulla polarit\u00e0 scienza\/anti-scienza, in cui ci si riferisce all&#8217;agricoltura biodinamica come &#8220;pratica artigianale delle streghe&#8221;, all&#8217;agricoltura biologica come &#8220;racconto bello ma impossibile&#8221;, e ai sostenitori dell&#8217;agroecologia come &#8220;fasulli&#8221; che promuovono una &#8220;visione dello sviluppo arretrato, basata sull&#8217;ideologia se non addirittura sulla magia&#8221; &#8211; affermando con forza che l&#8217;agricoltura sostenibile non pu\u00f2 che essere intensiva, con l&#8217;ingegneria genetica come soluzione per ridurre l&#8217;uso di pesticidi. Purtroppo, appropriazione indebita di linguaggio, cattiva condotta e ritrattazione delle prove scientifiche si applicano anche alla scienza dell&#8217;alimentazione, come ad esempio nel caso delle aziende di bevande gassate che sponsorizzano la ricerca sulla nutrizione (come quella sull\u2019obesit\u00e0 della Coca-Cola<a href=\"#_ftn59\" name=\"_ftnref59\"><sup>[59]<\/sup><\/a>, proprio in concomitanza di un periodo di crescenti sforzi per tassare le bevande zuccherate) e che contribuiscono al caos nutrizionale e sanitario del nostro tempo, con la dieta come principale causa di morte.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Uno sguardo verso il futuro<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 2030 la piaga della fame continuer\u00e0 ad esserci.<\/strong> Nel 2017, 821 milioni di persone soffrivano di fame cronica. La malnutrizione \u00e8 aggravata dalla crescente carenza di micronutrienti e l&#8217;obesit\u00e0 colpisce oltre 2 miliardi di persone.\u00a0 Inoltre, situazioni instabili di sicurezza alimentare includono coloro che vivono situazioni di incertezza in merito all\u2019accesso al cibo. A livello globale, nel 2015, quasi 1,8 miliardi di persone sono state inserite in questa categoria. Mentre la maggior parte di esse si trova nell&#8217;Africa subsahariana e nell&#8217;Asia meridionale, l&#8217;insicurezza alimentare \u201cmoderata\u201d \u00e8 (e rimarr\u00e0) un problema importante in tutte le regioni, anche nei paesi ad alto reddito<a href=\"#_ftn60\" name=\"_ftnref60\"><sup>[60]<\/sup><\/a>. Nonostante l&#8217;intento di raggiungere &#8220;sconfiggere la fame&#8221;, il secondo obiettivo dell\u2019Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile, si stima che entro tale data ancora 625 milioni di persone soffriranno di fame cronica<a href=\"#_ftn61\" name=\"_ftnref61\"><sup>[61]<\/sup><\/a>. Le numerose sfide includono le disuguaglianze, i conflitti, i cambiamenti climatici, la domanda di alimenti per animali in allevamenti intensivi e per usi non alimentari (ad esempio i biocarburanti) &#8211; e sistemi agricoli che tendono ad esaurire le risorse, come l\u2019intensificazione dell&#8217;industrializzazione.<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Previsioni per un 2050 pi\u00f9 sano<\/strong>. I risultati della FAO dell&#8217;analisi dello scenario globale per il 2050<a href=\"#_ftn62\" name=\"_ftnref62\"><sup>[62]<\/sup><\/a> mostrano chiaramente che &#8220;l&#8217;ordinaria amministrazione&#8221;, in cui le sfide alimentari e agricole non vengono affrontate, &#8220;provocher\u00e0 un significativo aumento del tasso di malnutrizione generale entro il 2050, anche se la produzione agricola lorda crescesse del 50 per cento dal 2012 al 2050, fra l\u2019altro contribuendo ad aumentare le emissioni di gas serra\u201d. Queste tendenze negative si aggravano ulteriormente nello scenario delle &#8220;societ\u00e0 stratificate&#8221;, caratterizzate da maggiori disuguaglianze. L&#8217;unico futuro attualizzabile pu\u00f2 essere raggiunto solo attraverso un contesto che si muova in direzione della &#8220;sostenibilit\u00e0&#8221; (fondato su ipotesi agroecologiche), che richiede cambiamenti proattivi per la realizzazione di sistemi alimentari e agricoli pi\u00f9 sostenibili: in tal caso, \u201cgli obiettivi per lo sviluppo sostenibile potrebbero essere raggiunti con una riduzione della produzione agricola, a condizione che i sistemi di produzione siano pi\u00f9 sostenibili e il reddito e il cibo vengano distribuiti in modo pi\u00f9 equo tra i paesi e al loro interno\u201d. In questo scenario, la malnutrizione si riduce drasticamente, la produzione agricola aumenta solo del 40 per cento, e le emissioni di gas serra vengono significativamente ridotte. La denutrizione si riduce drasticamente perch\u00e9 il reddito e il cibo sono distribuiti pi\u00f9 equamente tra i paesi e all&#8217;interno degli stessi. Diete pi\u00f9 equilibrate nei paesi ad alto reddito, che potrebbero avere effetti benefici sul sovrappeso, l\u2019obesit\u00e0 e simili patologie non trasmissibili, contribuendo anche a frenare l&#8217;espansione delle attivit\u00e0 zootecniche, che sono a loro volta un fattore chiave per ottenere una pi\u00f9 limitata espansione della produzione agricola e dei terreni coltivabili, e la significativa riduzione delle emissioni di gas serra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, l&#8217;azione nel settore alimentare e agricolo da sola non sar\u00e0 sufficiente- Dunque \u00e8 indispensabile una distribuzione pi\u00f9 equa del reddito all&#8217;interno dei paesi e tra i paesi stessi. Per migliorare l&#8217;equit\u00e0 dei sistemi economici \u00e8 quindi necessaria una trasformazione strutturale che si allontani dal capitalismo globale.<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Agroecologia e <em>governance<\/em> democratica per una sicurezza alimentare e nutrizionale sostenibile.<\/strong> Avendo notato una correlazione fra l\u2019aumento della produzione alimentare e una conseguente espansione della fame al di l\u00e0 dei confini territoriali, l&#8217;unica alternativa \u00e8 quella di creare una piccola e media agricoltura sostenibile utilizzando i principi dell&#8217;agroecologia. E\u2019 chiaro che ancora debbano essere fatti grandi progressi per far avanzare le scienze e le pratiche agroecologiche. La saggezza agroecologica per com\u2019\u00e8 attualmente intesa ha gi\u00e0 il potenziale di nutrire i cittadini del mondo, proteggere la biodiversit\u00e0 e l&#8217;ambiente e la produttivit\u00e0 della terra per le generazioni future &#8211; se solo ci fosse la volont\u00e0 politica di potenziarla. In questa nuova societ\u00e0 globale, il sistema agricolo e l&#8217;ambiente convergono, e quando causiamo entropia o abbandoniamo rifiuti, \u00e8 come se lo facessimo nei nostri stessi cortili. L&#8217;agri-cultura (la cultura agricola) deve essere rivitalizzata come la pi\u00f9 dignitosa attivit\u00e0 umana in sinergia con le risorse naturali, attraverso l\u2019approvazione di prezzi equi, un consumo responsabile e investimenti nelle aree rurali &#8211; i nostri orti\/giardini inalienabili. Tuttavia, affrontare la <em>governance<\/em> globale delle multinazionali \u00e8 un requisito imprescindibile per una sicurezza alimentare e nutrizionale equa e sostenibile. L&#8217;Onu, nella sua qualit\u00e0 di istituzione di governance globale, dovrebbe portare lo stato di diritto alle relazioni di potere che governano l&#8217;economia agricola globale, che attualmente determinano chi ottiene cosa, quando e come. Pi\u00f9 specificamente, il gruppo di esperti di alto livello della Fao sulla sicurezza alimentare e la nutrizione, attraverso un dibattito pubblico inclusivo del Comitato per la Sicurezza Alimentare, dovrebbe esaminare i potenziali pericoli delle tecnologie agricole emergenti (ad esempio la biologia sintetica, l&#8217;editing genetico, i macchinari senza conducente) e supervisionare le imprese che li sviluppano. Anche se negli anni &#8217;90 i paesi del Nord e del Sud del mondo hanno smantellato i meccanismi delle Nazioni Unite per tracciare le tecnologie e le imprese, la realt\u00e0 odierna \u00e8 che le grandi societ\u00e0 stanno ottenendo ci\u00f2 che vogliono e i paesi in via di sviluppo stanno perdendo. Quindi, \u00e8 giunto il momento di prendere in considerazione un trattato delle Nazioni Unite sulle fusioni e le acquisizioni, cos\u00ec come sulle tecnologie con implicazioni per pi\u00f9 di una singola nazione. Questo processo potrebbe essere avviato dagli esistenti strumenti, comitati e iniziative delle Nazioni Unite, come ad esempio dalla Legge Modello Unctad sulla Politica di Concorrenza, dalla Commissione Unctad per la Scienza e la Tecnologia per lo Sviluppo e dal Forum del Segretario Generale delle Nazioni Unite sulla Scienza, la Tecnologia e l&#8217;Innovazione e dal suo Meccanismo di Facilitazione Tecnica<a href=\"#_ftn63\" name=\"_ftnref63\"><sup>[63]<\/sup><\/a>. Consapevoli del fatto che questo sar\u00e0 un lungo viaggio, la governance globale delle multinazionali deve essere in qualche modo sostituita da un governo democratico per una sicurezza alimentare e nutrizionale sostenibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>Note<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> L&#8217;agroecologia, definita dalla FAO come una scienza, una pratica e un movimento sociale per l&#8217;agricoltura sostenibile potrebbe essere considerata simile all&#8217;agricoltura biologica non certificata; i principi dell&#8217;agroecologia sono molto simili all&#8217;agricoltura biologica, ma l&#8217;agroecologia non ha standard precisi con le regole del fare e non fare, il che la rende soggetta ad interpretazione.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> \u00a0WB (1986). Poverty and Hunger Issues and Options for Food Security in Developing Countries.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> Cullather Nick (2010). The Hungry World.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> Shiva Vandana (1991). The Violence of Green Revolution: Third World Agriculture, Ecology and Politics.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a> Markam (2004). Selections from the History of Environmental Pollution, with Special Attention to Air Pollution. Part 1. International Journal of Environment and Pollution.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a> FAO, 1996. Lessons from the Green Revolution: Towards a New Green Revolution. Technical background document. World Food Summit, 13-17 November 1996.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a> Michael Pollan (2006). An Omnivore\u2019s Dilemma: <a href=\"http:\/\/www.michaelpollan.com\/omnivore.php\">A Natural History of Four Meals<\/a>. Penguin Books.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a> \u201cWhat is holistic management?\u201d, https:\/\/holisticmanagement.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/HolisticManagement-1-22.pdf<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a> Ci sono molti altri concetti, come l&#8217;agricoltura &#8216;rigenerativa&#8217; o &#8216;climate-smart&#8217; che asseriscono di allinearsi agli obiettivi di sostenibilit\u00e0 ma sono sostenuti da interessi corporativi (es. General Mills, Lan O&#8217;Lakes INC).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\"><sup>[10]<\/sup><\/a> Scialabba N. (2013). Organic Agriculture\u2019s Contribution to Sustainability. Plant Management Network.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a> \u00a0IFOAM (1998). Mar del Plata Declaration. 12<sup>th <\/sup>Scientific Conference, 19 October 1998<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a> Raymond Auerbach (2003). Transforming African agriculture: Organics and AGRA. In:\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.fao.org\/docrep\/018\/i3294e\/i3294e.pdf\">Organic Agriculture: African Experiences in Resilience and Sustainability<\/a>, FAO.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\"><sup>[13]<\/sup><\/a> Mooney Pat (2018). Blocking the Chain. ETC Gro.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\"><sup>[14]<\/sup><\/a> FAO, 2019. State of Food Insecurity in the World.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\"><sup>[15]<\/sup><\/a> \u00a0FiBL (2019). The World of Organic Agriculture. Swiss Institute for Organic Farming Research.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\"><sup>[16]<\/sup><\/a> \u00a0Zhang et al. (2014). Chapter One &#8211; Opportunities and Challenges of Soil Carbon Sequestration by Conservation Agriculture in China. Advances in Agronomy. Elsevier Volume 124.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\"><sup>[17]<\/sup><\/a>\u00a0 Howard, P. (2016). Organic Industry Structure: Acquisition &amp; Alliances, Top 100 Food Processors in North America.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\"><sup>[18]<\/sup><\/a> Tra cui ADM, Cadbury Schweppes, Coca Cola, ConAgra, Dean Foods, Dole, General Mills, Groupe Danone, H.J. Heinz, Kellogg, Mars, Parmalat Finanziaria, Kraft, Sara Lee e Tyson Foods.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\"><sup>[19]<\/sup><\/a> Henderson E. (2014). Growing our Roots. Upper Midwest Organic Farming Conference, February 2004.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\"><sup>[20]<\/sup><\/a> Tutti e tre gli accadimenti sono documentati nel registro interno della FAO per l&#8217;agricoltura biologica.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\"><sup>[21]<\/sup><\/a>\u00a0 FAO (2000). Food Safety and Quality as Affected by Organic Farming. Report of the 22nd FAO regional Conference for Europe. Portugal, 24-28 July 2000 (ERC\/00\/7).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\"><sup>[22]<\/sup><\/a> \u00a0Cornucopia Institute (2004). Study Confirms Safety of Organic Food but Agrichemical Front Group Attempts to Twist Findings. Rodale Institute.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\"><sup>[23]<\/sup><\/a> IFOAM (2008). Criticisms and Frequent Misconceptions about Organic Agriculture. The Counter-Arguments. Compiled by the International Federation of Organic Agriculture Movements.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref24\" name=\"_ftn24\"><sup>[24]<\/sup><\/a> Miller Henry (2018). The Organic Food Hoax. A Hoover Institution Journal. Standford University.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref25\" name=\"_ftn25\"><sup>[25]<\/sup><\/a> Sch\u00e4ffer A. et al (2018). The Silent Spring &#8211; On the Need for Sustainable Plant Protection. Leopoldina Discussions No. 16; 61.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref26\" name=\"_ftn26\"><sup>[26]<\/sup><\/a> Sprinkel S. and Kastel M. (2004). The Corporate Attack on Organic Agriculture. Common Dreams.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref27\" name=\"_ftn27\"><sup>[27]<\/sup><\/a> Academics Review (2014). Why Consumers Pay More for Organic Foods? Fear Sells, Marketers Know it.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref28\" name=\"_ftn28\"><sup>[28]<\/sup><\/a> Malkan Stacy (2017). Montsanto Fingerprints Found all over Attack on Organic Food. Huffpost, 30 June 2016 (emails obtained by US Right to Know of the Freedom of Information Act).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref29\" name=\"_ftn29\"><sup>[29]<\/sup><\/a> ETC Group (2018). Too Big to Feed: The Short Report. Mega-mergers and the concentration of power in the agri-food sector: How dominant firms have become too big to feed humanity sustainably.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref30\" name=\"_ftn30\"><sup>[30]<\/sup><\/a> ETC Group (2018). Too Big to Feed: The Short Report.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref31\" name=\"_ftn31\"><sup>[31]<\/sup><\/a> ETC Group (2018). Between BlackRock and a Hard Place. Is the Industrial Food Chain Unraveling \u2026 or Rewinding? Communique 116, October 2018<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref32\" name=\"_ftn32\"><sup>[32]<\/sup><\/a> Holcombe and Boudreaux (2015). Regulation and Corruption. Public Choice (164:75). SpringerLink.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref33\" name=\"_ftn33\"><sup>[33]<\/sup><\/a> Money Pat (2018). Blocking the Chain. ETC Group.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref34\" name=\"_ftn34\"><sup>[34]<\/sup><\/a> FiBL (2019). The World Statistics of Organic Agriculture. Swiss Institute for Organic Farming Research.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref35\" name=\"_ftn35\"><sup>[35]<\/sup><\/a>\u00a0 Grand View Research (2017). Organic Food &amp; Beverage Market Size Worth $320.5 Billion By 2025.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref36\" name=\"_ftn36\"><sup>[36]<\/sup><\/a> Klein Kendra (2019). 2018 Farm Bill Watch: A Sneak Attack on the Organic Standards? Friends of the Earth. Blog Food and Agriculture.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref37\" name=\"_ftn37\"><sup>[37]<\/sup><\/a> IFOAM (2016). Organic 3.0 for Truly Sustainable Farming &amp; Consumption. Second Updated Edition. IFOAM Organics International and SOAAN.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref38\" name=\"_ftn38\"><sup>[38]<\/sup><\/a> Muller A. et al. (2017). Strategies for Feeding the World more Sustainably with Organic Agriculture.\u00a0 Nature Communications volume\u00a08, Article\u00a0number:\u00a01290 (2017).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref39\" name=\"_ftn39\"><sup>[39]<\/sup><\/a> Baranski et al (2014). Higher Antioxidant and Lower Cadmium Concentrations and Lower Incidence of Pesticide Residues in Organically Grown Crops: a Systematic Literature Review and Meta-analyses. The British Journal of Nutrition, September 14; 112(5): 794\u2013811.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref40\" name=\"_ftn40\"><sup>[40]<\/sup><\/a> Davis Donald (2009). Declining Fruit and Vegetable Nutrient Composition: What Is the Evidence? American Society for Horticultural Science. Volume 44, Issue 1.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref41\" name=\"_ftn41\"><sup>[41]<\/sup><\/a> IFOAM (2005) Standard requires operators to have a policy on social justice, where the violation of basic human rights and social injustice leads to non- approval of the operation as organic.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref42\" name=\"_ftn42\"><sup>[42]<\/sup><\/a> NOAP (2010). From the Margins to the Mainstream \u2013 Advancing Organic Agriculture in the U.S.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref43\" name=\"_ftn43\"><sup>[43]<\/sup><\/a> Chenglong Jiang (2018). Reverse Urbanization Provides New Direction for Rural Regions. China Daily. 28 December 2018.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref44\" name=\"_ftn44\"><sup>[44]<\/sup><\/a> IFOAM (2019). Civil society launches a campaign calling on next Members of the European Parliament to make Europe sustainable and fair by 2024. Joint Press Release, 15 April 2019.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref45\" name=\"_ftn45\"><sup>[45]<\/sup><\/a> Coody Lynn (2010). The Organic Standard. June 2010 issue.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref46\" name=\"_ftn46\"><sup>[46]<\/sup><\/a>\u00a0 Gerald Hafner (2018). Rethinking Property. A contribution of the Social Science Section, Anthroposophy Worldwide, no. 12\/18.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref47\" name=\"_ftn47\"><sup>[47]<\/sup><\/a> Food Tank (2018). 2018 Farm Bill Watch: A Sneak Attack on the Organic Standards?<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref48\" name=\"_ftn48\"><sup>[48]<\/sup><\/a> National Organic Certification Cost Share Program and the Agricultural Management Assistance program.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref49\" name=\"_ftn49\"><sup>[49]<\/sup><\/a> \u00a0Philpott Tom (2019). DowDupont Lavishes Campaign Cash on Politicians Who Voted Against a Ban on its Blockbuster Pesticide. Mother Jones. 24 May 2019.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref50\" name=\"_ftn50\"><sup>[50]<\/sup><\/a> Corporate Europe Observatory (2013). Agribusiness Interests vs. Family Farms, Workers, Consumers, Local and Environmental Interests in the EU: Towards a Ratio in Lobbying Expenditures.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref51\" name=\"_ftn51\"><sup>[51]<\/sup><\/a> fter a decade of promoting sustainable, organic production of cotton and other crops in northern Uganda, the Dutch company Bo Weevil refused the 2009\u2019s harvest and closed the business.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref52\" name=\"_ftn52\"><sup>[52]<\/sup><\/a> Navdanya International (2019). A Coalition of Scientists, Doctors, Jurists and Economists Against Art. 6 and 8 of the New Italian \u2018Emergency Decree\u2019. Press Release of 19 April 2019.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref53\" name=\"_ftn53\"><sup>[53]<\/sup><\/a> Swarna Bharat Party webpage. Genetic Modification. Accessed on 15 June 2019.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref54\" name=\"_ftn54\"><sup>[54]<\/sup><\/a> ECO (2018). The \u2018Innovation Principle\u2019 Trap: Industries Behind Risky Products Push for Backdoor to bypass EU Safety Rules. Corporate Europe Observatory, 5\/12\/2018.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref55\" name=\"_ftn55\"><sup>[55]<\/sup><\/a> Druker Steven, Altered Genes, Twisted Truths.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref56\" name=\"_ftn56\"><sup>[56]<\/sup><\/a> Novotney Eva (2018). Retraction by Corruption: the 2012 S\u00e9ralini Paper. Journal of Biological Physics and Chemistry 18 (2018) 32\u201356.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref57\" name=\"_ftn57\"><sup>[57]<\/sup><\/a> CEO (2018). What the Monsanto Papers Tell us About Corporate Science. Corporate Europe Observatory.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref58\" name=\"_ftn58\"><sup>[58]<\/sup><\/a> Cattaneo Elena (2018). Elena Cattaneo contro il Politecnico di Milano: \u201cSponsorizza la stregoneria\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref59\" name=\"_ftn59\"><sup>[59]<\/sup><\/a> Iacobucci G. (2019). Coca-Cola and Obesity: Study Shows Efforts to Influence US Centers for Disease Control. BMJ 2019<em>; <\/em>364.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref60\" name=\"_ftn60\"><sup>[60]<\/sup><\/a> Our World in Data website, consultabile al seguente indirizzo:\u00a0 https:\/\/ourworldindata.org\/hunger-and-undernourishment.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref61\" name=\"_ftn61\"><sup>[61]<\/sup><\/a> FAO (2018). The Future of Food and Agriculture. Alternative Pathways to 2050.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref62\" name=\"_ftn62\"><sup>[62]<\/sup><\/a> Ibid.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref63\" name=\"_ftn63\"><sup>[63]<\/sup><\/a> Mooney Pat (2018). Blocking the Chain. Industrial Food Chain Concentration, Big Data Platforms and Food Sovereignty Solutions. ETC Group, GLOCON, INKOTA, Rosa Luxemburg Stiftung.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Nadia El-Hage Scialabba \u2013 Estratto dal rapporto di Navdanya International Il Futuro del cibo \u2013 Biodiversit\u00e0 e agroecologia per un\u2019alimentazione sana e sostenibile \u2013 novembre 2019\u00a0 \u201cPrima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.\u201d (Mahatma Gandhi)\u00a0 Premessa Finalit\u00e0. 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